
Oggi, se avete avuto sotto gli occhi Libero, avrete letto quanto scrive Mariastella Gelmini, Ministro dell’Istruzione noto ai più per la riforma scolastica che porta il suo nome: è tutto un arrampicarsi un po’ sugli specchi per spiegare agli italiani - o quantomeno, agli italiani che leggono Libero, che fa circa 100mila copie - che no, non c’è nessuna Tangentopoli imminente.
Di certo no: di certo c’è che ci sono alcune indagini. Come quelle di Milano, capitale del centrodestra, una città con un Sindaco di centrodestra, e altrettanto allineata a centrodestra in Regione e Provincia. Mesi fa, furono coinvolti Giuseppe Grossi e Rosanna Gariboldi, pezzi grossi dell’affarismo PdL - area ciellina, in un’inchiesta per la quale si sprecò subito il nome “Tangentopoli Milano Santa Giulia“.
Più recentemente, settimana scorsa, è stato arrestato, sempre a Milano, Camillo “Milko” Pennisi: l’ex consigliere del Pdl ed ex presidente della Commissione urbanistica in consiglio comunale, è stato colto in flagranza di reato mentre intascava una mazzetta di 5mila euro da un imprenditore edile cui doveva sbloccare una pratica. Lo stanno interrogando ora…
Evocare la parola “Tangentopoli”, può far partire due tipi di emozioni: per la maggior parte degli italiani, Tangentopoli è stato un momento di liberazione collettiva, di scioglimento di tensioni pluridecennali, di parole, di voci che circolavano e che avevano finalmente una conferma, una conferma giudiziaria. Qualcuno che non diceva “che rubavano”: lo provava.
Per altri, che magari hanno imparato a memoria la vulgata fatta di magistrati rossi, toghe eversive, “giustizia a orologeria” ribattuta ossessivamente dalla maggioranza di governo negli ultimi dieci quindici anni, Tangentopoli è stato un momento “controverso”, i magistrati hanno agito per spazzare via una classe politica, e via propagandizzando.
Quando ho letto le parole della Gelmini, stamattina mi sono fermato un attimo a pensare:
“teorema falso: Popolo della liberta’ uguale malaffare, un po’ come il Psi nell’era di Mani Pulite. La strategia e’ chiara: fallita la spallata giudiziaria rivolta direttamente al Presidente Berlusconi, ora si tenta di delegittimare i simboli del suo buon governo come Guido Bertolaso. Ma non basta ancora. Bisogna colpire gli amministratori locali, dimostrare che l’albero ha le radici marce. Meglio se in prossimita’ delle elezioni”
Sempre secondo la fautrice della meritocrazia scolastica, che ha però svolto l’esame di avvocato a Catania - grande la chiosa di Gian Antonio Stella a riguardo: “Novantatré per cento di ammessi agli orali! Come resistere alla tentazione?” - non c’è una nuova Tangentopoli all’orizzonte
“Oggi non e’ cosi’. Le cronache di queste ore dimostrano come si tratti di episodi limitati, seppur assolutamente inaccettabili e da condannare fermamente. Tentativi personali, a volte anche maccheronici, e non certo di un sistema di potere ispirato al malaffare. Certo, bisogna vigilare ed e’ questo lo sforzo piu’ grosso che si deve chiedere a chi amministra il partito. Deve esserci molta attenzione sulle liste dei candidati, piu’ attenzione nella scelta di chi ricopre cariche esecutive. Ma e’ uno sforzo gia’ in atto. Rivendico con orgoglio la moralita’ e la trasparenza di centinaia di amministratori lombardi che io personalmente conosco e che sono il futuro e il meglio della classe dirigente italiana”
Saltando a piè pari la teoria della classica excusatio non petita - chi ha mai parlato di nuova Tangentopoli? - che cosa si può rispondere? Basterebbe chiedere a molti suoi compagni di partito, orgogliosamente ex militanti socialisti, del PSI. Per fare qualche nome: Renato Brunetta, Maurizio Sacconi, Paolo Bonaiuti, Maurizio Cicchitto, persino Giulio Tremonti.
Tutti con incarichi di Governo, tutti passati dal PSI. Ed è troppo facile, rispondere a Mariastella Gelmini, che anche allora, quando partì l’inchiesta di Mani Pulite, Mario Chiesa, fu definito un mariuolo isolato proprio da Bettino Craxi, ancora ignaro della fine dei suoi giorni da esiliato-latitante. Mani Pulite, al termine, portò a parecchie condanne.
