Pubblicato: 23 feb 2010 da Massimo Falcioni
Commenti dei lettori
Emma Bonino: ok. Voto + 9. La “pasionaria” radicale in sciopero della fame e della sete contro la mancanza di legalità nella raccolta delle firme per le regionali. Protesta sacrosanta e coerenza personale.
Massimo D’Alema: ko. Voto – 9. Red Tv chiude e 14 giornalisti, a casa. Ennesimo flop per “baffino”, peggio di Attila. Dove mette le mani (partito, giornali, radio, tv, primarie), non cresce più un filo d’erba.
emma bonino, massimo d’alema, politici e media, protesta, red tv, regionali, sciopero della fame
Seguici
polisblog è un supplemento alla testata Blogo.it registrata presso il Tribunale di Milano n. 487/06, P. IVA 04699900967. Contatti, Chi siamo, Condizioni di utilizzo, Privacy.
© 2004-2012 Blogo.it, alcuni diritti riservati sotto licenza Creative Commons.
Per informazioni pubblicitarie e progetti speciali su Polisblog.it contattare la concessionaria esclusiva Populis Engage.
16db
23 feb 2010 - 09:42 - #1Ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha ha…. è il karma, baby.
macleod
23 feb 2010 - 10:38 - #2prima il pannellone nazionale … adesso pure la bonino con lo sciopero..ahahahhaha… ma com’è che ogni volta che fan sciopero son sempre più grassi?!?!?!? cos’è una fissa dei radicali, la moda del ”finto” sciopero?!?!? ormai non son più credibili…
macleod
23 feb 2010 - 10:39 - #3sul baffetto non dico niente… dopotutto è l’espressione più ecclatante di cos’è oggi il PD… un partito nato morto..come i suoi leaders….
nchomsky
23 feb 2010 - 10:42 - #4BERTOLDO BERTOLDINO E BERTOLASO:
di Marco Travaglio
Mentre tutto frana e i tappi saltano, ci restano due o tre certezze, due o tre punti fermi a cui appigliarci. E dobbiamo ancora una volta ringraziare il Pompiere della Sera per averceli regalati.
Il primo è il nepotismo. Pensavate che fosse una cosa brutta? Nossignori. L’ambasciatore Romano indossa la feluca e sentenzia: “Vi sono occasioni e circostanze in cui la scelta di un uomo o di una donna non dipende soltanto dal loro profilo professionale, ma anche dal clima di sintonia, affinità culturale e fiducia reciproca che occorre sul luogo di lavoro. Nella diplomazia e nella politica… La trasmissione di un mestiere da una generazione a un’altra non è soltanto nepotismo”.
Evviva: ritorna la legge salica, la trasmissione delle cariche di padre in figlio. Wow, come siamo moderni!
La seconda certezza è Bertolaso specializzato, più che nel nepotismo, nel cognatismo. Nonostante tutto ciò che emerge ogni giorno a suo carico (anche dalle cronache del Corriere), è già tornato in odore di santità.
Fior da fiore dal severo ritratto di Fabrizio Roncone. “Nervi di ferro”. “Forza d’animo”. “Il comandante”. “Occhi di ghiaccio”, e questo “non è un altro stu-pido modo di dire”. Anzi.
