Il centrosinistra è diventato sinistra, il centrodestra è diventato destra. Analisi semiseria di come cambia lo scenario nel dopo Bersani.

pubblicato da G.L. Barone – orientamento politico: Orientamento politico
categorie: Alle 5 della sera Popolo delle Libertà PDL Partito Democratico PD Unione Democratici Cristiani UDC Il punto politico


Non tutti, forse, se ne saranno accorti ma ormai il cambio di nome dei nostri schieramenti politici è una cosa assodata.

Le prime volte, dopo la nomina a “grandecapo” del PD di Bersani, qualcuno avrà creduto in una svista: nelle prime interviste il neosegretario si rivolgeva allo schieramento PdL/Lega chiamandolo “destra” e non “centrodestra”. La controparte, per tutta risposta, cominciò anche lei a dimenticare la parola “centro” quando parlava dei democratici.

Il risultato finale è sotto gli occhi di tutti: oggi il PdL è diventato la destra, il PD la sinistra e Casini è rimasto dov’era, in mezzo.
Certo, che l’elezione di Bersani comportasse uno spostamento a sinistra, più o meno tutti lo avevano messo in conto. Ma così si rischia davvero di tornare alla vecchia dicotomia DC / PC dove di sicuro il PD vorrebbe i voti del PC e, tutti gli altri, (Casini compreso) vorrebbero i voti della vecchia Balena Bianca. Nella sostanza il PD sarebbe destinato a perdere i suoi pezzi moderati (Rutelli ad esempio) per continuare a battere solo sullo zoccolo duro ex DS.

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Lo stesso dovrebbe valere, in teoria, anche per il PdL, ma solo per i “senza poltrona”.

Questo scenario è forse il peggiore che gli elettori moderati, di PD e PdL, potevano augurarsi. In fin dei conti è tutto da dimostrare che chi vota PdL è di destra (furono molti ex socialisti a fondare Forza Italia) e chi PD di sinistra. Inoltre, non è per nulla detto che gli elettori di centro vogliano votare Udc.

Insomma, una gran confusione, dove chi vota l’uno piuttosto che l’altro lo fa quasi esclusivamente per condizionamenti (pubblicità, simpatie, tv, antiberlusconismo, berlusconismo ecc.) che hanno ormai poco a che fare con le vecchie ideologie.

Sarebbe bello sapere quanti, tra gli elettori italiani, sanno cosa realmente significa essere di destra e cosa di sinistra. È vero che, parlare di comunisti e fascisti nel 2010 è forse troppo anacronistico, ma almeno era più chiaro!

Per semplificare la vita si potrebbe smetterla di dire destra e sinistra. Meglio, si potrebbe parlare di Conservatori o Riformisti. Si, forse sarebbe meglio (e magari più gente capirebbe ciò che vota), ma poi tutti direbbero che sono riformisti e si tornerebbe all’attuale stato confusionale…

foto: S. e L. | flickr

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    21 gen 2010 - 18:17 - #1
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    in emilia sondaggi alla mano oltre il 5% dei voti della Lega è dato da ex rifondaizone inca77ati con la sinistra per come correndo dietro al centro ha ignorato le esigenze della sua base storica

  • Fulu

    21 gen 2010 - 18:28 - #2
    2 punti
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    Eh?…ma dove…il PD di Bersani è il PD piu al centro da quando esiste il PD…magari l’impostazione puo sembrare quella del vecchio DS…ma come tematiche, strategie e poteri forti è il piu centrista di tutti (basta solo pensare che la mozione Bersani era appoggiata da tutte le correnti cattolice, da CL ecc)

  • Profilo di mattblanc

    mattblanc

    21 gen 2010 - 18:59 - #3
    0 punti
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    Diciamo che in Italia la cultura della destra e della sinistra non sono mai esistite (almeno, mai al governo) , ma solo una gran palude centrista. Qui non siamo in Francia o in Inghilterra. Purtroppo.

  • nino.n

    21 gen 2010 - 19:22 - #4
    2 punti
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    Il PD sta alla sinistra come il PDL sta ala legalità… cercasi sinistra urgentemente…

  • Profilo di arvedui

    arvedui

    21 gen 2010 - 19:23 - #5
    0 punti
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    Secondo me in questo scenario italiano i termini destra-sinistra sono etichette che hanno sempre meno senso. Per me conta solo l’onestà: fra un politico onesto di sinistra ed uno disonesto di destra voterei ad occhi chiusi quello di sinistra e viceversa.

