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Ore 12 - Pd caos: D'Alema "out" per il ko a Bersani?

Pubblicato: 22 gen 2010 da Massimo Falcioni

Commenti dei lettori

altroTutti sanno che Pierluigi Bersani è diventato segretario del Partito democratico grazie al “supporto” di Massimo D’Alema.

Tutti sanno che Bersani è bersagliato dal “fuoco amico” di Franceschini, Veltroni, Parisi e compagnia cantante. Tutti sanno che senza D’Alema, Bersani è un pesce fuor d’acqua. Allora?

Allora perché non ribaltare il problema e cercare di allontanare D’Alema dalla sala di regia del Pd per togliere al segretario la stampella?

L’occasione è data dalla prossima elezione di D’Alema a presidente del Copasir (ex servizi segreti). Incarico prestigioso, impegnativo, delicatissimo e bipartisan, per il quale “baffetto” dovrebbe abbandonare la politica attiva, cioè disinteressarsi delle vicende del piddì.

Questa, almeno, è la teoria di chi appunto, con signorilità (si fa per dire), vuole cogliere una ghiotta occasione per prendere i classici due piccioni con una fava. A dar voce a questa… soluzione è il quotidiano (semi clandestino) del Pd, Europa (ex Margherita), di cui sono noti i supporters, alcuni autorevolissimi, oggi fuoriusciti dal Pd (leggi Rutelli).

Non è vero che Rutelli si è dimesso dal Copasir per “incompatibilità dopo aver fondato il suo nuovo partito Api, bensì l’ha fotto perché quel posto spetta a un Pd. E non è vero che chi ha un ruolo istituzionale bipartisan non può intervenire direttamente in politica, come dimostra Gianfranco Fini. Già.

E’ l’antico vizio della politica italiana (e in primis del Pd) di parlare a suocera perché nuora intenda. E’ la sintesi odierna del Pd, che rispolvera e salda il “peggio” del PCI e il “peggio” della DC messi insieme. Talis pater, talis filius.

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di fc77

    fc77

    22 gen 2010 - 13:30 - #1
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    manderei d’alema sull’isola dei famosi……almeno si toglie dalla balle x un pò……

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    22 gen 2010 - 13:37 - #2
    1 punto
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    invece di far opposizione al pdl si fanno auto-opposizione … che intelligentoni

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    22 gen 2010 - 13:41 - #3
    1 punto
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    Falcioni nel PD non esite caos di idee.

    Esiste una lotta tra lobbies interne.

    Al congresso ha vinto la lobbies di d’alema.

    Quella che fa affari con gli amici dell’altra sponda,col Cav.

    Pace.

    E,tra l’altro,quella che trova più contributi per far andare avanti il partito.

    Gli altri potrebbero verante detronizzarlo solo se trovassero qualcuno che li finanzia.
    Il partito costa.

    Ormai i gioielli di famiglia sono stati venduti tutti.

    L’ala d’alemiana garantisce che i lavori degli amici vadano avanti.

    E che questi si ricordino chi gli ha fornito il lavoro.

    Le idee sono finite da un pezzo.

    tra i dirigenti.

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    22 gen 2010 - 16:24 - #4
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    …mi piace sottolineare che gli amici comagni come diavolo voelte chiamarli dell’emilia continuino imperterriti a fare FESTE DELL’UNITA’, e non come vorrebbe qualcuno feste del PD……..vorrebbe dire qualche cosa questo episodio? Si molto, che di sti margheritini democristiani ci siamo rotti i Borghezi *(usare Maroni mi pareva troppo), vogliono fare un partito democricattoprogressistamanontroppo? vadno a fre in qul0 cattolici e democristiani, io voglio un partito laico di sinistra capace di difendere gli interessi di tutti gli italiani cattolici e non, e siccome i non cattolici sono la maggioranza (visto che chi vota PdL per forza di cose non puo’ essere cattolico) voglio davvero uno stato laico fuori da ogni influenza ricatto vaticano…..

