
Ci sono storie di cronaca locale che devono, necessariamente, diventare d’interesse nazionale. Gli scontri registrati, lo scorso sabato, a Milano tra extracomunitari, come documentato dai colleghi di 02blog.it, cosa rappresentano?
Sostenere che v.le Padova sia la dependance di Rosarno, dove nelle scorse settimane un gruppo di lavoratori immigrati si ribellarono ai residenti a causa del trattamento schiavista a loro riservato, è sbagliato.
Sono diverse le persone coinvolte e le motivazioni alla base degli scontri. Tanto quanto l’amministrazione di Rosarno anche quella milanese, reduce da uno scandalo per tangenti, ha sbagliato non garantendo ai cittadini quella sicurezza al centro di interminabili campagne elettorali.
Inutili e ridondanti sono stati anche gli interventi degli esponenti politici che hanno preferito accusarsi l’un l’altro invece di fare un esame di coscienza utile per capire come muoversi in situazioni analoghe.
Ha sbagliato il Vicesindaco di Milano (in quota PdL), Riccardo De Corato, a porre l’attenzione sui numeri dell’immigrazione milanese invece che sulla, fallita, politica di immigrazione.
Ha sbagliato il rianimato Segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ad accusare l’amministrazione locale giusto perché si deve fare. Meglio un dubbio silenzio che un sterile intervento.
Sbagliano, ma comunque sono tollerati, gli esponenti della Lega Nord pronti a diventare dei moderni e biblici angeli della morte. Matteo Salvini pensa davvero di risolvere qualcosa bussando di porta in porta fino a trovare l’immigrato da espatriare?
No, probabilmente No. Tanto quanto il suo collega Roberto Maroni, Ministro degli Interni che all’indomani degli scontri di Rosarno durante una trasmissione televisiva annunciò l’asilo politico a tutte le persone coinvolte negli scontri calabresi, anche l’esponente leghista lombardo non riuscirà nel suo intento.
La storia, quella più recente, ci insegna che le parole spese non coincidono a fatti realizzati. Se così fosse, come documentato dall’Unità, gli immigrati di Rosarno sarebbero stati tutelati e non abbandonati a Roma.
E’ vero. Milano non è Rosarno. Ma per come il mondo politico ha deciso di relazionarsi a quanto successo in v.le Padova verrebbe da pensare che un po’ ci assomiglia.
Foto | 02blog.it
albert1
15 feb 2010 - 08:49 - #1Molà, che hai passato il weekend con Falcioni ?
Occhio perchè sei stato contagiato: hanno sbagliato tutti, hanno ragione tutti, è un macello, non ce la faremo mai moriremo tutti. Oddio oddio…
ice
15 feb 2010 - 09:33 - #2Bersani ha pienamente ragione
Mentre il lavaggio del cervello mediatico ha inculcato nella testa degli italiani (Leghisti in primis) che la colpa di tutto era il “buonismo della sinistra”
ma a conti fatti le leggi in vigore da oltre 5 anni (Bossi-Fini in primis) sono state scritte e votate dalla attuale maggiornaza, che per quanto sia sempre colpa di chi c’era prima sono ormai 2 anni che è al governo a Roma
Mentre in Lombardia il Principato di Formigoni è li da ormai 15 anni
Mentre il comune di Milano è da sempre del centro destra
e la provincia pure
ora a conti fatti…..la sinistra buonista che potere aveva a Milano per agevolare o evitare l’accadere ci certi fatti!?!?!
