Per farsi ricordare bene il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini può fare ancora poco. Legalizzare l’utilizzo della lettera “k” al posto del “ch” potrebbe servire per completare il progetto che drammaticamente riduce la scuola italiana ad una sola scenografia degna della peggiore fiction popolare.
Solo in certi sceneggiati d’altronde si nota una certa ignoranza. Ingenua. Ma pur sempre condannabile come la proposta che in queste ore è comparsa sul sito di Repubblica. Stando a quanto pubblicato dal quotidiano l’obbligo di studio, invece di posticiparsi verso la maturità, sarà anticipato.
A scuola, per legge, fino a 15 anni e non fino ai 16 previsti dalle attuali normative figlie di una presa di coscienza necessaria nel 2010. Oltre all’esperienza, che in Italia viene tradotta spesso e male con interminabili stage, per essere adatti al mondo del lavoro bisogna essere preparati.
Come direbbe Fabio Volo, che paese è una nazione che non investe sui giovani? Sulla loro preparazione?
Di questo bisognerebbe ragionare avendo ben presente un semplice paradosso. All’annuncio di qualsivoglia taglio (personale, anni scolastici, …) agli onori della cronaca compare un preside soddisfatto di quanto la scuola che dirige sia tecnologica.
Nel liceo romano Aristofane sono stati installati dei tornelli virtuali in grado di monitorare i fannulloni aspiranti bamboccioni.
Lecito chiedersi, a questo punto, che prospettive avranno le generazioni future. Più ignoranti, tendenzialmente, delle precedenti e conoscitrici di una tecnologia con la quale poi non avranno a che fare al di fuori degli edifici scolastici.
Anche sulla banda larga sono stati fatti dei tagli.
enrico-xc
21 gen 2010 - 08:09 - #1bravissima!
era ora che si desse un taglio agli sperperi clientelari delle sinistre che usano da decenni i nostri soldi per “sistemare” cani e porci.
la scuola non ha bisogno di tutta questa gente assunta a caso, giusto tagliare e modernizzare…
chico-mendez
21 gen 2010 - 08:27 - #2ottimo esempio di commento a dimostrazione dell’inutilità dell’obbligo scolastico, difatti perchè costringere a scuola le capre se poi manco leggere sono capaci?
andrea4381
21 gen 2010 - 08:59 - #3“era ora che si desse un taglio agli sperperi clientelari delle sinistre che usano da decenni i nostri soldi per “sistemare” cani e porci.”
Ehm.. per caso non hai visto che ieri Lombardo, in Sicilia, ha assunto 9 super manager? Lombardo cos’è di sinistra?
Perchè non cominci ad ammettere che gli sprechi e le pratiche clientelari ci sono dovunque, cara enrichetta?
dercano-bouregard
21 gen 2010 - 09:26 - #4Scusate una domanda posta con cortesia e senza offesa alcuna:
enrico-xc è LEA?
intravedo una struttura affine sia nel sottostante ragionamento che nella forma…
ice
21 gen 2010 - 09:35 - #5ho un genitore docente alla scuola dell’obbligo e io stesso ho lavorato come docente TrezArea durante gli ultimi anni di università
.
La mia esperienza è che l’obbligo scolastico a 16 anni non da nessuna garanzia
Anzi costringendo a proseguire gli studi queli ragazzi che assolutamente non ne vogliono sapere incide pesantemente su tutti gli altri
a questo aggiungete i continui talgi al personale d’appoggio e l’aumento del numero di alunni per classe
il risultato dell’equazione è che una sola mela marcia (termine improprio perchè in questo caso comprende anche anche i ragazzi disabili, o figli di immigrati che porprio non ne vogliono sapere di imparare l’italiano…vedi in stragrande maggiornaza i turchi) crea disagi all’insegnamento di altri 20-25 studenti (giacchè il nuovo limite è 30)
Uno degli effetti è inevitabilmente la fuga dalla scuola pubblica
Uno dei primi effetti dell’innalzamento dell’obbligo scolastico a 16 anni è stato che i casi piu difficili di studenti che non vogliono studiare (magari anche per questioni familiari complesse, etc, etc, ma che cmq la scuola italina di oggi non ha gli strumenti per aiutare a superare) vengono promossi (quando magari una bocciatura sarebe forse utile al loro futuro, perchè non puoi rischiare che una mela marcia a 12 resti a rovinare altre classi fino ai 16
tra l’altro tenere dei ragazzini di 15-16 anni spesso maneschi, in mezzo a bimbi di 11-12…….aumenta ulteriormente i potenziali pericoli
.
