Pdl: flop uno. Voto – 9. Pdl in … implosione. Il coofondatore Fini: “Così non mi piace”. L’alleato Bossi: “Dilettanti allo sbaraglio”. Il quotidiano Libero: “Pdl=polli della libertà”. E le urne?
Pdl: flop due. Voto – 9. La maratona oratoria inscenata a Roma dopo l’esclusione della lista del Pdl è senza … maratoneti. In piazza, solo quattro “gatti” con la testa rapata. Flop più flop uguale ko.
macleod
03 mar 2010 - 09:53 - #1 (nascondi)Ignazio Abrignani che dovevano consegnare le firme, o èstato pagato da altri partiti, o c’è proprio una lotta interna… per questo bisognerà vedere cosa combinerà nei prossimi mesi quest’individuo…
Anche in Lombardia è strano che si consegnino appena 4000 firme, quando si necessitano 3500, bisognava per lo meno raccoglierne il doppio, dopotutto è il partito più votato d’Italia, non credo sarebbe stato difficile, e anche qua la cosa è strana, che poi i giudici si son messi a scavillare sui dettagli è cosa nota, visto che tutte le inchieste per la gente del PDL son partite proprio ora… non è che quelli che prendevano mazzette lo han fatto solo in febbraio, eppure giudici compiacenti han fatto pubblicare le inchieste ad esterni proprio ora… quindi bisognerebbe pure indagare sulla loro tanta ecclatata trasparenza. Cmq questo non cambia il fatto che ci si chiede come sia stato possibile raccogliere così poche firme…
macleod
03 mar 2010 - 09:56 - #2Cmq Belpietro ha ragione, son dei fatti troppo ecclatanti per farli passare inosservati, visto che si rischia l’esclusione da due regioni molto importanti… certo che farsi uno sgambetto prima delle regionali è un colpo pesante per il PDL…
Però da uno come Fini non mi stupirei, tempo addietro alle regionali del Friuli, la candidata era una leghista, eppure Casini e Fini hanno appoggiato il candidato di centrosinistra, meglio perderla quella regione che darla in mano alla Lega…dopotutto la loro antipatia leghista non l’hanno mai nascosta, come ad oggi non soppportano Berlusconi…
#gio#
03 mar 2010 - 10:01 - #3Partito di peracottari
Secondo quanto apprendiamo dall’on. Lorenzin, la maratona oratoria di protesta del Pdl si è spostata dalle 17 di oggi pomeriggio in piazza Farnese, lasciando libera piazza San Lorenzo in Lucina che, come abbiamo avuto modo di segnalare nella giornata di ieri, è uno dei luoghi esplicitamente esclusi come sede di comizi in base al protocollo d’intesa sulla disciplina della campagna elettorale in corso, firmato anche dal Pdl il 19 febbraio
ROMA/GAFFE DEL SINDACO
Maratona, Alemanno comizia in una piazza vietata. Da lui…
ice
03 mar 2010 - 10:08 - #4@ MacLeod
mi sa che sei proprio disinformato:
le notizie su alcune indagini (e penso a quelle riguradanti Bertolaso & protezione civile) sono divenute pubbliche proprio per colpa degli informatori degli indagati stessi (procuratore del Toro), che se era per i giudigi , quelli continuavano a indagare e raccogliere prove. Probabilmente allargando ancor piu la cerchia
.
invece per Vercelli dietro ci sono dissidi interni al partito PdL e di cui i Vercellesi sono ben a conoscenza
Per par condicio potrei dirti allora che anche il caso Delbono è saltato fuori sotto elezioni…..ad orologeria
ma non lo dico
e basta con sta storia che le inchieste sono ad orologeria sotto elezioni: in Italia tra regionali, provinciali e comunali (capoluoghi di provincia), europee e politiche nazionali si fanno 2-3 elezioni all’anno
per forza che se salta fuori qualcosa è SEMPRE sotto elezioni
ice
03 mar 2010 - 10:11 - #5c’è anche da dire che molte indagini che saltano fuori lontano dai periodi elettorali, finiscono nei trafiletti inosservati in ultima pagina, per poi essere riesumate e riportate in prima pagina quando sotto elezioni fanno piu notizia
ice
03 mar 2010 - 10:15 - #6un po come per la criminalità: prima delle elezioni sui tg nazionali finivano anche gli scippi alla vecchietta, dopo che il PdL Lega ha fatto un mese di governo…i riflettori si sono spenti
Forse che di vecchiette non se ne scippano piu!?!? O non ci sono piu stupri!?!?!?
