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L’Aquila: Augusto Minzolini promosso a Scodinzolini dai terremotati dell’Abruzzo

Pubblicato: 23 feb 2010 da Giovanni Molaschi

Commenti dei lettori



Malgrado le coincidenze, Silvio Berlusconi non potrà mai diventare come i (peggiori) capi di governo che l’hanno preceduto. A limitare la sua ascesa, più che l’ego, il presente che deve condividere con i suoi concittadini.

Se in Italia non ci fossero sempre più consumatori di internet, malgrado i tagli barbari alla banda larga, probabilmente nessuno avrebbe saputo dell’accoglienza riservata a L’Aquila alla giornalista del Tg1 Maria Luisa Busi.

Arrivata sul posto per registrare un servizio riguardante la ricostruzione, già affrontata da Presa Diretta, al mezzobusto è stato impedito di lavorare poiché il direttore del telegiornale per il quale lavora, secondo gli stessi terremotati, non ha raccontato quanto realmente sta accadendo tra le tendopoli.

“Scondizolini! Scondizolini!” hanno urlato alla troupe del servizio pubblico chi ancora risiede nelle tendopoli.

A nulla sono servite le distanze prese dalla stessa Maria Luisa Busi da quanto Augusto Minzolini sta facendo come direttore del Tg1:

“Capisco la situazione e capisco gli aquilani. Posso dire che io sono qui per fare il mio lavoro onestamente e non posso rispondere dell’informazione a livello generale che il Tg1 ha fatto dopo il terremoto.

Posso solo dire che quello che ho visto all’Aquila in questi giorni con i miei occhi, è molto più grave di come talvolta è stato rappresentato: migliaia di persone sono ancora in albergo, le case non bastano e la ricostruzione non è partita”.

Innegabile che quanto successo sia un brutto episodio del servizio pubblico. L’ennesimo che probabilmente non farà parte della memoria collettiva. Dietro agli editoriali di Augusto Minzolini, oltre ad un ipotetico cattivo gusto narrativo (da cui ha preso le distanze anche il direttore del Tg2, Mario Orfeo e il direttore di RaiUno, Mauro Mazza, che a La Stampa proprio non se l’è sentita di dichiarare la totale correttezza del telegiornale della rete di cui si occupa), un passato che non ha insegnato nulla.

Perché nessuno prova a ricordare quanto successo sette anni fa? Perché nessuno vuole ricordare l’operato di Clemente J Mimun (diventato direttore del Tg5 dopo l’arrivo al Tg1 di Gianni Riotta)?

Probabilmente perché fa comodo. Non solo per gli esponenti politici. Possibile che tra i vari giornalisti specializzati in talk show d’approfondimento non ci sia uno, non tanti, che in queste settimane abbia voluto ricordare al proprio pubblico che quanto sta accadendo è già successo.

Nel 2003, infatti, Daniela Tagliafico rinunciò alla vicedirezione del Tg1 per via della sua deriva governativa.

Incastrati in un deja vu non ci rimane che cantare il motivetto di Pupo e dei suoi raccomandati.

“Io credo sempre nel futuro, nella giustizia e nel lavoro,
nel sentimento che ci unisce, intorno alla nostra famiglia.
Io credo nelle tradizioni, di un popolo che non si arrende,
e soffro le preoccupazioni, di chi possiede poco o niente”.

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Commento #1 (-16 punti) - 23 feb 2010 - 08:26 - Apri commento
  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    23 feb 2010 - 08:26 - #1 (nascondi)
    -16 punti
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    i terremotati devono solo immaginare come starebbero oggi se ci fosse stata la sinistra al governo. prodi, di pietro e c. non riuscirono in anni a togliere tre sacchi di spazzatura da napoli, figuriamoci affrontare una emergenza simile…

  • Profilo di 16db

    16db

    23 feb 2010 - 09:45 - #2
    9 punti
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    Mai rompere il caz*o a gente che non ha più nulla da perdere.
    @1 Resta nel merito (lo so che a voi questa parola fa venire l’orticaria in tutte le sue possibili accezioni): Minzolini è un pessimo giornalista ed un pessimo direttore, nell’ottica della libera ed imparziale informazione… .

  • Profilo di spleen

    spleen

    23 feb 2010 - 09:56 - #3
    5 punti
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    @1 Se, ma, se ci fosse stato, allora, pero’..Discorso inconcludente

  • Profilo di garcetto

    garcetto

    23 feb 2010 - 10:00 - #4
    2 punti
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    @1
    il tuo vate allora che ha governato per gli ultimi 7-10 anni senza MAI preoccuparsi dei rifiuti nucleari tutt’ oggi interrati in giro per l’ italia ed ora vuole fare le centrali “green-eco-friendly” e’ bravo invece neh?!

