Nuove aliquote Irpef: le tasse caleranno, soprattutto per la casta


La riforma fiscale con due sole aliquote al 23 e al 33% vedrà mai la luce o sarà solo una delle solite sparate su cui il presidente del Consiglio punta per sfruttare l'effetto annuncio a fini elettorali senza poi concretizzare niente? Il dubbio probabilmente rimarrà senza risposta ancora per un po' e nel frattempo è probabile che ci saranno aggiustamenti, trattative, piccoli correttivi all'idea originale.

Una proposta, quella delle due aliquote, che sembra fatta apposta per avvantaggiare chi ha un reddito più alto (se verrà confermato che la soglia tra le due aliquote saranno 100 mila euro), dato che i "poveri" che oggi pagano il 23% di Irpef sui loro guadagni continueranno a pagare quella percentuale. Discorso molto diverso per gli altri, soprattutto per coloro che si piazzano sopra i 100 mila euro: in questo caso il loro contributo alle casse pubbliche scenderà considerevolmente e potranno risparmiare qualche buon migliaio di euro che andranno a beneficio dell'industria del lusso (che come tutti sanno è il motore dell'economia italiana...).

Per puro caso, ma si tratta senz'altro di una coincidenza, nella fascia di coloro che trarranno giovamento da questa "riforma" ci sono parlamentari, ministri (che per la maggior parte si attestano intorno ai 120/200 mila euro) e consiglieri regionali. Una riforma fiscale per il popolo e per le famiglie, dunque. Anche la casta tiene famiglia.

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