Nel Pdl si parla di pluralismo! E’ indubbiamente una notizia, anche se, trattandosi del partito del “predellino”, ci vuole calma e gesso.
Addirittura è stato Bondi, sì, uno dei triumveri del Pdl, Sandro Bondi, a scoprire il “valore della diversità” e, udite! udite!, ad ammettere che “la sfida lanciata da Fini può essere la strada giusta per aprire un confronto reale”, a invitare tutti a usare “doti di paziente tessitura politica, sensibilità all’ascolto delle ragioni di tutti, capacità di costruire un quadro di democrazia interna e di partecipazione al confronto”.
Chiedere a Benedetto Della Vedeva (escluso ieri d’imperio dai lavori della Commissione Affari Sociali del Senato perché sostenitore del “disarmo ideologico” sulla legge per il testamento biologico …) e chiedere a chiunque quanto mai qualcuno nel Pdl ha visto vincente una posizione diversa dal … gran capo carismatico Berlusconi.
Un conto è parlare di pluralismo, altro è esercitarlo.
Comunque, una volta tanto ha ragione persino Bondi. Ma il Pdl quando comincia ad essere un partito vero, con congressi veri, candidati veri, parlamentari non nominati, un partito non in mano a un unico padre/padrone?
Sentite la conclusione di Bondi: “Ma la peculiarità del Pdl deve rimanere quella che il partito deve essere al servizio del leader carismatico e non viceversa”. Punto. Appunto.
terrone57
28 gen 2010 - 17:00 - #1passatore…….sono quindici anni che pensiamo tutto questo…prima con forza italia, poi con la pdl….sai che novità…comunque meglio tardi che mai, speriamo che qualche elettore riesca a “vedere”
winkiller
28 gen 2010 - 18:06 - #2Il ragionamento “quando comincia ad essere un partito vero, con congressi veri, candidati veri, parlamentari non nominati, un partito non in mano a un unico padre/padrone?” è applicabile pure al partito di Di Pietro.E lo dico dal punto di vista di un elettore dell’IDV. Vorrei veramente che anche il partito che ho votato alle ultime elezioni si aprisse un po’ di più al confronto interno.
terrone57
28 gen 2010 - 18:09 - #3approvo….winkiller
stefano1966
28 gen 2010 - 18:19 - #4OT
Oggi il sindaco di bologna ha dato le dimissioni.
Si voterà con le regionali.
Una notizia che non è stata data a livello nazionale è che il sindaco prima aveva escluso di dare le dimissioni anche se indagato.
Poi è arrivato Di Pietro a Bologna.
E lo stesso giorno il sindaco ha annunciato le dimissioni….
In pratica a chiedere le dimissioni del sindaco è stato Di Pietro,come ricordato anche oggi nella diretta radio.
Di questo a Di Pietro bisogna darne atto.
michele-g
28 gen 2010 - 22:34 - #5io sono stato per 10 anni all’inteno di un partito ed ho ricoperto alcuni incarichi. ma il problema del verticismo è di ogni partito. in un comune esiste sempre un capo che guardacaso esercita i poteri che preferisce, in accordo con il provinciale, dove esiste un capo che difa e forca ciò che più preferisce, in accordo con il regionale che a sua volta è in accordo con il nazionale. signori, non sono uno statista per carità ma ho lasciato perdere. ho visto cose che voi umani non immaginate……