
Sarkozy decide di decidere, al contrario di un noto aforisma solitamente applicato alla politica nostrana, e vieta il velo integrale senza pensarci due volte. Rispondendo a una domanda precisa rivoltagli ieri in un’intervista alla tv nazionale, il primo ministro di Francia che - lo ricordiamo - è figlio di due genitori stranieri e immigrati, ha detto senza mezzi termini che tutti i clandestini vanno respinti o rispediti a casa, con la sola eccezione (ma senza furbate) dei profughi. E ha aggiunto:
“Non lascerò che il mio paese faccia la fine dell’Italia. Noi siamo gente aperta, pronta all’accoglienza. Ma vogliamo che ci siano diritti e doveri.”
Un chiaro messaggio di appoggio alla commissione parlamentare che chiede di vietare l’uso del velo nei luoghi pubblici; un primo passo verso il divieto totale dei copricapi islamici che una malcelata cultura oscurantista vuole imporre alle donne in segno di dispregio verso la loro stessa essenza. Una cultura che - lo chiariamo - non è quella mussulmana tout court, come afferma per esempio Fouad Allam, il sociologo algerino autore de L’Islam globale.
Allam si spinge oltre, denunciando anche la stessa imposizione di un semplice foulard come l’affermazione della superiorità dell’uomo sulla donna ed escludendo totalmente che l’Islam preveda queste forme estetiche forzate in alcuno dei suoi precetti. Il sociologo, del quale potete trovare un’interessante intervista di Manila Alfano oggi sul Giornale, arriva a dire che se si vuole integrare la cultura islamica con quella occidentale bisogna aiutare le donne cancellando d’autorità ogni minimo segno di sopruso nei loro confronti.
La famiglia tribale è destinata a scomparire. Non resisterà al modello occidentale. La ribellione di queste ragazze è significativa. I casi tragici come quello di HIna, uccisa dal padre perché voleva una vita all’occidentale saranno sempre più rari. I genitori come quelli di Hina sono quelli che la sociologia definisce I perdenti dell’integrazione. Andranno avanti i mussulmani sociologici, quelli capaci di costruire integrazione.
Ovvero le seconde generazioni, quelle che avendo vissuto entrambi i modelli, sono chiamate a integrarli. Parole su cui riflettere, in un paese che ancora giustifica certi usi barbari parlando di “rispetto delle tradizioni”. A sinistra come a destra, vedi la fondazione FareFuturo facente capo a Gianfranco Fini.
aldebaran85
27 gen 2010 - 09:11 - #1dove la politica fallisce ecco il populismo:
tutti i clandestini vanno respinti o rispediti a casa
è più facile a dirsi che a farsi
garcetto
27 gen 2010 - 09:13 - #2certo, se l’occidente la smettesse di mungere fino allo stremo li terzo mondo, queste povere anime avrebbero terra e lavoro a casa loro…ma finche’ si fanno patti con i vari gheddafi et similia l’umanita’ non andra’ molto lontano…
sandokan71
27 gen 2010 - 09:19 - #3“Non lascerò che il mio paese faccia la fine dell’Italia.”??????
Ma se questo nano è la versione francese del nostro di nano (solo con qualche decina di processi in meno ovviamente) .
Come ci siamo ridotti, ci insultano perfino i Galli.
garcetto
27 gen 2010 - 09:28 - #4@3
ehehe ! :) pero’ in quanto a nepotismo e peripatetiche nemmeno questo qui si fa mancare nulla…
ice
27 gen 2010 - 09:37 - #5@ #3
quoto
ormai siamo la barzelletta del resto d’Europa
con buona pace degli italinoti la cui percezione della realtà plasmata dai media di regime vede l’italia primeggiare per considerazione in ambito internazionale
.
cmq d’accordo x il divieto del burka integrale in pubblico
forse non lo sapete, ma in Italia sono vietati i passamontagna
legge 152 del 1975
ART.5.
È VIETATO PRENDERE PARTE A PUBBLICHE MANIFESTAZIONI, SVOLGENTISI IN LUOGO PUBBLICO O APERTO AL PUBBLICO,FACENDO USO DI CASCHI PROTETTIVI O CON IL VOLTO IN TUTTO O IN PARTE COPERTO MEDIANTE L’IMPIEGO DI QUALUNQUE MEZZO ATTO A RENDERE DIFFICOLTOSO IL RICONOSCIMENTO DELLA PERSONA.
