
La puntata di ieri di Annozero è stata condotta con la solita maestria da Michele Santoro nei più oscuri meandri della politica italiana, non disdegnando le consuete incursioni nelle aree grigie del sospetto e della dietrologia. D’altronde è questo l’ingrediente che ne ha fatto un programma di successo e il presentatore lo sa, dunque perché cambiare? Le cosiddette inchieste o servizi esterni sono tutti iperfaziosi e privi di significato politico. Se voglio vedere un’inchiesta fatta bene mi guardo Report o Presa Diretta, non certo le funamboliche evoluzioni di Sandro Ruotolo in mezzo a qualche folla vociante.
Alfiere di questa ricetta vincente, si sa, è “l’indipendente” Marco Travaglio. L’uomo che ha fatto del cosiddetto giornalismo scomodo una bandiera e che non guarda in faccia a nessuno. Nessuno tranne i suoi padrini politici, chiaramente, i quali sono bravi bravissimi e intoccabili. E se qualcuno li tocca, come ha fatto il Corriere nel caso della foto di Di Pietro in compagnia dell’agente dei servizi Bruno Contrada, si tratta solo di un complotto.
Come poteva sapere Tonino nostro che al suo fianco (sì, proprio alla sua destra) sedeva uno degli uomini più potenti d’Italia, almeno fino alla condanna avvenuta pochissimo tempo dopo. L’uomo dei misteri irrisolti della Prima repubblica, l’uomo del quale si mormorava “chi lo tocca muore”. Non lo conosceva - dice - e non si può fargliene una colpa, anche se era considerato il più grande segugio della Procura, un uomo di celebre scaltrezza cui non sfuggiva nulla di nulla.
Ma torniamo a Travaglio. Da uno come lui, famoso per scavare nelle questioni più calde senza guardare in faccia a nessuno (qualcuno dice) ci si sarebbe aspettati un monologo monotematico su Di Pietro e Contrada, magari anche con le prove che scagionino il leader Idv. E ripeto “scagionino” perché è proprio la cultura del sospetto alle radici dell’Idv che afferma la presunzione di colpevolezza.
E invece niente. Di Pietro è stato solo ingenuo o disinformato. Schifani invece è mafioso. Sì, perché conosceva un tale Nino Mandalà che di lì a 9 giorni sarebbe stato indagato per mafia. Questo l’argomento principale di Travaglio.
Si badi bene. Lungi da me difendere Berlusconi, Dell’Utri e lo stesso Schifani dalle gravi accuse rivolte loro in relazione alle frequentazioni “sicule”. Chissà come sono andate veramente le cose, e comunque esiste una magistratura che ha maggior titolo ad occuparsene. Così come di Di Pietro, la cui foto con Contrada è stata occultata con ogni mezzo per 20 anni (come mai, se non c’era nulla da nascondere?) e salta fuori soltanto ora.
Il giornalismo vero, caro Travaglio, è un’altra cosa, anche se tutti teniamo famiglia.
ice
05 feb 2010 - 09:59 - #1@ LL
è certo di Pietro colpevole di non sapere con chi stava seduto a cena
Silvio invece innocente per essersi portato a casa un mafioso come Magnano e averlo pubblicamente dichiarato un galantuomo—come poteva Silvio sapere..un imprenditore che coi soldi della mafia rigirati dalle bache svizzere ci ha fatto la fortuna dell’EdilNord……
tu non sei faizoso di Sx o Dx, tu sei li che ti litighi con Fede x il CUL0 di Belrusconi
proust
05 feb 2010 - 10:00 - #2beh, ma Schifani mica ci si è trovato per caso a braccetto con persone che poi sarebbero state riconosciute mafiose, avevano una società insieme e ha partecipato al matrimonio dei figli… è un pelino diverso.
chico-mendez
05 feb 2010 - 10:06 - #3Quindi ogni volta in cui entrero’ in una caserma dei carabinieri per una qualsiasi denuncia o che magari entro all’associazione carabinieri per farmi un pranzo o una cena in quel dell’alto adige (lo faccio spesso e’ un momento conviviale dove ri ritrovano le comunita’ italiane nel sud tirolo) staro’ attentissimo a non farmi riprendere, si sa mai che un giorno mi dicano “ECCOLO LI ASSIEME A UN CARABINIERE, CHISSA’ CHI STAVA PROGETTANDO DI FAR ARRESTARE, SICURAMENTE UN POLITICO LEGITTIMAMENTE IMPEDITO E PURE AUTOIMMUNE”
marcoo
05 feb 2010 - 10:08 - #4“Il giornalismo vero, caro Travaglio, è un’altra cosa, anche se tutti teniamo famiglia.”
