Forse i primi a non sapere in che partito stanno, sono i 3600 delegati da oggi a Roma per il congresso dell’Idv.
E’ il primo congresso dopo oltre dieci anni di vita. E anche questo forse non lo sanno i non pochi elettori dell’Italia dei Valori.
Lo Statuto fatto in casa, ha sempre attribuito poteri “assoluti” al “Presidente fondatore”: titolare esclusivo dei finanziamenti, supervisore degli iscritti e della composizione delle liste. Poteri concessi ad Antonio Di Pietro, da se stesso, “fino a sua rinuncia”. Cioè a vita.
Un partito, più o meno modellato come quello del “super nemico” Berlusconi. Nei partiti fatti ad uso e consumo del fondatore, il congresso è di per sé una notizia, però non automaticamente un fatto positivo.
I congressi dei partiti comunisti in Urss, Cina, Cuba ecc. duravano (e durano ancora dove il comunismo resiste) settimane, con discussioni infinite, apparentemente super democratiche. La sostanza, come si sa, era ed è tutta diversa.
Ovvio che l’Italia non è l’ex Unione Sovietica o la Cina di oggi, che Tonino non ha nemmeno i baffi del dittatore georgiano, che l’Idv non è il clone dei colossi partitoni rossi sopra richiamati.
Adesso, lo stesso Di Pietro, anche per contenere spinte interne sempre più “ribelli”, è intenzionato ad aprire a una gestione più democratica e meno personalistica del partito, sancita dalla proposta di togliere il suo nome dal simbolo.
Ma non ci sarà nessuna conta, perché nessuno può (e vuole) mettere in discussione la leadership dell’ex pm. Senza Di Pietro, l’Idv si sfalderebbe. Tale e quale il Pd senza il Cavaliere.
Il congresso sarà soprattutto una “parade” elettoralistica, per rafforzare il partito attorno al proprio leader, (per nulla preoccupato per il “caso” delle foto con Contrada …), con una riverniciatura dell’immagine.
E’ vero, parleranno in molti, anche con spunti critici, ma sarà Di Pietro a dare la linea (antiberlusconiani fino al midollo, alleati e vicini al Pd, per … fregarlo meglio …), a promuove e/o bocciare nuovi delfini e vecchi arnesi della politica. Tonino resta saldamente in sella. Tanto al timone dell’Italia ci sta (saldamente) Berlusconi
aldebaran85
05 feb 2010 - 11:48 - #1ma di pietro da così fastidio? ormai è un attacco continuo ..
proust
05 feb 2010 - 12:01 - #2è solo l’inizio di un percorso nuovo.
era meglio non farlo sto congresso? a sentire falcioni sembrerebbe di si… bah.
#gio#
05 feb 2010 - 12:06 - #3Si è stabilito un asse Falcioni/Landoni per andare contro Di Pietro, che usa la propaganda più subdola del Giornale e di Libero per delegittimarlo come leader.
Fateci caso, sulla questione cena con Contrada persino molti Belusconiani dicono che è un buco nell’acqua. Sarà perché il loro capo e i suoi accoliti fino a qualche tempo fa difendevano Contrada chiamandolo eroe?
Eppure Falcioni e Landoni non perdono occasione per inserirla nei loro post, compreso questo, che andando oltre le questioni congressuali che dovrebbero essere il tema del post inserisce un “…rafforzare il partito attorno al proprio leader, (per nulla preoccupato per il “caso” delle foto con Contrada …)…”
Il tuo è un giochetto sporco assai, Falcioni. E non dico altro…
macleod
05 feb 2010 - 12:40 - #4ahahahhaha… il Contadinotto è il classico mafiosetto di quartiere,critica il berlusc,a ma ha tuttal a sua famiglia in politica, i finanziamenti li decide lui, praticamente la cassa del partito è nelle sue tasche, il bello e cattivo tempo lo decide lui… in altre parole l’IDV è il suo piccolo regime!!!!
macleod
05 feb 2010 - 12:41 - #5Che l’IDV faccia un congresso per far imparare l’italiano al contadinotto prima di procede su altre cose…!!!
cmq una previsione post-congresso… Non cambierà nulla!!!
sorgente-pura
05 feb 2010 - 12:44 - #6beh, ad una visione semplicistica del progetto, l’IDV non è impostato diversamente dal PSI di Craxi, speriamo che il nostro Tonino agisca diversamente nei contenuti.
ventoacqua
05 feb 2010 - 13:04 - #7Sono 3 giorni di incontri, dibattiti e votazioni per riedificare il partito dalle basi e renderlo più corale e democratico.
Falcioni critica l’eccesso di potere di Di Pietro nel partito, però allo stesso tempo critica il congresso che dovrebbe eqilibrare il potere di Di Pietro nel partito.. ma che senso ha?
?_?
LeonidaRedivivo
05 feb 2010 - 13:22 - #8IDV TUTTA LA VITA!!!
giangius
05 feb 2010 - 14:08 - #9Meglio il partito senza inquisiti di DiPietro, che quello mafio-ladro-pappon-droga-partito, detto PDL di Berlusconi.
varo80
05 feb 2010 - 17:00 - #10Diciamo che falcioni/landoni con i loro contributo di informazione non fanno altro che sembrare sicari del giornale o di libero..insomma sudditi di sua maestà…
..Questo servizio poi è di un insulso che mi fa rabbrividire..
cioè ma per lo meno , non fare triste ironia su un partito che è sorto da poco tempo e che continua a fare opposizione diventando sempre di più scomodo alla casta..