Per fare qualche numero: circa 1300 condanne e patteggiamenti, se ben ricordo, con un 20% di percentuale tra gli assolti, che non sono stati riconosciuti come estranei ai fatti commessi - reati come corruzione e concussione, principalmente - per cui il fatto l’hanno commesso (hanno intascato la mazzetta, per capirci) ma non sono stati ritenuti condannabili. Alla faccia del giustizialismo, direte voi.
Il “malaffare”, c’era: e il PSI era stato il partito che governava, e che quel metodo di governo l’aveva portato alle estreme conseguenze. Per cui un appalto che prima doveva costare X, finiva a costare X+Y+Z. Rileggere questo pezzo del Corriere del 1997, è illuminante:
“La corruzione - e’ intervenuto Colombo - e’ comunque piu’ dannosa dei sacrifici necessari a combatterla”. E i numeri sembrano provarlo. Uno studio realizzato a Berlino, e impostato sulle “basi d’asta” di alcuni appalti pubblici tra i piu’ importanti di questi anni, ha evidenziato - per esempio - che la metropolitana milanese costava, prima di Mani pulite, 300 - 350 miliardi al chilometro contro i 150 - 250 di oggi. Il preventivo per portare a termine Malpensa 2000, che qualche anno fa toccava i 5 mila miliardi, ora si e’ ridotto a poco piu’ di un terzo. Piu’ in generale, questa la conclusione dello studio Galtung fatta propria da Colombo, un’opera pubblica e la sua manutenzione costa oggi - mediamente - il 70 per cento di quel che costava prima dell’arresto di Chiesa. Senonche’ - insistono i due pm - tutto questo non basta a dichiarare la corruzione sconfitta
Chi governava a Milano nel periodo pre-Mani Pulite? I Socialisti, che domande: e la Milano da bere alla fine si è prosciugata.
nchomsky
17 feb 2010 - 11:58 - #1Cara MaryStar, la matematica non è un opinione ne un teorema astratto:
La corruzione è una «patologia» che «resta tuttora grave» e che, anzi, nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all’anno precedente, cui si aggiunge un incremento del 153% per fatti di concussione. Rispetto a queste condotte illecite individuali, le pubbliche amministrazioni «troppo spesso» non attivano i necessari «anticorpi interni». È la denuncia del procuratore generale e del presidente della Corte dei Conti, Mario Ristuccia e Tullio Lazzaro, in occasione della cerimonia di apertura dell’anno giudiziario.
La corruzione - rileva il pg Ristuccia nella sua relazione - dilaga nella pubblica amministrazione: il Ministero dell’Interno, i comandi dei Carabinieri e della Gdf, nel solo periodo gennaio-novembre 2009 hanno denunciato 221 reati di corruzione, 219 di concussione e 1714 reati di abuso di ufficio, con un vertiginoso incremento rispetto all’anno precedente. È poi assai «grave» - aggiunge il presidente Lazzaro - la mancanza di «anticorpi» nella Pa contro le condotte illecite individuali che causano
«offuscamento dell’immagine dello Stato» e «flessione della fiducia che la collettività ripone nelle amministrazioni e nelle stesse istituzioni del Paese».
«Se le pervicaci resistenze che questa patologia sembra opporre a qualsiasi intervento volto ad assicurare la trasparenza e l’integrità nelle amministrazioni possono dirsi essere una sorta di ‘ombrà o di ‘nebbià che sovrasta e avvolge il tessuto più vitale operoso del Paese, non si può fare a meno di notare - sottolinea il presidente - che l’oscuramento resta tuttora grave, non accenna neppure a dissolversi o a flettere nella sua intensità ispessita». Dalla relazione del pg, inoltre, emerge che è la Toscana - dove in sede penale la procura di Firenze sta indagando sugli appalti del G8 - in testa alla classifica delle regioni in cui
la Corte dei Conti ha emesso il maggior numero di citazioni in giudizio per danno erariale: sono 21 (su un totale nazionale di
92), mentre a seguire ci sono Lombardia (18), Puglia (11) Sicilia (10), Umbria (7), Piemonte (7), Trento (5), Calabria (4), Lazio (3) Abruzzo (2) Emilia Romagna (2) Friuli Venezia Giulia (1), Liguria (1).