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    23 feb 2010 - 10:01 - #5
    6 punti
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    …e comunque la monnezza è ancora li. E c’è anche a Palermo. Mancano soloi servizi del TG a raccontartelo.
    La solita figuraccia mattutina per enrico

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 feb 2010 - 10:26 - #6
    3 punti
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    1-
    Se è per quello con i se posso dire:
    Se al momento della scelta tra euro e lira ci fosse stato il nano (e la Lega) invece di Prodi (mentre c’era il nano al momento della effettiva conversione con le relative problematiche completamente lasciate al caso) ora la Grecia si domandava se arrivava al disastro Italiano dei primi anni dopo il 2000 per la mancata conversione con l’Euro.

    Riguardo la monnezza a Napoli il problema già esisteva prima del 2006, cioè dopo 5 anni di governo PDL e gestione Bertolaso.
    Prodi ha ereditato il problema e aveva varato (nei pochi mesi di governo) il programma di risoluzione poi adottato da Berlusconi…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 feb 2010 - 10:33 - #7
    3 punti
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    Il tg1 e la Rai in generale non ha dato nessuna notizia sulla protesta (detta delle chiavi) fatta dagli aquilani…
    La Busi non aveva voce in capitolo per il “prima” ma “ora” poteva anche farsi sentire in “redazione” per dare notizia al tg sulla protesta…

  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    23 feb 2010 - 10:35 - #8
    4 punti
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    Enrico-ignoranza-xc:
    http://www.protezionecivile.regione.umbria.it/canale.asp?id=4
    magari impari qualcosa

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 feb 2010 - 10:51 - #9
    6 punti
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    L’ITALIA SI È ROTTA (DELLE NANO-CA220-BALLE) - (di Antonio Padellaro)

    La rabbia dei terremotati contro le “bugie” del Tg1, la protesta a
    Sanremo contro i “raccomandati”. Si comincia a non poterne più di
    arroganti e profittatori

    Certo non è bello che giorni fa, a Roma, due parlamentari del Pdl
    siano stati costretti a rifugiarsi in una libreria per sfuggire alla
    riprovazione di alcuni giovani (e non li giustifica assolutamente che
    uno dei due fosse l’onorevole Ghedini).

    Così come colpisce che una brava conduttrice del Tg1 inviata a
    L’Aquila venga inseguita dalla gente al grido significativo di:
    “Scodinzolini, scodinzolini”, e faccia le spese della scarsa
    credibilità di cui gode tra i terremotati quel suo direttore che
    finisce in “ini”.

    Della protesta degli orchestrali al Festival di Sanremo contro l’inno
    principesco sotto vuoto spinto conosciamo la risonanza: 12 milioni e
    rotti di telespettatori, e tanto basta. Succede questo. Come certe
    regioni meridionali dissestate dall’abuso e dall’incuria anche il
    potere politico che ci malgoverna può essere definito uno sfasciume
    pendulo. Nel senso che probabilmente non verrà mai giù del tutto e
    tutto insieme, ma a pezzi, a brandelli in una sorta di lebbra
    degenerativa. Né possono essere quattro ragazzi o venti musicisti a
    fomentare una rivoluzione.

    Pur tuttavia se una firma del Giornale di Feltri come Marcello
    Veneziani scrive che siamo all’“ultima chiamata prima del baratro”,
    che “il degrado dei poteri e dei partiti ha superato la soglia di
    guardia” e che “il Paese non si ribella solo perché la nausea prevale
    sul dissenso”, qualcosa vorrà pur dire.

    Per esempio, che anche da quella parte si osservano con un certo
    timore le crepe nel soffitto. E che forse le ridicole norme anti-
    corruzione di Berlusconi sono l’estremo tentativo (fallito) di
    metterci un po’ di cerone sopra. Troppo tardi quando tutto ci parla di
    una cosa pubblica infestata dalle mazzette, di cricche di potenti che
    si scambiano favori, di appalti spartiti e di sciacalli che ridono sui
    morti.

    L’Italia si è rotta perché è stato superato ogni limite. Perché la
    regola del “facciamo come ci pare”, dai e dai, è diventata una lama a
    doppio taglio che suona così: se loro rubano e si fanno le leggi su
    misura perché noi dobbiamo continuare a chinare il capo, a fare finta
    di niente? Ed ecco gli spartiti che diventano palle di carta da
    scagliare contro i raccomandati del si-bemolle. Ed ecco il dileggio
    del giornalista prono. Si chiama protesta civile e combatte prepotenti
    e profittatori con le loro stesse armi. Non ci manca certo la fantasia
    per farli sentire ciò che realmente sono. Sfasciume pendulo.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    23 feb 2010 - 11:21 - #10
    3 punti
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    enrico hai una palla di cristallo? come puoi immaginare le cose? perchè le dice il papi, il giornale o i media di famiglia?

    la notizia è: i media hanno utilizzato il terremoto abruzzese per fare propaganda per il papi.
    perchè non riesci a criticare la notizia?????????????

