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L'Italia di Rosarno, gli italiani degli "outlet"

Pubblicato: 09 gen 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

I fatti di Rosarno di queste ore non sono catalogabili come “locali”. Comunque, sia territorialmente che (soprattutto) politicamente, riguardano l’intero paese, addirittura l’Europa.

E’ la politica italiana, non solo di questo Governo, ad avere portato a questa situazione.

Nel 1970, 40 anni fa, in tutt’altra situazione, ci fu la sedizione reazionaria di Reggio Calabria. Anche allora si buttò benzina sul malcontento popolare, ma anche allora gli interessi reali, legittimi delle popolazioni locali furono strumentalizzati da caporioni (fascisti) che imperversarono, con le autorità dello Stato latitanti.

I filmati della “caccia al nero”, con scene da guerriglia urbana, hanno fatto il giro del mondo, dando un altro duro colpo all’immagine dell’Italia. Fra “vendette” e “contro vendette” si consuma così una nuova puntata di una farsa che sempre più si trasforma in tragedia.

L’alibi della “troppa tolleranza” serve solo a mettersi a posto la coscienza (dei benpensanti) o a nascondere polvere incandescente sotto il tappeto.

Maroni fa lo scaricabarile, “dimenticandosi” che è in vigore la legge Bossi-Fini. Il Pd, alza la fioca voce, ma è carico di pesanti responsabilità di ieri e di oggi.

C’è poco da aggiungere. Una maglia dopo l’altra, la catena costruita da questo Governo si compone e rischia di strangolare l’Italia.

“La rivolta di Rosarno – dice Roberto Saviano – è la quarta degli africani contro le mafie. Mi piace sottolineare che gli africani vengono in Italia a fare lavori che gli italiani non vogliono più fare e a difendere diritti che gli italiani non vogliono più difendere”.

Basterà continuare a rifugiarsi nelle “riserve indiane” degli “outlet”, per sfuggire alla realtà vera di un Paese sempre più a rischio?

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57 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    09 gen 2010 - 22:04 - #51
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    @ steffa

    Io col post@ 20 ho detto la mia sull’articolo.
    Gio mi ha chiesto se la pensavo come altri.
    Io ho risposto che non ne facevo una questione di razzismo.
    Personalmete.
    Se lo fanno altri,fatti loro.
    Anzi,se ci badi ho preso dei meno…e non credo da sinistra.
    Guarda il resto e vedi come si è deviati dall’articolo originale.

    @ 46

    Io in quanto a movimento delle persone sono molto dell’idea di Grillo.
    Le persone devono stare ferme,le merci se non sono in loco si spostano.

    Penso che ognuno,se potesse,vivrebbe nel luogo di origine.
    Non ho mai sentito nessuno dire “evviva sono emigrato,non vedevo l’ora”.
    Il più è riuscire a farlo stare in maniera degna,nel luogo di origine.

    @ ventoacqua

    A suo tempo si.
    Ma ora non fanno quasi più notizia.
    A parte i laboratori clandestini.
    Non hanno motivi religiosi.
    Lavorano come dei matti e non vogliono nemmeno i nostri ospedali.
    Sono quasi autosufficienti anche quando emigrano.
    Non sono le persone giuste da mettere davanti ad una telecamera per piangere.
    Non si prestano.
    Non è nella loro mentalità.

    Se ci pensi nessun cinese è mai stato messo in politica in italia per fare scena.
    Sono mediaticamente asociali.

  • Profilo di 16db

    16db

    10 gen 2010 - 00:42 - #52
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    Beato te che non hai ambizioni e aneliti verso qualcosa di meglio. Vuol dire che, o stai molto bene, o che sei una persona poco dinamica e fondamentalmente poco curiosa. ;)

  • Profilo di 16db

    16db

    10 gen 2010 - 00:43 - #53
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    Ti auguro che sia la prima.

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    10 gen 2010 - 01:43 - #54
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    @ 52 16db

    Te.rro.ne mi aveva rispoto:

    l’uomo è spinto per natura ad emigrare

    Io gli ho semplicemente detto che PER LAVORARE sarebbe meglio non doversi spostare,lavorare in loco,se possibile,senza buttare ore per spostarsi (inquinando se ci si sposta in auto) o peggio per emigrare.
    Se poi ad uno piace viaggiare,anche per lavoro ed è una sua scelta,ok.
    Se uno è obbligato,non è ok.

    A me piace muovermi e sono curiosissimo.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    10 gen 2010 - 13:50 - #55
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    “A Rosarno c’e’ stata tolleranza, sono stati chiusi gli occhi, nessuno ha voluto vedere queste situazioni che sono diventate un problema di ordine pubblico. Siamo intervenuti noi rapidamente e in una situazione estremamente difficile dove poteva anche scapparci il morto”. Lo dice il ministro dell’Interno Roberto Maroni parla a “L’intervista” di Maria Latella su Sky TG24.