VI ricordo che in Italia alla scuola pubblica viene erronemente affidato un compito che non gli comptete, un compito di assistenza sociale
dico che non le compete perchè in altri stati ci sono enti preposti, ma sopratutto perche la scuola italiana non ha ne gli sturmenti nè i mezzi per adempiere a questo ruolo
garcetto
21 gen 2010 - 09:56 - #6io credo ice che a quell eta’ non ci si rende conto che ci si sta giocando il futuro.
sarebbe una cosa buona far provare qualche periodo di lavoro vero in modo che si possano rendere conto delle asperita’ della vita, specie se hai solo la 5 elementare.
e magari impegarsi quindi per studiare un po’ :)
alc0r
21 gen 2010 - 10:01 - #7@ice #5: concordo con te al 200%
richard-benson
21 gen 2010 - 10:02 - #8@ ICE
“VI ricordo che in Italia alla scuola pubblica viene erronemente affidato un compito che non gli comptete, un compito di assistenza sociale
dico che non le compete perchè in altri stati ci sono enti preposti, ma sopratutto perche la scuola italiana non ha ne gli sturmenti nè i mezzi per adempiere a questo ruolo”
quoto e sottoscrivo..
i miei genitori sono entrambi insegnanti, con più di 20 anni di servizio. non vi dico cosa mi raccontano, roba da far accapponare la pelle, ma vi riassumo in breve qualche passaggio (in primis vi riporto che entrambi sono totalmente apolitici e in passato hanno votato anche per Berlusconi):
- la riforma Gelmini non è altro che un taglio indiscriminato, si mettono i professori in condizioni d’insegnamento veramente scadenti; le balle del tipo “meno sprechi”, “meno professori fannulloni”, “meritocrazia”, sono solo spot elettorali, non è vero nulla. i fannulloni continuano ad insegnare, gli sprechi non ci sono perchè non ci sono più soldi, la meritocrazia viene valutato per mezzo di punteggi assurdi, e via dicendo
- la megaballa del tetto del 30% è un altro spot elettorale senza fondamento, perchè sarà da verificare di volta in volta; è già cosi, per chi non lo sapesse! e con l’introduzione di questo fantomatico tetto non cambierà nulla, perchè ci potranno ancora essere classi a maggioranza straniera
- i badge elettronici per le presenze non contano nulla! perchè comunque gli insegnanti devono comunque riportare sul registro cartaceo sempre e comunque gli assenti, perchè fa fede quello! inoltre, un altro ammasso di carta inutile da firmare e compilare prima dell’inizio della lezione, che porta via almeno 20 minuti dell’ora scolastica!
queste non sono bugie, sono FATTI!
ma si sa che un popolo ignorante è un popolo manipolabile…
ice
21 gen 2010 - 10:05 - #9@ #6
e infatti sono molti queli che abbandanota la scuola dell’obbligo dopo 3-4 anni di lavoro tornano a frequntare le serali
con una motivazione e una coscienza dell’importanza di una formazione scolastica di cui chi ha porseguito gli studi linearmente non ha la consepavolezza
.
ma anche dal tuo esempio appare come l’obbligo scolastico a 16 anni abbia piu difetti che pregi
steffa
21 gen 2010 - 11:15 - #10Stavolta son d’accordo con la Gelmini, e quoto ICE, è assurdo tenere a scuola chi a scuola non ci vuol stare, fosse per me terrei obbligatoria solo la terza media perchè mandare alla scuola superiore ragazzi che non la vogliono finire è controproducente, perchè questi restano a scuola obbligatoriamente pur non essendo interessati e non fanno altro che peggiorare il rendimento degli altri. Son d’accordo anche con chi parla di ruolo sociale della scuola italiana, io finanzierei sport di squadra o da ring, come in Francia dove ci sono aiuti statali per le scuole di Savate, insegnano il rispetto delle persone e delle regole.
