
Durante una trasmissione televisiva il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani ha annunciato che il suo team di collaboratori starebbe studiando un ulteriore filtro da aggiungere alla rete che avvisi, tramite sms, i genitori di un minore delle navigazioni poco lecite del figlio.
“Sono – ha dichiarato l’esponente politico - allo studio altri strumenti per la tutela dei giovani su Internet . Ad esempio il click sicuro, che si potrà scaricare a breve dal sito del ministero”.
Contrario al progetto di Paolo Romani si è già detto Corrado Calabrò, Presidente dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, secondo il quale la soluzione proposta dall’esponente politico è fallimentare per via delle ripercussioni che avrebbe sulla gestione del media.
La richiesta massiccia di filtri, sempre secondo quanto dichiarato da Calabrò, appesantirebbe la burocrazia italiana nota per il suo stato pachidermico.
Pesante non quanto la rete vittima di uno dei tanti paradossi che non permetto al paese di poter crescere. Se lo sviluppo della banda larga in Italia fosse veramente avvenuto le preoccupazioni di Paolo Romani avrebbero potuto avere un senso poiché presenti nella vita dei cittadini italiani.
E non solo di una parte. A molte persone i vari amministratori ancora non hanno garantito una navigazione adsl. Di fatto un filtro già esiste.
Quello che manca è la cultura. Invece di utilizzare le risorse per spiegare ai ragazzi la navigazione consapevole li blocchiamo rimandando un problema che andrà comunque affrontato.
A proposito di confronti perché nessuno dei 160 parlamentari italiani che hanno sostenuto la proposta di Wired, il mensile che ha proposto di consegnare il prossimo Nobel per la Pace ad Internet, prova a metterci la faccia pubblicamente chiedendo a Paolo Romani di occuparsi di problemi veri?
Troppo comodo firmare affinché Internet possa aggiudicarsi un Nobel per la Pace quando nel proprio paese è in corso una guerra culturale che non si preferisce combattere. Malgrado l’opinione dei cittadini.
garcetto
02 feb 2010 - 15:46 - #1chi glielo spiega di kademlia, di vpn tunneling o anonym-proxy a questo qui? :)
ma perche’…perche’…dopo l’ex magazziniere di ibm (lucio stanca) che ci ha fatto pagare 20 milioni di euro un sito nato morto come italia.it, ora questo altro…perche’…
marla-singer
02 feb 2010 - 15:58 - #2Questo è un governo che tira a campare usando demagogici proclami ad effetto che non portano a nulla. Perché questi signori non pensano a chi non ha un lavoro sicuro, a chi sta per perderlo, a chi non arriva a fine mese o a dare un futuro ai giovani?
Eh, già, troppo complicato, dovrebbero confrontarsi con problemi reali, concreti…..va tutto bene, madame la marchesa!
ice
02 feb 2010 - 16:04 - #3l’obbiettivo è chiaro
legittimare degli strumenti di filtro e monitoraggio su internet, giustificandoli tramite nobili porpositi
Sarko ha fatto lo stesso in Francia sull’onda lunga della lotta contro l’anoressia
dopo 6 mesi quei filtri sono diventati la base operativa della legge dei 3 schiaffi, poi scesi a 2
albert1
02 feb 2010 - 16:11 - #4’sto Romani nun cià propio ‘nkazzo da fà, eh ?
Ma un bel torneo di burraco, no ?
keolo
02 feb 2010 - 16:12 - #5Romani chi?
Quello della Tv privata che faceva soldi con la Tras Paradiso e i numeri 144?
Almeno così si dice in giro….
Bella faccia.
garcetto
02 feb 2010 - 16:31 - #6http://news.wintricks.it/software/sicurezza-privacy/30950/hotspot-shield-1.37/
giangius
02 feb 2010 - 17:04 - #7Ma queste cose sono tecnologicamente impossibili. Se non sanno nulla di informatica devono solo stare zitti, come tutti quelli non del settore.
“scarica click sicuro” se non lo si scarica è uguale che non averlo…idiots
alc0r
02 feb 2010 - 17:28 - #8Questo accade quando idioti senza conoscenze in merito cercano di legiferare su questi argomenti…creeranno qualcosa di assolutamente inutile ai loro scopi…
Quei 160 che hanno firmato la proposta di Wired secondo voi sapevano effettivamente per cosa stavano firmando? Io credo di no…