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Ore 12 - La rivoluzione "dolce" di Veltroni

Pubblicato: 22 apr 2008 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroSorride, Veltroni. Anche se a denti stretti. Il Pd c’è. Ma le acque restano agitate e i musi lunghi non trovano pace. Basta un niente per riaccendere la miccia. E’ sempre così, quando a vincere sono gli altri.

E’ un partito caduto” in piedi” il 14 aprile, quello di Walter. Ma pur sempre un partito che riconsegna l’Italia a Berlusconi e al centro destra, con ex alleati eliminati dal Parlamento, con davanti un cammino nel sentiero aspro e irto dell’opposizione. Già, l’opposizione. Si adegueranno a questa nuova “dimensione” gli ex diessini e gli ex diellini fin troppo agiati negli ultimi anni nel doppio petto, nelle auto blu, nei salotti buoni, nelle poltrone del potere?

Veltroni ieri a Milano ha tirato fuori dalle tasche la ricetta buona per la nuova fisionomia del Pd. “Un grande partito unito, strutturato nel territorio, pronto a fare un’opposizione inflessibile ma responsabile e a dialogare con le altre forze, sia quelle rappresentate, sia quelle non rappresentate in Parlamento”. E’ il primo appello all’Udc. Ma è anche un segnale verso i comunisti, verso la sinistra massimalista, verso i socialisti.

L’Udc ha un suo progetto politico di ricostruzione del grande “centro” moderato. C’è compatibilità fra la strategia del Pd e quella dell’Udc? Sull’altro fronte, a sinistra, una chiusura a doppia cerniera di comunisti e socialisti e un muso duro nei confronti del Pd sarebbe, oltre che autolesionismo puro, un errore politico. Anche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, le elezioni europee e le elezioni regionali e territoriali.

La proposta di Veltroni non sembra essere priva di segnali contraddittori. La stessa vicenda Alitalia dimostra che il Pd imbocca la strada dell’opposizione dura: “la colpa della fuga di Air France è delle dichiarazioni avventate”, (ma non troppo), rinunciando anche a nominare il premier in pectore. Sul nodo sicurezza ci sono posizioni contrapposte fra le ronde di Cofferati e i “cinturini” salva donne di Rutelli.

Veltroni vuole rappresentare anche la sinistra falciata dal voto e rimasta fuori dal parlamento ma nel contempo guarda al centro e tende la mano a Casini, non disdegnando (anzi!) il disgelo con la Lega di Bossi. Walter vuole un partito del Nord, ma non vuol perdere lo zoccolo duro nel Centro Italia e vuole recuperare il sud. Un partito federale, di governatori e sindaci ma retto da un “capo” unico nazionale.

Berlusconi ha una grande sfida davanti, quella del governo e quella della trasformazione del Pdl da una lista elettorale a un grande partito, con le sue regole democratiche e i suoi filoni culturali. La sfida di Veltroni è identica. Ma dall’opposizione. Forse il partito nuovo di Uolter è quello antico. La Lega insegna. Un partito di militanti, di luoghi fisici dove si formano dirigenti con il consenso locale, con il profilo politico chiaro, stando in mezzo alle gente, non più solo nei salotti televisivi. Insomma la rivoluzione “dolce” di Veltroni non sta marciando nel senso opposto di quella costruzione del pensiero elitario che in questi anni predicava la bontà del cesarismo e del partito liquido, senza iscritti e militanti?

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4 commenti

Commenti dei lettori

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  • w la rai il ritorno 2

    22 apr 2008 - 12:08 - #1
    0 punti
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    Questo per il Pd è un momento delicato, occorre radicarsi in maniera forte specialmente al nord, essendo un nuovo partito questo è stato difficile durante le elezioni ma adesso non cis ono scuse, cosi come occorre parlare chiaro con Di pietro e Casini, niente pastrocchi, ma un’alleanza programmtaica su identità di vedute similari.

  • Luca71ita

    22 apr 2008 - 13:35 - #2
    -2 punti
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    Il PD farà molta fatica a “radicarsi” al nord. Qui non si sente il bisogno di certi mozzarelloni politici e fanta-cavolate progressiste. Ci sono già valide alternative radicate….

  • Dr. Stephen Falken

    22 apr 2008 - 13:50 - #3
    -2 punti
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    Andate a lavorare fancazzisti! Sempre qui a commentare ogni cagata. Ma non lavorate voi? Vi pagano per commentare i blog?
    Avanti da soli senza Cuffaro!

  • w la rai il ritorno 2

    22 apr 2008 - 14:56 - #4
    1 punto
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    Dr. falken esprimere le proprie idee non significa non lavorare! Se poi vuoi una censura preventiva o ti da fastidio quello ke si dice non ci posso fare niente.