E quale sarebbe quindi quello vero???
difendere a spada tratta una persona/schieramento/area politica o cercare e parlare dei fatti???
garcetto
05 feb 2010 - 10:10 - #5ICE FOR PRESIDENT! :)
I VOTE ICE! (invece di ike ;)
chico-mendez
05 feb 2010 - 10:16 - #6toh va chi fa la politica pro Contrada :)
http://www.loccidentale.it/autore/andrea+bellantone/su+contrada+la+borsellino+sbaglia%3A+la+grazia+va+concessa.0011017
enrico-xc
05 feb 2010 - 10:34 - #7 (nascondi)Di pietro e’ una vergogna nazionale, si ritiri…
sergyx
05 feb 2010 - 10:37 - #8è ritornato il vecchio buon Landoni a portare il lume della verità!!
ma per favore, se Santoro è iperfazioso non saprei che aggettivo dare al tuo articolo e ad illustri esponenti del buon pensiero come i vari direttori Fede, Minzolini, Belpietro, Feltri e compagnia cantante…
nella foto che riprende Di Pietro e Contrada a cena non credo che ci sia nulla da giustificare, anche perchè la cena si tenne in una mensa di caserma Carabinieri, il che fà automaticamente pensare che se c’è un intruso, quello non è sicuramente Di Pietro.. sappiamo anche che la foto è di proprietà di un ex amico di Di Pietro che sta per pubblicare un libro.. forse, e dico forse è il caso di supporre che ci sia di mezzo un po’ di ripicca e un pò di pubblicità, altrimenti non si spiega come mai sta foto salta fuori solo dopo 18 anni…
superfluo fare il paragone con Schifani, che con il Mandalà non ci ha fatto una cena insieme, ma una società..
e se vuoi, si può prender a paragone Berlusconi e Dell’Utri e Mangano, ma non so se ti conviene poi tanto..
saluti
sergyx
05 feb 2010 - 10:38 - #9@7
tu sei la vergogna del blog, nasconditi..
marcoo
05 feb 2010 - 10:38 - #10@7 enrico
perchè? prova ad approfondire il tuo pensiero, no?
chico-mendez
05 feb 2010 - 10:44 - #11Per Enrico: va che Contrada non e’ legato al palio di Siena, Mangano non e’ il cognome dell’attrice, Mafia non e’ il giochino su facebook, maroni non e’ il cognome di un ministro, pirl@ sei tu…..
aldebaran85
05 feb 2010 - 10:50 - #12landoni però dimentichi un piccolo particolare: la foto è stata scattata in una caserma dei carabinieri insieme ad altre persone… non stavano mangiando in un ristorante tete a tete, secondo te uno parla con un presunto criminale in una stazione di carabinieri? … poi tutto è possibile… non tutti sono furbi ma qui siamo al limite del ridicolo
marla-singer
05 feb 2010 - 10:52 - #13Landoni, scendi ogni giorno più in basso. Di cosa sarebbe colpevole Di Pietro? Di essere andato a cena, nientepopodimenoche, in una caserma dei carabinieri?????? Eh già, se lo beccavano in un night con un paio di bagasce sulle ginocchia sarebbe stata una cosa normale, vero? È colpevole di non essersi informato di chi gli mettevano come vicino a tavola? Purtroppo per te, nessuno era fornito di sfera di cristallo o aveva doti diviatorie tali da supporre che da lì a poco Contrada sarebbe stato accusato di essere uno spione. In quel momento era solo un Prefetto della Repubblica.
