Giulio Tremonti: Zorro. Voto + 8. Il ministro dell’Economia brandisce la spada contro banche e banchieri (“Non fanno il loro mestiere”) e contro i governi (“passivi”). Anche Sarkozy “tuona”. Tace Berlusconi. Why?
Umberto Bossi: reuccio. Voto – 8. Ufficializzata la candidatura (a Brescia) del figlio del leader del Carroccio, Renzo. Per il leghista Roberto Castelli è “Un gesto di coraggio”. Per gli italiani è l’ultima presa per i fondelli.
enrico-xc
02 feb 2010 - 08:07 - #1 (nascondi)hanno copiato di pietro, velocissimo a sistemare la sua famiglia.
garcetto
02 feb 2010 - 08:17 - #2marina berlusconi nel consiglio direttivo di mediobanca insieme ad ennio doris.
buona giornata anche a te my little sweet troll :)
magilla
02 feb 2010 - 09:11 - #3Ma Enrico! Se insisti a non essere a scuola a quest’ora poi non ti promuovono in seconda elementare! Fai il bravo, su!
antoblogo
02 feb 2010 - 09:14 - #4Magari il figlio di Di Pietro avrà conseguito il diploma al primo colpo :D !
Permettetemi una riflessione personale : una cosa che odio dell’Italia è che ormai per ogni cosa si cerca il “contentino” : l’economia va male ma in Venezuela stanno peggio, +100% di arresti (e poi magari da 50 arresti di è passati a 100). Perchè l’Italiano ormai non ha più il coraggio di dire che le cose vanno male e c’è chi sta meglio? Perchè rassegnarsi e glorificarsi per chi sta peggio? Perchè giustificare la candidatura del figlio di Bossi considerando che anche altri “figli di ” sono scesi in politica?
steve-robinson-hakkabee
02 feb 2010 - 09:18 - #5Su Tremonti e le banche sono solo farneticazioni fatte a puro scopo populistico, per far credere al Popolo e a Falcioni che lui è dalla nostra parte. Nella realtà non fa un c4zz0. Sveglia!
mr-lorenz
02 feb 2010 - 09:31 - #6Steve, per te che ne capisci (e per gli altri che vogliono farsi una cultura) il commento di un nostro comune amico alle dichiarazioni di cui sopra
http://phastidio.net/2010/01/31/il-dito-e-la-luna/
sorgente-pura
02 feb 2010 - 10:00 - #7sta avvenendo esattamente il contrario di ciò che il pensiero leghista diceva….
siamo alle comiche
Silar
02 feb 2010 - 10:09 - #8…”per il leghista Roberto Castelli è un gesto di coraggio…” In effetti ci vuole un bel coraggio a dare una candidatura blindata al più ciuco del reame.
fc77
02 feb 2010 - 10:23 - #9un uomo a bergamo si da fuoco dopo aver perso il lavoro,a padova scoperta una truffa ai danni di cittadini,colpevoli solo di usare il bancomat,treviso o trento(non ricordo bene la località) scoperta evasione fiscale x svariati milioni di euro,aziende che chiudono…..bel modo che ha la lega x aiutare il suo popolo……
fc77
02 feb 2010 - 10:26 - #10Mr Lorenz,tremonti l’unica regola che segue è quella di adorare re sirvio!!!!!!!
steve-robinson-hakkabee
02 feb 2010 - 10:27 - #11Mr. Lorenz Phastidio è la mia lettura quotidiana preferita. Gran blog. Anche se Noisefromamerika è più pro, ma me lo tengo per il weekend, gli articolo sono lunghi e complicati.
Non capisco come non facciano gli italiani a non accorgesi come l’uomo dell’anno by Riotta (http://www.lavoce.info/articoli/-300parole/pagina1001483.html , altro buon blog) sia un povero populista più sloganaro di SB. Non vedono che non fa una e dico una riforma degna di tale nome ed è lì da anni.