mr-lorenz
15 feb 2010 - 10:02 - #3Veramente Bersani ha detto altro
” Se si vuole lavorare seriamente per affrontare e superare i problemi, ha proseguito il leader del Pd «si lavori seriamente, ma continuare a coltivare questi problemi per fare consenso e non risolverli mai non è più accettabile”
Ieri quando lo ho sentito pronunciare queste parole al TG3 ho seriamente pensato che c’e’ luce in fondo al tunnel del PD
ice
15 feb 2010 - 10:03 - #4@ Molaschi
io proverei con un titolo stile:
Wonderland==> Italia : IL RITORNO
a sottolinearre il brutale risveglio dalla falsa percezione mediaticamente imposta dal regime, risveglio ad una realtà cruda e talmente spiacevole che molti preferiranno continuare a fingere di dormire piuttosto che accettarla
L’Attuale governo con la complicità della Lega, sta distruggendo il paese
economia che di liberale non ha nulla, un economia dove in maniera autoreferenziale gli imprenditori si stanno mangiando il paese
perchè secondo voi e meglio che l’acqua la paghiamo alla municipalizzata che coi guadagni ci ripiana i bilanci comunali straziati dall’abolizione dell’ici
o secondo voi è meglio che con l’acqua ci paghiamo i bravi capitalisti che ingrasseranno alle nostre spalle senza minimamente migliorare il servizio
giacchè da quandio la Telecom è priata io ho notato che i serivi assistenza sono peggiorati infinitamente e che l’infrastruttura rete è ancora la stessa
che le Autostrade a fronte di aumenti di pedaggio sono sempre le stesse
SVEGLIA
nchomsky
15 feb 2010 - 10:10 - #5ANCHE LA DEMAGOGIA DELLA LEGA HA LIMITI PRATICI A CUI GLI ESPONENTI LEGHISTI GOVERNATIVI DEVONO ARRENDERSI:
Rimbombano parole forti da Milano: rastrellamenti, deportazioni. Roberto Maroni evita di gettare benzina sul fuoco. «In via Padova bisogna abbassare la febbre e non scatenare una guerra civile». C’è chi chiede un blitz immediato, sgomberi, ruspe, e i più attivi sono i suoi compagni di partito della Lega, ma il ministro ha un’altra strategia: «In via Padova non siamo davanti a un campo nomadi abusivo. Non serve un’azione di forza, la parola rastrellamenti non la voglio sentire: qui c’è da gestire un problema sociale. Io faccio il ministro dell’Interno e voglio lasciare da parte le esasperazioni dettate a caldo».
Sarei curioso di sentire le reazioni di Castelli sui fatti di v.le Padova che ad una puntata di Annozero su Rosarno disse “queste cose nel nord Padano governato dalla lega non succederanno mai…
mr-lorenz
15 feb 2010 - 10:12 - #6Oh, ma un post su Bertolaso-Lino Banfi perso nel centro massaggi dopo “l’incontro di fuoco” con la pseudo+massaggiatrice brasiliana in bikini (tra l’altro…90 minuti per champagne, massaggio, extra, rivestirsi e post-org chill…lo chiamavano Lo Svelto!)?
E sulla splendida prestazione dello scangnozzo di Anemone in versione “eliminatore” di Nikita?
http://www.youtube.com/watch?v=8E1brbaqlrE
nchomsky
15 feb 2010 - 10:14 - #74-
DreamWonderLand==> Italia: “IL RISVEGLIO”
garcetto
15 feb 2010 - 10:20 - #8a me vien da ridere per non piangere…piu’ che di sveglia (l’ennesima, visto che siamo al terzo giro di giostra con questa gente) parlerei di narcolessia a ’sto punto… :)
dodgechallengersrt-8
15 feb 2010 - 10:21 - #9Dopo gli scontri di via Padova: «cambiare modello di accoglienza sin qui adottato»
Maroni: niente rastrellamenti
serve una nuova integrazione
Il ministro: evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere
Dopo gli scontri di via Padova: «cambiare modello di accoglienza sin qui adottato»
Maroni: niente rastrellamenti
serve una nuova integrazione
Il ministro: evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere
MILANO — «No, non vedo il rischio banlieue in via Padova», dice il ministro Maroni. Lo scoppio di rabbia e violenza di sabato sera nel quartiere multietnico di Milano forse non era evitabile e nemmeno prevedibile: una lite sul bus, la coltellata, la voglia di vendetta, sono un caso di cronaca nera e non un’emergenza di Stato. Però c’è un allarme sociale dietro la bolla che ha infiammato la guerriglia urbana tra immigrati di diverse etnie e paralizzato per cinque ore un pezzo di città. C’è la paura che si possa ripetere, a Milano, a Torino, a Bologna, a Napoli o a Palermo, nelle città dove i territori perduti si gonfiano di tensioni sociali, di rabbia e di paura per la crescita incontrollata di un’immigrazione che ha occupato spazi senza essersi mai integrata del tutto. C’è la politica in fibrillazione, l’opposizione che accusa l’inerzia del centrodestra, il governo che attacca il buonismo della sinistra. E rimbombano parole forti da Milano: rastrellamenti, deportazioni. Roberto Maroni evita di gettare benzina sul fuoco. «In via Padova bisogna abbassare la febbre e non scatenare una guerra civile». C’è chi chiede un blitz immediato, sgomberi, ruspe, e i più attivi sono i suoi compagni di partito della Lega, ma il ministro ha un’altra strategia: «In via Padova non siamo davanti a un campo nomadi abusivo. Non serve un’azione di forza, la parola rastrellamenti non la voglio sentire: qui c’è da gestire un problema sociale. Io faccio il ministro dell’Interno e voglio lasciare da parte le esasperazioni dettate a caldo».