Davanti a San Guido, il cronista innamorato scopre pure “dosi di innegabile astuzia dialettica” e “una calma che può venire solo dal talento e dal mestiere”. “Rassicurante”. “Lucido, da subito”. “Sicuro, netto”. “Alla sua posta elettronica scrivono a centinaia”. E poi “un mucchio di sms”, non solo da Anemone. “Il coraggio spavaldo con cui prima indossa un abito grigio davanti alla commissione Ambiente (applaudito da una scolaresca) per dire ‘sono dimissionario, ma resto perché il governo me lo chiede’; poi, al tramonto, infila il maglioncino blu da battaglia e accetta di essere ospite a Ballarò, dove gli fanno trovare Di Pietro”. Non una massaggiatrice: Di Pietro. “Rischia, e gli va bene. La voce non gli si spezza, tutt’altro”. Alla fine “molti del pubblico gli chiedono autografi”. Forse anche l’implacabile Floris. “Scena destinata a ripetersi a Matrix”, dove lo mette all’angolo il feroce Lesso Vinci. E la moglie Gloria intanto che fa? “Tace composta”. E le figlie Chiara e Olivia? “Scrivono una commossa lettera”. E lui? “Capisce che è il momento di tornare sull’elicottero”. E via, verso le nuove catastrofi calabro-sicule contro cui la Protezione civile non ha fatto una mazza, ma lui non c’era, e se c’era dormiva, e se non dormiva lasciava sperperare 300-600 milioni per il G8 fantasma alla Maddalena o per le piscine troppo lunghe per i Mondiali di Nuoto. Infatti “la gente gridava evviva. Lui, come sempre: mettendo su la faccia d’uno di cui ci si può fidare”. Se si ha la fortuna di rimanere vivi.
Sistemato Bertolaso, il Pompiere si dedica al “principe tronista”, al secolo Emanuele Filiberto di Savoia, che in pochi mesi è riuscito a trasformare gli ultimi monarchici in sfegatati repubblicani e, in un solo Festival, a spu77anare quel che resta della cultura di destra con la partecipazione straordinaria di Pupo e Lippi. Un trust di cervelli. Del nobiluomo si occupa Aldo Ca22ullo, altra penna acuminata. “Piace a una vasta platea degli italiani”. Del resto “nutrire sentimenti negativi per lui è davvero difficile”. “Bello, educato, sempre sorridente anche sotto i fischi”. Ecco: non è una paresi, è un sorriso. “Pettinato da cristiano e vestito da manager: camicia bianca, giacca e cravatta, però con risvolti tricolori”. “Se Umberto non riconobbe mai la Repubblica, se Vittorio Emanuele pasticciò con parole contraddittorie, il giovane principe non si è mai posto il problema”. Che non conosca la differenza fra Monarchia e Repubblica? No, è che “si è gettato nello star system battendo prima la strada della politica”. Nell’Udc. Risultato: 4 mila voti, 0,4%, la prova che piace a una vasta platea. Complice lo spot delle olive, suscita “l’orgoglio emotivo per il paese più antico e bello del mondo”. Tant’è che addirittura “dialoga in eurovisione con Pupo”.
Come diceva Montanelli, “i Savoia sono come le patate: la parte migliore è sottoterra”.
jacques-de-molay
23 feb 2010 - 11:03 - #5Noi comuni mortali facciamo le diete, i radicali lo sciopero della fame, risultato: identico, alla fine torniamo tutti e due al nostro peso forma!
Sul compagno Massimo meglio non pronunciarsi, rischio una querela!
#gio#
23 feb 2010 - 11:19 - #6mancanza di legalità nella raccolta delle firme…?
Veramente a me risulta che la signora Bonino stia protestando perché ritiene di non doverle raccogliere, o meglio, che le spese per la raccolta debbano essere a carico dei comuni e non dei candidati, e pretende una leggina “apposta per lei” che la esenti in quanto esponente di un partito che ha rappresentanti in parlamento.
nchomsky
23 feb 2010 - 11:21 - #7LA BIDONATA NUCLEARE:
Non è vero che dovremo aspettare il 2013 per vedere la prima centrale nucleare. Esiste già. Non è in Italia. È più a nord, a 300 chilometri a ovest di Helsinki, nel Golfo di Botnia, nel Mar Baltico, tra le pianure ghiacciate della Finlandia. Si chiama Olkiluoto 3. Il nome indica la piccola isola che la ospita. Il numero, invece, una progressione. Nel raggio di 200 metri esistono altri due reattori, costruiti nel 1978 e nel 1980. Roba vecchia, 800 megawatt ciascuno, ma funzionante. Questo, invece, è nuovo di pacca. È di terza generazione. È un Epr (European Pressurized water Reactor).
