Bertolaso indagato, Berlusconi e la domanda da un milione di dollari


La reazione di Silvio Berlusconi alla notizia dell'iscrizione di Guido Bertolaso nel registro degli indagati è stata in un certo senso prevedibile e tipicamente berlusconiana. Queste le sue parole:

Che ci sia una categoria di persone pagata con i soldi dei contribuenti che si esercita a perseguitare con processi sempre e comunque infondati è un male italiano che mi sento di denunciare

Un'affermazione chiara e netta come non mai, che mi ha dato modo di realizzare per la prima volta la presenza di un enorme paradosso logico nella vulgata anti-magistratura di buona parte del centrodestra.

In linea del tutto teorica infatti, la possibilità che i magistrati prendano una cantonata nell'indagare su un politico (o su un funzionario pubblico come Bertolaso) non può essere esclusa a priori da nessuno. In questo senso ad esempio, la teoria della "persecuzione giudiziaria" nei confronti di Berlusconi può essere non condivisa, ma rientra ancora nell'ambito della logica.

Il problema è che, nel corso del tempo, il pensiero del centrodestra berlusconiano sui rapporti politica-magistratura ha avuto un'evoluzione radicale: qualsiasi indagine che veda coinvolti politici è in quest'ottica priva di fondamento a priori. Una persecuzione, appunto: sempre e comunque.

Succede anche quando ad essere coinvolti sono esponenti del centrosinistra (come Del Turco, a cui Berlusconi aveva espresso solidarietà). Succede anche per il passato, quando si racconta che la fine della Prima Repubblica è la storia di una classe politica "legittima" spazzata da via dal "golpe" della magistratura.

Insomma, una linea di pensiero talmente radicale e onnicomprensiva da fuoriuscire dal regno del pensiero logico: se i processi contro i politici sono sempre infondati, ciò significa affermare che i politici non commettono reati, mai. O, in alternativa, che i magistrati si attivano solo per i reati inesistenti - ignorando tutti quelli effettivamente commessi dagli amministratori.

Per questo, se fossimo in un paese come gli Stati Uniti, in cui anche un blogger può fare domande al capo del governo in conferenza stampa, a me a Berlusconi piacerebbe porre questa: "Mi può citare tre casi degli ultimi 10 anni in cui la magistratura ha indagato e condannato un politico, e in cui secondo lei non si è trattato di errori giudiziari?".

Nell'attesa (probabilmente vana) che a questa domanda venga data una risposta, credo sia legittimo restare con un dubbio. Quello che in realtà dietro a un ragionamento di questo tipo si celi la neanche troppo nascosta volontà di negare la legittimità di qualsiasi azione giudiziaria contro politici e amministratori. Sempre e comunque.

Foto | Flickr.

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