Signor ministro, sabato sera quando si rovesciavano auto in strada e la polizia in via Padova era in assetto da guerra ha pensato a Rosarno, a una rivolta fuori controllo?
«Ci siamo attivati subito per tenere sotto controllo la situazione. Ho parlato con il prefetto, conosco bene via Padova, i suoi problemi e la grande capacità che ha Milano di integrare gli stranieri. Gli incidenti di sabato hanno avuto un pretesto banale degenerato in violenza collettiva. Ma non era una rivolta contro lo Stato. Certi sintomi di Rosarno li ho avvertiti due anni fa, nella stessa zona, quando l’assassinio di un giovane di colore da parte di italiani portò in strada migliaia di immigrati. Ecco, allora ho pensato alle banlieue francesi.»
Non teme che questo possa ripetersi?
«È un timore reale, che ci deve spingere a cambiare passo nelle politiche di accoglienza e di integrazione. Io dico: vanno espulsi i clandestini, ma non si risolve un problema come via Padova con i blitz e le camionette. La soluzione non è lo Stato di polizia».
Bisogna controllare meglio l’eccessiva concentrazione di immigrati in uno stesso quartiere?
«Il mix esplosivo di via Padova si è formato negli anni secondo un modello sociale che non ha voluto gestire un insediamento etnico. È importante evitare che una zona di città diventi estranea a chi ci vive, una sorta di territorio separato, di zona franca. Nel futuro dobbiamo evitare le concentrazioni etniche in un solo quartiere».
È una proposta o un progetto?
«È un nuovo progetto di integrazione. Adesso bisogna gestire, fare politiche di ricomposizione, mantenere insieme la città. E quando serve intervenire. Mi piace parlare di ristrutturazione, ma senza interventi repressivi. Non serve incendiare le piazze».
C’è già qualcosa di concreto, c’è una risposta ai residenti di via Padova e di quelle zone in cui i cittadini si sentono stranieri in casa?
«Chiederò subito a Roma una riunione con il ministero del Welfare, le Regioni, i Comuni, le associazioni di volontariato per affrontare questo tema: come garantire l’integrazione, attraverso le leggi, nei territori delle grandi città. Bisogna evitare che certe periferie diventino focolai di violenza, ma per questo si deve anche cambiare un modello di accoglienza sin qui adottato».
E qual è il nuovo?
«Dobbiamo inventarlo, definire le condizioni perché un extracomunitario regolare possa integrarsi davvero. In strada, l’altra sera in via Padova, c’erano tanti immigrati regolari, a Milano molti di loro sono diventati imprenditori eppure vivono ancora in una condizione di estraneità. Dobbiamo pensare che oltre al permesso di soggiorno, al lavoro, alla casa, ci sono altre condizioni che oggi mancano perché un’integrazione possa dirsi riuscita».
E i controlli contro l’illegalità, la mancanza di pattuglie in strada lamentata da chi vive nei quartieri a rischio?
«Rafforzeremo il presidio delle forze dell’ordine a Milano, anche in vista della nuova Questura di Monza. C’è uno stanziamento nella Finanziaria, anticiperemo l’invio di agenti a Milano, 170 uomini in tutto, per evitare che si ripetano casi come quello della scorsa notte. Ma sia chiaro che questa non è una militarizzazione ».
Lei sta parlando di prevenzione, di interventi per evitare che gli immigrati di seconda generazione finiscano per essere arruolati in bande, di sostegno a certe politiche di accoglienza con interventi della pubblica amministrazione per evitare il degrado. È il segnale di una svolta?
«C’è la necessità di un cambio di passo. C’è un modello sociale che non funziona, che va ricostruito. Con l’università Cattolica stiamo creando una rete permanente di monitoraggio delle realtà urbane per definire migliori politiche di intervento. Una di queste è proprio la gestione oculata degli insediamenti degli immigrati sul territorio».
In certi casi però si arriva quando ormai è troppo tardi.
«Questa è la realtà che dobbiamo affrontare oggi. Il prefetto di Milano ha ricordato che gli stranieri nel 1980 erano tremila e adesso sono 400 mila. C’è una bella differenza. E in via Padova il parroco dice che la zona è stata travolta da un afflusso incontrollato. La lezione dei fatti di sabato è questa: bisogna programmare e gestire gli interventi, senza criminalizzare ».
