
Carla Bruni avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo e cantare in coppia con Gino Paoli, ma purtroppo non ci sarà. Lo ha annunciato ieri Massimo Giletti, paventando il rischio di un serio incidente diplomatico tra la Francia e il nostro paese, come annunciato anche dai colleghi di tvblog. Il motivo? Molto probabilmente i versi della canzone di Simone Cristicchi, già vincitore del Festival del 2007 con Ti regalerò una rosa.
“Meno male che c’è Carla Bruni / siamo fatti così / Sarkò-no Sarkò-sì / Che bella Carla Bruni / Se si parla di te il problema non c’è”
Peccato non conoscere tutto il testo (anche se dalle anticipazioni di tvblog pare chiaro che riguardino più la politica nostrana che quella d’Oltralpe). In ogni caso dalle parti dell’Eliseo si è pensato di dribblare un’eventuale querelle sul palco sanremese disertando direttamente la kermesse canora.
Peccato, perché con un pochino di senso d’autoironia in più, la Premiere Dame tanto amata da Fabio Fazio - di cui ricordiamo una celebre intervista lecchina a Che tempo che fa - poteva finalmente guadagnare qualche punto in simpatia. Magari non tanto da fare cambiare idea a Cossiga, che si dichiarò felice che fosse emigrata all’estero, ma a qualche sparuto abitante di quell’Italia cui si era dichiarata contenta di non appartenere più forse sì.
albert1
01 feb 2010 - 09:54 - #1Estiqaatsi di Carla Bruni… pensa che è peccato che bella squaw non viene a Sanremo ad allietarci con sue canzoni, ma in finale Estiqaatsi pure di Simone Cristicchi crede che è molto bravo cantautore italiano… ma tutto sommato Estiqaatsi di Sanremo e di chi ci va o non ci va ritiene che è molto interessante saperlo…
;)
steve-robinson-hakkabee
01 feb 2010 - 09:58 - #2echiseneinqla?
albert1
01 feb 2010 - 10:05 - #3Beh, Steve, oddio… io con la Bruni un pensierino ce lo farei… ma così, eh ? Senza impegno… :D
fc77
01 feb 2010 - 10:07 - #4e chi se ne frega!!!!!!
albert1
01 feb 2010 - 10:10 - #5L’interesse suscitato da codesta notizia è sorprendente… Eheheheh…
steffa
01 feb 2010 - 10:10 - #6sta figliuola si prende un po’ troppo sul serio, va ben che a una donna come lei si perdona quasi tutto ma ha la simpatia di un tricheco
steffa
01 feb 2010 - 10:12 - #7@3albert: a chi lo dici! ;)
fc77
01 feb 2010 - 10:20 - #8http://www.waltercausero.it/2010/01/28/il-ministro-nello-scandalo-trans/
chi sarà gasparri o frattini???????
emanuele777
01 feb 2010 - 10:41 - #9che strano, di solito fa piacere alla gente essere invitata a sanremo per farsi prender x il c*lo.
Si vede che è diversa dalla norma.. beata lei che è riuscita a scapparsene da questo paese
lesbichina
01 feb 2010 - 10:55 - #10beata carla bruni che se n’è andata.
Lesby
a1
01 feb 2010 - 11:00 - #11TANTO LA CRISI NON ESISTE ANZI è FINITA, SI DISCUTE SOLO DEI PROBLEMI GIUDIZIARI DEL NANO ORMAI, TUTTO IL RESTO NON CONTA VA TUTTO BENE.
