Gli sforzi di Paola Binetti sono stati ufficialmente soddisfatti da un gruppo di colleghi di partito che, come riporta il sito agoravox.it, ha deciso di presentare un disegno di legge affinché sia garantita la presenza del crocifisso nelle scuole italiane.
E fu così che il Partito Democratico decise di omologarsi alla maggioranza che nella persona di Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha già fatto sapere di fare ricorso alla decisione europea.
Sul progetto Pierluigi Bersani, sempre più uomo del silenzio, non si è ancora pronunciato. Probabilmente fa bene. Ammettere pubblicamente che la sinistra italiana, di cui lui dovrebbe essere esponente, non intende più rappresentare gli elettori laici italiani non deve essere facile.
Quali saranno gli altri valori rappresentativi, fino a poco tempo fa, del Partito Democratico a cui gli elettori dovranno rinunciare? Tolta la laicità dello stato, le politiche sociali (e molto altro), cosa rimane alla sinistra italiana? Poco meno di quello proposto dal Popolo delle Libertà.
Sul crocefisso e sulla maggioranza continueremo a ragionare anche domani con Luigi Tosti, magistrato allontanato dall’ordine per via della sua battaglia laica, che ha deciso di rispondere pubblicamente ai commenti che su di lui hanno scritto molti utenti di polisblog.it.
proust
01 feb 2010 - 13:19 - #1ma noooo!!!
mancava tanto così |—| che la Binetti si levasse dalle scatole!
non ne fanno una giusta :(
stefano1966
01 feb 2010 - 13:38 - #2Inutile.
E’ più forte di loro stessi.
Non sanno più dove andare a sbattere.
E continuano imperterriti a percorrere strade sbagliate.
Non sono più socialisti anche se partecipano al parlamento europeo come loro associati esterni e fanno una politica popolare…..tutto chiaro.
winkiller
01 feb 2010 - 13:40 - #3Ovviamente nessuno prenderà posizione…chi glielo fa fare di inimicarsi la chiesa solo per difendere un banale diritto costituzionale??
macleod
01 feb 2010 - 13:49 - #4PD=Partito Del nonsense…????
babyshambles
01 feb 2010 - 14:01 - #5ma quand’è che se ne va la binetti?!
sergyx
01 feb 2010 - 14:39 - #6una buona notizia, la Binetti lascia il PD… era ora!!!
http://www.corriere.it/politica/10_febbraio_01/binetti-pd-fallimento_60d9d410-0f0f-11df-a497-00144f02aabe.shtml
keolo
01 feb 2010 - 15:19 - #7Mi chiedo ma quando i parlamento si occuperà dei problemi VERi degli italiani.
Tipo che ne so… lavoro…occupazione…salari…educazione?
Ancora a parlare di crocifissi, madonne e processi.
aldebaran85
01 feb 2010 - 15:22 - #8ma che cavolata di disegno di legge … invece di preoccuparsi dei disoccupati vogliono una legge incoerente con i loro principi (la chiesa approva andare a trans/donnine???)
i problemi in italia sono altri non la croce
stefano1966
01 feb 2010 - 15:32 - #9@ sergix
La Binetti e un’altra fetta di ex margheritini.
Confermo quello che ho già detto decine di volte.
l’alleanza DS-Margherita era ed è innaturale sui temi etici cattolici,cioè,coppie di fatto,eutanasia,aborto,ecc.
Il peccato originale è stato mettersi insieme pensando che due culture così differenti che si sono scontrate per decenni potessero convivere.
Mese dopo mese è sotto gli occhi di tutti che il progetto è fallito.
Dopo le regionali si tornerà al pre-ulivo.
I centristi convergeranno verso i vari centri,api-udc.
E il Pd ,o quello che rimarrà cioè la componente ex DS,sarà in mano all’IDV.
Che dovrà convergere con le altre sinistre.
albert1
01 feb 2010 - 16:02 - #10Uuuhhhh. Luigi Tosti risponderà pubblicamente ai commenti di alcuni utenti di PolisBlog ?
Che bello, che bello, sarà anche possibile mandarlo pubblicamente a quel paese ?
Non vedo l’ora ;)
Quanto alla Binetti, beh… lasciam perdere, va… Emma ? Emmaaaaa ??? Ci sei ? Ti prego, entraci proprio nel PD, non solo alle regionali, fai qualcosa, Emma, se no questi fanno un botto grosso come una casa.
magog
01 feb 2010 - 16:35 - #11Sempre più invotabili…
Questa ha l’aria della mossetta tentata alla bell’e meglio per cercare di salvare capra e cavoli, recuperando una parte di elettorato baciapile… ma è una mossa talmente fessa che definirla autogoal sarebbe già un complimento.
Che sperano di ottenere così? Vogliono giocarsi i voti dei pochi laici antiberlusconiani ancora fiduciosi nella serietà del progetto Pd?
Un colpo al cerchio e un colpo alla botte che fa tanto prima repubblica… bravo Bersani, ti dimostri proprio l’uomo nuovo che tutti volevamo.
ventoacqua
01 feb 2010 - 17:57 - #12Noo, vi prego, la Binetti era praticamente fuori…..
ç__ç
marcof
01 feb 2010 - 18:07 - #13Evviva! Spumante per Tutti!!!!
ADDIIIIOOOOO BINETTIIIIIII!!!!!!!
magog
01 feb 2010 - 18:21 - #14Finché non se ne va D’Alema lo spumante è meglio tenerlo in fresco ;)
bleistein
01 feb 2010 - 20:00 - #15Una legge che nessuno voterà mai, soprattutto i cattointegralisti in stile Binetti: imporre il crocefisso per legge vorrebbe dire sottoporla al vaglio della Consulta. La Corte si è sempre tratta d’impiccio sostenendo di non poter sindacare la costituzionalità delle fonti regolamentari, e fonte secondaria è appunto il Regio Decreto n. 965 del 1924 che elenca il crocefisso tra gli arredi delle aule di scuola.
Fatta la legge, la Corte non potrebbe far altro che dichiararla incostituzionale, con scorno di tutti i clericali e giudaico-cristiani-radicati: lo Stato può imporre l’ostensione in luogo pubblico della bandiera, del ritratto del Presidente della Repubblica, della stella della Repubblica, della bandiera dell’Unione o dei gonfaloni regionali. Non esiste retaggio culturale che possa giustificare l’imposizione per legge di un simbolo religioso: i vari consiglieri giuridici lo sanno, e da consiglieri consiglieranno che la miglior difesa del crocifisso è stare decisis et queta non movere.
Lo stesso vale per le coppie di fatto: approvata la più minimale e stitica leggina in materia, si darebbe il destro alla Corte per allargare le tutele a suon di violazioni del principio di ragionevolezza e parità di trattamento. Come per il crocefisso, per i clericali sarebbe una legge rischiosissima.
dars
01 feb 2010 - 21:32 - #16Una vera priorità per il paese.
ice
02 feb 2010 - 08:55 - #17tutta colpa della fusione DS-Margherita
tutta colpa di Rutelli e Veltroni