Ah, già per quelli come te, caro Landoni, è meno grave tenersi un mafioso dichiarato in casa per anni o farselo socio d’affari. VERGOGNATI!
aldebaran85
05 feb 2010 - 10:55 - #14crea più problemi un di pietro fotografato in una caserma dei carabinieri che la mafia in milano2?? come è caduta in basso l’italia… da questo fatto si nota l’informazione faziosa e deviata
steffa
05 feb 2010 - 10:57 - #15“il giornalismo vero, caro Travaglio, è un’altra cosa”, Luca, con tutto il rispetto, ieri stavi a far l’elogio di Giordano e ora mi dici che quello di Travaglio non è giornalismo serio, fammi il favore… Il giornalismo serio sarà quello de Il Giornale con la sua geniale tesi: “la Cia assolda Di Pietro per abbattere il governo filo-americano e mandare al potere il PCI, fortuna che è arrivato il nostro padrone Berlusconi a impedirlo”.
In quella foto non c’è nulla da spiegare, Di Pietro sarà stato a cena con migliaia di persone, era in una caserma dei carabinieri, non ha invitato lui gli ospiti, Contrada all’epoca non era indagato, mi spieghi che ca22o deve spiegare?
stefano1966
05 feb 2010 - 10:57 - #16Io la cultura del sospetto la oborro.
Pensiero mio.
Ma non capisco sinceramente gli atteggiamenti che si sono visti in questi giorni da chi la cultura del sospetto la fa e quando la subisce si adira.
Ripeto,per me quella foto è gossip,ma anzichè mandare aff…. una giornalista che fa una domanda,nettiamo anche ritenuta cretina,perchè non chiedere in prima persona di chiarire tutto,anzichè minimizzzare.
Ieri sera Travaglio era decisamente sotto tono.
E anche stranamente nervoso,più di una volta nel corso delle ultime trasmissioni lo stesso Santoro l’ha dovuto fermare perchè uno abituato ai fatti come Travaglio è scaduto nella sterile polemica del botta-risposta.
Da lui non mi aspetto tale comportamento.
Detto da un suo estimatore di destra che ha letto tutti i suoi libri e che sa che se vuole Travaglio è capace di argomentare molto più seriamente.
La trasmissione di ieri sera è stata tra quelle medie.
Nulla di eccezionale.
In questo concordo con chi ha fatto l’articolo.
Assolutamente non paragonabile a Report…non scherziamo.
Quello,e in parte Presa Diretta,è il vero giornalismo di inchiesta.
Che ha prodotto anche risultati utili a inchieste (quadri Tanzi).
Tutto il resto è sensazione.
Può piacere ma è sensazione.
macleod
05 feb 2010 - 10:57 - #17Travaglio una volta lo stimavo, ora è solo l’ennesimo sinistrello che ci guadagno sparlando di berlusca e facendo lo scribacchino provato del Contadinotto…
macleod
05 feb 2010 - 10:57 - #18@5
cmq bello come voi sinistrelli vi slinguazzate nel blog… siete patetici!!!!
Dai portatelo a casa tua, insieme a un carro di immigrati, visto che ci tenete così tanto a loro. Dai ti aiuta Mendez ad ospitarli!!!
