Chi era Jorge Rafael Videla: è morto l'ex dittatore argentino

"Prima elimineremo i sovversivi, poi i loro collaboratori, poi i loro simpatizzanti, successivamente quelli che resteranno indifferenti e infine gli indecisi", Videla.

È morto questa mattina alle 6.30 Jorge Rafael Videla, il dittatore che guidò la giunta militare argentina negli anni '70. Aveva 87 anni e si trovava nel carcere di Marcos Paz, dove era stato rinchiuso dopo le condanne per la questione desaparecidos e i crimini di cui si è macchiato il suo regime. La moglie di uno dei militari che misero in atto il colpo di stato - ancora oggi attivista in favore dei golpisti - Cecilia Pando ha raccontato che Videla ha avuto un malore giovedì sera. Poi il trasporto in ospedale, quando però era ormai troppo tardi. Di seguito un profilo del dittatore.

Chi era Jorge Videla

Cos'è successo in Argentina nella seconda metà degli anni '70? Perché Papa Francesco I è sospettato di aver in qualche modo coperto la giunta militare che comandò nel paese? E soprattutto: chi è Jorge Rafael Videla, il dittatore condannato a cinquant'anni di carcere per la questione dei desaparecidos?

Tutto comincia nel 1976, il tenente generale Videla il 24 marzo guida un colpo di stato che depone la presidente Isabelita Peròn - lei stessa l'aveva da poco messo a capo dell'esercito - e sostituisce il Governo con una giunta militare, in cui Videla prende il ruolo di presidente a vita dell'Argentina. Assieme a lui ci sono Leopoldo Galtieri, comandante dell'Esercito, Emilio Massera, ammiraglio della Marina, Orlando Agosti, generale dell'Aviazione. Partì così il Processo di Riorganizzazione Nazionale.

Prime vittime della giunta militare e della seguente dittatura sono le libertà civili e sindacali. I membri di organizzazione studentesche, dei sindacati, di partiti politici che non fossero allineati con la giunta furono rapiti, arrestati, torturati. A volte poi rilasciati, ma nella maggior parte dei casi scomparivano nel nulla, senza lasciare traccia. Le madri che disperate si recavano al ministero degli Interni per chiedere notizie non riuscivano mai a cavarne nulla. I loro figli sono "desaparecidos". Si calcola che gli scomparsi, in larga parte giovani, furono almeno 30mila.

La situazione nel Paese era esplicitamente totalitaria, ma Videla cercò di rafforzare la sua popolarità, organizzando il Mondiale del 1978 vinto proprio dall'Argentina. Nonostante il rifiuto di partecipare alla fase finale di Johan Cruijff e Paul Breitner non ci fu alcun boicottaggio vero e proprio, e dopo la vittoria Videla ricevete l'acclamazione della folla radunata a Buenos Aires mentre consegna la coppa ai giocatori biancazzurri.

Ma la situazione del paese divenne sempre più nota a livello internazionale: nel '79 la Commissione Interamericana dei Diritti Umani visito il paese e prese in carico le denunce delle famiglie degli scomparsi, mentre l'anno dopo il pacifista argentino Adolfo Pérez Esquivel ricevette il Premio Nobel per la Pace per le sue denunce delle costanti violazioni dei diritti umani in Argentina.

Il 29 marzo del 1981 Videla viene deposto a sua volta da un colpo di stato guidato dal generale Roberto Eduardo Viola, che di autonomia presidente a vita e allontana dal potere tutti gli uomini di Videla. Nove mesi dopo viene deposto da Leopoldo Galtieri, collaboratore di Videla. La repressione peggiora, l'Argentina perde la Guerra delle Falkland con l'Inghilterra - che doveva invece migliorare l'immagine del paese -, si succedono altri generali a capo del paese ma l'opposizione alla dittatura di fa sempre più pressante e il 10 dicembre 1983 vengono indette libere elezioni, vinte dal radicale Raul Alfonsin.

E Videla, che fine ha fatto? Neel 1985 viene processato per la responsabilità nella scomparsa di 30mila oppositori e condannato all'ergastolo. Nel 1990 viene però liberato a causa della crescente pressione dei militari e nel 2010 è nuovamente condannato, insieme ad altri 29 imputati, per la morte di 31 detenuti durante il suo regime. La pena è l'ergastolo. Attualmente Videla si trova ancora in carcere.

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