
Barack Obama, ricorderete, ha vinto un Nobel per la Pace: un premio preso “sulla fiducia”, e decisamente poco rappresentativo. Oggi escono alcuni numeri interessanti per riflettere sul Presidente Usa. Il budget del Pentagono, per il 2011, sarà di 708 miliardi di di dollari. Avete letto bene: per la guerra Mr President invece ne sperpererà appena 160. Sempre: miliardi di dollari.
I numeri sono in netta crescita rispetto all’anno precedente: Iraq e Afghanistan, complice l’escalation obamiana, costeranno nel 2011 30 miliardi di dollari in più. Una discreta sommetta: questi dati sono saltati fuori dalla Finanziaria recentemente presentata, che prevede una manovra da 3800 miliardi di dollari. Fanno sempre impressione i numeri degli Usa e delle loro manovre.
Il piano di risanamento della scricchiolante economia statuinentense, a base di tagli alle tasse e lavori pubblici, potrebbe, secondo quanto riporta il New York Times, far crescere di 150 miliardi di dollari il deficit durante l’anno in corso, circa 11 punti percentuali del PIL. Sempre il NYT ricorda cordialmente che la maggiorparte degli economisti sani di mente, ritengono il superamento della soglia del 3% insostenibile.
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steffa
01 feb 2010 - 12:33 - #1che gli Stati Uniti spendano cifre incredibili per la difesa è risaputo, però 708 miliardi di dollari significa poco se non so quanto hanno speso fin’ora, poi la manovra (3.800 miliardi) è l’11% del pil, non i 150 miliardi di deficit previsti, manovra che, come è scritto comprende tutto, non solo la difesa. Grosse spese, gli ‘mmericani ci son sempre andati giù pesante, vero è che il debito pubblico statunitense è molto più “volatile” di quello italiano, si indebitano velocemente e altrettanto velocemente si riprendono, noi invece ci indebitiamo un po’ più lentamente ma non ci riprendiamo mai!
steffa
01 feb 2010 - 12:34 - #2tranne Craxi ovviamente, lui si che si è indebitato all’americana
sorgente-pura
01 feb 2010 - 13:02 - #3#2
ahahahahahah è vero, però a lui dedicano una via, peccato che al mio amico Franchino, che si è indebitato come una bestia per comperare un appartamento, manco gli mettano il nome sul citofono….
A parte gli scherzi, le lobbies hanno messo Obama come presidente per fare uscire il mondo da una crisi senza fondo, hanno messo apposta un coloured per far ricadere tutte le colpe di eventuali guerre od insuccessi sul rappresentante più significativo della comunità Afroamericana.
macleod
01 feb 2010 - 13:46 - #4Sarà ricordato come il più guerrafondaio dei presidenti americani… tanto il Nobel se l’è già assicurato senza fare un càzzò… in fiducia…ah ah ah,… alla faccia di chi l’appoggia incondizionatamente come un cerèbroleso!!!!
stefano1966
01 feb 2010 - 14:21 - #5@ sorgente
Effettivamente la tua ipotesi non ha crepe.
Se così fosse le lobbies avrebbero fatto lo stesso discorso che faceva l’agnelli in italia,cioè,per fare una politica di destra (intesa come destra economica ultraliberista) bisogna mettere un governo di sinistra,solo così si riesce a non far andare in piazza la gente.
Però Obama le prime bastonate elettorali le ha già avute,e anche belle toste.
steffa
01 feb 2010 - 14:45 - #6bè questo non è vero, la politica di Obama è tutt’altro che ultraliberista, tanto che in US gli danno del socialista, li voglion tutto privato, anche la sanità, contenti loro… Anche il “guerrafondaio” è fuori luogo, sta semplicemente continuando le guerre iniziate dal suo predecessore Giorgio W il Cespuglio
steffa
01 feb 2010 - 14:51 - #7Su Obama credo ci sian troppi pregiudizi, nel bene e nel male, bisognerebbe esser più obiettivi ed analizzare i provvedimenti presi (e non presi) da Washigton negli ultimi due anni, molte cose son condivisibili, altre meno, ma non crediate sia facile cambiare un paese in una legislatura, Obama è sicuramente più filo-europeo dei suoi predecessori, in questo senso vanno la riforma della sanità, dell’istruzione, lo sviluppo di una rete ferroviaria ad alta velocità alternativa al trasporto aereo ecc, l’attenzione per l’ecologia… Un po’ troppo pretenzioso sperare che ponesse fine al controllo americano nel mondo
coma
01 feb 2010 - 16:56 - #8Mi dispiace ma vedo molta ignoranza in questa diiscussione: non si può dire via dall’iraq (a prescindere da quanto sia fondata la presenza americana) ed il giorno dopo si parte; non si può dire tagliamo i fondi ed al Pentagono si tagliano tutti i fondi. Obama (che considero attualmente il miglior capo di stato sulla scena mondiale) sta facendo quelle riforme sostenibili e profonde che vanno ad incidere sulla cultura e sul sociale, dal basso, dalla base, e che soprattutto richiedono anni ed anni per vedere risultati. Nei limiti del possibile. Chi dice “guerrafondaio” può essere solo uno dei tanti che non capiscono (ad esempio) che per dare piu’ soldi agli operai bisogna prima sgavare i costi degli stipendi lordi per le aziende e gli imprenditori. ciao
winkiller
01 feb 2010 - 17:42 - #9L’economia degli stati uniti è basata in larga parte sulla macchina da guerra: Marines, navy seals, ecc. sono tutti corpi para-statali. Di fatto gli stati uniti non possono permettersi di non essere in guerra con qualcuno, altrimenti metterebbero per strada centinaia di migliaia di persone impiegate nella macchina da guerra e nel suo indotto (produzione di mezzi militari, armi da fuoco ecc.) Ovviamente le guerre sono estremamente dispendiose e vengono poi compensate con accordi di sfruttamento delle risosrse del paese “vittima” (passatemi questo termine) come è accaduto per il petrolio iracheno per la exxon.
Sostengo Obama e lo considero un grande presidente, ma il nobel per la pace è assolutamente fuori luogo, non perchè non abbia intenzioni pacifiche, ma perchè non potrà mai metterle in campo senza devastare il paese.
caligola
01 feb 2010 - 22:21 - #10C’è chi prediceva l’autodistruzione degli USA nel 2007 (qualche povero pir*a si era accorto che il sistema della banche non poteva funzionare)… e nel 2008-09 è stato accontentato. Non è stato sufficiente a farli implodere, ma è QUESTIONE DI TEMPO.
Il capitalismo è un sistema vecchio, e nel modo in cui viene trattato dagli USA è, ambientalmente ed economicamente, INSOSTENIBILE. Non so per quanto riusciranno ad “arginare” le crisi … quel che credo è che prima di morire forse potrò vedere il crollo dell’impero statunitense. Forse. Cosa succederà dopo? Siamo nella fantaeconomia e fantapolitica… ma di peggio di quanto è stato non credo potrà succedere.