No Tav, 23 marzo 2013, diretta. Crimi: «Fare una commissione d'inchiesta»

76 parlamentari del Movimento 5 Stelle e 15 di Sel si recano al cantiere di Chiomonte per "verificare il corretto svolgimento dei lavori". E' il giorno della lunga marcia No Tav in Val di Susa

14.00: la "visita" ai cantieri del Tav si è svolta all'interno del "cunicolo" esplorativo che dovrebbe diventare un turno di servizio del tunnel dell'alta velocità, se verrà mai realizzata. I parlamentari di Sel, quelli del Movimento Cinque Stelle, il leader carismatico del movimento No Tav hanno esposto le loro ragioni.

Crimi, il portavoce al Senato del M5S, ha detto:

«Bisogna fare una commissione d'inchiesta»

11.00: inizia il flusso dei parlamentari all'interno del quartiere. Intanto, nelle varie anime del centrosinistra, si confrontano le posizioni sì Tav (espresse, storicamente, dal deputato del Pd Esposito, e quelle No Tav, con Laura Puppato e Michele Emiliano su tutti).

Il video streaming de "La Cosa" propone la diretta video della manifestazione-ispezione.

10.56: così Vito Crimi, in streaming su "La Cosa":

«Abbiamo risposto al presidente Pietro Grasso, che ha definito 'visita' questo nostro accesso al cantiere di Chiomonte, spiegandogli che il 70 per cento dell'area recintata è un'area militare, e lì entreremo con le funzioni ispettive previste dal nostro mandato parlamentare, e non solo come visitatori»

Le regole della visita al cantiere

Il cantiere della Ltf sarà aperto a tutti: potranno entrare i parlamentari e gli accompagnatori, anche i No Tav. La decisione è della Ltf, la società che dovrebbe realizzare l'opera.

La "spedizione" non avrà carattere ufficiale, perché

«La definizione di "sito strategico nazionale" non consente di ricondurre la vicenda in oggetto alla disciplina prevista dall'articolo 67 della legge 354 del 1975 che non può subire un'interpretazione analogica estensiva a fattispecie del tutto diverse».

Quindi, secondo il Senato, si tratterà di una semplice visita.

«lungi dal costituire una "ispezione" ha il significato di una normale visita, consentita dai responsabili del cantiere e soggetta alle basilari norme di sicurezza: accesso di venti parlamentari per volta, accompagnati dal personale di servizio, abbigliamento di protezione per garantire l'incolumità dei partecipanti».


76 parlamentari del Movimento 5 Stelle e 15 di Sel si recano al cantiere di Chiomonte per "verificare il corretto svolgimento dei lavori"

Il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle l'aveva promesso fin dalla sua prima riunione via streaming, quella in cui furono eletti i capigruppo: il 23 marzo tutti in Val di Susa per un'ispezione parlamentare. Detto fatto: domani la delegazione di 76 parlamentari M5S e una quindicina targati Sel saranno al cantiere di Chiomonte. L'obiettivo, spiega l'esponente No Tav e senatore grillino Marco Scibona, è "verificare il corretto svolgimento e la conformità delle diverse procedure e non certo vessare i lavoratori e gli operatori di sicurezza".

Insomma, una visita di parlamentari No Tav, che si faranno accompagnare da una cinquantina di "collaboratori". Tra cui alcuni nomi noti: Luca Abbà, che cadde da un traliccio mentre protestava, Alberto Perino, uno dei "No Tav radicali", e Lele Rizzo, leader del centro sociale Askatasuna di Torino. Ma perché questa fretta di recarsi in Val di Susa?

La battaglia contro la Tav è uno dei punti cardine del Movimento 5 Stelle dal giorno uno. Cosa che ha consentito al partito di Grillo di fare il pieno di voti da queste parti, prosciugando il bacino elettorale di Sel e Rivoluzione Civile. Per fare qualche esempio: l'M5S ha preso il 37,8% ad Avigliana, 46,2% a Bussoleno e il 42,7% a Susa. Insomma, di ragioni per consolidare l'immagine No Tav e far vedere quali sono le priorità del movimento ce ne sono parecchie.

E Beppe Grillo, ci sarà? Ancora non si sa. L'occasione è di quelle importanti, ma la materia è delicata da un punto di vista elettorale: la base dell'M5S è da sempre No Tav, ma in quel 25% di elettori che si sono affidati a Grillo una buona parte viene da mondi molto lontani da quello della lotta valsusina. E vedere il blogger affiancato da militanti dei centri sociali e numerosi indagati potrebbe essere controproducente.

Ma in tutto questo Movimento 5 Stelle, con una spruzzata di Sel, c'è spazio anche per il Pd. Anche se in veste Pro Tav: il senatore Stefano Esposito sarà anche lui al cantiere, per mostrare vicinanza ai lavoratori e provare a evitare che la giornata sia raccontata con la lente del solo M5S.

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