
Nei giorni scorsi Silvio Berlusconi è tornato alla carica con un suo vecchio cavallo di battaglia: l’inappellabilità delle sentenze di assoluzione di primo grado.
Nella riforma della giustizia a cui stiamo lavorando vogliamo riproporre l’inappellabilità delle sentenze di primo grado. Noi riteniamo che dobbiamo ancora insistere affinché un cittadino accusato di aver commesso un reato e giudicato innocente da un tribunale della Repubblica non debba più essere richiamato in appello con un processo di Cassazione.
Perché i pm lo fanno sempre di ricorrere in Appello anche soltanto per il puntiglio di far vedere che il loro teorema accusatorio era valido, o magari per una antipatia personale o per un pregiudizio politico. Per il cittadino invece é la tragedia, sia per lui che per i suoi cari.
Secondo un sondaggio di SkyTg24 gli italiani sono piuttosto divisi su questo aspetto di riforma della giustizia (il 56% si ritiene favorevole). In alcune nazioni, anche in sistemi giudiziari di tipo accusatorio, è in vigore questa norma: negli Stati Uniti è il 5° emendamento a stabilire che “nessuno può essere processato due volte per la stessa accusa”. Dunque in caso di assoluzione in primo grado in America la pubblica accusa non può ricorrere in appello. Anche in Inghilterra le sentenze di assoluzione chiudono definitivamente la vicenda processuale, riapribile solamente nei casi di difetto di giurisdizione o competenza, o di inosservanza delle norme.
Ovviamente la proposta ha provocato immediate polemiche in Italia. Antonio Di Pietro si è così espresso
Le sue affermazioni contrastano il principio di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, violando palesemente la Costituzione italiana. Come è possibile, in uno stato di diritto, che rispetto alle sentenze di primo grado non venga data la possibilità di un secondo controllo di merito, per verificare se le stesse siano giuste o sbagliate? E per quale ragione al mondo, quelle di primo grado, se sono di condanna, possono essere sbagliate e, se di assoluzione, invece, non sono mai sbagliate?
Voi siete favorevoli a questa proposta?
ice
19 gen 2010 - 09:46 - #1sarebbe cosi anche da noi
la Cassazione nasce in origine solo per correggere inosservanza delle regole porgcessuali
ma in un paese cavilloso come il nostro e grazie a quello schifo che è la prescrizione….tutti i colpavoli portano i loro porcessi in cassazione non fosse altro che per allungerne i tempi e ottenere cosi l’indulto (prescrizione)
william-wallace
19 gen 2010 - 09:46 - #2Io inserirei l’inappellabilità quando ho avuto ragione 2 volte sui due primi gradi di giudizio. Mi sembra un buon compromesso. Soprattutto perchè un giudice può sbagliare non solo nel condannare, ma anche nell’assolvere!
aldebaran85
19 gen 2010 - 09:53 - #3concordo con william
ice
19 gen 2010 - 10:00 - #4io invece farei scadere i termini di prescrizione con primo giorno di processo
vedrete che si dimezzerebbero le durate delle cause, i testimoni e gli imputati non troverebbero piu mille impedimenti per proseguire, nè tantomeno sindacherebbero sul giudice tanto per trasferire il porcesso altrove a perdere altro tempo (che quando ci sono faldoni di migliaia di pagine, non è che trasferito il processo il nuovo giudice dall’oggi al domani si acquisisce tonnellate di documentazione e riesce a ricostruire il filone processuale)
fc77
19 gen 2010 - 10:10 - #5quoto ww,anche l’idea di ice non è male,io eviterei il secondo grado e la cassazione x chi è stato arrestato in flagranza di reato,oppure con delle prove schiaccianti, come risprese da una videocamera,intercettazioni telefoniche .
macleod
19 gen 2010 - 10:40 - #6la giustizia italiana e la magistratura fa decisamente schifo… leggevo proprio ieri che han multato Castelli, ex guardasigilli solo perchè ha introdotto un sistema di controllo dell’efficenzia sull’operato dei magistrati..ovviamente il sistema è subito stato smantellato visto che ne dimostrava l’ampia inefficenza…
keolo
19 gen 2010 - 11:03 - #7Questa volta ha ragione Berlusconi.
Quello che dice Di Pietro è pretestuoso.
Arriviamo a paradossi assurdi come casi in cui un cittadino è innocente per la corte d’assise e colpevole per l’appello. E chi mi dice che una corte è migliore dell’altra?
