
Brutto momento per l’informazione italiana. Nelle ultime 48 ore sono state prese una serie di decisioni che fanno di Augusto Minzolini, e del suo modus operandi da occultatore, un esempio da seguire.
La sospensione della puntata, già sponsorizzata nei giorni scorsi, dell’Infedele di Gad Lerner sul riciclaggio è sicuramente l’evento peggiore. Se anche la7 ridimensiona in modo massiccio (al margine della presentazione dei palinsesti 2009/10 era stato cancellato “Crozza Italia”) gli spazi dedicati all’attualità italiana allora è vero che nessun editore garantisce ai giornalisti di fare il proprio lavoro.
Operato su cui però si deve ragionare perché spesso non apprezzato dagli stessi utenti per il quale è stato pensato. Ogni volta che viene trasmessa una puntata di “Presa Diretta” o “Report” molti telespettatori molto chiaramente fanno presente sui vari forum che programmi come questi dovrebbero aver maggior spazio nei palinsesti. Del servizio pubblico, almeno.
Di questo dovrebbero prenderne atto i vari Santoro, Floris e Vespa prima di protestare contro la legge sulla par condicio che vieterà loro di andare in onda fino al prossimo appuntamento elettorale.
Zittire, intendiamoci, non è giusto. Soprattutto in questo periodo bulimico di scandali. Speriamo solo che il silenzio porti a conduttori sopracitati consiglio utile per capire che la rete non può, e non deve, essere il media sul quale convogliare le loro assenze.
Possibile che della spesa pubblica degli armamenti, su cui ragioneremo domani approfonditamente, se ne sia occupata in Rai solo una trasmissione radiofonica?
No. Certo che No.
Mai come oggi l’approvazione di un decreto sul tetto agli introiti pubblicitari, previsto per la televisione e non per il web, promosso dal Viceministro Paolo Romani è sembrato essere un divertente gioco del destino organizzato ai danni di chi facendo informazione si è arricchito. Tra uno spot e l’altro.
ice
02 mar 2010 - 09:17 - #1a proposito sarebbe bello fare un articolo sulla puntata di Presa Diretta della scorsa domenica assolutamente agghiacciante la situazione della giustizia
Vederlo dovrebbe essere d’obbligo a tutti gli italiani, specialemtne ai Berluscones convinti da qualche articoletto di BelPietro o Feltri che la casta di scansatiche siano proprio le toghe
e convinti anche che questo governo voglia migliorare la giustizia con le sue riforme
enrico-xc
02 mar 2010 - 09:33 - #2finalmente gente come santoro e c. la smette di fare politica di parte coi soldi di tutti i cittadini italiani, era ora…
enrico-xc
02 mar 2010 - 09:34 - #3e rainews 24 non la ferma nessuno? il caffe’ di corradino mineo e’ una vergogna costante della faziosita’ di sinistra…
ice
02 mar 2010 - 09:35 - #4@ #2
ho messo il link, vatti a guardare la puntata
che se hai tempo di scrivere stupidate su questo blog, ne trovi anche per guardare il servizio
e poi magari torni scrvendo a ragion veduta
nchomsky
02 mar 2010 - 09:40 - #5Qui non si parla di politica:
Molto saggia la decisione del Cda Rai di chiudere i programmi giornalistici nell’ultimo mese di campagna elettorale. Ora si potrebbero rispolverare presso i migliori rigattieri i cartelli che il fascio affiggeva negli uffici pubblici durante il Ventennio: “Qui non si parla di politica, qui si lavora”. L’idea che, con l’aria che tira, gli elettori venissero a sapere chi sono i candidati a occupare le mille poltrone dorate dei consigli regionali era troppo terrificante. Meglio evitare. Il regime è pronto a tutto, persino ad amputarsi il braccio armato, cioè Porta a Porta, pur di impedire che qualche notizia trapeli. Provvederanno per tutti Minzolingua, Mimun e Fede (senza dimenticare Giordano, la vocina del padrone, che inaugura Mediaset News, roba forte).