È un invito alla responsabilità degli amministratori comunali?
«Dobbiamo lavorare tutti insieme, cercare di evitare la concentrazione di etnie in una stessa zona, con il rischio di creare ghetti. Ma anche trovare nuove occasioni di integrazione per gli stranieri regolari»
Davanti a queste emergenze molti sindaci si sentono soli, abbandonati dallo Stato.
«Questo non deve accadere. So benissimo che i sindaci sono in prima linea, come lo è stato per anni quello di Padova, Zanonato. Parlo di uno lontano dalla mia parte che ha fatto bene il suo dovere, e quando si è reso necessario ha spostato 270 famiglie di stranieri da un quartiere all’altro per rompere una concentrazione di etnie che rischiava di diventare pericolosa ».
Il segretario del Pd Bersani accusa la politica del centrodestra, è un fallimento dice, governano tutto loro ma i risultati non si vedono.
«Sarebbe facile rispondere a Bersani che nel 2008 gli sbarchi a Lampedusa erano settemila e nel 2009 li abbiamo ridotti a tremila. Potrei anche ripetere quel che ha detto il ministro Gelmini: siamo arrivati a questo grazie al lassismo e al buonismo della sinistra. Ma vorrei evitare il rimpallo delle colpe. Una classe politica non deve usare miseramente questi temi per una campagna elettorale».
nchomsky
15 feb 2010 - 10:22 - #10Anche in Abruzzo le NanoBugie stanno finendo l’effetto narcotico, con brutti risvegli:
L’AQUILA - Centinaia di aquilani si sono ritrovati stamani in piazza con cartelli con su scritto “Io non ridevo” e “Riprendiamoci la nostra città”. Una protesta organizzata dopo le intercettazioni divulgate negli ultimi giorni relative all’inchiesta fiorentina sugli appalti del G8. I manifestanti hanno forzato un posto di blocco all’altezza dei Quattro cantoni, nel cuore della zona rossa, per entrare a piazza Palazzo, considerata inaccessibile. Le forze dell’ordine, dalla polizia all’esercito, hanno provato a impedire ai dimostranti, circa 300, di varcare le transenne, ma è stato inutile: al primo tentativo di forzare i blocchi, le persone al posto di guardia hanno preferito lasciar passare la gente per evitare disordini. Così i manifestanti hanno raggiunto piazza Palazzo, la stessa in cui un mese fa era stato celebrato un Consiglio comunale tra cumuli di macerie. Gli stessi cumuli su cui una decina di aquilani sono saliti, urlando la propria rabbia per non avere più a disposizione la loro città. Simbolicamente ogni persona ha preso con sé una pietra dalle macerie residue dai crolli del terremoto di aprile. “Non possono portarci via 700 anni di storia - ha commentato la docente universitaria Giusi Pitari, tra i manifestanti - è ora di riprenderci la nostra città. Siamo indignati anche di fronte all’assenza dei nostri rappresentanti istituzionali”. “Non ridevamo, non ridevamo quella notte - ha urlato un altro dei manifestanti, Stefano Cencioni - perché tra questi vicoli sono morte delle persone, e queste macerie ne sono la testimonianza”. Cencioni, un uomo sulla quarantina, ha voluto precisare che il suo “non è uno sfogo contro il sistema della Protezione Civile che tanto ha dato a questa città”. “Ho conosciuto volontari che hanno lasciato le loro attività anche in Sicilia e in Valle d’Aosta per venire ad aiutarci e la persona a capo di questo sistema non può essere una persona da condannare”, ha detto riferendosi a Guido Bertolaso. Molte sono state però le critiche rivolte al capo della Protezione Civile sollecitate da quei comitati cittadini vicini al Movimento ‘3e32′ che fin da subito non hanno risparmiato contestazioni al sistema del Dipartimento.
dodgechallengersrt-8
15 feb 2010 - 10:34 - #11#10 be di tutte le tragedie succede in italia questa è stata la meglio affrontata,
P.S. ti dice niente il terremoto nel belice?
william-wallace
15 feb 2010 - 11:49 - #12Qui non si è capita una cosa.
Sei un clandestino? FUORI DALLE PALLE.
Ci vuole l’esercito.
Sono razzista? Sì, sono razzista e me ne frego, va bene?
