
Gianni Alemanno non poteva scegliere momento peggiore per risparmiare. A pochi giorni dagli scontri di Rosarno, e del conseguente dibattito già spento sul razzismo italiano, il sindaco della Capitale ha deciso di tagliare i fondi grazie ai quali a Roma veniva garantita la visione della Coppa d’Africa.
Nel quartiere multietnico Esquilino non verrà quindi montato il maxischermo, la cui messa in posa costava al comune 70mila euro, che garantiva ai cittadini la visione delle partire già trasmesse da sei anni.
Pronta subito la polemica. Intervistato dall’Unità Gianluca Santilli, capogruppo Pd del VI municipio, ha precisato che i residenti avevano già manifestato la propria disponibilità per accogliere la struttura.
“Avevamo dato – ha dichiarato Gianluca Santilli - la nostra disponibilità ad accogliere la manifestazione nei giardini di Villa Gordiani. Il Comune ci ha impedito così di accogliere la comunità africana in un momento in cui dare un segnale di unità tra immigrati e cittadini romani sarebbe stato importante”.
Ma davvero l’integrazione la si garantisce solo con un maxischermo? Probabilmente No. Per questo motivo bisogna vedere il provvedimento di Gianni Alemanno per quello che è. Un semplice, e auspicabile, contenimento dei costi.
Certo. Che tempismo.
pigi
15 gen 2010 - 10:30 - #1Perché deve pensarci il comune?
Gli interessati possono organizzare una colletta e, al massimo, il comune può concedere un’area idonea.
Se gli interessati, per esempio, sono settemila, mettono dieci euro a testa e risolvono il problema.
macleod
15 gen 2010 - 10:32 - #2Bah.. come se il calcio deve essere una priorità imprescindibile… se questi soldi son risparmiati per far qlks di migliore, ben venga!!!!
sorgente-pura
15 gen 2010 - 10:32 - #3prima volta che vedo Gianni salutare con il braccio sinistro, sarà forse che molaschi abbia commissionato male la foto al suo amico del centro sociale, o che quest’ultimo abbia fumato qualcosa di non appropriato al proprio neurosistema.
Romanamente saluto!
A NOI!!!
gianca77
15 gen 2010 - 10:47 - #4personalemente ritengo che gli extracomunitari stiano tirando un po’ la corda nn capendo che poi alla fine a smenarci pe rlo piùù sono loro
boia80
15 gen 2010 - 11:09 - #5e ci mancava pure, si facessero l’abbonamento a sky
a1
15 gen 2010 - 11:09 - #6Manco na partita de pallone hanno diritto da vedè sti poveri cristi, il pdl e i suoi tirapiedi sempre più ridicoli.
a1
15 gen 2010 - 11:16 - #7Fini:”Silvio io lavoro con te, non per te”
Il MONARCA si è offeso POVERINO!!!!!!
Il retroscena. Processo breve, i dubbi di Gianfranco Fini
nell’incontro di due ore. Il premier: se cado io cadi tu
“Silvio io lavoro con te, non per te”
tregua armata tra i due leader del Pdl
di FRANCESCO BEI
ROMA - “Non lo so neanch’io com’è andata”. Scuro in volto, dopo due ore passate a tavola con Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi lascia Montecitorio con il morale sotto i tacchi. Sperava forse in un ammorbidimento del suo rivale interno, l’avevano convinto che aver accettato di incontrare il presidente della Camera avrebbe portato buoni frutti. Invece i problemi restano tutti sul tavolo, tanto che persino i più ottimisti nel Pdl non si spingono oltre la definizione di “tregua armata” per descrivere il risultato del vertice.
Persino nelle battute filtrava la tensione dell’incontro. Come quando Berlusconi ha fatto notare che, dopo l’aggressione subita a Milano, “abbiamo guadagnato due punti”. “E allora di Tartaglia te ne manderemo altri!”, hanno scherzato Fini, La Russa e Bocchino. Poi la discussione si è fatta seria. Il menù prevedeva un antipasto di Udc: “È intollerabile che vadano dove gli fa comodo, che si alleino con noi solo dove si vince”, si è sfogato Berlusconi, che avrebbe tanta voglia di rovesciare il tavolo e rompere con Casini.
Ma Fini ha tirato il freno: “D’accordo Silvio, Casini si serve di noi. Però sarebbe da matti mandare tutto all’aria a poche settimane dal voto, ormai non si torna indietro”. Fini è ovviamente preoccupato per i suoi candidati. Non tanto per la Polverini, che nel Lazio ha già stretto l’accordo con l’Udc. Quanto per Giuseppe Scopelliti, visto che in Calabria non è esclusa un’alleanza a sorpresa tra il Pd e l’Udc, con il centrista Roberto Occhiuto come candidato. “Con Casini ci parlo io” ha assicurato Fini. E la discussione è virata sul partito e la conduzione del governo: “Silvio, non puoi andare avanti così, il partito lo convochi a cose fatte, al governo decidi da solo o insieme alla Lega. È così su tutto”.