Del resto il quadro generale è talmente putrido che basta una telecamera accesa per guastare il panorama. Si poteva mandare in onda qualche altra serata dedicata al senatore Di Girolamo, affettuosamente ribattezzato “schiavo” e “portiere” dalle migliori cosche della ‘Ndrangheta? Si poteva raccontare che i candidati favoriti in Lombardia e in Emilia Romagna, Formigoni (Pdl) ed Errani (Pd), sono ineleggibili per legge e infatti è pronta una legge ad hoc per legalizzare l’illegalità? Si poteva riferire di che lacrime e di che sangue grondi la Seconda Repubblica, nata dalle stragi e dalle trattative Stato-mafia, come emerge dai processi Mori e Dell’Utri grazie alle rivelazioni di Ciancimino e di Spatuzza? Si poteva spiegare che razza di lombrosario di pregiudicati, imputati, indagati e prescritti sono le “liste pulite” del Pdl e del Pd? Si poteva illustrare la pantomima della legge anti-corruzione scritta dal più noto corruttore della storia d’Europa? Si poteva seguitare a elencare gli sperperi milionari della Prostituzione & Corruzione Civile Spa? Non si poteva, salvo trasformare i seggi elettorali in assalti all’arma bianca con gli elettori inferociti armati di forconi.
Al posto delle notizie avremo la consueta sfilata di quaranta leader di partito che, non potendo più mettere il naso fuori di casa per paura di essere riconosciuti, si barricheranno negli studi televisivi e lì, con le piaghe da decubito, registreranno migliaia di autospot per esortare gli amici elettori: “Votateci perché siamo belli, bravi, onesti e capaci”. Sono gli ultimi rantoli di un regime agonizzante che non trova di meglio che rinserrarsi nel bunker e spegnere quel po’ d’informazione sopravvissuta nella speranza di far dimenticare scandali, ruberie e mafierie levandoli dal video per qualche settimana. Poi c’è la pochade fantozziana dell’eroico Milioni, che arriva tardi all’ultimo chilometro perché si chiude in bagno per cambiare gli ultimi candidati in corsa a causa dell’eterna guerra Banana-Fini, poi va a farsi due spaghi al baretto di fronte e infine cede di schianto sul filo di lana: come Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra 1908. O come il ragionier Fantozzi che incede barcollante e paonazzo verso la macchinetta bollacartoline dell’ufficio sinistri e poi si accascia al suolo proprio nel rush finale fra i vani incitamenti dei colleghi impiegati.
Come giustificare in tv la leggina che – si accettano scommesse – legalizzerà la sua illegalità e quella della lista Formigoni, presentata con 514 firme taroccate e dunque esclusa dal tribunale? L’unica soluzione è affidarsi all’apposito Minzolingua: uno che riesce a spacciare le prescrizioni per assoluzioni saprà trovare le parole giuste per denunciare in uno dei suoi editoriali l’ennesimo complotto delle toghe rosse. Del resto, nel paese dell’illegalità legalizzata e della giustizia privatizzata, ci mancherebbe pure che le uniche leggi da rispettare fossero quelle elettorali e che l’unico a pagare per non averle rispettate fosse il povero Milioni. Vista l’enormità degli adempimenti e l’oggettiva urgenza della missione, si potrebbe trasformare la presentazione delle liste in un Grande Evento e affidarla alla Protezione civile. Chiamate Bertolaso, o almeno una massaggiatrice al seguito: quelli, almeno, sono velocissimi.
di Marco Travaglio, da il Fatto Quotidiano, 2 marzo 2010
nchomsky
02 mar 2010 - 09:43 - #6enrico:
Ma va a càgher…
nchomsky
02 mar 2010 - 09:49 - #7Da una intervista a Santoro (repubblica):
(Giornalista)Oggi con Vespa siete sulla stessa barca. Ma il conduttore di Porta a porta la accusa in sostanza di aver indotto la politica a questo black out.
(Santoro)”Annozero esprime un pezzo di opinione pubblica che Berlusconi non vorrebbe che fosse rappresentato. A noi però ci guardano a sinistra e a destra. Basta leggere i giornali di quella parte che dedicano 20 pagine ogni settimana a me e alla trasmissione. Certo, se tutti fossero simili a Vespa forse il problema della cancellazione non si sarebbe posto. Ma la differenza tra me e lui è che io farei le barricate per difendere il suo diritto di esprimersi, lui non restituirebbe il favore. È la cosa più sgradevole. Poi, va aggiunto uno sprazzo di verità. La trasmissione di Vespa è vecchia e in affanno. Nessuno lo dice perché è la terza camera dello Stato. Ma i dati d’ascolto parlano chiaro. Penso ci sia un collegamento tra le sue accuse ad Annozero e i numeri dell’Auditel”.
stefano1966
02 mar 2010 - 10:36 - #8La tv italiana generalista è alla frutta,si sa.
Ma cosa c’entra lo stop imposto dal proprio editore,Telecom,a Gad con L’Infedele che doveva parlare dello scandalo Fastweb-Telecom con tutto il resto?