Seppure i dati sul dilagare della corruzione siano disomogenei perchè provenienti da fonti diverse e dunque difficilmente confrontabili, non c’è dubbio - fa notare il pg della Corte dei Conti Mario Ristuccia - che un incremento ci sia stato. I maggiori illeciti contro la Pubblica amministrazione rilevati da Servizio anticorruzione e trasparenza del dicastero del ministro Brunetta indicano come territori più a rischio quelli in cui «maggiori sono le opportunità criminali in considerazione del Pil pubblico più
elevato, delle transazioni a rischio quantitativamente più numerose e del maggior numero di dipendenti pubblici», come ad
esempio Lombardia, Sicilia, Lazio e Puglia. Nel 2009, su 1.077 sentenze di condanna in primo grado della Corte dei Conti (per
un totale di circa 246milioni di euro di importo), 126 (vale a dire l’11,7%) hanno riguardato casi di corruzione, surclassati solo da danni nella gestione del personale (155 condanne, 14,4%), danni al patrimonio mobiliare e immobiliare (152, 14,2%) illeciti nelle entrate (150, 13,9%).
marcof
17 feb 2010 - 12:45 - #2Popolo della Libertà = Facciamo un pò come c…o ci pare!
facciamoci due risate va!:
http://www.youtube.com/watch?v=MBSC3lftWy8
antoniov
17 feb 2010 - 13:18 - #3a quando la depenalizzazione del reato di concussione e corruzione?
richard-benson
17 feb 2010 - 13:28 - #4@ 3
“a quando la depenalizzazione del reato di concussione e corruzione?”
credo che lo stiano discutendo in questi giorni alla Camera e domani sia prevista la votazione, ovviamente con voto di fiducia :D no scherzo…ma chissa!
Mariastar? no comment, ovviamente, come sempre…
se quelli del suo partito son corrotti, ovviamente, la colpa è dei comunisti…
nchomsky
17 feb 2010 - 13:40 - #54-
Il processo breve e i limiti alle intercettazioni nelle leggi ora in approvazione parlamentare mirano a quello, per cui si può dire: “lo stanno facendo”
chico-mendez
17 feb 2010 - 13:53 - #6maria Stella Gelmini, una sola domanda, ma e’ nata prima la tua testa o la gallina?
babyshambles
17 feb 2010 - 14:25 - #7ha imparato bene la lezione dal papi … mancava soltanto che dicesse la magistratura è comunista e il discorso sarebbe stato completo!
Arisam
17 feb 2010 - 14:42 - #8La ministra ha ragione .Non tutti quelli che votano PDL sono corrotti: ci sono anche quelli che credono alle favole.
nchomsky
17 feb 2010 - 14:55 - #98-
O come Gasparri che sono troppo fessi per saper rubare…
chico-mendez
17 feb 2010 - 16:46 - #10nchomsky oddio il ragazzo ha una svariata serie di dittarelle sparse per il mondo che si occupano di…..comunicazioni militari…va che strano ed e’ anche il maurizietto uno dei piu’ accaniti difensori della guerra ovunque per chiunque :)
magilla
17 feb 2010 - 17:01 - #11Di per sè su questo ha ragione “Deve esserci molta attenzione sulle liste dei candidati, piu’ attenzione nella scelta di chi ricopre cariche esecutive”.
Ma allora perchè non si chiede come mai nel suo partito ci son così tanti condannati, ed è il porto per gli indagati degli altri partiti (vedi Mastella)
LeonidaRedivivo
17 feb 2010 - 17:31 - #12PDL=Partito Dei Ladroniiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!
enrico-xc
17 feb 2010 - 19:23 - #13ricordiamoci tutti i ladroni del pd in campania, pugli, calabria, toscana ecc. ecc. prima di blaterare.
avete fatto dirigente di sezione lo stupratore dei box e un killer della mafia, da che pulpito…
Magilla
17 feb 2010 - 20:15 - #14Ehilà Enrico, ho visto che persino su autoblog sei bollato come troll!
hungry-man
18 feb 2010 - 07:06 - #15Enrico anche il mio gatto ogni tanto ha le pulci, ma il PDL e’ un bastimento di fine ‘800 in quanto a tali.