Lo sta costruendo la francese Areva, che detiene i brevetti e che opera in joint venture con Siemens. Svilupperà, a regime, 1600 megawatt. Ci si illumina una città. Sarà la più grande centrale al mondo. Ed è, con quello di Flamanville in Francia, lo stesso progetto che vuole Enel in Italia. Il prezzo? Quattro miliardi. Ma quanto costa davvero impiantare una centrale di questo tipo? Se lo sono chiesti in Finlandia quando dopo vent’anni hanno deciso di riabbracciare alla grande il nucleare. Se lo sono domandato gli industriali che controllano la compagnia elettrica Tvo, committente del progetto, ma anche i normali consumatori.
Dall’investimento totale dipende poi la tariffa finale. A Helsinki, tra le tante proposte circolate, la risposta più convincente è stata data proprio da Areva. Per la costruzione di Olkiluoto 3, nel 2002, nel Parlamento finlandese la società guidata dall’amministratrice delegata Anne Lauvergnon presentò un preventivo di 2,6 miliardi per 4 anni di lavoro.
L’idea piacque. Un po’ meno l’atteggiamento dei francesi. Che al momento della stipula del contratto alzarono il prezzo a 3,2 miliardi. Ma tant’è. Una volta iniziati i lavori, comunque fu presto chiaro che anche il lasso temporale indicato, quattro anni, era piuttosto mendace. Prima sei mesi, poi un anno, alla fine tre anni è stato il ritardo accumulato. Olkiluoto 3 avrebbe dovuto già essere in funzione. Invece, se tutto andrà secondo i progetti, sarà accesa per il 2012 o forse il 2013. Naturalmente più tempo implica anche più denaro. Anche i costi sono diventati una variabile indipendente. Qualche tempo fa, durante la presentazione del bilancio, la stessa Lauvergon, aveva detto di non essere in grado di prevedere il costo finale. Con un ritardo di tre anni sulla tabella di marcia fino a questo momento la spesa prevista è quasi raddoppiata. Siamo arrivati a 5,5 miliardi di euro, ma quassù i giornali scommettono che si arriverà a sette.
Comunque sia un bel salasso. Per prima cosa nei confronti delle stesse società impegnate nell’affare. Come ricordava il Financial Times, solo nei primi sei mesi dell’anno Areva ha dovuto sborsare 550 milioni di euro extra per Olkiluoto 3. La spesa non prevista è salita a 2,6 miliardi in totale. Cifra sempre in difetto e in costante crescita. Al punto che la stessa Areva vorrebbe condividere le sue sventure con Tvo. Vorrebbe che la società elettrica finlandese, che ha commissionato il progetto ed eseguito gli scavi, partecipasse alle spese aggiuntive. Areva ha chiesto un miliardo pulito. Che Tvo non ha intenzione di pagare visto che la società si era impegnata a una consegna chiavi in mano e, soprattutto, a prezzo fisso. Le carte sono nelle mani di avvocati e qualche soluzione si troverà. Resta l’interrogativo su chi, alla fine, pagherà i ritardi, ricordando che Areva è una società controllata al 91% dallo Stato francese, mentre Tvo è una società privata che vende energia ai consumatori finali.
chico-mendez
23 feb 2010 - 12:19 - #8Strano RED Tv doveva entrare nei mux mediaset…….peccato ed ora come fa a ricambiare i favori al baffetto il nano?
Arisam
23 feb 2010 - 13:17 - #9I radicali saranno anche brave persone, ma con questi scioperi della fame ogni volta che piscia un cane un po’ hanno stufato. Possibile che solo la Bonino e Pannella siano vittime di tutte le ingiustizie del mondo?Io ci credo poco.
macleod
23 feb 2010 - 14:46 - #10la bonino sta meglio col burqa, almeno ci risparmia la sua brutta visione!!!!
