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Puttanocrazia: sesso & potere da Berlusconi a Bertolaso

Pubblicato: 16 feb 2010 da V.

Commenti dei lettori

bertolaso ripassatina

Ogni tanto succede qualcosa che ci fa capire che non cambia mai niente: che il sesso, resta il motore universale, un po’ come qualcuno sosteneva che fosse l’amore. Guido Bertolaso, coinvolto in una vicenda di “ripassatine”, scandaletti e appalti, è solo l’ultimo a finire nel cortocircuito tra vizi privati e pubblici poteri.

Per tutta l’estate, eravamo stati martellati dalla vicenda Berlusconi - Noemi Letizia, poi dalla escort Patrizia d’Addario e le sue registrazioni in cui il cav. la invitava a “toccarsi di più”, e ancora, abbiamo vissuto il caso Piero Marrazzo, con i trans, la cocaina, il sottobosco di chi preferisce il trans alla escort. Sempre amore a pagamento è, non ci vedo questa enorme differenza etica, se stai tradendo tua moglie.

Sei disprezzabile in entrambi i casi: ma il meccanismo che trascina questi scandali allo scoperto, poi, non porta a niente. I sex scandal, in Italia, non portano a nulla. Non portano a nulla le condanne per concorso esterno in associazione mafiosa, volete che avere rapporti sessuali a pagamento affondi una carriera politica? Ma per carità: vediamo…

Vediamo di tornare indietro: pensiamo a Bettino Craxi e Moana Pozzi, per esempio, e a un libro, La filosofia di Moana, in cui il segretario socialista veniva addirittura recensito - prende un 7,5 per la cronaca - dalla regina delle pornostar di ogni epoca. Il volume, edito a spese di Moana - si dice una sessantina di milioni dell’epoca - e stampato in ventimila copie, è oggi un pezzo raro.

Uscì nel 1991, senza una distribuzione degna di tal nome, e finì nel nulla: niente scandali, niente richiesta di dimissioni, niente di niente. Ci avrebbe pensato Tangentopoli, l’anno successivo, a spazzare via lo spazzabile - che abbiamo tutti visto uscire dalla porta e rientrare dalla finestra con il partito dell’attuale maggioranza, il Popolo della Libertà.

Eppure, anche fosse uscita, quella storia non avrebbe fatto (ac)cadere nulla. Se volete leggervelo, il libriccino di Moana, eccovi il link al pdf. Più temuto nei decenni scorsi, ma anche più nascosto da una cappa omertosa, lo scandalo sessuale in Italia viveva di allusioni, di parole a mezza bocca: raramente di prime pagine che raccontavano nei minimi dettagli orgasmi e altro, come oggi.

Il perbenismo democristiano, i costumi austeri del PCI, erano tutte cose tremendamente distanti da tutto questo: si andava a prostitute - allegoricamente - sì, ma c’era anche il buonsenso di fare il tutto senza farsi beccare. La squalifica, trenta o quarant’anni fa, sarebbe stata a vita. Oggi non accade nulla: anzi, a volte, è un vanto.

Non accade nulla, in Italia, nel caso in cui siano coinvolti un uomo e una donna: Silvio Berlusconi ha liquidato la faccenda spiegando di non essere un santo, ed è finita lì. Festini, foto con falsi matrimoni lesbo a Villa Certosa, escort a Palazzo Grazioli, tutto finito. Ehi amici, non sono un santo! Ed è finita lì. Amici come prima.

Per Piero Marrazzo invece, non è affatto finita lì, ma va detto che le due vicende hanno ben poco in comune: non tanto perché in un caso ci sono di mezzo escort, e in un’altra transessuali, ma perché da un lato ci sono due morti quantomeno sospette - Gianguerino Cafasso e Brenda - dall’altra, lo stile di vita ridanciano, alla Ugo Tognazzi fuori tempo massimo, del premier.

Per Guido Bertolaso? Ancora un’altra storia: perché se per Berlusconi lo scandalo sessuale è una carta da giocare, una carta utile, perché lo mette nella luce in cui gli italiani che lo amano vogliono vederlo, per Bertolaso, non è così. Figlio di un generale dell’Esercito - smentiamo la leggenda che sia nipote di Ruini - Bertolaso non è Berlusconi, per quanto i due si stimino.