nchomsky
05 feb 2010 - 11:00 - #19Illegittimo cedimento (di Marco Travaglio)
Fino a tre anni fa, quando passavano porcate incostituzionali come il legittimo impedimento, le persone perbene guardavano fiduciose al Colle. E spesso il Colle dimostrava che era una fiducia ben riposta, rispedendo le porcate al mittente: accadde col decreto Conso (grazie a Scalfaro), con la Gasparri, la Castelli e la Pecorella (grazie a Ciampi). Da quando c’è Napolitano, non è mai accaduto. Infatti il Giornale scrive che “Napolitano non opporrà ostacoli” neanche stavolta. E’ vero che c’è sempre una prima volta, la speranza è l’ultima a morire, ma insomma. Dunque dove guardare, se anche il Colle è sprofondato? Alla Consulta certo, ma campa cavallo: ha tempi di reazione da bradipo e quando esaminerà il legittimo impedimento sarà già scattata la nuova porcata, il superlodo Al Nano con legge costituzionale. Che, pur essendo incostituzionale, difficilmente la Corte potrà esaminare. Dunque Berlusconi è al sicuro? Mica tanto. Il processo breve è congelato alla Camera perché Fini ha dei dubbi e Napolitano (persino lui) pure. In ogni caso è talmente incostituzionale che stopperebbe i processi al Banana per un annetto, poi la Consulta fulminerebbe anche quella porcata e le udienze ripartirebbero da dove si erano interrotte. Angelino Jolie, noto giureconsulto, dà per scontato che, entro i 18 mesi dalla scadenza del legittimo impedimento, “molto rapidamente” gli verrà agganciato il nuovo lodo per le alte cariche o, in alternativa, la legge costituzionale che ripristina l’autorizzazione a procedere. Forse non gli hanno spiegato che, anche se e quando saranno approvati a maggioranza da Camera e Senato e firmati dal capo dello Stato, lodo e/o immunità saranno lettera morta: prima dovranno essere sottoposti ai cittadini col referendum confermativo. Gl’italiani dovranno rispondere a questa domanda: la legge è uguale per tutti i cittadini o quattro sono più uguali degli altri? Stando ai sondaggi, vince la prima risposta 80 a 20, anche fra gli elettori del centrodestra. L’unica via di scampo per la banda del buco è approvare una delle leggi costituzionali con i due terzi del Parlamento: per raggiungerli, al Pdl non basta il soccorso della finta opposizione dell’Udc, peraltro scontato. Occorrono i voti del Pd. A questo mira la nuova campagna della stampa berlusconiana, e del Pompiere al seguito, contro Di Pietro, degno corollario della beatificazione di Craxi: demolire la memoria di Mani Pulite, far passare l’idea che i processi ai politici che rubano sono complotti politici, dunque la casta va protetta da nuovi assalti delle toghe politicizzate (quelle che ieri hanno assolto Berruti, per dire). Lo confessa Massimo Franco sul Pompiere dell’Inciucio: “La lievitazione del caso Di Pietro potrebbe regalare qualche sorpresa”. Perciò si continua a montare la panna sul nulla: per azzoppare l’unico ostacolo rimasto sulla via dell’impunità. Ecco dunque dove gli italiani perbene devono rivolgere lo sguardo: a quel che accade dalle parti di Bersani. Nemmeno un voto del Pd dovrà andare al partito dell’impunità. Dipendesse dalla nomenklatura (quella dei D’Alema che rincorrono sempre il “male minore”, dei Violante che delirano di “squilibrio fra giustizia e politica”, dei Letta che giustificano “la difesa dai processi”), l’impunità sarebbe già cosa fatta. L’altroieri, mentre la Camera votava la porcata, Bersani incredibilmente dichiarava: “Siamo pronti al dialogo sulle riforme se il premier rinuncia alle leggi ad personam” (intanto gliene passava un’altra sotto il naso). Ma per fortuna ci sono pure gli elettori, che sono molto meglio degli eletti. Spetta a loro premere con ogni mezzo sul vertice Pd – con manifestazioni, mail, fax, telefonate, lettere ai giornali, interventi ai comizi e ai convegni ogni qual volta s’imbattono in un leader di passaggio – per far sapere che con questa gentaglia non vogliono alcun dialogo, tavolo, compromesso sulla giustizia. Parlando l’unico linguaggio che lorsignori ancora capiscono: la minaccia. Al primo inciucio che fate, non vi votiamo più.
steffa
05 feb 2010 - 11:02 - #20macleod ficcati quella claymore dove sai e smettila di scrivere interi post in grassetto
chico-mendez
05 feb 2010 - 11:09 - #21macleod al solito privo di argomenti vero?…un corso accelerato da Platinette almeno impari a fare altro :)
stefano1966
05 feb 2010 - 11:16 - #22Come detto sopra nulla di eccezionale.
Appena visti i dati auditel che confermano.
Meno di 4 milioni e 300 mila spettatori.
Livello basso.
Molto vicino al minimo dei 4 milioni,lontano dai 5 milioni di certe puntate sul Cav.
Lontanissimo dagli 8 fatti registrare dalla puntatona Daddario.
Santò cerca di alzare gli ascolti,rimetti la daddario,magari che si intravveda qualcosa,così sei tranquillo per il rapporto ascolti/entrate pubblicitarie.