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    21 gen 2010 - 19:56 - #6
    0 punti
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    @Barone: concordo in parte con il tuo ragionamento.
    Il problema sta nel fatto che anche Riformisti e Conservatori sono “definizioni” inadeguate per PD e PDL.
    Mi spiego: per definizione i “conservatori” tendono a voler mantenere lo status quo, applicando riforme minime, mentre i “riformisti” tendono a voler innovare anche se questo comporta la rottura del precedente stato.
    Ma in Italia chi lo fa?

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    21 gen 2010 - 20:37 - #7
    1 punto
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    Perchè mail il governo PDL-Lega dovrebbe essere chiamato “centrodestra” se non ha assultamente nulla di centro??
    ?_?

    Perchè questa fobia di chiamare le cose con il loro nome?

  • Profilo di liberty-valance-2

    liberty-valance-2

    21 gen 2010 - 20:50 - #8
    -1 punto
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    #7
    infatti la Lega nasce come movimento di sinistra, se non sai le cose…salle

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    21 gen 2010 - 21:01 - #9
    0 punti
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    @ 1 ice

    Quali sono secondo i tuoi dati le esigenze della base storica ignorate per le quali chi votava rifondazione da noi in e-r ora vota lega?
    Sarei curioso di saperle se le sai così le confronto con le motivazioni che hanno spinto me a passare da sinistra alla lega.
    Visto che il mio passaggio è ormai datato mi piacerebbe di sapere perchè OGGI si passa dalla sinistra alla lega.
    Calcolando che i sondaggi danno la lega al 11% di media nelle regioni rosse (E-R,Toscana,Umbria,Marche).

  • Profilo di macleod

    macleod

    22 gen 2010 - 00:03 - #10
    0 punti
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    a sinistra abbiamo Tonino che pensa agli affari di ”famiglia” e a costruire il suo impero… Bersani che cerca accordi con tutti senza fare alcunchè… i comunisti che pensano solo agli immigrati, fregandosene degli italiani..e i radicali che pensano ai drògati… mi sembra che nessuno a sinistra pensi agli italiani dopotutto…
    quindi è ovvio che gli elettori si spostino altrove… col berlusca no..con l’udc neanche…quindi rimane solo la Lega, che cmq è un partito territoriale e trasversale come ideologie…

  • Profilo di ice

    ice

    22 gen 2010 - 10:11 - #11
    0 punti
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    @ #9
    il botto di voti la Lega in emilia l’ha fatto alle ultime politiche in seguito alle mancate promesse dell’ultimo governo Prodi, ed esempio la riforma del mercato del lavoro, i DiCo (che pubblicizzati dai centristi come un regalo agli omosessuali, in realtà interessavano tutte le forme di convivenza anomale es due fratelli che per motivi economici e magari in seguito alla perdita della compagna, convivono a 70anni per aiutarsi a vicenda e dividere le spese…..casi sempre piu frequenti in seguito alla diffusione dello stato di “single” e all’aumento dell’età media della popolazione, non accompagnata da adeguati servizi sociali)

  • Profilo di winkiller

    winkiller

    22 gen 2010 - 10:18 - #12
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    Io non definirei “sinistra” un partito il cui segretario potrebbe benissimo essere Fini. In molti dicono che il presidente della camera si sia spostato a destra, ma secondo me lui è solamente una persona ragionevole e obiettiva a differenza di molti suoi alleati che invece sono dei radicali.
    E’ la sinistra, o meglio il PD, che per poter estendere la propria area di interesse, ha finito con l’attenuare, se non azzerare, il proprio carattere di partito dei “ceti bassi” (lavoratori dipendenti, casalinghe, studenti), allo scopo di risultare meno invisa anche a imprenditori, commercianti e liberi professionisti.
    Al contrario, non mi sembra che la destra abbia svenduto in modo così evidente la sua identità, anzi, probabilmente l’ha addirittura fortificata, passando da una posizione “addolcita” del periodo post-fascista, in cui nessuno aveva il coraggio di definirsi “mussoliniano”, allo stato attuale, in cui certi toni e posizioni, sono per lo meno tollerati.
    La realtà è che in questo processo di mutazione politica, il vero grande cambiamento è la scomparsa della vera sinistra, incapace di compattarsi e di adeguare i proprio toni e programmi ad una socità in cui nessuno si sente più parte del “ceto basso” e di conseguenza rappresentato da un partito che poggia le sue basi sulla lotta di classe.

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