Fini ha citato come esempio la politica economica: “Hai fatto un’intervista a Repubblica sulla riforma fiscale. Benissimo, ma quelle cose non si annunciano senza consultare i tuoi alleati”. Anche sulla giustizia e sul processo breve il presidente della Camera ha sollevato i suoi dubbi, sia sul metodo - “basta con questa grandinata di provvedimenti di Ghedini, tutto deve essere concordato insieme” - sia sul merito. Fini ha buttato lì una frase sibillina: “Ma sei proprio sicuro che quel maxiemendamento presentato da Valentino al Senato sia costituzionale?”.
Il Cavaliere, accompagnato da Gianni letta, ha ascoltato in silenzio il lungo cahier de doleances del “co-fondatore” del Pdl. A volte, non si sa se per l’irritazione o per la stanchezza, Berlusconi chiudeva anche gli occhi. Ma ha avuto un soprassalto quando Fini ha toccato il capitolo giustizia: “Sul processo breve, così com’è, dobbiamo andare avanti: non ci sono alternative, né per me ma nemmeno per te. Perché è chiaro che, se ci vado di mezzo io, dietro a me cadi anche tu”.
Fini ha condiviso l’idea che Berlusconi sia in qualche modo “perseguitato” dalla magistratura, ma si è sottratto alla richiesta di obbedienza cieca. “Io lavoro con te - ha scandito il presidente della Camera - ma non lavoro per te. Sento il dovere della lealtà ma non quello di riconoscenza come altri hanno nei tuoi confronti”. Quindi lo scatto d’orgoglio di un leader che sente di essersi conquistato il diritto di non essere marginalizzato nel partito che ha contribuito a creare: “Noi siamo il terminale di una storia che dura da 40 anni. Io stavo qui dentro dieci anni prima che ci arrivassi tu e ci sarò anche dieci anni dopo che te ne sarai andato”.
Ecco, se il clima era questo si capisce il motivo per cui Berlusconi, uscendo dall’ascensore di Montecitorio, fosse così nero. “Ma ti pare - si è sfogato con un amico una volta tornato a palazzo Grazioli - che ogni settimana io mi debba sorbire due ore di questa roba? Ci vuole la pazienza di Giobbe e io ne ho tanta, ma sono stufo di queste litanie. C’è un Paese pieno di problemi da governare e invece… meglio lasciar perdere”.
L’unica cosa su cui il premier ha incassato un via libera è stato sulla nomina a sottosegretario di Daniela Santanché. “Se hai un debito di riconoscenza con lei fallo pure - gli ha detto Fini - è una tua responsabilità. È evidente però che, se la porti al governo, anche quello che dice lei è sotto la tua responsabilità”.
© Riproduzione riservata (15 gennaio 2010)
http://www.repubblica.it/politica/2010/01/15/news/tregua_armata-1953995/
stefano1966
15 gen 2010 - 11:41 - #8@ 5
+1
“oh,senti mica ci dobbiamo abituarci noi a voi a integrarci,siete voi che dovete adeguarvi a noi ospiti”
Il reagazzo di colore rivolto alla Mussolini e Cota.
Da annozero di ieri sera.
Grazie ragazzo al nord si è sentita una scossa tellurica.
Rimettetelo in trasmissione e fatelo vedere a schermo gigante.
chico-mendez
15 gen 2010 - 12:25 - #9In effetti la politica del centro destra è per tutti coloro che non sono della PdL bianchi e ricchi solo maxi…sgherri :)
albert1
15 gen 2010 - 12:46 - #10Molaschi mio, ma come fai ?
Dici, smentisci, riconfermi.
Insinuando.
Che palle.
E’ certo che sia un gesto razzista, è ovvio che i fondi sono stati tagliati proprio per non fare vedere le partite a quei negri, potrebbe essere altrimenti ? Figurati, un fascistaccio come Alemanno… Dillo, no ? Abbine il coraggio e prenditene la responsabilità. Non nascondere un tuo pensiero dietro una finta ironia che lascia intendere ma non dice, poi dice “maanche” no.
Peraltro con Alemanno caschi male, di tutti gli ex-MSI / AN ora in quota PdL è il meno “razzista” in assoluto, e se anche intimamente lo fosse non lo farebbe certo vedere a te.
Il punto è: a Roma stamo co le pezze al cvlo, le buche che ci sparisci dentro cò tutta la macchina, ci frega assai dei maxischermi. Con 70.000 Euro ci rattoppi tutta via della Magliana (e mi farebbero un piacere, visto che è già il secondo semiasse che mi si f0tte su una buca).
cuddy
15 gen 2010 - 13:11 - #11ma chissenefrega del coppa d’africa e del calcio in generale! io abolirei anche i maxischermi che trasmettono l’italia, così ognuno se la guarda a casa sua senza intasare le strade già piene di dementi e rincogl..