Per questo motivo, conversazioni come quella qui sotto, per Berlusconi sarebbero motivo di vanto, mentre per Bertolaso sono effettivamente uno “scandalo”

“Senti hanno lasciato acceso il benessere… c’hai fatto caso? Perfetto, verifica che sono andati via tutti quelli del centro estetico. Senti mi verifichi un attimo se c’abbiamo un bikini tipo brasiliano un po’ stretto… per questa? Lì al magazzino”. E una volta terminato l’incontro: “Allora bisogna andare a sistemare il centro benessere, che ci sta lo spumante in giro e tutto quanto e questa è già pronta che deve andare via… intanto leva quello lì… e giusto la bottiglia, il doppio calice. Butta tutto. Fra quanto lo posso mandare giù quello della sicurezza?”

La vicenda Bertolaso credo che si chiuderà con un nulla di fatto, almeno per lui. Ma è lo scenario della classe politica italiana, per quanto ne possa importare agli elettori che ne esce in una maniera sconfortante. Scrivendoci tra noi autori, mi sono piaciute queste considerazioni di uno dei polisbloggers:

L’Italia sembra il set di un colossale film di Alvaro Vitali o Lino Banfi: un Paese popolato e amministrato da un esercito di mezze calzette che cade perchè non riesce a tenersi l’uccello nei pantaloni e, soprattutto, perché non riesce a tacere. Un esercito di chiacchieroni, banfoni, spacconi, ganassa, quaquaraqua che non hanno nemmeno la capacità di fare le porcate con stile e discrezione. Un esercito di caratteristi da film erotico anni ‘70 o da giornaletto porno coevo stile Corna Vissute.

Il delitto Montesi aveva una sua statura luciferina che lo colloca nella lunga lista dei “misteri” italiani, seppur in chiave minore. Le cronache degli ultimi anni ci restituiscono ormai uno scenario da commedia dell’arte declinata in tutti i campi della vita civile e politica. Un popolo può affidare il proprio Paese al Ruzzante, al Banfi dei film con la Fenech o al Lando Buzzanca del Merlo Maschio? A quanto pare sì, se anche la maggioranza degli elettori si rispecchia in queste macchiette.

Chissà se era questo che intendeva Licio Gelli quando nel piano di rinascita scriveva che l’Italia non poteva pretendere di diventare una socialdemocrazia scandinava.

Licio Gelli ha visto il suo piano realizzato punto per punto. Ma al di là di questo però, non sono gli scandali sessuali a preoccupare Berlusconi: in questi anni, in quest’epoca, non scandalizzano nessuno - per carità: purché siano scandali rigidamente eterosessuali. Né preoccupano Bertolaso, che vedrete, uscirà indenne da questa storia. Sono gli arresti per corruzione: per qualcuno, tira aria di nuova Tangentopoli:

È dunque questa la vera emergenza che Silvio Berlusconi si trova ad affrontare: il rischio che sia alle porte una «nuova Tangentopoli», o che comunque si faccia strada ormai questa convinzione tra gli italiani. Il rischio che il malumore per una classe politica che, come dimostrano i sondaggi, viene percepita sempre più lontana, privilegiata, smodata negli atteggiamenti pubblici e privati, finisca per penalizzare governo e maggioranza. Il rischio infine che, si è sfogato il premier in una delle sue tante telefonate di ieri, «casi di corruzione spicciola, di piccole volpi colte a rubare nel pollaio» facciano perdere consensi anche «a me che non ho mai rubato una lira»

Sesso, potere & denaro: come più o meno da sempre nella storia dell’umanità.

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13 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di ice

    ice

    16 feb 2010 - 11:59 - #1
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    @ V.
    ti concedo l’uso del neologismo “meretriciocrazia”
    che bel si collegaga con la tanto sbadierata meritocrazia imprenditoriale

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    16 feb 2010 - 12:16 - #2
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    TRAVAGLIO:

    Quelli della banda dei Bertoladri non erano preoccupati dell’opposizione politica, erano preoccupati di possibili magistrati o giornalisti che ancora facciano il loro mestiere e questo devo dire per chi fa il giornalista è incoraggiante perché vuole dire che non ci siamo ancora ridotti tutti quanti al silenzio, a 90°, c’è ancora qualcuno di noi che spaventa questi signori, questo lo trovo motivo di speranza insieme al fatto che c’è ancora qualcuno che ha paura dei magistrati, vuole dire che ci sono ancora magistrati che fanno paura e questo naturalmente visti chi sono quelli che ne hanno paura, è altrettanto incoraggiante.