Non credo che la crisi economica e il terremoto in Abruzzo siano un disincentivo per stupratori e scippatori
Io ad esempio sabato in quel di Modena, sono stato prima tamponato, poi malmenato da un mezzo matto
e dopo 50 minuti e 2 telefonate al 113 non si è vista nessuna voltante (impiegate com’erano le forze dell’ordine per il NORMALE servizio di sicurezza alla partita di calcio)
aldebaran85
03 mar 2010 - 10:36 - #7il pdl è il partito del non fare
nchomsky
03 mar 2010 - 10:50 - #8Un colpo al cerchio e l’altro pure
Dieci anni fa il Corriere della Sera pubblicava in prima pagina Montanelli, Biagi, Sartori e poi, per bilanciare, Galli della Loggia, Panebianco, Ostellino, Romano e Battista. Era il Corriere cerchiobottista. Ora che Montanelli e Biagi non ci sono più e Sartori è confinato alla settimana dei tre giovedì, il cerchiobottismo è divenuto bottismo: niente colpi al cerchio, solo alla botte. Il Pompiere della Sera. Ma il Banana è ingordo, bulimico, non s’accontenta. Così persino Ernesto Galli della Loggia diventa un pericoloso sovversivo, solo perché ribadisce una sua vecchia analisi, alla luce delle ultime faide e gaglioffate del centrodestra: Forza Italia, o come diavolo si chiama, è un partito di plastica. Anticipato nelle rassegne stampa di tarda sera, l’editoriale scompare dalla prima pagina nel breve tragitto fra la direzione e le rotative. Poi, ieri, la toppa peggiore del buco: “Errore tecnico, il pezzo esce domani”. Chissà, senza le rassegne stampa, che fine avrebbe fatto. Così il regime, dopo il black-out dell’informazione tv, riesce a sbianchettare le ultime pallide critiche da un giornale comunque amico. In attesa che l’irriconoscibile De Bortoli venga rimpiazzato direttamente da Feltri o Rossella (Belpietro sarebbe troppo) e che all’uscio di via Solferino sorga il monumento equestre al Banana, meritano un encomio solenne Pigi Battista, anzi Bottista, e Massimo Franco. Fedeli alla linea fino all’ultimo, impermeabili a quest’arietta di fine impero, sordi agli scricchiolii del regime, seguitano impavidi e imperterriti a suonare le trombette per il Banana, pronti a seguirlo ovunque, anche nell’ultimo bunker. Ieri i due praticanti dello studio Ghedini ce l’avevano entrambi col Tribunale di Milano, reo di aver proseguito il processo Mediaset nonostante il Consiglio dei ministri convocato in contemporanea dal Banana per svignarsela un’altra volta. Secondo Bottista, i giudici “sostengono che presiedere il Cdm non è legittimo impedimento”, e così “autorizzano il premier a scorgere un accanimento” ai suoi danni e “delegittimano il governo agli occhi dell’opinione pubblica”, considerandolo “un optional, un passatempo, una cerimonia vuota, una copertura”, accecati dalle loro “antipatie politiche”. Franco, in stereofonia, oltre a scambiare il Tribunale per la Procura, scrive che i magistrati “contestano gli impegni del governo” e aprono “un conflitto istituzionale pericoloso e scivoloso”. Poi mette sullo stesso piano “due verità inconciliabili”: “il pregiudizio dei magistrati, convinti che il premier si stia sottraendo alla giustizia inventando scuse” (pensa un po’ alle volte cosa vanno a pensare); “e quello di Berlusconi per il quale la Procura lo perseguita per motivi politici dal 1994, costringendolo a difendersi”. A questo punto il lettore dirà: se le due verità sono inconciliabili, una delle due è una bugia e Franco, essendo un giornalista, è pagato apposta per dire la verità. Invece lui le