IL CONTRAVVENTORE È PUNITO CON L’ARRESTO DA UNO A SEI MESI E CON L’AMMENDA DA LIRE CINQUANTAMILA A LIRE DUECENTOMILA.
non vedo perchè una religione dovrebbe prevaricare la legge(certo che con tutte le prevaricazioni e forzature cui ci ha abituato l’attuale classe poolitica una frase del
genere detta dal nostro silvio sembrerebbe piu una barzelletta che altro)
.
per la cronaca in Egitto il burka è stato di recente vietato per sostenere esami universitari
ventoacqua
27 gen 2010 - 09:43 - #6Mi dispiace che non sia possibile votare meno di 1 ad un articolo.
Consiglio all’autore dell’articolo di chiedere ai suoi nonni di raccontargli com’era la vita quando gli immigrati disprezzati da tutti eravamo noi italiani.
macleod
27 gen 2010 - 10:29 - #7Sarkozy ha ragione… qua a sinistra c’è solo falsità e demagogia…si parla tanto di rispetto religioso , ma alla fine nn frega a nessuno della sottomissione della donna… nel Corano nn c’è scritto nulla di Burqa… quindi è chiaramente una cosa che nn sta n’è in cielo n’è in terra. In Francia nn ci son crocifissi nelle aule, è uno stato laico, allora perchè ci dev’essere il divieto della simbologia cristiana, e invece si lascia liberi quelli islamici???
E’ una legge equa e corretta… E spero si faccia anche in Italia.
Per tutti gli ipocriti a favore in Italia del burqa, che lo inizino ad indossare loro, e poi ne riparliamo!!!
m4rcopolo
27 gen 2010 - 11:13 - #8Ma dove l’avrà trovato il Giornale, questo sociologo da due soldi? Perdenti dell’integrazione? Musulmani sociologici? Ma che cavolo di concetti sono? Ormai questo blog è proprio da evitare. Salvo qualche articolo sporadico che vale la pena di leggere, è tutto di una qualità bassissima. Peccato.
enrico-xc
27 gen 2010 - 12:19 - #9giustissimo vietare il velo, vera costrizione a cui sono sottoposte le donne islamiche. se qualche sinistroide intendesse ancora affermare il contrario consiglio prima di blaterare di leggersi il libro di una donna musulmana che ci spiega come stanno veramente le cose e cosa dice il corano, da brividi, e’ “infedele” di hirsi ali ayaan…
http://www.ibs.it/code/9788817020626/hirsi-ali-ayaan/infedele.html
enrico-xc
27 gen 2010 - 12:22 - #10“Sono cresciuta tra la Somalia, l’Arabia Saudita, l’Etiopia e il Kenya. Sono arrivata in Europa nel 1992, a ventidue anni, e vi ho trovato una nuova casa. Ho girato un film con Theo Van Gogh che per questo è stato ucciso a sangue freddo da un estremista islamico, e da allora vivo tra guardie del corpo e automobili blindate. Poi un tribunale olandese ha ordinato che lasciassi la mia casa: il giudice ha dato ragione ai miei vicini nel ritenere pericolosa la mia presenza nel quartiere. Per questo me ne sono andata.” Con queste parole Ayaan Hirsi Ali apre uno squarcio nel racconto drammatico della propria vita, dall’infanzia, trascorsa con la nonna matriarca, custode tirannica delle leggi del clan e dell’islam, alla tortura della mutilazione genitale, dall’esilio cui fu costretta dall’opposizione del padre alla dittatura di Siad Barre, al rifiuto di un matrimonio imposto con la forza. Fino alla fuga dall’islam, all’approdo in Olanda e infine negli Stati Uniti.
stefano1966
27 gen 2010 - 14:02 - #11Qualcuno poco tempo fa mi raccontava che in italia non c’era una vera destra.
Una vera destra europea.
Come in francia…..
adam99
27 gen 2010 - 23:22 - #12Altro che capo di stato… questi sono discorsi da riunione di condominio:
- “non lascerò che questo condominio faccia la fine dell’Italia!”
me la devo segnare, risate assicurate X)