Silvio Berlusconi: new. Voto + 8. Il presidente del Consiglio appare in Provenza con il viso libero da cerotti e bende. Sempre “ammaccato” ma sempre in sella. In questo, un Dc doc.
Pier Luigi Bersani: old. Voto – 8. Il segretario del Pd annaspa sulle candidature per le Regionali. Da “togliattiano”, punta tutto sulle alleanze. Ma manca tutto: strategia e partito. Risultato scontato.
enrico-xc
08 gen 2010 - 08:50 - #1bersani e’ gia’ finito.
andrea4381
08 gen 2010 - 09:08 - #2cerotti che appaiono e scompaiono in punti diversi.. mah sta faccenda puzza..
andrea-p
08 gen 2010 - 09:25 - #3gli è andata bene, non si è fatto praticamente nulla e ha approfittato della situazione per fare nuovamente la vittima.
andrea-p
08 gen 2010 - 09:25 - #4enrico, bersani ha mai cominciato? ;)
nchomsky
08 gen 2010 - 09:30 - #5Berlusconi un vero Dc doc:
Deletereo cafone doc?
nchomsky
08 gen 2010 - 09:35 - #6SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO…
Il termometro migliore per misurare a che punto sta il regime è la lettura dei quotidiani “indipendenti”. Che hanno così interiorizzato il regime da non rendersi nemmeno più conto della gravità di quel che descrivono. Infatti lo raccontano con aria gaia e spensierata, come se parlassero del sole e della pioggia. Ieri, per esempio, a pagina 9 del Corriere della Sera, l’articolo dedicato alle tre leggi ad personam che garantiranno impunità eterna al satrapo si apriva così: “Il ministro della Giustizia Angelino Alfano è rientrato in anticipo dalle vacanze e ha subito raggiunto il consigliere giuridico del premier,l’avvocato Niccolò Ghedini, che lo attendeva a Villa San Martino. La prima riunione dell’anno insieme a Silvio Berlusconi è servita dunque a mettere a punto l’agenda 2010 sulla giustizia che,nei piani del presidente del Consiglio,prevede tappe forzate da qui ai prossimi 60 giorni. ‘Se il processo breve e il legittimo impedimento non venissero approvati nei due rami del Parlamento entro febbraio, le conseguenze politiche non sarebbero indolori’, avrebbe ripetuto Berlusconi davanti ai suoi collaboratori”. Notare la soavità di quel “raggiunge”.Traduzione: il ministro della Giustizia “raggiunge” nella residenza privata del premier l’avvocato che difende il premier in vari processi per corruzione di testimone, frode fiscale, appropriazione indebita e falso in bilancio, e che per giunta è stato nominato deputato dal premier per cancellare per legge i suddetti processi, ma la stampa indipendente lo chiama “consigliere giuridico” per non dare troppo nell’occhio. Costui impartisce ordini al cosiddetto ministro affinchè si dia da fare “a tappe forzate” per mobilitare le istituzioni affinchè blocchino i tribunali prima che pronuncino le sentenze a carico del premier. E questo sconcio prende il nome di “agenda 2010 sulla giustizia”. Segue minaccia mafiosa ai parlamentari: o provvedono “entro febbraio”, oppure “le conseguenze politiche non saranno indolori”. La parte riservata, in questo stomachevole copione,alle istituzioni di garanzia –presidente della Repubblica, opposizione, magistratura, stampa libera – è implicito ma evidente: devono partecipare festosamente all’operazione o al massimo scansarsi e non disturbare il manovratore. Chi non lo fa e per giunta annuncia di volersi opporre è un terrorista che “odia” e va emarginato dal consesso civile.