butta lì entrambe, le chiama “scontro fra Palazzo Chigi e Procure”, dice che non si sa “chi abbia cominciato”. Ma poi, da buon bottista, dà ragione al Banana: se ha spostato il Cdm nel giorno dell’udienza “è possibile che siano sorti problemi tali da cambiare il giorno”. Quali? Franco non li sa, del resto è solo il notista politico del Corriere. Li dà per letti. Se lui e Bottista leggessero almeno il giornale su cui scrivono, scoprirebbero da Ferrarella che il Tribunale non nega che il Cdm sia un legittimo impedimento, anzi afferma che lo è, e pure “assoluto”. Infatti ha chiesto a B. una data libera, cancellando tre udienze; B. ha indicato il 1° marzo; i giudici hanno fissato l’udienza; il 24 febbraio B. ha piazzato un Cdm proprio il 1° marzo senz’alcuna urgenza (sei giorni prima) e senza dimostrarla; dunque, siccome per la Consulta le esigenze di giustizia e di governo sono di pari livello, l’impedimento stavolta non è legittimo. Cioè: Bottista e Franco, come Minzolingua, hanno raccontato balle. Che infatti sono rimaste in pagina. Non si censurano le balle, ma la verità.
di Marco Travaglio su: ‘Il Fatto Quotidiano’
chico-mendez
03 mar 2010 - 11:01 - #9macleod ma non ne azzecchi una, possibile mai che pretendi di scoprire le cose leggendo Sukia e Lando? :)
nchomsky
03 mar 2010 - 11:05 - #101-2
Far rispettare a tutti le regole “esistenti” è una cosa poco “democratica”?
Da quando l’incapacità è un’attenuante al seguire le regole vigenti?
chico-mendez
03 mar 2010 - 11:20 - #11nchomsky questione di punti di vista, c’e’ chi come filosofia di vita ha il rispetto degli altri e quindi regole e modi di fare altri che invece si sentono….bisont….oops bisunti dal singore e liberi di fare quel cavolo che vogliono in barba a leggi norme regole e persone
ILoveLeaForEver
03 mar 2010 - 11:42 - #12Ma quale flop, vinciamo facile in 10 regioni ed il resto ce la giochiamo, voi di polisblog siete fuori dal mondo come dice la mia Vate la mia Musa Lea.
ILoveLeaForEver
03 mar 2010 - 11:54 - #13I -1 non servono quando si dice la verità, m
la mia Vate ne prendena sempre tanti ma diceva il vero.
nchomsky
03 mar 2010 - 12:16 - #14Polli delle Libertà o Scarafaggi delle iniquità?
Altro che timbri mancanti. Sul pasticcio della lista “Per la Lombardia” capeggiata dal presidente Roberto Formigoni da ieri pesano ombre sulla validità delle stesse firme presentate. La lista da lunedì risulta esclusa dalle prossime Regionali in tutta la Lombardia. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Milano che ha in parte accolto un esposto presentato dai Radicali (lista “Marco Cappato presidente”) sulla non validità formale di alcune firme.
Un bel guaio per il Celeste governatore, che fino alla scorsa settimana veleggiava tranquillo verso la quarta rielezione consecutiva. Ora però in una memoria aggiuntiva presentata dagli stessi Radicali si fa esplicita richiesta di una “perizia calligrafica” sulle firme apposte a corredo della presentazione del listino. In totale le firme racimolate dalla lista “Per la Lombardia” sono 3.935, di queste 514 sono state giudicate irregolari. Un numero decisivo per scendere sotto il limite minimo di 3.500 richiesto dalla legge. Per i magistrati queste firme presentano quattro tipi di errori: 136 non hanno il timbro tondo del comune, 121 non riportano la data dell’autentica, 229 il luogo dell’autentica, 28 la qualifica dell’autenticatore. In realtà, i Radicali ritengono che le firme non valide siano 908.