I badge elettronici non servono assolutamente a nulla, posso benissimo darlo ad un mio compagno che mi registri presente (infatti la segnalazione degli assenti sul registro resta obbligatoria)
spider-woman
21 gen 2010 - 11:18 - #11lavoro nella formazione professionale e mi occupo di organizzare i corsi per gli apprendisti, ragazzi disorientati, svogliati, espulsi precocemente da un sistema scolastico incapace di cogliere le suggestioni e le sfide della complessa realtà che ci circonda. La scuola pubblica è ferma da decenni su programmi avulsi da ogni contatto con la realtà, è autoreferenziale nella didattica e nella gestione di ogni passaggio ( accoglienza, gestione delle lezioni, valutazioni finali) e non è certo buttando per strada i docenti più giovani ,volenterosi e appassionati ( i precari!!) che si migliora la situazione. Il termine “mela marcia” poi mi pare a dir poco fuori luogo, non per buonismo o adorazione dei teppisti che spesso girano per le classi ma perchè denota una totale assenza di sensibilità nei loro confronti: non credo che uno scelga di nascere in un ambiente familiare misero, arretrato culturalmente e socialmente, e tanto meno reputo che per questa sua condizione ( che non è una colpa) debba essere etichettato come caprone e buttato al macero a 15 anni!
Ma dove siamo finiti?!?!E’ questa l’eccellenza che propongono??
E’ uno squallore senza precedenti, altro che !!
steffa
21 gen 2010 - 11:36 - #12@11: guarda che forse sei tu ad offenderli considerandoli dei cog*ioni che hanno biosgno di essere OBBGLIGATI a continuare gli studi, se poi si pentono nulla gli vieta di fare il serale dopo un paio d’anni o magari di riprendere al diurno dopo aver capito che significa lavorare. Non parlo di mele marce ed altro, ho solo 21, di amici che non volevano studiare e che aspettavano i 16 per andare a lavorare ne conosco tanti, ci esco insieme, ci mangio insieme, semplicemente son scelte di vita, da come la metti sembra che tutti siano disagiati teppisti, non è così, a molti semplicemente non piace studiare e preferiscono guadagnare subito per poi avere i soldi da parte per comprarsi una casa quando io ancora devo finire l’università, specialmente qui nel nord dove il lavoro non manca. Se gli dico “perchè non studi?” Mi rispondono: “ci son più medici che pazienti”, “c’è a chi piace studiare e chi preferisce lavorare”, “a cosa serve continuare gli studi che tanto non ti offrono lavori migliori, e poi imparo di più con l’esperienza”, “con i soldi che metto via finche vivo con i miei mi metto in proprio o prendo un’attività” ecc.. E a dire il vero non hanno poi tutti i torti.
stefano1966
21 gen 2010 - 12:02 - #13@ 5 ice
Concordo in toto.