Ti stai facendo superare da Ballarò…..
nchomsky
05 feb 2010 - 11:20 - #23LO CHIAMAVANO BERLLUDOZER:
http://tv.repubblica.it/copertina/berlusconi-quando-demolii-la-cascina/42161?video
Il Cavaliere ricorda i nebulosi inizi da imprenditore, tra società svizzere e terreni senza autorizzazione edilizia. A un certo punto, riaffiora la storia di un vecchio casale che si frapponeva alla costruzione di un impianto sportivo: “Una notte salii su un caterpillar”, confida il presidente demolitore, “e lo tirai giù io. Un imprenditore deve saper osare”
chico-mendez
05 feb 2010 - 11:32 - #24Senza andare lontani, chi ne ha voglia basta si cerchi in rete come il Silvio ha fregato di fatto ad una ragazzina di 16 anni la villona in Brianza…….a si opps il tutore della ragazzina era un tal Previti, chissa’ chi fosse……
chico-mendez
05 feb 2010 - 11:33 - #25oops per Enrico magari non sa usare bene le ricerche in rete a lui esce sempre www.leccalecca.con.gusto.il.cul0.del.capo
I protagonisti. La faccenda ruota intorno a Villa San Martino ad Arcore, ex convento rinascimentale, per secoli appartenuta alla famiglia Casati Stampa Soncino, 145 stanze con relativi arredi, collezioni pregiate di quadri e libri, ettari di parco con rarità di flora e caprioli al pascolo. Ne è proprietaria una ragazzina di 19 anni, Annamaria Casati Stampa, rimasta orfana all’improvviso il 30 agosto 1970 quando il padre, il marchese Camillo, uccide la moglie Anna Fallarino sorpresa con l’amante. Un ruolo, nella vicenda della villa, ce l’ha da subito un giovane avvocato di nome Cesare Previti, figlio di quell’Umberto che negli stessi anni già compare nei busillis societario di Silvio Berlusconi. E c’è lui, Berlusconi, che nel 1970 sta costruendo Milano 2. Nel tentativo di smettere i panni del palazzinaro per indossare quelli di Sua Residenza, è in cerca di una dimora adeguata per rappresentare se stesso nell’elite dell’imprenditoria.
I fatti Passata la curiosità per l’omicidio-suicidio del marchese e della moglie, restano la ragazza e il suo patrimonio. Anzi, a dire la verità, qualcuno prova a mettere in dubbio la legittimità dell’erede. La famiglia Fallarino, infatti, chiede di verificare tramite autopsia chi è morto per primo: nel caso fosse il marchese Camillo, i legittimi eredi sono i Fallarino. Cesare Previti, 36 anni, origini calabresi ma da tempo residente a Roma, assiste legalmente la famiglia Fallarino, ma il dubbio viene in fretta archiviato.
Annamaria resta unica erede, ha 19 anni ed è minorenne. Viene affidata ad un avvocato amico di famiglia, Giorgio Bergamasco, che siede in Senato tra i liberali. E chi spunta fuori tra gli assistenti di Bergamasco? Di nuovo il giovane Previti, che riesce nella non facile impresa di passare in un batter di ciglio da “nemico” (aveva assistito i Fallarino per togliere l’eredità ad Annamaria) ad “amico”.
La ragazza si ritrova così un’eredità pari a due miliardi e 403 milioni di lire tra beni mobili e immobili e gioielli, che diventano un miliardo e 965 milioni al netto di debiti e tasse. Decide di lasciare l’Italia e lo scandalo, va a vivere in Brasile e il 27 settembre 1972 affida i suoi beni - senza limitazioni di mandato - a Bergamasco, il suo ex tutore, nel frattempo diventato ministro del governo Andreotti. Il vice tutore Previti resta tra i legali. E a lui Annamaria nell’autunno del 1973 dà l’incarico di vendere Villa San Martino «con espressa esclusione degli arredi, della pinacoteca, della biblioteca e delle circostanti proprietà terriere».