In un’altra cronaca del Pompiere, si legge che il premier “si è presentato senza le bende e i cerotti”: non ha più nulla da nascondere, nemmeno il rossore per la vergogna che, casomai si manifestasse, sarebbe comunque coperto da uno spesso strato di cerone. La fabbrica del regime opera alla luce del sole, con allegato comunicato stampa. A questo punto il cittadino che non abbia ancora portato il cervello all’ammasso non ha che tre opzioni: adeguarsi, voltarsi dall’altra parte, opporsi. Ma, se si oppone, ha la fortuna di conoscere in anticipo quello che lo aspetta. Il regime a cielo aperto si è premurato, nei giorni delle sante feste, di rammentarglielo affinchè nessuno poi dica che non era stato avvertito: i servizi segreti, pagati dallo Stato o assoldati da strutture private tipo Telecom, hanno licenza di spiare illegalmente gli oppositori: politici, magistrati, giornalisti, semplici cittadini. Monitorare, schedare, attenzionare, pedinare, screditare e magari chissà, in futuro, nascondere qualche bustina di eroina in qualche tasca scomoda. Tanto, se vengono scoperti (eventualità sempre più improbabile, viste le condizioni in cui viene ridotta la magistratura), provvede il regime a salvarli col segreto di Stato,trasformato in scudo spaziale per coprire le peggiori nefandezze degli apparati occulti. Per i mandanti è in arrivo la nuova immunità parlamentare extralarge. Ecco, ora il quadro è completo. Anzi no: manca quella roba chiamata Pd che non dice una parola, anzi dialoga. Adesso, volendo, potete anche vomitare, prima che diventi reato pure questo.
nchomsky
08 gen 2010 - 09:39 - #7«Tutte le nostre energie sono impegnate per accertare chi, anche con atteggiamento omissivo, abbia portato a questo tragico evento».
(Il ministro Alfano il 3 novembre 2009 in Senato riferendo sul caso Cucchi)
SONO PASSATI OLTRE 2 MESI E ANCORA NON SIAMO A “NULLA”…QUESTA SI CHE è GIUSTIZIA CHE FUNZIONA…
guagnelz
08 gen 2010 - 09:41 - #8Complimenti a Silvio, sembra quasi che non sia successo niente…
Ma complimenti anche a Falcioni, seppur non metta il tuo orientamento politico lo si capisce dai voti (che a sx arrivano ai meno) e dal fatto che scrivi su Daw…
m4rcopolo
08 gen 2010 - 10:10 - #9#8
Buffo (si fa per dire) questo DAW, grazie per segnalarlo Guagnelz.
Sembra che Falcioni non si risparmia lì. Qui di solito con la sinistra fa un giorno il buono, il prossimo giorno il cattivo. Fa parte di questa concezione infantile di neutralità che applicano qui.
Silar
08 gen 2010 - 10:48 - #10Se basta farsi un giretto per avere +8 mentre si sta attentando alla democrazia con nuove e più vergognose leggi ad personam, vuol dire che l’encefalogramma del blog è veramente piatto.
enrico-xc
08 gen 2010 - 11:18 - #11Il tribunale chiede di indagare su Di Pietro
L’iniziativa del presidente del tribunale di Milano nasce da un ricorso rivolto al tribunale civile di Milano per chiedere la nomina di un liquidatore dell’«associazione Italia dei Valori» in quanto soggetto giuridico non legittimato a percepire i milioni di euro di fondi elettorali destinati ai «partiti», e non certo alle «associazioni di famiglia» come sembrerebbe essere quella di Di Pietro. Con l’ordinanza del 23 luglio 2008, il tribunale di Roma aveva constatato che esistono due soggetti distinti, aventi organi diversi, e quindi ognuno una propria autonomia: ovvero l’«associazione» Italia dei Valori (costituita da Di Pietro, dalla moglie e dalla fiduciaria, onorevole Mura) e il «movimento politico» vero e proprio. L’Associazione di famiglia si era presentata in giudizio affermando di essere il partito e in tale modo sostituendosi ad esso. Condotta di per sé strana e discutibile.
http://www.ilgiornale.it/interni/il_tribunale_chiede_indagare_di_pietro/elio_veltri-pomodoro-procura_milano-italia_valori-idv-pietro/08-01-2010/articolo-id=412032-page=0-comments=1
duepalle...
08 gen 2010 - 14:14 - #12Il presidente del Consiglio appare in Provenza con il viso libero da cerotti e bende. Sempre “ammaccato” ma sempre in sella. In questo, un Dc doc……………..
hahahahahaha
Che pagella ridicola….
cuddy
08 gen 2010 - 16:30 - #13enrico NON PUOI citare come fonte il giornale! guarda il caso kennedy, ti sembra un quotidiano attendibile?? ma daiiiiii
enrico-xc
08 gen 2010 - 19:28 - #14intanto speriamo che si indaghi, basta predicare bene e razzolare male…
Silar
09 gen 2010 - 03:25 - #15Oddio, ci sarebbe anche qualcun altro su cui indagare…qualcuno che predica bene (partito dell’amore) ma razzola male , ma su quello indagare è un po’ più difficile…indovina perchè…