steffa
21 gen 2010 - 12:07 - #14Mattia e Laura vivono in provincia di una media città del nord-est, frequentano le medie, Laura va bene a scuola, ottimi voti, il pomeriggio studia, Mattia ha un paio di insufficienze, non è stupido ma preferisce uscire con gli amici e giocare a calcio nella sua squadra, a scuola aspetta la campanella dell’intervallo, della fine dell’ora di educazione fisica. Entrambi finiscono le medie, sempre promossi. Laura va al liceo classico, Mattia all’itis. Laura torna a casa alle 13:50, mangia e va a studiare, esce poco il pomerggio, si diverte solo il sabato e la domenica (se non ha interrogazioni importanti o compiti). Mattia torna a casa alle 15:00, una volta a casa non gli va di studiare, già non è la sua passione, e poi ha fatto 6 ore di scuola. Ha il motorino, gli piace un sacco, si diverte ad elaborarlo con gli amici per farlo andare più forte, marmitta, gruppo termico, variatore… e continua a giocare a calcio e uscire con gli amici. Una volta “brucia” scuola, in giro per il centro, bellissimo, così ogni tanto quando non ha voglia di andare a lezione si fa un bel giretto. Viene bocciato una volta, la seconda passa l’anno con due insufficienze, non ne vuol più sapere di studiare, un suo amico più grande lavora già, può pagarsi le elaborazioni del motorino e le uscite in discoteca o pub. Decide di mollare la scuola e va a lavorare in una ditta vicino casa. Laura intanto continua il liceo, ottiene la maturità classica con 84, si iscrive a lettere. 5 anni di università, facile rispetto al classico che frequentava, si laurea con 110 e lode ma non ci son lavori per lei, potrebbe fare la segretaria ma a lei piace insegnare, si iscrive al SIS, 3 anni, finiti i quali inizia il suo precariato, a quanto pare voglion tutti insengare lettere. Così per 6 anni va avanti lavorando 3 mesi si e 2 no, poco remunerata e mantenuta dalla famiglia. Un bel giorno il governo decide una legge per cui si bloccano le assunzioni e lei si decide a far la segretaria, o la commessa, o la telefonista, contratti di 1 mese, o 3 mesi, ma non ci son neppure quelli, è periodo di crisi economica, se ne riparla l’anno prossimo.
Mattia intanto ha 30 anni, lavora da 15, vive con la fidanzata da 5 anni, prende 2.500 euro al mese, e tra pochi anni finisce di pagare il mutuo.
Chi è il disagiato?
spider-woman
21 gen 2010 - 12:16 - #15Steffa io non voglio dare del cogl..a nessuno e tanto meno obbligarlo a fare qualcosa contro la sua volontà! ANZI dico solo che spesso la dispersione scolastica è dovuta a cause esterne all’allievo che non hanno a che fare con la sua persona ma con l’ambiente che lo circonda. Abbassare l’obbligo scolastico non serve a nulla perchè ci si limita a spostare il problema sui corsi di apprendistato ( ci lavoro e credimi, li conosco benissimo!!). Ben vengano percorsi di qualifica breve o patenti di mestiere che possano rendere questi ragazzi preparati in materie PRATICHE e appetibili agli occhi dei datori di lavoro affamati di manodopera qualificata.
Non credo molto alla favoletta che hai raccontato, ci vivo nell’operoso nord est e non è il mondo dorato che descrivono.. e di operai non specializzati a 2500 € al mese non ne conosco nemmeno mezzo !! Anzi con l’innalzamento dell’età per INIZIARE a essere apprend ( fino a 29 anni e 364 gg in alcune regioni) la paga base a quell’età si aggira sui 6/700 € .
Spiace notare come demagogia , disinformazione e arroganza siano regine in quasi tutti i settori e in ogni discussione.
steffa
21 gen 2010 - 12:24 - #16@spider-woman: non è demagogia, è la realtà che conosco. l’ambiente conta, ma fino a un certo punto, io e mio fratello abbiamo (ovviamente) gli stessi genitori e abbiamo frequentato lo stesso ambiente, io son all’università e lui lavora, anche se ha 2 anni in meno, non è stupido, ha un QI di 120, semplicemente non gli piace studiare. Molti dei miei amici sono operai, hanno finito presto gli studi, certo loro non prendono 2.500 euro al mese ma la metà, sono semplici operai e poi hanno 20 anni, il ragazzo della mia storia (mi son dimenticato di dire) si è messo in proprio e fa l’artigiano (e fidati che prende anche più di quella cifra, specialmente se come molti lavora in nero). Un altro mio amico che è praticamente un mio fratello d’adozione visto che è più a casa mia che a casa sua (”fioeo de anima” lo chiama mia mamma) ha fatto per un periodo quei percorsi di qualifica breve, mi ha detto però che non gli son serviti a nulla, anche perchè a scuola non possono permettersi macchinari da decine o centinaia di migliaia di euro, il tornio della scuola non ha nulla a che vedere con quello dell’azienda, fai prima ad imparare facendo esperienza.