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    23 feb 2010 - 11:30 - #11
    3 punti
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    Incredibile:

    Pare che Minzolini avesse chiesto una sanzione contro la Busi accusata di non aver difeso “degnamente” il tg1 dalle accuse dei terremotati…

    Minzolini “tiene ‘a faccia come oh cùl0″…

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    23 feb 2010 - 11:45 - #12
    3 punti
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    Enrico pensa te che sfig@ tutti quelli colpiti dal terremoto selettivo unico al mondo erano comunisti, quelli invece sani e salvi tutti della PdL………quelli sani e salvi beh quei due o tre che erano in viaggio da altre parti o che sono emigrati da piccoli…

  • Profilo di fc77

    fc77

    23 feb 2010 - 12:20 - #13
    3 punti
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    utan è vero: minzolini furioso:ingenerosa.qui comando io.( la pelata e la facciadachezzo del duce c’è).
    poi x evitare altre polemiche ha ritirato la sanzione.ma ha servito in assemblea s’è votato questo documento molto ma molto fazioso:”nessuno si xmetta di infagare il buon nome del tg1.non è tollerabile che si danneggi l’immagine all’estero”.
    a parte caro scondizolini, che non è certo x colpa della busi,se il tg1 è diventanto un tg di regime e deriso da tutto il mondo,sei tu il direttore,altra cosa,se la busi ha detto che la realtà è differente da come si fa vedere al tg,ha fatto semplicemente il suo dovere di giornalista,racconta la verità,non come fai tu una bella favola.

  • Profilo di carmar

    carmar

    23 feb 2010 - 12:49 - #14
    1 punto
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    È incredibile vedere come tutti i servi di questo governo siano tutti protetti da una scorta. Ma ne vale la pena dover pagare questo prezzo per difendere il nano? Non vi rendete conto che dopo caduto il regime l’unico lavoro che potete fare è rovesciare un cappello e mettersi ad un angolo della strada? Nemmeno messi davanti ai fatti questa gente si vergogna, come degli snob vanno avanti per la loro strada senza un briciolo di dignità…e poi il governo le spara del loro alto consenso popolare…si e allora perchè i vostri servi giornalisti se tali ancora devono chiamarsi, hanno bisogno della scorta per non essere linciati da gli italiani stufi delle balle dettate dal governo?

  • Profilo di 16db

    16db

    23 feb 2010 - 15:24 - #15
    0 punti
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    @14 Vero!!! Verissimo!!! Insopportabile!!!
    Sotto Palazzo dei Cigni, Cologno Monzese, Sede di Rete 4, scorta per Fede.
    Milano, sede di Libero (prima), e del Giornale (adesso), scorta per Feltri.
    Milano, sede di Libero scorta per Belpietro.
    E ora scorta per Minzolini.

    La Bocassini è per caso ancora senza?

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    23 feb 2010 - 16:49 - #16
    0 punti
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    16 ricordi un encomiabile ministro degli interni cosa disse di un semplice e nemmeno corrotto giuslavorista che gli chiese una scorta per via delle minacce brigatiste?

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    23 feb 2010 - 19:24 - #17
    0 punti
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    Minzolini è uno dei più plateali simboli e frutti del berlusconismo…..
    Purtroppo per noi è saldamento al comando del tg1 e chissà per quanto tempo vi rimarrà…..

  • Profilo di 16db

    16db

    23 feb 2010 - 19:30 - #18
    0 punti
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    Intendi quello ammazzato a Bologna perchè senza scorta, Chico?

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    24 feb 2010 - 11:03 - #19
    0 punti
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    esatto……a ma non si era dovuto dimettere sparendo per un bel po di tempo dalla faccia della terra scalogna? Sai era il periodo della lotta al terrorismo globale, avevano fatto una legge oscena e per farla digerire agli allocchi l’avevano intitolata al giuslavorista ucciso, sembrava che forza italia non poteva nascere senza Marco Biagi…….peccato che pero’ vennero alla luce le dichiarazioni di scalogna quando Biagi chiese la scorta a fronte di documentate e plausibili minacce da parte delle BR………….ma a loro serviva di piu’ da morto che da vivo, da vivo una legge come quella porcata un sidacalista non avrebbe mai potuto firmarla….