    Aggiungo un’ultima cosa, alcuni dei personaggi che vengono fuori da questa inchiesta, non sono nuovi, qui noi siamo nel paese che non digerisce mai nulla, che rumina tutto, che mangia, deglutisce, vomita, rimangia, deglutisce ma non digerisce mai. Per cui abbiamo sempre questi che ritornano fuori e passano da un’inchiesta all’altra, magari a distanza di anni e si scopre che quello che si era scoperto su di loro nell’inchiesta precedente non solo non è bastato per metterli da parte, ma ha fatto fare loro carriera perché magari sono stati zitti e quindi hanno salvato qualcuno e adesso lo ricattano.

    Travaglio a Passaparola parla di Bertolaso & C.:

    http://www.voglioscendere.ilcannocchiale.it/2010/02/15/la_diretta_con_marco_travaglio.html

  • Profilo di keolo

    keolo

    16 feb 2010 - 12:21 - #3
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    Il punto é quale classe dirigente possiamo scegliere.
    E non vedo novità in giro, ci sono sempre gli stessi, senza idee, senza valori, pronti a vendersi per mille euro e una ristrutturazione per la casa delle vacanze.
    Ognuno pronto a coltivare il suo piccolo orticello, saltano da un partito all’altro, si uniscono solo quando si deve votare qualcosa che rimpingui il loro portafoglio.

    Sono pessimista, la via d’uscita non c’è.
    Quale differenza nota un ricercatore, un ragazzo che fa il master, un operaio, se vota PDL o PD ? La politica sociale è fumosa, si ricorre allo slogan manca la sostanza.

    Non voglio fare il solito qualunquismo odioso, non dico che siamo condannati al declino, ma alla stagnazione..quella non ce la toglie nessuno.

  • Profilo di seal

    seal

    16 feb 2010 - 12:47 - #4
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    Travaglio ha sollevato una cosa giusta: è morta la politica. Non esiste più un’opposizione, mi rimane difficile pensare però che siano spaventati dalle inchieste giornalistiche, spudoratamente pilotate per essere imparziali.

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    16 feb 2010 - 13:24 - #5
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    Una via d’uscita “normale” non c’e', non si vede proprio al momento.
    Tutti si sono uniformati verso il basso, per cui spicca chi e’ meno sporco, non chi e’ piu’ pulito, chi e’ meno incapace e non chi e’ piu’ capace.
    C’e’ una sensazione di decandenza diffusa stile “fine impero romano” o “fine monarchia francese” dove i privilegiati invece di guardare verso il basso continuavano a farsi gli affari loro e incuranti dello stato delle cose continuano a tirare la corda della pazienza delle persone non privilegiate…

  • Profilo di macleod

    macleod

    16 feb 2010 - 13:34 - #6
    -2 punti
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    a destra preferiscono le pùttane, a sinistra i trans… eh eh.. a ognuno il suo!!!

  • Profilo di fc77

    fc77

    16 feb 2010 - 13:39 - #7
    0 punti
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    verci davvero? allora frattini è passato al pd?

  • Profilo di terrone57

    terrone57

    16 feb 2010 - 14:43 - #8
    2 punti
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    mcleod
    e quale sarebbe la differenza tra l’andare a put…tane e andare a trans?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    16 feb 2010 - 15:01 - #9
    1 punto
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    6-
    A parte che un ministro dell’attuale governo (uno che ama così tanto le vacanze da fare le videoconferene pur di non tornare prima) pare piacergli trovare il batacchio sotto le gonne a campana Ognuno è libero di fare sessualmente quello che vuole (se sono tutti maggiorenni e consenzienti) basta che non usino i soldi “nostri” per levarsi le loro “voglie”.

    Luxuria è un trans ma come politico era meglio della maggioranza dei colleghi parlamentari anche di quelli super-etero…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    16 feb 2010 - 15:04 - #10
    0 punti
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    Bertolao Meravigliao (di Marco Travaglio)

