
Ricordate gli esami di onestà a cui sottoporre i candidati del Popolo delle libertà alle elezioni regionali di marzo? Ovviamente era una delle sparate del Capo del Pdl, che, anche volendo, si sarebbe trovato di fronte ad un compito davvero improbo. Ricordate la sceneggiata delle mele marce da togliere dal cesto per avere delle liste pulite? Vale la stessa considerazione.
E ce lo dimostrano le liste dei candidati alleati del Pdl, depositate ieri nei Tribunali (non fate della facile ironia, tutte le liste sono state depositate nei Tribunali…). Al capitolo Campania possiamo trovare una vecchia conoscenza della politica giudiziaria italiana: Sandra Lonardo Mastella, la moglie del celebre Clemente. Se vi state ponendo la domanda… sì, si tratta della ex presidente del Consiglio regionale in quota Udeur di centrosinistra. Quella che per i giudici non deve neppure dimorare in Campania per evitare che possa delinquere. Proprio lei.
Avendo evidentemente stabilito che le accuse contro di lei sono prive di rilevanza e che non c’è bisogno del terzo grado (di giudizio) per stabilire che la Mastella è innocente, gli uomini di Stefano Caldoro hanno accettato di averla tra i sostenitori del loro candidato alla presidenza. Contenti loro…
carmar
28 feb 2010 - 06:22 - #1Senza pudore…..hanno capito che in italia i cretini non mancano, allora si candidano per prendere quella parte di voti….viva l’italia delle tangenti e dei corrotti….berlusca presidente….
aldebaran85
28 feb 2010 - 10:11 - #2AHAAHHAHAHAHA
non mollo benevento nel cuore
AHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHHAHAHAHA
pellegrinoerminio
28 feb 2010 - 10:37 - #3Quando una persona ha la faccia tosta,o faccia di tola dicono a Milano di dire dopo una sentenza di condanna anche se prescritta, avete visto “erano tutte favole contro di me ” io sono puro, aggiungo io, allora può dire e fare quello che vuole, la colpa non è la sua lui fa bene a fare i propri interessi anche se a scapito degli altri , alle elezioni trascorse si lamentava contro i brogli della sinistra e poi invece sono stati scoperti i suoi , vedi Di Girolamo e già da allora le schede di Palermo e chissà cosa dorme ancora sotto la polvere dei tribunali dove sono state depositate le schede e poi bisogna che gli italiani che lo votano credendo di difendere i propri interessi capiscano che i piccoli favori spesso portano ai più grandi disastri vedi la Grecia che prima era governata più o meno come noi ora , e allora faranno il pianto del coccodrillo ma sarà tardi e gli errori di oggi costeranno molto cari a tutti compresi chi li ha avallati.
pellegrinoerminio
28 feb 2010 - 10:44 - #4dimenticavo i Mastella, per loro vedi Giuda ora stanno godendosi i 33 denari
enrico-xc
28 feb 2010 - 10:54 - #5 (nascondi)vorrei dare uno sguardo ai candidati delle sinistre…
ovviamente nessuno nomina piu’ i processi di mezzo pd sulla corruzione avvenuta in abruzzo, puglia, campania, toscana, calabria ecc. vero bersani e mr. di pietro?
zitti tutti, nessuna morale per i compagni che sbagliano?
babyshambles
28 feb 2010 - 11:49 - #6ancora i mastella?! alla faccia delle liste pulite! per non parlare poi, di quanto è ridicolo quello slogan!!
keolo
28 feb 2010 - 12:30 - #7Ernichetto sinistra e destra non contano, contano le persone.
Se rubano sono delinquenti da tutte le parti senza distinzione.
Ma il giochetto “lo fanno anche gli altri” ti consola?
Se uno ti dice che un deputato del PDL è il servo della ‘ndrangheta a te basta dire “guardate i corrotti di sinistra”?
Non dovresti dire prima “fuori i ladri” ?
Invece ti consoli con la frase infantile “anche tu sei cattivone” ?
Bella coscienza politica.
carmila
28 feb 2010 - 13:23 - #8Enrichetto è lo specchio dell’elettore telecomandato tipo, maturità a livello asilo nido, il classico che non porta argomentazioni ne’ fa autocritica (se non sbaglio è BERLUSCONI che governa ora, ed è di neanche una settimana fa lo strombazzato repulisti delle liste) ma sa solo dire “e perchè quelli che hanno fatto?”
Non può argomentare perchè innanzitutto c’è poco da argomentare davanti all’evidenza e poi perchè nessuno gli ha ancora fornito un’opinione da sostenere.
citi951
28 feb 2010 - 13:58 - #9BASTA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
basta con la CASTA
meglio la Castà (la modella)
stefano1966
28 feb 2010 - 14:14 - #10La classe dirigente del sud ancora una volta fa vedere di cosa è capace.
Anzi,incapace.
Vedremo se i cittadini del sud si saranno evoluti.
Io per fortuna voto al nord.