Pochi mesi e l’acquirente si materializza nei panni di Silvio Berlusconi. Mediatore è Previti. Il prezzo pattuito 500 milioni, tutto compreso, anche quello che l’erede aveva esplicitamente escluso dalla vendita, terreni e annessi, pinacoteca e biblioteca. In Inchiesta sul signor Tv (Guarino e Ruggeri, Kaos editore), il libro che più di tutti ha indagato sulla vendita della villa e i cui autori nel 2000 hanno vinto la causa per diffamazione avviata nel 1994 da Previti, si dice chiaramente che 500 milioni sono nulla per una villa settecentesca di 3500 metri quadrati. Nel libro si parla di «raggiro». In più momenti. Il primo: Berlusconi dilaziona il pagamento fino al 1980 (atto di cessione il 2 ottobre) ma Annamaria Casati continua a pagare le tasse. Il secondo: il 4 maggio 1977 nasce l’Immobiliare Idra, spa della già affollata galassia berlusconiana, che ancora oggi gestisce almeno dodici dimore del premier tra cui Arcore, Villa Certosa e Macherio. Bene; nel cda di Idra siedono da subito Umberto e Cesare Previti. Idra otterrà dalle banche due superfinanziamenti sulla villa di Arcore appena pagata mezzo miliardo a rate: oltre 7 miliardi subito rigirati alla Cantieri Riuniti, società di Berlusconi, più altri 680 milioni.
Un delitto perfetto, appunto. Sempre che delitto vi sia stato. Arcore poi è diventata quello che tutti sappiamo: il rifugio del Presidente, la cabina di regìa degli alleati di governo, dimora vincolata dal segreto di Stato, custode di un mausoleo e di più grandi segreti. Si dice, anche, della longevità.
help4desk
05 feb 2010 - 11:39 - #26Landoni, tu che parli di faziosita’ di Santoro sei l’alfiere del pensare di PARTE.
A parte che Contrada non era (almeno pubblicamente) indagato ai tempi.
A parte che Contrada non fu CONDANNATO (’gnurant!) ma solo ARRESTATO poco tempo dopo. E chi non conosce la differenza si studi il codice penale.
A parte che si trattava di una CENA di NATALE in una Caserma dei Carabinieri con oltre un centinaio di presenti, ambiente ideale per un complotto.
Mi puoi dire DOVE si trova lo SCANDALO?
Ha ragione Travaglio: lo scandalo e’ che DiPietro frequentava incensurati.
E io che sto a risponderti….
d3s1gn-2080
05 feb 2010 - 12:40 - #27Luca Landoni:
“Si badi bene. Lungi da me difendere Berlusconi, Dell’Utri e lo stesso Schifani dalle gravi accuse rivolte loro in relazione alle frequentazioni “sicule”.”
-
Lungi da me pensare che scrivi m1nki4te.
…oltre a pensarle le scrivi pure!!!
naruto1685
05 feb 2010 - 12:58 - #28In “italiotiland” (piu’ comunemente chiamata repubblica della banana, palermo capitale) se frequenti mafiosi, zoccole (che poi vengono spedite in parlamento) , e improbabili stallieri diventa tutto normale, se frequenti un magistrato o qualche sbirro diventi un bersaglio per improbabili giornalisti come giordano, fede, mimun, bel pietro, landoni, falcioni…….. ma in che mondo viviamo! cambiamo nome a questa porca nazione, repubblica della corruzione o paese dei citrulli (se sei innocente sarai distrutto, se sei un mafioso diventi presidente del consiglio)!!
stefano1966
05 feb 2010 - 13:06 - #29@ 26 help4desk
Solo una precisazione.
Ricordata anche ieri sera ad annozero.
Contrada quella sera della cena sapeva già di essere sotto indagine.
Una settimana prima il giudice Signorino coinvolto dalle dichiarazioni si era suicidato.
Quindi quella sera era di pubblica notizia che Contrada non era ancora stato arrestato,ma era notoriamente già sotto indagine.
Di li a 9 giorni sarebbe stato arrestato.
ventoacqua
05 feb 2010 - 13:20 - #30Allora , cerchiamo di capire, Travaglio se difende Di Pietro è di parte, se invece nell’editoriale non passa il tempo a difendere Di Pietro (da cosa poi? non esiste accusa, non esiste reato, difendere da che…?) è comunque di parte.