Vale il principio che vale in America. Lo stato ha una sola possibiità di mettermi dentro: non può rovinarmi la vita per dieci hanni. Sono colpevole? dimostalo nel primo grado di giudizio. Impegnati e fammi condannare. Ma se non ce la fai TU STATO hai perso, e poco vorrebbe dire che in appello mi condanni. Sarebbe una beffa.
Quindi il principio non fa una piega.
proust
19 gen 2010 - 11:17 - #8una cosa che non mi spiego (o meglio me lo spiego ma è un pensiero fazioso):
come mai quando Berlusconi parla della giustizia parla sempre del “cittadino” che è sotto processo e mai del “cittadino” che ha subito il reato?
voglio dire, va bene, uno non dovrebe essere tenuto sotto processo per 10 anni per poi scoprire che era tutto inventato, però mettiamoci per una volta anche nei panni della vittima del reato commesso, possibile che costui se vede il suo colpevole assolto in primo grado per un vizio di forma, per un’astuzia legale o magari perchè ha corrotto il giudice, non possa chiedere appello per provare ad ottenere giustizia?
sempre dalla parte dei “presunti innocenti”, mai dalla parte dei “certamente vittime”… perche?
steffa
19 gen 2010 - 11:28 - #9Va bene, ma allora facciamo come negli Stati Uniti, dove se sei condannato in primo grado non puoi automaticamente ricorrere in Appello, devi chiederlo, la corte accerta se ci sono le ragioni, e in caso di condanna son uccelli per diabetici. Son d’accordissimo con la proposta di Ice
ll3mo
19 gen 2010 - 11:41 - #10Il problema è che in primo grado ti giudica 1 giudice solo, mentre in secondo grado 3.
Uno si può sbagliare, tre è difficile..
Sono d’accordo con ww.
ventoacqua
19 gen 2010 - 11:51 - #11Tutte buone idee queste, ma hanno un grave difetto, fanno funzionare meglio la giustizia, assolutamente impossibile dunque che vengano varate dal governo Berlusconi, il cui interesse è esattamente opposto……
ice
19 gen 2010 - 11:58 - #12@ #7
in teoria il compito della Cassazione non è di decidere se l’imputato è colpevole o innocente, ma semplicemente di verifcare che durante primo grado e appello siano stati rispettate tutte le norme porcessuali, ivi comprese le tutele della difesa, etc, etc
ventoacqua
19 gen 2010 - 12:08 - #13#12: Vero, ed è per questo che sono preoccupato per la sentenza su Mills, che sia colpevole lo ha già provato il 1° e 2° grado, ma la Casssazione potrebbe annullare la condanna per questo o quel cavillo procedurale..
é_è
steffa
19 gen 2010 - 12:16 - #14@10: bè allora mettiamo 3 giudici in primo grado ;)
ventoacqua
19 gen 2010 - 12:47 - #15#14 Ma se già adeso c’è carenza di organico cronica, andremmo al collasso…
>_
enrico-xc
19 gen 2010 - 12:49 - #16favorevole, cosi’ se le prove sono deboli non rovinano la vita a qualcuno per decine di annni, 1 grado e assolti.
proust
19 gen 2010 - 13:00 - #17enrico:
se invece lasci l’appello anche con prove deboli dai la speranza alle vittime di avere giustizia.
basta fare gli interessi degli imputati, dannazione!
steffa
19 gen 2010 - 13:13 - #18@15: al contrario, dato che ci sarebbe quasi sempre un solo grado di giudizio e moltissimi processi si concluderebbero con il patteggiamento prima ancora di iniziare
macleod
19 gen 2010 - 13:28 - #19@15
ma quale carenza di organico, già adesso lavorano metà di un lavoratore normale, che si diano da fare… gli ultimi dati, ci mettono tra gli ultimi posti come efficenza della magistratura in Europa… altro che berlusca… è la magistratura italiana malata in se.
jacob
19 gen 2010 - 13:31 - #20da penalista, sono assolutamente d’accordo con WW e pure con Proust (ma Proust, bada bene che già adesso, se l’imputato è assolto in primo grado, la parte civile può appellare solo per gli aspetti del risarcimento del danno e quindi civilisti, non per la colpevolezza o meno dell’imputato: quello lo può fare solo il pm)
scappare
19 gen 2010 - 13:31 - #21Berlusconi le spara sempre grosse, la nostra giustizia è lenta perchè i politici hanno voluto così!! durante il processo di appello infatti si possono sentire nuovi testimoni e portare nuove prove (processo dell’utri) nel qual caso una persona informata sui fatti posso portare nuovi elementi che possa inchiodare il ladro. Se invece venisse assolto già con il primo grado non si potrebbe far niente.
stefano1966
19 gen 2010 - 13:43 - #22@ 17
proust
Io ho fatto due cause civili.
