Vito Crimi confuso su Facebook: «Chi viola il regolamento è fuori, ma non mi sento di crocifiggerli. Vittime di una trappola»

Vito Crimi al Senato

Vito Crimi, capogruppo al Senato del Movimento Cinque Stelle scrive un lungo post su Facebook, in cui prova a fare chiarezza ma, a giudizio dello scrivente, riesce solamente a rendere tutto ancora più confuso.

Partiamo dal principio. Crimi inizia con una specie di imitazione scritta di Crozza-Bersani:

«Ragassiiiii… ma sciam mattiii…. Sciam mica venuti qui solo a eleggere il presidente del Senato!
Dobbiam invece rimetter le macchie al giaguaro!»

Poi parte con il racconto della giornata di sabato 16 marzo, non mancando di sottolineare la noia della seduta:

«Alle 14.00 è finita la prima noiosa ma estenuante seduta mattutina che ci ha portati ad un ennesimo nulla di fatto e l’individuazione dei due candidati che sarebbero andati al ballottaggio Grasso e Schifani».

Quindi, ecco cosa ha fatto il Movimento Cinque Stelle:

«Ci siamo subito riuniti, ci siamo fatti portare panini e acqua nella stanza, e confrontati a lungo fino alle 16.30 orario di ripresa dei lavori… senza il tempo per poter approntare uno streaming ne poter interpellare in modo attendibile la rete…»

Un dato di fatto: non si potrà applicare sempre la presunta democrazia diretta, in Parlamento. Non è una novità. Come non dovrebbe essere una novità il fatto che «la rete» non esiste.
Ma lasciamo perdere le osservazioni, il racconto prosegue, con l'immancabile attacco ai giornalisti:

«Ci si è confrontati in modo molto animato, purtroppo abbiamo i giornalisti pure dietro le porte ad origliare che non capiscono che si tratta di una cosa normalissima, il confronto di idee, e lanciavano agenzie parlando di spaccature e divisioni semplicemente perché alcuni di noi avevano idee differenti».
Il confronto è stato molto sentito, ha coinvolto nel profondo molti di noi, ci sono stati momenti anche di commozione ed emozione forte, è stato comunque un altissimo momento di democrazia aldilà di ogni altra considerazione, un gruppo di persone che si confronta e prova a trovare una sintesi o una decisione a maggioranza».

«Alla fine si è deciso di votare per alzata di mano tre opzioni: 1) Votare Grasso 2) Lasciare libertà di voto 3) Non votare ne Grasso ne Schifani (scheda bianca, nulla, con scritto Orellana, non votare erano tutte opzioni equivalenti ai fini della terza opzione)
Su ogni opzione si è votato liberamente, senza il vincolo che chi votava per una non potesse votare per l’altra, e per ciascuna si è cercata una maggioranza, e la maggioranza assoluta ha votato per la terza opzione.
Qualcuno, prima di uscire ha dichiarato in modo netto che malgrado la decisione non avrebbe mai e poi mai potuto essere complice dell’elezione di Schifani alla presidenza del Senato…. E così probabilmente alcuni di noi hanno scelto di votare Grasso».

Poi appoggia Grillo:

«Questo atto è sicuramente una violazione del regolamento del nostro gruppo parlamentare, confermo in ogni parola quanto scritto da Beppe Grillo nel suo minipost, e chi viola il regolamento del gruppo automaticamente si può ritenerne escluso»

Ma al tempo stesso giustifica chi dovesse aver votato Grasso:

«Ma non me la sento, in questo caso specifico, di crocifiggere o mettere alla gogna chi ha fatto questa scelta, sia perché è stato il primo vero appuntamento con questa realtà, sia perché ho vissuto in prima persona come è maturata in alcune persone questa scelta».

Dopodiché, Crimi azzarda un'analisi politica dell'accaduto:

«Siamo caduti in una trappola, è inutile nasconderlo, dei vecchi volponi della politica. Due foglie di fico, presentabili meglio di altre, con le quali hanno cercato di metterci, in particolare al Senato, di fronte ad un ricatto morale, un ricatto che ci poneva nelle condizioni di essere determinanti per una eventuale rielezione dell’impresentabile Schifani, mettendo alcuni di noi nelle condizioni di dover scegliere se consentirlo o impedirlo a tutti i costi.
Un ricatto morale che ha portato alcuni di noi a fare questa scelta con sofferenza, ho visto persone mature piangere mentre sostenevano che non sarebbero mai più potuti tornare nelle loro terre se per colpa loro Schifani fosse tornato ad essere presidente, che non si sarebbero mai perdonati e pertanto avrebbero preferito votare Grasso e pagarne le conseguenze a testa alta. E le stanno pagando… il tritacarne mediatico e degli attivisti è in corso.
Una scelta a mio avviso sbagliata, in quanto si è trattato di un gioco di forza tra PDmenoelle e PDL, con in mezzo i montiani a far pesare il loro ruolo… usando due foglie di fico come paravento, un alogica che non ci appartiene.
Avremmo dovuto capirlo subito, ma noi siamo così, ingenui, entusiasti, pensiamo di poter scalare l’everest con le infradito… Sono sicuro che ce la faremo prima o poi (a scalare l’everest con le infradito), ma forse abbiamo bisogno di allenamento…
Spero che tutti quelli che hanno chiesto la testa di queste persone si rendano conto della pressione che stiamo subendo, della situazione fuori dall’ordinario in cui ci si trova, catapultati in un mondo in cui siamo come degli alieni, le famiglie lontane, mille pensieri per la testa…»

Poi, il capogruppo al Senato del M5S si rivolge ai suoi elettori e, più in generale, agli elettori del Movimento Cinque Stelle:

«Ci chiedete la diretta streaming, ci chiedete il coinvolgimento, vorrei solo dirvi che in questo momento stiamo ancora cercando di orientarci senza perderci in quei palazzi, cercando di capire come e dove riusciremo ad intervenire, ci si ritrova a prendere decisioni in tempi rapidissimi.
Ci stiamo attrezzando per essere più coinvolgenti e per farvi assistere più frequentemente ai nostri incontri tramite lo streaming, ma ancora non abbiamo un ufficio o sala riunione definitiva (non lo avremo per qualche settimana), non abbiamo attrezzature se non le nostre personali, e i collaboratori che ci aiuteranno in questo, vi chiediamo di pazientare, il bello deve ancora venire e ne abbiamo di cose da fare…»

Si fa fatica a star dietro al ragionamento. Se i Senatori che hanno votato Grasso sono vittime, vuol dire che non sono persone in grado di pensare liberamente? Se i Senatori che hanno votato Grasso sono fuori, vuol dire che saranno tutti "dimessi" a forza? E dove sarebbe la trappola? Il fatto che il Pd abbia proposto due candidature "presentabili", "indipendenti", non legate da sempre al "partito", non è piuttosto una vittoria (almeno nella forma) da parte di chi vuole il cambiamento? E tutto il resto, cosa c'entra?

La sensazione è che in tutto questo ci sia davvero troppa umanità, di cui faremmo volentieri a meno: Vito Crimi, i senatori del M5S, i deputati del M5S, sono rappresentanti di tutti gli italiani. Farebbero bene a ricordarselo. E' una regola della democrazia rappresentativa nella quale hanno scelto di entrare.

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