Il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, lo aveva detto all’indomani della designazione di Vincenzo De Luca a candidato del Pd (e dell’Italia dei valori) alla carica di presidente della Regione Campania: “Il Pd ha consumato sulle primarie una vera e propria farsa. L’unico nome rimasto in lizza è per noi improponibile”.
Una scelta che ha portato Ferrero e la Federazione della sinistra (Prc, Pdci, Sinistra 2000) a criticare fortemente anche Antonio di Pietro (e la sua svolta di Salerno), reo di aver accettato di sostenere un candidato sulle cui spalle gravano inchieste e sospetti.
L’ultimo atto della rottura tra Sinistra e Pd in Campania dovrebbe consumarsi questo pomeriggio, quando Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi e Gianpaolo Patta terranno una conferenza stampa per lanciare - con molta probabilità - la candidatura dello stesso Ferrero a presidente della Campania.
steve-robinson-hakkabee
17 feb 2010 - 09:41 - #1Ancora con “sinistra” allora vogliono proprio perdere. Che si cerchino altri termini, tipo “a difesa dei lavoratori”, progressisti….
nchomsky
17 feb 2010 - 09:56 - #2CAMPANILISMI:
Da quando Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno ed ex deputato Ds, è stato candidato dal Pd e dall’Idv a governatore della Campania nonostante i due rinvii a giudizio per associazione per delinquere, concussione, truffa e falso, si scoprono ogni giorno notizie interessanti. Anzitutto che il candidato del centrosinistra è un estimatore di Bertolaso e di Berlusconi. Del premier ammira “l’autenticità: è esattamente come si presenta, rifiuta ogni doppiezza, Io trovo apprezzabile”, mentre disprezza “le classi dirigenti” del centrosinistra, affette da “doppiezza e ipocrisia”, escluso se stesso s’intende. Non sopporta neppure Grillo, De Magistris e padre Alex Zanotelli, che minaccia financo di denunciare. Si definisce “rappresentante della destra europea”, ma poi scavalca anche quella, minacciando di “prendere a calci nei denti e buttare a mare” gli immigrati irregolari. Insomma, è un inflessibile tutore della legalità, ma solo in casa d’altri. In casa sua è decisamente più elastico. Infatti l’intera famiglia De Luca è nei guai con la giustizia: la moglie Rosa Zampetti è sotto processo per falso e abuso per aver presentato carte taroccate per vincere un concorso di sociologa Asl; e il figlio Piero è sotto inchiesta per reati fiscali a proposito di consulenze legate a due società vicine alle Manifatture Cotoniere Meridionali (al centro di uno dei due processi a De Luca padre). Per strappare l’appoggio di Di Pietro, De Luca s’è impegnato con lui a dimettersi “in caso di condanna”. Ovviamente intendeva condanna di primo grado: in caso di sentenza definitiva le dimissioni sarebbero superflue, visto che per legge i sindaci, i presidenti di Provincia e di Regione condannati per reati contro la Pubblica amministrazione devono lasciare obbligatoriamente la poltrona. Resta da capire come possa dimettersi De Luca se condannato in uno dei due processi, visto che di entrambi si proclama “orgoglioso”. Ne ha addirittura pubblicati gli atti (solo quelli che fan comodo a lui, si capisce: le intercettazioni che la Camera non autorizzò i giudici a usare restano top secret) sul suo sito Internet, a mo’ di “sfida della trasparenza e della moralità”. Ma c’è una notizia che De Luca si guarda bene dal diffondere: una condanna in primo grado l’ha già subita. la prima condanna di un pubblico amministratore per gli scandali della monnezza in Campania è stata emessa proprio nei confronti suoi e dell’ex sindaco Mario De Biase il 25 giugno 2004 dal giudice Emiliana Ascoli: 4 mesi di reclusione e 12 mila euro di ammenda a De Luca e 6 mesi e 16 mila euro a De Biase per aver violato le norme igienico-sanitarie del decreto Ronchi autorizzando lo sversamento di rifiuti (una montagna di 20 mila tonnellate) in un sito di stoccaggio provvisorio e abusivo a Ostaglio, una piazzola a ridosso della Salerno-Reggio Calabria. Discarica sequestrata dai giudici in quanto “abusiva” e “priva di autorizzazione” dopo che per due giorni e due notti, nell’agosto 2001, aveva preso fuoco avvelenando con una nube tossica l’aria respirata da 50 mila abitanti, mettendo in fuga cittadini e bagnanti e paralizzando il traffico dell’esodo estivo sull’autostrada maledetta. Condanna rimossa da tutti, anche da De Luca, che l’altro giorno ha raccontato al Comete di essere stato 16 volte indagato e 16 volte assolto. Strano, visti i tre processi in corso a suo carico. Il 26 gennaio 2010, nel processo di appello per la discarica abusiva, il pg Ennio Bonadies ha comunicato che il reato contestato ai due imputati è prescritto. De Biase ha detto di voler rinunciare alla prescrizione per essere assolto nel merito. De Luca pare di no. Se ne saprà di più il 18 giugno, quando parleranno i difensori degli imputati. Resta da capire cosa aspetti De Luca a pubblicare la sentenza sul sito, per completare “la sfida della trasparenza e della moralità”. O almeno di informarne Di Pietro e di dimettersi all’istante. Perché, come ha detto lui stesso, un condannato in primo grado se ne deve andare. O no?
stefano1966
17 feb 2010 - 12:03 - #3Ma l’avete visto ieri sera a ballarò che bel siprietto Bertolaso-Di Pietro?
In sottofondo e anche un paio di volte inquadrato,si sentiva Bertolaso che diceva a Di Pietro “dillo,dillo,che lo sai anche tu che è così” e poi si vedeva Di Pietro che ammiccava a Bertolaso stringendogli la mano in segno di comprensione.
nchomsky
17 feb 2010 - 12:09 - #44-
Per concludere vorresti dire:
Dato che lo schifo è bipartisan teniamoci tutto così com’è in nome del “mal comune mezzo gaudio”?
stefano1966
17 feb 2010 - 12:16 - #5@ utan
No,mal comune mezzo gaudio un cacchio.
Se sottovoce Bertolaso dice una cosa a Di Pietro e Di Pietro gli sorride e gli prende la mano amichevolmente vorrei capire cosa si stanno dicendo.
Io mi aspettavo un Di Pietro assolutamente più “duro”.
Invece ha detto una frase che mi ha fatto molto riflettere.
Io quando ero ministro ho cercato di togliere certe cose e Bertolaso ha cercato di toglierle dall’altra parte,ce l’hanno fatta pagare a tutti e due.
Cioè?
stefano1966
17 feb 2010 - 12:39 - #6Si riferivano al tentativo di entrambi di togliere gli arbitrati.
“hanno fatto secco pure a me”.
La frase di Di Pietro.
Stringendo la mano a Bertolaso in segno di solidarietà.
chico-mendez
17 feb 2010 - 14:23 - #7Stefano ogni tanto mi stupisci ci sei arrivato……..hai presente il decreto “pogetto italia” e “grandi eventi ” cosa prevedevano?
stefano1966
17 feb 2010 - 15:01 - #8Ma quale onore.
Stavolta sono stato addirittura promosso sul campo.
Ci sono arrivato….
6tigre
17 feb 2010 - 19:08 - #9questo ferrero lo vorrei far conoscere ad un mio amico il quale gli manca il braccio sinistro perso sul lavoro::::::::::::::::::::::Ferrero ma và::::::::::
hungry-man
18 feb 2010 - 07:17 - #10@9 embe’?