Gliela ripagate voi sinistroidi la macchina distrutta dai vostri amici immigrati?
E le leggi oltre ad esistere, devono essere applicate. Se i vostri amici giudici non hanno voglia di lavorare, siamo noi cittadini a pagarne le spese.
E adesso sotto coi meno per censurarmi. Più facile nascondermi che discutere, vero?
richard-benson
15 feb 2010 - 12:02 - #13ma se son anni che governa la destra li, che c’azzecca la sinistra? :)
help4desk
15 feb 2010 - 12:13 - #14Caro Patano, dovesti ricordarti che a governare Milano e’ sempre stata la tua “squadra di calcio” preferita, quindi se ti danno fastidio le auto ribaltate e bruciate, e i quartieri multietnici forse dovesti cambiare tifo.
Chi e’ causa del suo mal, pianga se stesso.
chico-mendez
15 feb 2010 - 12:14 - #15William, prova ad ascoltare gli italiani che abitano nella zona di viale padova (mia figlia va a scuola in via prinetti che guardacaso fa angolo con viale padova e quindi qualcosa ne so), prova a domandare quali sono i problemi, forse forse gli speculatori italiani che affittano con tariffe da strozzini i seminterrati per far dormire la gente? O magari quelli che affittano monolcali a 500 euro a cranio ad almno 10 persone…..tutte nello stesso monolocale…..
In una zona DIMENTICATA DAL CDX, dove De Corato si e’ beccato dei sonori fischi non appena ha avuto il coraggio di mettere i piedi in quella via, una citta’ dove non esiste piano regolatore, piano servizi, una citta’ gestita dal libero mercato che ha creato questi assurdi quartieri ghetto per italiani e migranti che hanno l’unica sfiga di non poter reggere i costi allucinanti delle case a milano..ADESSO GIU’ LA MASCHERA LEGHISTI E FORZITALIOTI LA VOSTRA POLITICA NON FUNZIONA, il vopstro concetto di isolamento, repressione non funzionaaaa le vostre ronde sono composte da 4 idi0ti incompetenti, i vostri capi fanno le ronde attorno alla loro sede dove non c’e’ problema………SVEGLIA MILANESI I HANNO DISTRUTTO UNA CITTA’ QUESTI 4 RAZZISTI DEL MENGA
dodgechallengersrt-8
15 feb 2010 - 13:02 - #16#15 vorrei ricordarla che gli scontri sono avvenute fra due fazioni di extracomunitari per un accoltellamento , quindi non si può dare(sempre) la colpa agli italiani.
P.S.Milano,Bossi:”No ai rastrellamenti”
help4desk
15 feb 2010 - 13:09 - #17Quoto Chico, Milano e’ una citta’ lasciata al DIO MERCATO (ai DANE’).
E il DIO MERCATO fa si’ che i giovani italiani scappino da Milano, dove i prezzi degli affitti e delle case sono assurdi.
E chi ci entra? Finiti gli studenti universitari piazzate in postacci assurdi, ci sono solo gli extracomunitari che possono dormire in dieci in un bilocale, e pagare le esosissime cifre richieste. E poi ci si lamenta che la citta’ diventi piena di stranieri. Ma dove vivono questi politici? Appena scesi dall’elicottero si sono degnati di rendersi conto di che zone hanno creato in vent’anni di berlusconismo milanese?
Ma che credete pure che il bimbetto wallas paghi l’affitto e capisca queste cose?
E’ ancora tutto figlio di cotanto babbo e stara’ mantenuto in cameretta fino a quarantanni come fece il suo Idolo Bossi, altro “bamboccione”.
Chi invece vive nel mondo senza il comodo scudo di mammina, queste cose le vede, e le paga ogni giorno.
Invito il bimbetto a fare una ricerca su secondamano degli affitti di Milano, e confrontarli con lo stipendio medio italiano (NON ovviamente la sua paghetta), millecento euro. A quel punto puo’ tranquillamente comprendere la ragione per cui la citta’ sta diventando un bazar mediorentale.
E, finiti i suoi ridotti pensieri, domandarsi se forse QUALCUNO al potere (anche della sua squadra di calcio) NON ABBIA SBAGLIATO QUALCOSA.
