Si mordono le mani Pizza e i suoi di Piazza del Gesù per l’esclusione della Dc dal voto del 13 aprile e gongolano Cesa e l’Udc per aver eliminato i fratelli democristiani, possibili concorrenti.
Il segretario dell’Udc non si risparmia: “Finalmente la commissione elettorale centrale della Cassazione ha messo la parola fine ad una telenovela insostenibile. Lo scudocrociato della Dc sarà esposto, con piena legittimità e a titolo esclusivo, nel simbolo dell’Udc”. Non pago, Cesa prosegue: “Chi ha cercato di alterare la competizione democratica per confondere gli elettori ha avuto la risposta che meritava”. C’è una tirata d’orecchi anche per Berlusconi: “Dispiace che il leader del Pdl abbia avuto un comportamento così sleale tentando di comprarsi il simbolo come se fosse un marchio commerciale”.
Controreplica di un irato e minaccioso Giuseppe Pizza, segretario Dc: “E’ paradossale la decisione della Cassazione. Da un lato si fa riferimento alla legittimità dell’uso del simbolo per escludere Sandri (l’altro capetto dell’altro spezzone Dc ndr) perché lo Scudo crociato Libertas appartiene solo a noi e poi, per meri motivi politici, si sostiene che il nostro simbolo può creare confusione a danno dell’Udc che, lo ripeto ancora una volta, utilizza illegittimamente lo Scudo Crociato”. Pizza non si da per vinto e rilancia: “Confermiamo la richiesta urgente dell’intervento degli osservatori dell’Ocse per una palese violazione di ogni norma che regola l’organizzazione di elezioni realmente democratiche”. Per Pizza, non è in discussione né l’appoggio a Berlusconi “La Dc continua la sua iniziativa politica a livello nazionale con il sostegno al Pdl e a Berlusconi premier”, né la corsa dello scudocrociato nelle elezioni amministrative: “La Dc - giura Pizza - parteciperà ovunque al voto amministrativo del 13 e 14 aprile con proprie liste e candidati”.
Ma a Piazza del Gesù e in tutte le sedi periferiche della Dc le acque sono agitate, anzi, in ebollizione. E’ già in atto una conta interna per una notte dai lunghi coltelli in cui si vuol disarcionare Pizza e i suoi fedelissimi. L’accusa al segretario è quella di aver portato la Dc sull’orlo dell’abisso. L’obiettivo è uno solo: via Pizza, cancellare l’alleanza con Berlusconi e il Pdl, rilanciare il partito dalla base per partecipare con convinzione e pari dignità alla costituente del nuovo partito di centro con Casini, Pezzotta, Tabacci, Braccini. Le prossime ore saranno decisive. A Piazza del Gesù non voleranno solo male parole. Molti dicono già di aver la tessera in mano, per… stracciarla. La base democristiana è più disorientata che mai. Si attende, non senza perplessità, una svolta immediata.