spider-woman
21 gen 2010 - 13:24 - #17Steffa una cortesia: piantala di precisare che chi non va a scuola è stupido, NON l’ho mai detto e non lo penso affatto, ANZI mi spiace notare che molti talenti vengano sprecati o non indirizzati verso il loro cammino migliore.
Non basta un esempio ( anzi nemmeno 2 ) a bollare un intero sistema educativo o formativo, di questo ti renderai conto strada facendo.
in bocca al lupo a te e ai tuoi coetanei!
chico-mendez
21 gen 2010 - 13:25 - #18Scusate ma abbassare l’obbligo scolastico preclude una sorta di amnistia per tutti quei camorristi, mafiosi e affini che utilizzano i ragazzini per svariati compiti, quindi il governo vuole aiutare la giustizia, eliminiamo il reato di sfruttamento minorile cosi’ riusciamo a snellire la magistratura :)
ginabro
21 gen 2010 - 13:28 - #19Se,è il figlio di Bossi un asino che ripete tre volte l’esame di Stato,va bene a tutti.
Immagino la preparazione che aveva a 15 anni questa cima che a diciotto,il padre
accusa gli insegnanti,se il rampollo non riesce a superare l’esame.
16db
21 gen 2010 - 13:31 - #20E’ inutile! In Italia servono più operai e meno dottori in “Scienze della comunicazione applicata ai contenuti mutlimediali per la formazione interculturale delle spugne di mare”.
Se fosse per me si potrebbe tranquillamente tornare alla 3a media o ancora meglio alla 5a elementare.
Non mi interessa se in altri paesi hanno percentuali altissime di “laureati” assolutamente incompetenti (in Inghilterra gli esami all’università li si fanno con i test a crocette!!!).
steffa
21 gen 2010 - 13:50 - #21@spiderwoman: io credo che non è compito dello stato arrogarsi di decidere per i cittadini. Se uno vuole andare a lavorare va a lavorare, obbligarlo a studiare significa necessariamente considerare il ragazzo incapace di decidere, quando invece lo è, spesso molto più dello stato. Ho precisato che parlo della realtà che conosco, qui c’è poco spazio per lavoratori specializzati e laureati, mentre ce n’è per lavori meno specializzarsi. Molti laureati in lettere, scienze della comunicazione ecc non trovano lavoro, o comunque trovano lavori che potrebbero fare anche senza specializzazione. Una scuola professionale non può insegnarti contemporaneamente a fare: il cameriere, il tornitore, il pasticcere, il lavoratore del caseificio ecc. Quanto ai macchinari poi ti ho già detto che sono obsoleti rispetto a quelli che usano le aziende. Poi chiaro che un diplomato in elettrotecnica ha più possibilità di un ragazzo con la terza media ma questo puoi spiegarglielo, la scelta spetta a lui. Anche perchè se ipoteticamente fossimo tutti laureati, pure chi si è fatto 10 anni di medicina andrebbe a lavorare i campi.
steffa
21 gen 2010 - 13:51 - #22@spierwoman: graize, crepi!
steffa
21 gen 2010 - 14:01 - #23poi intendiamoci, io sarei contento se tutti si diplomassero, tant’è che cerco di parlarci di convincerli “un perito ha possibilità migliori”, “più studi meno la gente può prenderti per il cul0″, “hai un’aspettativa remunerativa superiore, un lavoro più gratificante”ecc. Ti ammiro per la passione che metti nel tuo lavoro, ce ne fossero, però per natura mi piace che le scelte, giuste o sbagliate, siano mie, non vorrei che qualcuno mi imponesse ciò che non voglio fare. Buona giornata
white
21 gen 2010 - 14:23 - #24al tg1 ha detto che cosi facendo,si avvicinano i giovani al lavoro.