Ma probabilmente mi illudo
runaway
15 feb 2010 - 13:10 - #18Popolo leghista, è forse il momento di fare autocritica, piuttosto che tirare fuori sinistra e magistratura (??? commento12….), che a sto giro ci si fa una figura tra il magro e il ridicolo, per restare nel campo della gentilezza…
Posto che a Milano e provincia c’è una tradizione di destra lunghissima, che per certi versi sta anche bene, per altri si è dimostrata più che altro impotente…
Il quartiere di viale Padova fa schifo….ma non tanto per gli immigrati…perché faceva già schifo 10 anni fa e anche 15, è una zona di Milano lasciata a sé stessa, dove non esistono politiche sociali…di nessun tipo…non c’è cura dello spazio urbano e di chi ci vive, è una zona di confine della quale ci si è semplicemente dimenticati….se non ci pensa l’amministrazione a intervenire in situazioni di questo genere, chi deve farlo? Perché dire “via tutti gli immigrati” e poi non fare un ca**o è molto più semplice che pensare e attuare dei piani di sviluppo…
chico-mendez
15 feb 2010 - 13:38 - #19Dodge, anche se l’accoltellamento e’ “forse” (mancanoi riscontri) avvenuto tra sud americani e un egiziano (quindi non guerra tra bande ma solo atti di cultura macista quindi ben vicina alla destra italica del celodurismo), resta il fatto che se viale padova e’ in quelle condizioni, se carlo Imbonati e’ in quelle condizioni, se Paolo Sapri (sono tutte vie milanesi) e’ in quelle condizioni, lo si deve ALLA MANCANZA DI UN PIANO REGOLATORE, DI UN PIANO SERVIZI che l’inefficiente giunta di cdx da 20 anni almeno non approva, non crea, non elabora, il tutto e’ lasciato al piu’ becero dei mercati, quello liberista, quindi il piu’ stupido e privo di razionalita’.
stefano1966
15 feb 2010 - 13:51 - #20Ripeto quello già detto.
Unica soluzione.
Quello che ha detto Salvini.
Bossi e Maroni stavolta troppo politicamente corretti.
Troppo,ma tanto troppo.
Via i clandestini e requisizione delle case ai proprietari che affittano in nero.
Le case requisite che vadano al comune che poi le mette in affitto a prezzo calmierato per i bisognosi italiani.
chico-mendez
15 feb 2010 - 14:13 - #21STEFANO DIMENTICHI CHE TU NON VIVI A MILANO E NON SAI COSA SIANO LE POLITICHE LEGHISTE……accozzaglia di dichiarazioni prive di efficenza e di raziocinio, RISULTATO: L’ATTUALE CONDIZIONE DI MILANO
help4desk
15 feb 2010 - 14:28 - #22Stefano chi ha avuto la sfortuna di conoscere personalmente Salvini lo considera per quello che e’, e ti assicuro che non trovo aggettivi abbastanza dequalificanti. Uno che vorresti istintivamente riempire di botte appena apre bocca. Lasciamo perdere va!
Bossi e Maroni sono al governo, quindi hanno il compito non di abbiare alla luna ma di trovare soluzioni. E qui finisce tutto cio’ che hanno da dire sull’argomento, visto che i loro neuroni non sono attrezzati per la risoluzione dei problemi cercano di cavarsela mandando qualche poliziotto in piu’. E fregandosene di tutto come al solito.
Fino al prossimo morto
stefano1966
15 feb 2010 - 14:48 - #23Certo,io non vivo a Milano.
Noto che anche a Siena è morto uno analogamente ma non ha fatto notizia.
A ferrara uno è stato trovato morto in strada completamente nudo ed aveva già avuto problemi,ora i suoi problemi sono finiti.
Questi non fanno notizia.
Io esco e sento i miei concittadini che votano a sinistra,si,ma oramai sono stanchi.
Stanchi del buonismo.
Questa ipocrisia dell’integrazione fatta al contrario durerà ancora poco.
Se non ne siete convinti non ci posso fare nulla.
Se non ci credete,lo vedrete.
chico-mendez
15 feb 2010 - 14:55 - #24Stefano non prendere per il cul0, ti ho menzionato il ragazzo di verona apposta, solo che adesso questa e’ guerra tra bande, ma invece e’ un atto di macisti di destra (i sudamericani macisti sono di destra bello mio) contro un ragazzo che casualmente era egiziano……….ripeto BUONISMO UN PAR DI C@ZZI A MILANO C’E’ REPRESSIONE DURA EPPURE QUESTI SONO I RISULTATI PER LA POLITICA DISENNATA DELLA LEGA leggiti le cronache milanesi impara adall’esperienza di chi viveva in una citta’ davvero accogliente stravolta da dei pezzi di m3rda in camicia verde….