Quello di ieri sera è stato il tipico esempio di editore che stoppa un suo programma perchè avrebbe parlato di se,è un misto di censura e di conflitto di interessi.
EW Gad,si legge nel suo blog,non ha protestato manco più di tanto,alla faccia della libertà di informazione,meglio il contratto buono.
Lo stop ai programmi invece,non dimentichiamolo,è dovuto ad una votazione.
Mi ha sorpreso molto vedere ieri sera la dichiarazione di Santoro,che con il suo solito modo di fare sensazione ha ribadito “sia chiaro questo stop è voluto dal governo”.
Santoro dovrebbe essere informato e fa finta di non esserlo,tanto per cambiare,che il voto che ha dato l’ok al provvedimento è stato dato dall’On. Beltrandi,del Partito Radicale ,eletto come Radicale nelle fila del PD.
Che il voto è stato fatto valido anche perchè l’UDC non è uscita dall’aula così facendo non ha fatto mancare il numero legale,per poi vedere la faccia attonita di Casini da Floris che alla notizia del voto avvenuto non sapeva più che dire.
Insomma la PDL è alla frutta tra dissidi interni e dopo le elezioni si sa già che si dividerà tra ex AN e ex FI.
Ma gli altri in quanto ad organizzazione non mi sembrano messi meglio.
Il PD ha uno dei suoi che vota a favore del provvedimento e da colpa del voito al governo (???).
Casini dice che non la lascierà passare liscia,ma il suo partito contribuisce a fare numero legale nella stessa votazione.
Aridatece i vecchi partiti che almeno sapevano cosa stavano facendo.
Rubavano,si,ma tanto rubano pure questi.
Ma almeno sapevano organizzarsi.
chico-mendez
02 mar 2010 - 10:56 - #9Stefano ti quoto, anche se in effetti, casualmente le trasmissioni cassate sono quelle con piu’ audience, con preferenze maggiori su altre e con approfondimenti spesso molto critici con i politici tutti……casualmente ne? mica vorrei pensare che in periodo elettorale una trasmissione come Report che denuncia il malgoverno di destra e sinistra possa aumentare il popolo delle astensioni?
chico-mendez
02 mar 2010 - 10:58 - #10Enrico prova a tradurre rainews24…poi capisci che non hai capito un cappero :)…..altrimenti per par condicio dovrebbero tagliarti l’uccello per impedirti di pensare e quindi fare campagna contro la PdL…..perche’ uno come te invita davvero a non votare per quelal compagine……e come te idiot1 come Macleod e Liberty :)
stefano1966
02 mar 2010 - 11:18 - #11@chico
Di casuale in italia secondo me non ci sono manco le estrazioni del superenalotto.
Ma il voto c’è stato e quello decisivo è stato dato da uno del PD,Radicale.
Che si sia venduto non lo so.
Che i Radicali stiano facendo scioperi della fame è noto e la stessa Bonino mi pare sia stata chiara ad Annozero nel difender il voto del suo esponente.
Stavolta a godere del fatto è stato il Cav.
Ma la lotta è stata tutta interna alla sinistra.
Tra Radicali e PD.
Quanto a Report,mio programma preferito,mitica Milena,e Presa Diretta,non mi pare che parlino male solo del PDL e del Cav.
Anzi.
Parlano ,male del male che c’è.
Report fa inchieste in generale.
Report soprattutto ha avuto più di una volta sollecitazioni anche da sinistra per “tranquillizzarsi”.
Senza Report quei poveri magistrati di Parma si sarebbero fatti pigliare in giro da Tanzi.
Questo è VERO giornalismo di inchiesta.
Anche Presa Diretta non è male,un gradino sotto.
stefano1966
02 mar 2010 - 11:19 - #12“malgoverno di destra e sinistra ”
Appunto.
chico-mendez
02 mar 2010 - 12:05 - #13Stefano forse forse riesci a capirmi, io da sempre dai tempi della scuola, ho combattuto contro quello che e’ il potere in Italia, quindi contro il PCI che voleva isolare i movimenti spontanei di studenti e lavoratori (quanti sanno dell’esistenza di sindacati al di fuori della triade ma sempre di sinistra?), contro massoni e democristiani, contro i bombaroli dei servizi segreti, contro insomma tutta quella gente che usando il pretesto Stato corrompe, uccide, sfrutta, ruba……e che in questo momento ha nella PdL la sua punta di diamante…….non a caso tutti gli ex socialisti per i quali io ho gioito nel vederli ai ferri assieme a tanti e tanti leghisti ora siano alleati degli stessi leghisti…..