..Poi al massimo se vuoi far vedere cosa pensi sull IDV almeno aspetta che il congresso sia concluso..
Non che sia corretto anche così…giornalisticamente parlando..ma almeno eviti di fare un processo alle intenzioni o ai risvolti futuri..
..IDV è l’unico barlume di speranza insieme al MOVIMENTO 5 stelle per cambiare le sorti di questo paese..
Già togliere il nome di di pietro è già un inizio..ma credo che di pietro debba restare ancora presidente..per un altro pò di tempo..
Nel frattempo nuovi volti di una società civile sana possono emergere ..e candidarsi democraticamente per la presidenza..già uno c è ed è DE MAGISTRIS..
Credo che il ruolo di DI PIETRO sia essenziale ora per rafforzare il partito nelle sue idee e nei programmi dal momento che il partito è in continua ascesa…
Mi auguro che almeno in polis blog, in futuro ..si cerchi di fare un giornalismo neutro sia che sia di sinistra o di destra…l’umorismo può essere accettato se si basa sui fatti..non sulle supposizioni…
sandokan71
05 feb 2010 - 17:17 - #11Falcioni… prima Landoni mi stava sui cosiddetti per i suoi post a senso unico pro PDL, ma poi si è dimostrato una persona intelligente ed ha saputo anche criticare le nefandezze di Re SIlvio.
Poi è arrivato Christian che ha subito sparato a zero su DiPietro in perfetto stile Feltri, ma dopo qualche post ha migliorato il suo senso critico dando valutazioni più bilanciate e spesso anche solo la notizia come fatto.
Mo te… che cosa hai? Che ti prende? Di Pietro ti ha rigato la macchina o ti ha chiuso in doppia fila? Spero che non mi bloccherai il post per qualche battuta, ma stai scrivendo cose fuori dal mondo, fuori da ogni realtà!
Perché se sei un filoberlusconiano basta che lo dici, basta che ti dichiari anche nella barretta dell’orientamento politico.
Falcioni, sii onesto almeno in questo, dicci da che parte stai.
ventoacqua
05 feb 2010 - 18:58 - #12Per seguire il Congresso oggi e nei prossimi giorni -> http://www.livestream.com/staffidv
Filo che?
06 feb 2010 - 10:27 - #13#8 Peretti di cacca?
pietro ancona
07 feb 2010 - 14:02 - #14La fine di una illusione
La gravissima scelta del Congresso dell’Idv di appoggiare il discusso ed equivoco sindaco di Salerno nella corsa per la Presidenza della Campania compiuta addirittura per acclamazione da un Congresso voglioso di governo e di stare in maggioranza spegne le speranze di un’alternativa morale e politica al bipolarismo tra simili o addirittura eguali. Nonostante l’avvertimento di De Magistris che votare De Luca significa consegnare la Campania alla camorra ed ai casalesi, le pulsioni profonde del Congresso, alimentate dai segnali lanciati da Di Pietro e da Bersani, hanno travolto tutto e tutti. Avevo visto situazioni simili nei congressi socialisti che di fronte alla prospettiva di acquisire comunque un poco di potere non si curavano nè del come, nè del quando, nè delle cose che bisognava almeno
salvare in una azione di governo. La frase di Di Pietro ” di opposizione si può morire” preceduta da
quella sulla piazza che “non basta” conclude malinconicamente una fase della politica italiana in cui
il pungolo dell’IDV era riuscito spesso a trascinare il PD lontano dall’abbraccio mortale con il centro destra e dal pensiero unico. Il merito di tutto questo è anche di Casini e della idea di inaffidabilità che ha generato nel PD che lo voleva alleato. I due forni di Casini che poi è il forno solo della convenienza di potere hanno spinto Bersani a trovare una intesa con Di Pietro, a conquistarlo ideologicamente alla sua teoria e prassi della politica che prevede la ricerca dell’accordo con la maggioranza. Bersani ha commissariato il Congresso IDV. Lo ha seguito dalla prima all’ultima battuta ed è riuscito nel suo disegno. Un Di Pietro “moderato” che appoggia De Luca in Campania e smentisce il malcapitato Genchi per le cose che aveva avuto l’ingenuità di dire sul conto del false flag
di Tartaglia, un Di Pietro che potrebbe confluire nel PD diventa una acquisizione importante
per la stabilizzazione a destra del PD che, a questo punto, potrebbe anche lasciare al loro destino gli
espulsi dal Parlamento comunisti e verdi.
Mi auguro a questo punto che tutte le persone che in qualche modo hanno appoggiato Di Pietro a crescere ed a resistere in questi mesi decidano di compiere una scelta diversa e di collocarsi davvero a sinistra. Micromega, il Fatto, i tanti gruppi che fanno capo a Grillo, il popolo viola e quanti altri hanno ammirato e sostenuto il coraggio con cui Di Pietro si è battuto contro Berlusconi infischiandosene financo delle buone maniere ed ha strattonato lo stesso Presidente della Repubblica richiamandolo alle sue responsabilità di custode della Costituzione debbono prendere atto che il moderatismo italiano ha dominato alla grande il Congresso e che il politicismo di gran parte di coloro che sono arrivati all’IDV soltanto per conquistarvi spazi disponibili chiusi altrove l’ha avuto vinta senza bisogno di combattere tanto.
Pietro Ancona