OTTIMO…
cosi quelli che nemmeno riescono a diplomarsi avranno lavoro… quelli che si fanno il mazzo cosi per prendere una laurea non avranno lavoro. evviva !
babyshambles
21 gen 2010 - 14:30 - #25complimenti! la gelmini sta facendo disastri su disastri…
stefano1966
21 gen 2010 - 16:16 - #26@ steffa e 16db
+1 non per il karma ma anche voi avete scritto quello avrei scritto io.
@ chico
il problema che hai posto per il sud è effettivo.
Ma esiste anche per il nord lo stesso problema?
Tipico caso nel quale se fai una legge può essere buona per una parte del paese e non per l’altra.
Questo preciso ragionamento è quello che mi ha spinto a volere un paese federale.
Con leggi fatte non a livello statale ma a livello locale,a seconda delle esigenze,diverse purtroppo da nord a sud.
A volte diverse dal nord est al nord ovest.
Leggi fatte per il nord non è detto che non facciano danni immensi se applicate al sud…e viceversa.
spider-woman
21 gen 2010 - 16:19 - #27Steffa io non credo che tutti debbano per forza diplomarsi o laurearsi, anzi !!
credo però che tutti abbiano il diritto di reggersi in piedi sulle proprie gambe, saper comprendere un testo ( il contratto di lavoro, ad es, e ti assicuro che non è cosa da poco!!), di avere un minimo di alfabetizzazione informatica, di saper comprendere e applicare norme basilari di sicurezza sul lavoro !!
non si può passare da un estremo all’altro: tutti laureati/5^ elementare.
in mezzo ci sono molte possibilità, ma se le precludiamo proprio a coloro che sono più fragili, tarpiamo le ali a generazioni intere che si faranno maltrattare e sottopagare per decenni.
In quanto alle attrezzature, non sempre sono scadenti, alla tua età è facile generalizzare ma non basta un es. per lapidare un intero sistema .
Ascolta chi è + vecchio di te, io ho ben 35 anni !!!
steffa
21 gen 2010 - 17:55 - #28@s.w.: per il contratto di lavoro e le norme di sicurezza, la busta paga ecc hai ragione, servirebbe un corso obbligatorio prima del lavoro (2-3 mesi, non qualche anno) anche perchè ho notato, non sono proprio chiarissimi, in Italia c’è la moda di rendere complicate le cose semplici; prima certe questioni magari te le spiegavano al sindacato, ora è po’ diverso. Per i macchinari mi riferisco a macchinari costosi, certo che altri attrezzi più economici sono identici a quelli che poi useranno nel lavoro, solo mi chiedo, se a scuola devono fare le stesse cose che farebbero da apprendisti, tanto vale che le facciano da apprendisti no? Almeno qualche centinaio di euro al mese lo portano a casa
steffa
21 gen 2010 - 17:57 - #29@Stefano: almeno su qualcosa la pensiamo allo stesso modo, anche se per quanto riguarda il federalismo le cose sono un po’ diverse, la riforma costituzionale generalista del 2001 riprende quella del 99, e al governo non c’era la Lega, ma magari ne parliamo in un’altra occasione, si può essere federalisti pur non essendo leghisti
caligola
21 gen 2010 - 20:33 - #30Cambia poco da 16 a 15, detto questo il nostro paese NON investe sui giovani per molti altri motivi…e questa sarà un’eredità che dovranno prendersi gli stessi, quandi i vecchi por.ci saranno morti o in qualche paradiso fiscale a godersi le “meritate” pensioni.