    “NOI” PERCHè “LORO”, MARONI E’ LA DEMAGOGIA FATTA PERSONA, LO “STATO” E’ UNO SOLO (CALCOLANDO OLTRETUTTO CHE SONO AL GOVERNO DA QUASI 8 ANNI SU GLI ULTIMI DIECI NOI E LORO SONO INSCINDIBILI ANCHE DA UN PUNTO DI VISTA DEMAGOGICO) MA LUI DISTINGUE TUTTO IN DUE PARTI COME IN UN DISCORSO AL BAR O A SCUOLA DOVE IL CAPOCLASSE (DI SOLITO UN LECCHINO) DIVIDEVA (SECONDO IL SUO GIUDIZIO) TRA BUONI E CATTIVI I COMPAGNI DI CLASSE…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    10 gen 2010 - 14:01 - #56
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    PERSONE E METODI SERI NON FANNO PER “NOI”:

    Giovedì 7 gennaio il presidente americano Barack Obama si è assunto la piena responsabilità per le falle nei sistemi di sicurezza che hanno reso possibile il mancato attentato di Natale da parte di un aspirante kamikaze islamico imbarcato, senza sufficienti controlli, su un volo diretto negli Usa. “E’ stato un fallimento dell’intero sistema”, ha detto Obama, “la responsabilità finale è solo mia. Come presidente ho la solenne responsabilità di proteggere la nostra nazione e il nostro popolo. E ho il preciso dovere di imparare da questi errori e di correggerli per renderci piu’ sicuri. Quando il sistema fallisce la responsabilità è mia”.

    Venerdì 8 gennaio, il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, è intervenuto sulla caccia all’uomo (nero) in corso a Rosarno. La rivolta degli immigrati, ha spiegato Maroni, è “una situazione difficile, così come in altre realtà”, determinata dal fatto che “in tutti questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, una immigrazione clandestina che da un lato ha alimentato la criminalità e dall’altro ha generato situazioni di forte degrado”.

    La differenza tra i due interventi è evidente. Obama, che è presidente da un anno, non se la prende pubblicamente con il suo predecessore. Ma, da uomo di Stato, spiega ai suoi concittadini che adesso il suo primo dovere è riparare le falle del sistema.

    Nulla di sorprendente per le democrazie mature. Persino Bush, in una caso analogo, avrebbe probabilmente fatto lo stesso. Negli Usa, come in Inghilterra o in Francia, chi è stato eletto sa di essere stato scelto per tentare di risolvere i problemi e non per protestare contro le eventuali responsabilità di chi lo ha preceduto. Maroni, ma con lui il 90 per cento delle nostre classi dirigenti, si sente invece in perenne campagna elettorale. Così arriva al ridicolo.

    Mentre centinaia di schiavi, pagati in nero meno di 20 euro al giorno senza che l’amministrazione dello Stato si sia mai degnata di perseguire i loro sfruttatori, sono costretti a ribellarsi il problema, secondo il ministro, è la troppa tolleranza nei confronti dell’immigrazione. Maroni cioè se la prende implicitamente con i suoi avversari politici troppo buoni con gli extra-comunitari. E dimentica che, per otto degli ultimi dieci anni, l’Italia è stata governata da una maggioranza di centro-destra di cui la Lega ha fatto parte. Una maggioranza che ha persino approvato una legge sull’immigrazione che si chiama Bossi-Fini.
    Insomma il ministro parla da politico (anzi da politicante) in perenne caccia di consensi e non da uomo delle istituzioni incaricato dagli elettori di riparare le falle nel sistema. Anche se Maroni avesse ragione (e ne ha molto poca) oggi il suo compito è quello di proporre soluzioni, non quello di indicare i presunti colpevoli.

    A ben vedere, però, il ministro leghista e i suoi colleghi di Casta qualche attenuante ce l’hanno. L’unico modo per arrestare questo disgustoso italico gioco allo scaricabarile è il controllo sull’operato degli eletti da parte dell’opinione pubblica. Nei sistemi normali la voce dei cittadini passa attraverso i mezzi d’informazione. Quando un Maroni qualsiasi dice castronerie del genere, sono i giornalisti, gli opinionisti e le persone che hanno la fortuna di poter parlare sui quotidiani e sulle tv, a intervenire per richiamare governanti e parlamentari ai loro doveri istituzionali. In quelli malati, come il nostro, trova invece spazio sui media (quasi) solo chi è contiguo o dipendente dalle classi dirigenti. E i ministri perdono il controllo.

  • LeonidaRedivivo

    10 gen 2010 - 17:53 - #57
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    Quando vogliono ridere gli stranieri leggono le notizie sui fatti itagliani; su berlusconi, sulla mafiacrazia, sugli italidioti in genere, gli dispiace soltanto che tutte queste stupidaggini alle volte siano prese sul serio e qualche volta abbiano conseguenze anche per loro. Si dovrebbe creare una recinzione intorno al territorio itagliano così che tutti gli itagliani non possano scappare e infettare altri stati, ma governarsi con i vari fenomeni da circo equestre come bossi, berlusconi, bersani, calderoli e tutti gli altri….mentre con un modico biglietto agli stranieri sia possibile di vederci su un apposito canale televisivo come per “il grande fratello” o dal vivo con visite guidate a mo’ di safari.

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