Veritometro: Bersani, la decadenza del senatore Di Girolamo e il PDL









"'Noi avevamo gia' a suo tempo lavorato per la decadenza di quel senatore. Allora la maggioranza non fu convinta"



Pierluigi Bersani



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La risposta del segretario del PD alle dichiarazioni del presidente del Senato Renato Schifani ("va rivista l'elezione del senatore Di Girolamo") è assolutamente impeccabile.

La ricostruzione di quanto accaduto nella seconda metà del 2008, quando la possibilità di arrestare e la stessa decadenza da senatore di Di Girolamo vennero discusse e infine respinte dal Senato, è stata fatta oggi da Serenella Mattera in un ottimo articolo su "Il Riformista", di cui vi riporto l'ultimo, significativo paragrafo:

A questo punto, per approvare l’annullamento dell’elezione di Di Girolamo non ci sarebbe neanche bisogno di votare. Ma i senatori De Gregorio e Luigi Compagna (Pdl), non si danno per vinti. «Non ci sto», dice Compagna, che contesta diversi elementi, tra cui il diritto della Giunta a «costituirsi in organo inquirente». E allora l’asso nella manica è un ordine del giorno per rimandare la questione alla Giunta stessa, fino a che i giudici non si saranno pronunciati sul caso con un «giudicato», una sentenza. E mentre si raccolgono le 20 firme necessarie, diversi esponenti del Pdl intervengono in Aula a sostegno dell'iniziativa. Franco Orsi, che aveva votato sì in Giunta, si oppone adesso alla destituzione del collega. Come Lucio Malan, Sergio Vetrella e Andrea Pastore, che tra l’altro definisce «sopra le righe» la richiesta di custodia cautelare dei pm. E Salvatore Cuffaro (Udc) invoca garantismo. Il lodo Compagna-De Gregorio viene approvato. E nel resoconto si legge: «Vivi, prolungati applausi dal gruppo Pdl"

A quanto pare per una volta il segretario del PD ha una posizione coerente e lungimirante da vantare: giusto quindi che se ne vanti.

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