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/01/news/disoccupati_e_cassintegrati_al_nord_scoraggiati_e_sommersi_al_sud-2148984/
Il dossier Bortolussi (Cgia di Mestre): ecco l’Italia dei senza-lavoro
Condannati dal crollo dell’export. Nel meridione pesa il lavoro nero
Disoccupati e cassintegrati al Nord
scoraggiati e sommersi al Sud
di LUCA IEZZI
Disoccupati e cassintegrati al Nord scoraggiati e sommersi al Sud
I lavoratori Alcoa, ieri, in piazza San Pietro
ROMA - Disoccupati e cassintegrati al Nord, scoraggiati e sommersi al Sud. L’onda montante della distruzione dei posti di lavoro ha colpito le regioni italiane in modo diverso aggravando le situazioni preesistenti, ma anche generando reazioni differenziate. Le regioni del Centro e del Nord hanno avuto l’aumento più marcato dei disoccupati: il Nord Ovest ha visto crescere il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre 2009 al 5,5% dal 3,8% di un anno prima, il Nord Est dal 2,9% al 4,6%. Una tendenza confermata dai dati dell’Istat riferiti a dicembre: gran parte delle 392 mila persone che nel corso del 2009 hanno ingrossato le file dei disoccupati (ora a quota 2 milioni e 138 mila) vengono dalle regioni più industrializzate. Il tasso record di disoccupazione arrivato all’8,5% ha ancora “margine” per crescere preventivando che almeno una parte dei lavoratori al momento in cassa integrazione dovranno cercarsi un nuovo lavoro. La Cgil ha stimato che con i lavoratori in Cig la percentuale dei disoccupati è già sopra al 10%.
La Cgia di Mestre, che ha analizzato la situazione del lavoro per regione, stila una classifica (dati settembre 2009) in cui sono Lombardia, Emilia Romagna e Veneto a subire l’aumento maggiore dei disoccupati, mentre Puglia, Lazio, Molise e Calabria vedono diminuire in maniera consistente i propri. Il tasso complessivo del Mezzogiorno è passato da 11,1% a 11,7%. Sono rimasti stabili, seppur su livelli allarmanti, in Puglia (10,8%) e Sicilia (13,3%), fanno comunque male Campania (12,2%) e Sardegna (12,7%) con un peggioramento superiore alla media nazionale.
La maggior tenuta delle regioni meridionali è solo un effetto statistico: la diminuzione degli occupati effettivi nel corso del 2009 è paragonabile al resto del paese: 195 mila i lavoratori in meno nel Mezzogiorno contro i 150 mila del Nord Est e i 130 mila del Nord Ovest. L’illusione ottica della riduzione dei disoccupati al Sud è già stato inquadrato dalla Banca d’Italia che ha segnalato l’aumento degli “scoraggiati”, ovvero delle persone in età lavorativa (15-64 anni) che non cercano più un impiego: in Italia sono 14,8 milioni, il 37,6% del totale, una zavorra storica del nostro paese da sempre con il tasso di attività al livello più basso in Europa. Gli inattivi sono per lo più giovani, meridionali e donne. L’altro fenomeno che spiega la contrazione dei disoccupati “ufficiali” nel meridione è legata ad un aumento esponenziale del lavoro nero. Le occupazioni dell’economia sommersa funzionano da vero e proprio ammortizzatore sociale, fornendo sostegno al reddito ai senza lavoro e facendo sparire una parte dei disoccupati meridionali tra gli inattivi. Una funzione “speculare” a quella realizzata dalla Cig per le aziende del Centro e nel Nord.
Dal punto di vista dell’economia ufficiale, preoccupa anche il tipo di aziende colpite dalla crisi, dove pagano soprattutto il settore manifatturiero (-386 mila gli occupati dell’industria in un anno) e tra queste le aziende che traggono gran parte del loro fatturato dall’export, vale a dire la parte che negli anni scorsi ha più contribuito alla crescita del Pil: “Al Nord ed in particolare lungo la dorsale Adriatica si è risentito in maniera molto forte della contrazione dell’export di queste regioni che ha investito soprattutto il settore manifatturiero tradizionale (tessile, abbigliamento, calzatura, metalmeccanica, legno e mobilio)” spiega il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi. Migliaia di aziende in una crisi molto più ramificata di quanto i casi-simbolo dei grandi gruppi riescano a raccontare.
© Riproduzione riservata (01 febbraio 2010)
babyshambles
01 feb 2010 - 14:13 - #12che grande perdita!
magog
01 feb 2010 - 16:38 - #13E’ proprio un peccato, scalpitavo all’idea di pagare una sua ospitata col mio canone. Me ne dovrò fare una ragione, eggià!