mr-lorenz
02 feb 2010 - 11:06 - #12Steve
il problema ancora piu’ grosso e’ che fa affermazioni che lo farebbero rimandare al 3o anni di ragioneria
Lui, ma pure Brunetta
http://phastidio.net/2010/01/30/quei-comunisti-di-confindustria/
http://phastidio.net/2010/01/24/la-macelleria-della-logica/
nchomsky
02 feb 2010 - 12:07 - #13Tu vò fa l’Israeliano:
(di Marco Travaglio)
Se c’è un posto dove il Banana non dovrebbe mettere mai piede è Israele. Invece vi stazionerà per tre giorni, seguito da una carovana di sei ministri e un centinaio di portaborse e veline. Roba da far impallidire la spedizione di Craxi in Cina, quando Andreotti, accompagnato dalla sola moglie, commentò: “Sono stato in Cina con Craxi e i suoi cari”. Prim’ancora di arrivare, il nostro premier da esportazione ha impartito agli israeliani una prima lezione di democrazia, insultando sul quotidiano Haaretz i giornali che lo criticano e i giudici che lo processano. Intervista accolta con vivo stupore dagli israeliani, che in perfetta lingua ebraica hanno commentato: “Embè?”. In quello strano paese i giornali sono abituati a criticare i presidenti del Consiglio e anche della Repubblica, e i giudici a processarli. Il laburista Yitzhak Rabin, negli anni Settanta, si vide stoppare la carriera politica da un’inchiesta per un conto aperto da sua moglie. Più recentemente Ariel Sharon, già fermato da un’indagine sulla guerra in Libano durante la quale non aveva mosso un dito contro la strage falangista di palestinesi a Sabra e Chatila, era tornato sotto inchiesta per finanziamenti illeciti al suo partito. E, dopo di lui, era finito nei guai anche suo figlio. Il penultimo presidente della Repubblica, Moshe Katsav, bersagliato da quella che il Banana chiamerebbe una “campagna di odio” e che invece era una normale campagna di stampa, era finito sotto inchiesta per presunte molestie sessuali ai danni di alcune segretarie. Anche in Israele il capo dello Stato (come in Italia, in Francia, in Grecia e in Portogallo) gode di un particolare status d’immunità, almeno per i delitti legati alle funzioni che esercita come rappresentante della Nazione. Ma Katsav si spogliò dello scudo e si dimise, essendo i reati di cui era accusato chiaramente sganciati dalla carica che ricopriva. Non possedeva, povero lui, giornali e tv da usare per inventare oscuri complotti ai suoi danni. Anche Ehud Olmert, il penultimo presidente del Consiglio di questo paese perennemente in guerra, s’è dimesso due estati fa perché indagato per un piccolo finanziamento elettorale non dichiarato di 150 mila dollari dal magnate americano Morris Talansky (ma anche per aver acquistato sottocosto un appartamento di 300 mq nel quartiere più chic di Gerusalemme: vero Renata Polverini?).
Anziché invocare lodi schifani o alfani, accampare legittimi impedimenti, proporre immunità parlamentari o ministeriali, approvare processi brevi cioè morti, minacciare riforme della giustizia, chiedere di essere giudicato “dai miei pari” o dispari, proclamarsi “primus super pares”, portarsi in Parlamento i suoi avvocati, depenalizzare i suoi reati, comprare o ricusare i suoi giudici, tentare la fuga a Brescia, strillare alla persecuzione, Olmert se n’è andato con una pubblica dichiarazione in tv che andrebbe scolpita a caratteri d’oro all’ingresso di Montecitorio, di Palazzo Madama, di Palazzo Chigi e del Quirinale: “Sono fiero di appartenere a uno Stato in cui un premier può essere investigato come un semplice cittadino. Un premier non può essere al di sopra della legge, ma nemmeno al di sotto. Se devo scegliere fra me, la consapevolezza di essere innocente, e il fatto che restando al mio posto possa mettere in grave imbarazzo il Paese che amo e che ho l’onore di rappresentare, non ho dubbi: mi faccio da parte perché anche il primo ministro dev’essere giudicato come gli altri. Dimostrerò che le accuse sono infondate da cittadino qualunque”. Ultimamente – come ricorda Giuseppe D’Avanzo su Repubblica – “dopo insistenti inchieste giornalistiche – anche della tv pubblica –, due ministri, Avraham Hirchson (Kadima) e Shlomo Benizri (Shas), sono stati condannati a 5 e 4 anni di carcere per corruzione e riciclaggio”. Cose che accadono nelle altre democrazie, anzi nelle democrazie. Se i giudici processano un politico, salta il politico. In Italia salta il processo o salta il giudice.
(Il Fatto Quotidiano del 02 Marzo 2010)
nchomsky
02 feb 2010 - 12:10 - #14Castelli sempre più patetico:
Ad una disoccupata che chiedava un posto nella lega rispose che nella lega “sono” tutti uguali e bisogna fare una dura gavetta per essere candidati…
Ma và a ciapè e rat…
nchomsky
02 feb 2010 - 12:12 - #158-
Più che altro una bella faccia di Tolla (anzi di letame) dopo aver abbaiato “Roma ladrona” per anni…