babyshambles
02 mar 2010 - 14:16 - #14di porta a porta si può fare volentieri a meno! comunque santoro ha ragione su vespa! se tutti fossero come lui, tutti questi problemi non ci sarebbero!
per fortuna esistono i VERI giornalisti!
boh1
02 mar 2010 - 15:00 - #15la legge sulla par condicio ovviamente cucita sul monopolio berlusconiano ..blocca le poche oasi di informazione alternativa lasciando libero spazio ai cani al guinzaglio direttori di tutti i tg ..liberi di continuare con la loro insulsa e sottile propaganda 24/7 .
http://www.youtube.com/watch?v=vz7yRVn6tl8
E’ la prima volta che il servizio pubblico si presta a raccontare in modo così spudorato menzogne. Fino ad oggi, ovvio, ha manipolato e raccontato versioni assolutamente fuorvianti, ma mai era arrivato a tanto..menzogne
nchomsky
02 mar 2010 - 16:16 - #16Click.
Mauro Masi sospende quattro trasmissioni per un mese: Annozero, Ballarò, Porta a Porta e l’Ultima parola. Rientrato da una settimana di sole tropicale, il direttore generale ha spento con una delibera del consiglio di amministrazione – approvata con 5 sì (la maggioranza) e 4 no (l’opposizione più Garimberti) – gli spazi di approfondimento del servizio pubblico.
La Rai doveva applicare la contestata norma sulla par condicio della Vigilanza che, in sintesi, equipara l’informazione giornalistica alla comunicazione politica: alla tribune elettorali anni ‘70, una parola ciascuno, un torto a nessuno. I conduttori potevano lavorare trattando con i bisturi – ovvero senza fare riferimento ai partiti – argomenti di cronaca e di attualità.
Ci aveva provato Annozero nelle scorse puntate, prima con l’inchiesta sulla Protezione civile e poi con la droga, i giovani e il cantante Morgan. Ci stava provando Ballarò con un dibattito sul costo della vita. Tutto inutile. Masi ha forzato il regolamento della Vigilanza già di per sé incostituzionale rispetto alla legge sulla par condicio e, sperperando milioni di spettatori e di euro (circa 4 in meno di introiti pubblicitari), impone all’azienda il silenzio sulle notizie.
Quelle notizie che saranno esclusiva di Augusto Minzolini, del Tg1 che ha assolto il corrotto David Mills, nonostante la sentenza di prescrizione della Cassazione.
I telespettatori dovranno sorbirsi ore e ore di comizi e dichiarazioni di voto: la Rai sarà un’enorme piazza con tanti palchi al centro e nessun professionista – che sia Michele Santoro o Bruno Vespa – che faccia da moderatore e tenga alto il famigerato audience.
Missione compiuta per Masi, imbeccato dai rappresentanti del governo in Cda, fuggito all’estero per ripararsi dalle critiche e poi consegnare senza appello un bavaglio benedetto da Palazzo Chigi: “Era l’unica decisione possibile per recepire la legge della commissione di Vigilanza. Così riduciamo al minino il rischio di sanzioni per l’azienda”, spiegano dalla direzione generale. Il radicale Marco Beltrandi, relatore in Vigilanza, scaccia da sé le colpe altrui: “È una scelta interamente azienda, non obbligata, né richiesta né incoraggiata”.
L’altra metà della tv – l’emittenza privata – resta schiacciata dai paletti dell’Autorità di garanzia (l’Agcom) che estende alla concorrenza la par condicio della Rai. Mediaset deve proteggere soltanto Matrix, a La7 rischiano la rottura del palinsesto, a Sky insistono con la promozione dei faccia a faccia tra i candidati. Una corsa a salvare il possibile.
Eppure Mediaset, a parte Matrix, sembra immunizzata e sarà avvantaggiata dall’oscuramento di Masi. Il voto contrario di Paolo Garimberti ha innervosito Angelo Maria Petroni, il consigliere tecnico in quota ministero del Tesoro. “Questa è una dimostrazione di potere illimitato della destra”, commentano da viale Mazzini. Nel cervellotico sistema di capi e caporali, succede che il presidente e il direttore generale siano avversari: “Non condivido. Si colpiscono gli utenti cui viene negato un diritto che – dice Garimberti – coincide con un dovere specifico del servizio pubblico: quella di fare informazione”.
Sarcastico pensando a Minzolini, Giorgio Van Straten: “Restano i notiziari, ma questo, visti i comportamenti dell’attuale direzione del Tg1, non può rassicurare”.