Ero la “vittima”.
Il primo porcesso è durato dal 1991 al 1999.
Riforma della giustizia di Diliberto.
Di sostanza snellimento del primo grado di giudizio tramite introduzione del Giudice Arbitro.
Risultato quasi tutti i processi finiti 50/50,compreso il mio.
Dopo che ci ho rimesso una decina di milioni mi hanno chiesto se volevo ricorrere in appello.
Dopo aver tagliato il male a mezzo,solo nel secondo grado il processo ritornava ad un giudice vero iniziava veramente il processo…per chi come me non si era scoraggiato.
Il secondo processo,sempre dalla parte della vittima sta durando da soli 7 anni….
Se tornassi indietro non farei nessuno dei due.
Tempo e soldi sprecati.
15 anni in un processo e mezzo e una decina di milioni dell’epoca persi …
Siamo fuori dal mondo.
proust
19 gen 2010 - 14:11 - #23jacob, non mi è chiaro: tizio rapina caio, tizio viene assolto in primo grado e caio fa ricorso per il risarcimento, caio vince l’appello e tizio lo deve risarcire ma è considerato innocente? non mi tornano i conti…
cmq il mio discorso era in generale, l’impostazione della discussione politica si sposta sempre di più verso l’imputato che a loro dire è maltrattato dalla giustizia, parliamo per una volta delle vittime che sono maltrattate dall’imputato.
questo gioco di far sembrare i giudici cattivi e gli imputati sempre innocenti è distruttivo per tutti, se politicamente fai passare il messaggio di sfiducia nella magistratura tutti un domani potranno sentirsi legittimati a fare qualsiasi cosa “tanto tu giudice non hai più titolo per giudicarmi”
il concetto “processo breve” deve essere per garantire risarcimenti rapidi alle vittime, poi solo secondariamente anche per non tenere l’imputato sul patibolo per 15 anni. Non viceversa, non perdiamo di vista l’obiettivo per cortesia.
proust
19 gen 2010 - 14:23 - #24Stefano, discorso che abbiamo già fatto: mi dispiace che il “tuo” processo sia durato e stia durando tanto, questo è un problema e nessuno lo vuole mettere in discussione.
tu ci hai rimesso, scusa il cinismo, “solo” 10 milioni, magari uno che ci ha rimesso la mamma alla clinica Santa Rita all’idea di non potersi più appellare o di vedere tutto in prescrizione perchè dopo due anni tutti a casa non ci sta tanto… dove sarebbe la giustizia in tutto ciò?
la certezza della sentenza è l’obbiettivo principale, cioè che una volta preso uno si arrivi a sentenza di assoluzione o di condanna possibilmente in tempi brevi, ma rendere i tempi brevi a scapito della sentenza è una boiata pazzesca, tanto vale chiudere i tribunali domani mattina e almeno risparmiamo un mucchio di soldi.
stefano1966
19 gen 2010 - 14:39 - #25@ proust
Sono daccordo che un processo “breve” non possa e non debba condizionare l’esito del processo.
Il più è mettersi daccordo su quanti anni possa durare un processo per essere ritenuto breve.
Se per la certezza della pena il processo dura 15 anni,se non di più….alla fine una buona parte di vittime avranno avuto anche ragione….ma gli è passata una parte di vita.
Se sono ancora vive.
Se uno ha 70 anni manco si mette a far causa tanto sa già che muore prima della sentenza.
Siamo arrivati al cane che si morde la coda.
zola87
19 gen 2010 - 15:00 - #26nonostante non sia po tanto garantista, sono favorevole a questo istituto…
ice
19 gen 2010 - 21:43 - #27@ #19
dati alla mano i giudici italiani sono quelli che si smazzano il maggior numero di processi a testa l’anno ripsetto alla media dei paesi EU
ice
19 gen 2010 - 21:50 - #28ma facciamo come negli USA e in quasi tutto il resto del mondo occidentale
l’imputato (e non solo i testimoni) DEVE dire la verità
se costruisce una tesi difensiva basata sulla menzogna solo per allungare i tempi processuali……si prende il massimo della pena per il reato commesso, piu le pene relative al reato di spergiuro in atto giudiziario
.
mettete questo insieme al termine della prescrizione col primo giorno di processo e i tempi processuali si ridurranno da 15 a 5 anni
tutti i colpevoli saranno interessati a scegliere il rito abbreviato per accedere ai soli sconti di pena possibili
senza nessun bisogno di aumento di risorse, di organici, di riforme della carriera, etc, etc