Più di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi “fiuta” l’aria e sente odore di tempesta.
Il Senatur fa accantonare la Spa sulla Protezione civile, dimostrando che è lui a tirare i fili di un governo sotto pressione per la bufera giudiziaria che si è abbattuta su Bertolaso (difficilmente resterà al suo posto) e si frega le mani nel vedere il Premier impantanato, prendere sberle e non reagire.
Di questo passo, Bossi sa bene che sarà la Lega a raccogliere i frutti alle prossime Regionali. Frutti che matureranno oltremodo in seguito, dando al leader del Carroccio non più solo il diritto di veto ma quello di marcare il cammino del governo. Insomma, i classici due piccioni (Berlusconi e Fini) con una fava.
La patata bollente Bertolaso, la “bombetta” Verdini, le tangenti di Pennisi (iceberg di una nuova “Duomo connection”?), tutte le inchieste in corso e altre annunciate, rischiano di fare degenerare la situazione, fino a condizionare la campagna elettorale e il risultato delle urne, a danno del Pdl.
Si allarga a macchia d’olio l’idea che il “berlusconismo” ha alimentato la illegalità “gelatinosa”, è un sistema per i “liberali” avidi, più “furbi” dei “furbi”, al di fuori di regole e leggi, retto sulle bustarelle, sulle leggi ad personam, sui commissari straordinari, sulle emergenze senza fine, un sistema basato sui deputati nominati, sul populismo e sulla ricerca spregiudicata e demagogica del consenso, tutto ad uso e consumo del padre/padrone e della sua corte.
Basta che un anello (Bertolaso) ceda e salta l’intera catena.
Berlusconi teme adesso il contraccolpo di una nuova Tangentopoli, di una nuova “questione morale”, lo sfarinamento dell’ideologia dell’uomo solo al comando. Poco importa se il volano del crack è la “giustizia ad orologeria” o il coperchio che esplode perché la pentola è colma.
In altre parole, Berlusconi, leone in gabbia, ha paura che si stiano accendendo nuove micce per fare esplodere “bombe” devastanti.
Bossi, sornione, osserva. E, paziente come il vecchio saggio cinese, attende sulla riva del fiume.
asterio
16 feb 2010 - 11:50 - #1Che situazione di melma…. se davvero il pdl scoppiasse (ma ne dubito, il Pdl è lì perché sotto ha il suo sistema di ridistribuzione del “fieno” raccolto in alto nella mangiatoia statale) il pd, pervaso da problemini mica tanto diversi non è pronto a subentrare perché anch’esso affetto da qualche problema morale, l’IDV (parere personale) non mi convince e Di Pietro sembra più furbo che santo. Chi ci guadagnerà allora alle elezioni? la Lega che sembra, nonostante tutte le teste calde che si porta dietro e gli ideali a dir poco beceri, essere riuscita comunque a mantenere le mani abbastanza lontane dal miele da non restare invischiata, il movimento 5 stelle (ci credo poco, se non appari in TV oggi in Italia non sei nessuno) o gli estremismi di sinistra?
Comunque vada sarà un successo……
felix-the-cat
16 feb 2010 - 12:09 - #2Un voto alla lista Cinque Stelle non la butterei…
terrone57
16 feb 2010 - 12:28 - #3ma cosa ci aspettavamo dai cortigiani del cavaliere?
che fossero tutti onesti servitori dello stato?
se lui per primo se ne sbatte altamente i cogl….ioni delle regole……delle leggi…della costituzione e via cantando…..
se la testa del pesce puzza……….pensate che il resto sia commestibile?
macleod
16 feb 2010 - 12:33 - #4di sicuro i voti persi al pdl, non andranno a sinistra, quindi Lega e qualche all’UDC… ma votare ad oggi UDC vuol dire non votare nulla visto che è un partito senza ideologia… quindi a destra ci sono solo due partiti, Lega e Pdl.
alc0r
16 feb 2010 - 12:39 - #5I voti persi dal PDL (100%) andranno:
55% LN
20% UDC
25% astensione/bianca/nulla/altro
chico-mendez
16 feb 2010 - 14:43 - #6macleod i voti persi della PdL andarnno in astensione e l’astensione sara’ la vostra ecatombe :) come sempre del resto, voi siste i partiti del nulla del niente del non facciamo del rubiamo finche’ non ci scoprono e i fatti attuali lo dimostrano
jacques-de-molay
16 feb 2010 - 16:17 - #7@MacLeod
I voti degli exAN sono già andati alla lega, bossi da questa situazione ci guadagna e basta!
l’unica alternativa al berlusconismo/antiberlusconismo è l’udc.
Piero M
16 feb 2010 - 22:26 - #8I voti dei delusi dal Pdl andranno per grandissima parte in astensione, e solo in piccola parte si sposteranno su altri partiti (più Lega che Udc)