Questa non la voterei.
luvi
28 feb 2010 - 14:15 - #11Faccia come il c.ulo, assolutamente incommentabile.
teseo
28 feb 2010 - 14:20 - #12Sta donna è proprio senza vergogna…
enrico-xc
28 feb 2010 - 22:04 - #13vorrei dare uno sguardo ai candidati delle sinistre…
ovviamente nessuno nomina piu’ i processi di mezzo pd sulla corruzione avvenuta in abruzzo, puglia, campania, toscana, calabria ecc. vero bersani e mr. di pietro?
zitti tutti, nessuna morale per i compagni che sbagliano? due
nchomsky
28 feb 2010 - 23:12 - #14C’è mafia e mafia
Solidarizzare col senatore Di Girolamo sarebbe eccessivo. Ma condividere il suo stupore per lo sdegno generale che lo circonda, anche tra gli alleati e i presunti oppositori del Pd che due anni fa l’avevano salvato dall’arresto (unici contrari gli Idv) e ora lo vogliono cacciare, questo sì, si può fare. Non si comprende la differenza fra il suo caso, che ha portato persino Berlusconi a scaricarlo, e quelli di Dell’Utri e Cuffaro. Anzi l’unica differenza è a suo favore: Dell’Utri è stato condannato in primo grado per mafia, Cuffaro in appello per favoreggiamento alla mafia, Di Girolamo non ancora. Ha “solo” un mandato di cattura per rapporti con la ‘ndrangheta. Come Cosentino, che però starebbe con la camorra e dunque resta sottosegretario. Si dirà: Di Girolamo è stato fotografato con un boss e le cosche votavano per lui. Ma vale pure per Cuffaro, che fu filmato con due medici mafiosi: Vincenzo Greco, condannato per aver curato il killer di don Puglisi, e Salvatore Aragona, condannato per aver fornito un alibi falso al boss Enzo Brusca. Entrambi legatissimi al boss Giuseppe Guttadauro, che Cuffaro fece avvertire delle microspie a casa sua. Per Dell’Utri c’è solo l’imbarazzo della scelta. Dal 1974 e il ‘76 infila un mafioso, Vittorio Mangano, in casa di Berlusconi: assunzione suggellata – scrive il Tribunale di Palermo – da un incontro a Milano fra il Cavaliere, Dell’Utri e i boss Bontate, Teresi e Di Carlo. Nel 1976 partecipa – l’ammette lui stesso – al compleanno del boss catanese Antonino Calderone, insieme ai mafiosi Mangano, Nino e Gaetano Grado. Nel ’77 va a lavorare per Filippo Rapisarda, legato a mafiosi come Vito Ciancimino e il clan Cuntrera-Caruana. Nel 1980 partecipa – l’ammette lui stesso – a Londra alle nozze di Jimmy Fauci - pregiudicato siciliano legato ai Caruana, addetto al traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada - con i mafiosi Di Carlo, Teresi e Cinà. Nel 1992 il boss di Trapani, Vincenzo Virga, minaccia l’imprenditore Garraffa per perorare la causa di un presunto credito in nero reclamato da Dell’Utri (Virga e Dell’Utri si salveranno grazie alla prescrizione del reato di minacce gravi). Intanto Dell’Utri ottiene un provino al Milan per Gaetano D’Agostino, figlio di un complice dei Graviano. Nel 1993, mentre lavora al progetto Forza Italia, Dell’utri s’interessa al movimento mafioso “Sicilia Libera”: i suoi contatti con uno dei fondatori, il principe Napoleone Orsini, risultano da agende e tabulati. In novembre ancora le sue agende rivelano due incontri a Milano, nella sede di Publitalia, con Mangano, appena uscito da 11 anni di galera per mafia e traffico di droga. Nel 1998 la Dia fotografa Natale Sartori (socio della figlia di Mangano in alcune cooperative di pulizie) mentre rende visita al neodeputato Dell’Utri. Pochi mesi dopo la Dia filma un incontro a Rimini fra Dell’Utri e un falso pentito, Pino Chiofalo, che organizza un complotto contro i pentiti veri. Nel ‘99 Dell’Utri si candida al Parlamento europeo: un fedelissimo di Provenzano intercettato in un’autoscuola raccomanda ai picciotti di votare per lui: “Dobbiamo portare e aiutare Dell’Utri, sennò lo fottono. Se sale alle Europee non lo tocca più nessuno…‘sti sbirri non gli danno pace”. Nel 2001, vigilia delle politiche, il boss Guttadauro parla con Aragona: “Con Dell’Utri bisogna parlare, alle elezioni ’99 ha preso impegni (col boss Capizzi, ndr) e poi non s’è fatto più vedere”. Aragona: “Io sono stato invitato al Circolo, sede culturale di Dell’Utri in una biblioteca famosa”. Nel 2003 Vito Palazzolo, boss latitante in Sudafrica, contatta Dell’Utri tramite intermediari (tra cui la moglie) perché prema sul governo Berlusconi per sistemare i suoi guai giudiziari. Di Girolamo, al confronto, è un principiante. Ma ha un grave torto: “L’ha portato An”, dice il Banana, dunque l’inchiesta non è talebana né a orologeria: “È una cosa seria”. Ha sbagliato partito e soprattutto banda: se stava con la mafia o con la camorra, come minimo sarebbe sottosegretario.
Fonte: ‘Il Fatto Quotidiano’ di Marco Travaglio