  • LeonidaRedivivo

    22 gen 2010 - 20:27 - #5
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    Gli italiani si sono triturate le balle di tutte ste menate da circo togni al carnevale di viareggio, facessero un partito per i comunisti uno per i fascisti e un altro per i cattolici e fuori dalle balle lacchè, matti e ballerine, ladri e nani ai lavori forzati a vita a calcagnate su lù muso, poche ciance e più disciplina per TUTTI!!! E vedi come si sistemerebbero le cose in questa fogna di nazione.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 gen 2010 - 12:39 - #6
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    Due anni fa, in pieno scandalo Unipol, il Signornò domandò cosa dovesse ancora fare Massimo D’Alema contro il centrosinistra per essere accompagnato alla porta. D’Alema ha risposto con i fatti. Nel giro di un mese ha riabilitato l’inciucio con Berlusconi, ha riabilitato per l’ennesima volta quel Craxi a cui 10 anni fa offrì addirittura i funerali di Stato e soprattutto ha devastato alla velocità della luce il centrosinistra nella sua Puglia, una delle poche regioni in cui il Pd conservava una vocazione maggioritaria.
    Ha sacrificato il governatore Nichi Vendola sull’altare dell’Udc, ha lanciato al suo posto il sindaco appena rieletto di Bari Michele Emiliano senza passare per le primarie, poi l’ha cambiato in corsa con Francesco Boccia irridendo alle primarie, poi le ha riesumate (“le ho sempre volute”) ma a patto che le vinca Boccia, poi si è meravigliato del fatto che Vendola non si ritiri tutto giulivo dalla corsa. Infine, con l’aria di chi passa di lì per caso e vola alto su una distesa di cadaveri e macerie, ha commentato schifato: “Non ci capisco più niente”.

    Il tutto in una regione dove non muove foglia che lui non voglia. La Volpe del Tavoliere, come lo chiama “il manifesto”, aveva già tentato di imporre Boccia quattro anni fa: purtroppo però le primarie le vinse Vendola. D’Alema, furibondo con gli elettori che non lo capivano, commentò: “La mia pazienza ha un limite” e scaricò il suo sarcasmo su Nichi: “Vincere le primarie è facile, battere Fitto è un’altra cosa”. Naturalmente Vendola battè Fitto. Allora Max gli diede una mano delle sue, regalandogli due assessori coi fiocchi: il vicepresidente Sandro Frisullo e il responsabile della Sanità, l’ex socialista Alberto Tedesco. Sarà un caso, ma il primo s’è scoperto cliente del pappone Giampi Tarantini, ras delle protesi sanitarie e fornitore privilegiato delle Asl pugliesi, esattamente come la famiglia di Tedesco, assessore in pieno conflitto d’interessi. Sia Frisullo sia Tedesco sono stati indagati dalla Procura e dimissionati da Vendola, che ha azzerato l’intera giunta. Tedesco è passato al Senato col Pd, cioè al sicuro, grazie al dalemiano Paolo De Castro, spedito a Strasburgo per liberargli il seggio.

    Ora, dopo l’ennesimo passaggio dell’Attila di Gallipoli, si contano i morti e i feriti: Emiliano, uno dei sindaci più popolari d’Italia, deve far dimenticare l’autocandidatura e la richiesta di una legge ad personam per correre alla Regione senza lasciare il Comune; Boccia, dopo aver detto “primarie mai”, deve tentare di vincerle contro Vendola, il quale è riuscito a far dimenticare gli errori politici degli ultimi mesi (come la lettera aperta contro il pm Desirèe Di Geronimo che indaga sulla sua ex-giunta), ma ormai ha col Pd rapporti talmente conflittuali da rendere impossibile qualunque ricucitura. Sabato scorso, Max pareva avere finalmente capito: “In certi momenti – ha detto - un leader deve fare un passo indietro”. Ma l’illusione è durata poco: parlava di Vendola.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 gen 2010 - 12:49 - #7
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    CARLO LUCARELLI:

    Le primarie che vorrei

    Gli scrittori spesso scrivono banalità e a volte lo fanno apposta proprio per ricordare cose che dovrebbero sembrarci naturalmente banali e che invece a volte si perdono sotto complicate sovrastrutture.
    Vorrei dire una cosa sulle primarie che si tengono per scegliere i candidati del Pd e del centrosinistra alle prossime elezioni regionali, non per fare appelli su chi votare - ce le ho le mie idee e se qualcuno fa un giro per internet le trova facilmente, se qualcuno me lo chiede le vedrà scritte anche su questo giornale ma non in questa colonnina, dove vorrei non parlare mai delle mie scelte personali - quanto per ricordare, appunto qualche banalità.
    La prima è che penso che a queste primarie la gente del centrosinistra e del Pd dovrebbe andare a votare liberamente, senza pregiudizi e senza preconcetti o ordini di scuderia. Che dovrebbe scegliere il candidato che poi vorrebbe davvero vedere al governo della propria regione, perché gli piace quello che ha fatto o perché si fida di quello che farà; quello che immagina potrebbe vincere o comunque averne buone possibilità senza per questo dover accettare troppi compromessi che poi ne snatureranno l’azione di governo. E che una volta vista la vittoria di uno dei candidati, questo dovrà avere comunque l’appoggio di tutti, anche di quelli che non lo volevano, perché perdere e mollare una regione a una parte politica che non ci appartiene e di cui non condividiamo l’azione, è una cosa che ci dispiace e che ci fa arrabbiare, e anche molto.
    Saranno banalità, ma tutte le volte che c’è un’elezione ho la sensazione che qualcuno le perda di vista. E comunque, io sono uno scrittore e gli scrittori di banalità ne scrivono tante.