    Un nuovo genere letterario si afferma sui giornali: il dadaismo informativo. Prendete il Geniale di Feltri. Delle migliaia di carte e intercettazioni dell’inchiesta giudiziaria se ne frega: ha già deciso, ipse Littorio dixit, che “Bertolaso non c’entra”. Chi lo dice? “Una controinchiesta dei nostri eccellenti cronisti investigativi Chiocci e Malpica chiarisce ogni dubbio. Mette il cuore in pace e restituisce fiducia in un uomo diventato simbolo di efficienza e tempestività del governo”. Le intercettazioni? “Ingannevoli per definizione”. Ciò che conta sono Chiocci e Malpica, mica bruscolini. Ai giudici non resta che “prenderne atto riconoscendo, si spera, di aver agito con troppa disinvoltura”. Tutte balle anche gli allegri festini al centro benessere sulla Salaria documentati dalle telefonate: nient’altro che “una onesta lavoratrice specialista nella rivitalizzazione di muscolature ingrippate, da molti richiesta per sistemare schiene dolenti”. O meglio: “Una bonazza fu davvero messa a disposizione di Bertolaso (da un imprenditore), ma questi la respinse con perdita, acquisendo il diritto all’assegnazione di una medaglia al valore, giacché rifiutare una brasiliana nel pieno della giovinezza è prova di eroismo”. Siamo tutti più tranquilli e pazienza se le intercettazioni – “ingannevoli per definizione” – dalle quali si desumerebbe tutt’altra storia. Telefonate che immortalano la memorabile serata del 14 dicembre 2008, mentre il Tevere esondava e San Guido giungeva trafelato e superscortato allo Sporting Village chiuso al pubblico e riservato in esclusiva alla protezione civile della sua muscolatura ingrippata e della sua schiena dolente: un Grande Evento. E’ a questo scopo che Simone Rossetti, il factotum di Anemone, si dava un gran daffare con Regina Profeta, già ballerina del Cacao Meravigliao arboriano, per assicurare la presenza di “due signorine di qualità, non due stelline del ca22o” da agghindare con “bikini di tipo brasiliano un po’ stretto”. Già, perché ogni rivitalizzazione bertolasa si trasformava in una grande opera da far impallidire due G8, tre campionati di nuoto, tre Expò, mobilitando decine di addetti in assetto antisommossa. Uno accendeva le luci, uno le spegneva, uno chiudeva porte e finestre, uno procacciava le signorine di qualità, uno procurava il bikini, uno attivava la sauna, uno innescava “la talasso”, uno si occupava dell’“aspirazione”, uno attendeva con ansia di ripulire la scena del delitto da eventuali profilattici dimenticati affondando le mani nei cestini della spazzatura (un esperto di emergenza rifiuti, giunto appositamente dall’Alto commissariato di Napoli), uno aspettava fuori “al parcheggio” intrattenendo la scorta, insomma faceva da palo e comunicava in presa diretta ad Anemone lo stato di avanzamento lavori con apposite walkie-talkie da Emergenza Bikini. Dall’interno giungevano notizie frammentarie, subito commentate e diramate via telefono minuto per minuto: “E’ tutto in atto… da un’oretta… l’ho messo subito a suo agio… l’appuntamento sta andando bene… ancora niente… appena esce ti chiamo…”. Ore 23.04 il dado è tratto. San Guido ha finito. Monica rassicura Regina che è rimasto “contento”. L’allegro squadrone addetto alla rivitalizzazione tira un sospiro di sollievo. Anemone esulta: “E’ come se avessimo guadagnato 500 punti”. Bingo! La famosa patente a punti. Ma c’è un ultimo problema: Bertolao Meravigliao si perde nel dedalo dei corridoi e rimane prigioniero per qualche lungo, interminabile minuto. “Come esco, Simone?”. Con scattante efficientismo Rossetti organizza i soccorsi di pronto intervento: “Sì, allora, guarda, c’è direttamente sulla destra o sulla sinistra. Vicino a una delle porte. Vicino a una rotella. Hai visto? Gira quella verso sinistra. Comunque sto venendo giù con la chiave”. Tutto è bene quel che finisce bene. La squadra della Prostituzione civile Spa si allontana in forze a passo di leopardo nella notte, lanciatissima verso nuove mirabolanti emergenze.

  • bissis

    16 feb 2010 - 15:10 - #11
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    “a destra preferiscono le pùttane, a sinistra i trans… eh eh.. a ognuno il suo!!!”

    andrà bene come battuta per le scuole ma come questa cosa possa venire a vantaggio di TE cittadino tanto da ridacchiarci sopra, resta un mistero

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    16 feb 2010 - 15:51 - #12
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    bissis ssst che se si sveglia e si accorge che da anni lo usano come un trans poi magari ci resta male :)

  • Profilo di sempernemo

    sempernemo

    16 feb 2010 - 15:56 - #13
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    Ciao Bissis e Chico!!! Quoto!!