C’è qualcosa che non capisco io, o è l’autore dell’articolo che ha le idee poco chiare..?
help4desk
05 feb 2010 - 13:25 - #31Per stefano:
ti ringrazio della precisazione,
ti assicuro che sono un divoratore di giornali, e tale ero anche nel 1992.
Se Contrada sapeva di essere sotto indagine, non vuol dire che fosse vox populi. Ti assicuro che il suo nome sui giornali come indagato non c’era, il giorno dell’arresto fu una bomba a cielo aperto.
Quindi, lungi da me il difendere Di Pietro, ma montare uno scandalo perche’ ci si trovi in una caserma dei carabinieri in una situazione conviviale con centinaia di presenti, alti ufficiali dello Stato di cui uno sotto indagine ma non nota al pubblico, credo che sia veramente degno del mondo dei maiali della Fattoria degli Animali.
PS: Allora cosa dovrebbero dire tutti i ministri della UE che si sono fatti fotografare con il perenne indagato e malfattore Silvio Berlusconi? Attendiamo anche le dimissioni di Obama…..:)
ventoacqua
05 feb 2010 - 13:25 - #32Sulla foto, come detto, credo che abbia riassunto efficacemente Vauro con la sua vignetta->
Gesù Cristo era in contatto con i servizi segreti israeliani…?
La presenza a cena al suo stesso tavolo di Giuda sembra provarlo.
Gasparri: “La vicenda getta ombre sulla figura di Gesù…”
Libero: “Misteriosi ammanchi: da dove venivano tutti quei pani e quei pesci….?”
Panorama “Scoop esclusivo! Le prove che Gesù fu ingaggiato in segreto da Pilato per rovesciare il Sinedrio!”
stefano1966
05 feb 2010 - 14:59 - #33@ 31 help4desk
Verissimo.
La gente non ne sapeva nulla e la notizia del suo arresto fece molto clamore proprio
perchè nessuno se lo aspettava.
Ma in quella cena non c’erano cittadini comuni.
C’era uno che era abituato già da anni a fare indagini e c’erano carabinieri.
Mi pare strano che a quella tavolata,non di gente comune,nessuno immaginasse o avesse sentito dire nulla.
Il mio “mi pare starano” non significa colpevolezza,significa che è stata presa la partecipazione a quella cena “alla leggera”,sicuramente un Di Pietro di oggi,molto più scafato e furbo non avrebbe presenziato come invece fece all’epoca.
Precisato questo,io rimango che con due indizi non si fa una prova.
La prova deve essere provata e non teorizzata.
Quindi quella foto finchè non verranno fuori prove di un qualche cosa,ammesso che ce ne siano,non vale nulla.
chico-mendez
05 feb 2010 - 15:10 - #34ma la prova de che…….perche’ se il reato e’ aver magnato con Contrada a sto punto arrestare la redazione de il giornale e della carta igienica di Ferrara (che fine ha fatto e’ in dieta?) che da una vita hanno lanciato articoli in difesa delpovero 007……………………………….ma porca putt@n@ ci prendete per mentecatti nel non ricordarci le CAMPAGNE A DESTRA A FAVORE DI CONTRADA?
help4desk
05 feb 2010 - 15:50 - #35@stefano1966
Perfettamente d’accordo, Di Pietro anche secondo me in quegli anni aveva frequentazioni quantomento discutibili, basti pensare che rischio di finire ministro di Berlusconi! Ingenuita’ o un filo di complicita’ ci possono stare. Un complotto ammaricano, conoscendo il soggetto, e’ roba da fantascienza.
PS: ero uno di quelli che quel giorno festeggio’ l’avviso di garanzia a Craxi andando la sera in via Turati, sede milanese del P$I. I carabinieri di scorta non la presero granche’ bene….:)
boh1
05 feb 2010 - 17:48 - #36@23 ahah ..grande :)
…ovvero qua c’è un capo del governo che Ammette candidamente e pubblicamente reati e violazioni in passato..ma le pulci si fanno a di pietro andando a vedere voti e date degli esami all università.
in fondè è proprio vero Berlusconi si mostra da sempre per quello che è sono gli altri che lo dipingono diversamente