@6
ecco come rigirano le notizia qua nel blog…dopotutto perchè il problema firme non viene fuori con nessuno partito, ma solo con la bonino esce? se la gente non vota più i radicali ci sarà una ragione.. piuttosto che dilemmarsi con la raccolta firme, non dovrebbbe chiedersi perchè la gente non vota più i radicali?
macleod
23 feb 2010 - 14:47 - #11@9
ma quali bravi? alla fine si son rivelati solo degli affaristi…
stefano1966
23 feb 2010 - 15:15 - #12@ 6 gio
Come capita spesso sei l’unco che ha fatto un post essendo informato sui fatti e non sul “si dice” che impera in questo blog.
http://www.radicali.it/view.php?id=153321
Sudfficiente leggere il comunicato stampa ufficiale per sapere il perchè e contro chi sta facendo lo sciopero.
Leggendo le righe finali addirittura la Bonino annuncia che se la legge non verrà applicata potrebbe non solo non presentare le Liste Bonino ma ritirare la candidatura come presidente alla regione Lazio.
Anche ad annozero aveva detto la stessa cosa.
Nella maggior parte delle regioni (ed aveva escluso le due regioni comandate dal cdx) la legge non viene fatta rispettare ed addirittura si stanno cambiando le leggi elettorali ad un mese dalle elezioni.
Deve aggiungere altro per farsi capire?
Cara Bonino se vai avanti così ti segano te l’avevo già detto.
Quanto a D’Alema e la sua Red Tv.
Solo l’ennesimo episodio che fa capire quanto in quel partito la parola comunicaziuone non sia mai riuscita ad entrare nel dizionario.
E difficilmente riuscirà mai ad entrarci.
chico-mendez
23 feb 2010 - 16:01 - #13Stefano detto da uno che parteggia per telepadania o quell’accozzaglia di dementi di radio padania libera e’ il massimo, e pensare che mlgrado roma sia ladrona i soldi pubblici arrivano sia al giornale che alla radio e alla televisione e tutti felici di questo che bell’ipocrisia in quel partito di zotici
chico-mendez
23 feb 2010 - 16:27 - #14macleod ma ti eri accorto che la Bonino era sul palco di due elezioni fa assieme al nano e a quell’ignorante padano?………tu quando fai la prova IQ ti eliminano per manifesta inferiorita’ gia’ quando devi dire il tuo nome?
stefano1966
23 feb 2010 - 16:34 - #15@ chico
Non guardo telepadania,anche se potrei,via sat.
radio padania idem,si prende solo via sat da me.
Preferisco altri canali.
Continua il pedinamento.
chico-mendez
23 feb 2010 - 16:43 - #16stefano non e’ il mio pedinamento semami la tua recidiva assenza dai post…scomodi :)
carmila
23 feb 2010 - 18:10 - #17Macleod, sei a livelli patetici e anche un po’ penosi…come il nano. Chi si somiglia si piglia.
carmila
23 feb 2010 - 18:12 - #18ah, già, siccome la polveriera è una gran gnocca…mio cognato la chiama “la figlia di Fantozzi”! cos’è, avevate finito le trombine?
stefano1966
23 feb 2010 - 20:33 - #19Assenza dai post scomodi?
Asenza dai post dove dopo un sentore di notizia avete già fatto tutto il processo ed avete già condannato.
Sperando che conti un qualche cosa per la campagnia elettorale.
E io che dovrei intervenire a fare?
A ricordare che a 30 km da me c’è voluto il cambio di un procuratore capo affinchè uno del PD venisse indagato,altrimenti campa cavallo.
Tutto chiuso in un cassetto.
Tutti sapevano,dopo…..
chico-mendez
24 feb 2010 - 11:06 - #20stefano qui si parla di SCIACALLI CHE APPROITTAVANO DI UNA DISGRAZIA se permetti Craxi, Previti, D’Alema sembrano scolarette di fronte a Bertolaso e Letta….