
Fatta eccezione per il dibattito riguardante la costruzione di centrali nucleari, in Italia di ambiente non si parla. La scomparsa dei Verdi, nelle stanze del potere, ha agevolato il disinteresse della classe politica concentrata, per lo più, su altri argomenti.
La cronaca, e quanto sta succedendo in queste ore in Lombardia e in Emilia Romagna (dove buona parte dei corsi d’acqua sono stati inquinati da una quantità di gasolio perso dalla Lombardia Petroli), obbliga tutti ad una riflessione.
Chi pagherà per quanto sta succedendo? Possibile che in un paese dove un giorno sì e l’altro pure si propone un disegno di legge non esista, o non si faccia applicare (che è molto peggio), una normativa che condanni chi ha provocato questo danno ambientale?
No. Probabilmente No. Per questo motivo Roberto Formigoni e Vasco Errani, rispettivamente del PdL e del Pd, devono spiegare fin da subito come intendono muoversi dopo che verrà arginato il petrolio inquinante.
Invocare Guido Bertolaso non basta. Anzi. Peggiora persino la situazione. Se la Protezione Civile, come testimoniato in più occasioni, non è riuscita ad essere efficiente a L’Aquila dove erano coinvolti dei civili chissà quanto sarà più inutile in un contesto come questo dove non si devono aiutare dei sopravvissuti.
Non dimentichiamoci, poi, che entrambi i governatori hanno con il proprio elettorato un debito implicito. Entrambi, con il benestare del partito avversario, sono stati indicati per le prossime elezioni regionali malgrado la legge non ne preveda la candidatura.
Arginare il gasolio non basta. Con un decennio di governo sulle spalle devono entrambi garantire al proprio elettorato una lotta all’inquinamento seria. Non solo perché quanto successo al Lambro non può più ripetersi.
Roberto Formigoni e Vasco Errani devono poter far qualcosa per l’ambiente affinché i sindaci dei rispettivi territori non siano costretti ad elemosinare il sostegno per le domeniche a piedi.
Allo stop promosso da Sergio Chiamparino (sindaco di Torino in quota Pd) e Letizia Moratti (sindaco di Milano in quota PdL) previsto per domenica prossima, 28 febbraio, hanno aderito soltanto due comuni tanto che Roberto Formigoni per l’occasione ha ripristinato un bel discorsetto sulla libertà di coscienza.
E dire che per lavorare con il collega torinese, come auspicato da ogni carica nazionale che non perde occasione per disquisire sulle riforme condivise, la Bertolaso del Nord ha litigato pure con gli stilisti milanesi impegnati in questi giorni con la settimana della moda.
chico-mendez
26 feb 2010 - 10:57 - #1Tranquilli Formigoni ha giurato sulla testa di Bossi che il Lambro tornera’ limpido e balneabile come ai tempi dei nostri avi………beh non ha detto quando ma insomma e’ un primo passo :)
P.S.: serviva un’esempio di come gli imprenditori italici gestiranno con oculatezza, etica e rigore normativo le scorie nucleari? Qui si tratta di una vicenda di scarichi irregolari, di smaltimento rifiuti e alcuen semplici speculazioni edilizie….quisquiglie a confronto
proust
26 feb 2010 - 11:17 - #2la naturale conseguenza di quel che è successo sarà:
proclamazione dello stato di emergenza
attuazione di un piano in deroga alla leggi ordinarie
al macero il piano regolatore
bonifica effettuata senza gara d’appalto
costruzione di una bellissima new town
…
…
(15 anni dopo)
…
un paio di arresti per speculazione.
chico-mendez
26 feb 2010 - 11:24 - #3proust “al macero il piano regolatore” non e’ applicabile a Milano NON ESISTE UN PIANO REGOLATORE DALLA NOTTE DEI TEMPI, altrimenti come potrebbe De Corato chiedere la percentuale sulle concessioni?
nchomsky
26 feb 2010 - 11:42 - #45 ORE DI COMPLICE ATTESA:
Cinque ore di buio. Cinque ore in cui non squillano telefoni e non vengono dati segnali d’allarme. Quando alle 8.30 di martedì la Lombarda Petroli avvisa per telefono l’Agenzia regionale per l’a mbiente che «è in corso uno sversamento di gasolio», nelle fogne di Monza sono già colati almeno 4mila metri cubi di carburante.
Il sabotaggio. Il petrolio sgorga dalle 3.30, riempie il piazzale del deposito, rende irrespirabile l’aria per chilometri. Una scena apocalittica e difficile da immaginare, di fronte a cui chiunque si sarebbe affrettato a chiamare i soccorsi. Invece no. Alla Lombarda Petroli, per 300 minuti, nessuno dà l’a llarme. Fra le cose che i gestori dell’impianto dovranno spiegare a chi indaga sul disastro ambientale c’è anche quel ritardo, che ha contribuito a creare il mostro ecologico (8mila metri quadri di carburante) che, dopo avere contaminato il Lambro, ora avvelena il Po e minaccia il mare Adriatico.
Il report dei soccorritori. La parentesi di silenzio fra l’inizio del dramma e la richiesta di soccorsi è documentata dal report stilato dai soccorritori martedì 23 febbraio, nel primo giorno di emergenza. Un dossier fitto, in cui viene registrato l’orario esatto di ogni avvenimento. Alle 8.30 si è detto Lombarda Petroli finalmente avvisa Arpa e Brianza Acque del versamento di carburante. Alle 10.25 il Nucleo sommozzatori Milano segnala alla sede regionale della Protezione civile «una macchia oleosa in località San Rocco di Monza, in corrispondenza del depuratore di acque del Fiume Lambro».
Allarme rosso. La bomba è già completamente innescata: la massa di carburante, colata nei tombini della Lombarda Petroli, ha percorso sei chilometri di fogne, intasato il depuratore e cominciato a riversarsi nel Lambro. Alle 10.30 a San Rocco intervengono i vigili del fuoco. Alle 11 i Comuni del Lodigiano sono avvisati: «Si interdica l’approvvigionamento di acqua per gli agricoltori». Un’ora dopo, Arpa informa di avere sigillato le sette cisterne di carburante manomesse a Villasanta. Dal sabotaggio sono passate otto ore e mezzo.
L’unità di crisi. Alle 12.50 viene convocata l’u nità di crisi in Prefettura a Milano. Intanto l’onda nera corre sul Lambro, verso sud: alle 13.21 ha passato Peschiera Borromeo ed è entrata nel Lodigiano.
chico-mendez
26 feb 2010 - 13:07 - #5viva le lega e il lambro pulito da pesci puzzolenti, volatili che scagazzano…ora si che il lambro e’ tornato a essere profumato di lombardo……
boh1
26 feb 2010 - 17:28 - #6non vedo l ora venga attuato il processo breve così i colpevoli saranno di sicuro impuniti :)