Intanto, ieri, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha portato in Procura il ricorso contro la decisione della Corte d’Appello dove si chiede di far valere il principio della conservazione degli atti amministrativi anche in presenza di vizi e irregolarità formali. A questo punto i giudici avranno 48 ore per decidere. Il verdetto però potrebbe arrivare già oggi. E con un secondo, prevedibile no la palla passerebbe al Tribunale amministrativo. In questo caso il ricorso del Pdl conterrebbe la richiesta di sospensiva del provvedimento dei giudici. Se il Tar dovesse accoglierla, il listino di Formigoni tornerebbe in corsa per le elezioni del 28 marzo.
In attesa di queste risposte, quello che resta sul tavolo sono i forti attriti che animano il Pdl lombardo. Giochi di potere e poltrone che hanno protratto fino all’ultimo secondo valido la presentazione del listino con i nomi dei 16 candidati, tra cui lo stesso Formigoni. Incertezza dovuta all’ipotesi, ora sfumata, che Formigoni potesse vincere con oltre il 60% dei voti. Eventualità che permetterebbe l’elezione solo dei primi 8 candidati. Con una percentuale inferiore passerebbero, invece, tutti e 16. Questo il nodo che ha alimentato il dibattito interno con la Lega che inizialmente voleva infilare i suoi uomini nei primi otto posti. E solo in un secondo momento, vedendo sondaggi meno trionfanti, il direttivo del Carroccio ha scelto la linea morbida mettendo i propri candidati negli ultimi posti. Per questo la consegna è avvenuta la sera di venerdì scorso, mentre il limite massimo per raccogliere le firme era a mezzogiorno del sabato. Risultato: il Pdl sarebbe riuscito a raccogliere quasi 4.000 firme in quattro ore. Un record sul quale pesano i dubbi dei Radicali. Sospetti che troverebbero conferma in “certificati rilasciati in data anteriore a quella dell’autenticazione del modulo”. In sostanza la raccolta delle firme sarebbe avvenuta quando ancora mancava l’elenco ufficiale dei candidati. Ancora più grave, sostengono i Radicali “il sospetto che le firme siano state prese dalle liste delle scorse Regionali” e poi “ricopiate a mano”. Ora bisognerà aspettare quindici giorni per sapere se partirà anche un’inchiesta penale.
stefano1966
03 mar 2010 - 13:03 - #15@ macleod
Fidati non esiste nessun complotto di giudici/sinistra in questa faccenda.
E’ solo una lite matrimoniale in attesa di divorzio.
E per quanto mi riguarda sono molto contento che il ministro Maroni ieri abbia detto che non ci sarà nessun intervento del governo per sanare le irregolaroità.
Così come disse no ai Piddini che piangevano settimane fa a Bologna dopo non aver rispettato i tempi e volevano una legge su misura per Bologna…ha detto no anche stavolta.
Dovresti essere contento,io lo sono,che un ministro leghista ribadisca che le regole ci sono e vanno rispettate.
E’ un po di tempo che non lo sentivo dire anche da un leghista.
Avanti così.
chico-mendez
03 mar 2010 - 13:06 - #16Stefano hai ragione e’ da un o di tempo che non si sentiva un pesniero leghista da un leghista, ma fatto questo ha di nuovo richiuso il cervello tornando ad accarezzare la sua bella poltrona :)
macleod
04 mar 2010 - 14:30 - #17Ignazio Abrignani che dovevano consegnare le firme, o èstato pagato da altri partiti, o c’è proprio una lotta interna… per questo bisognerà vedere cosa combinerà nei prossimi mesi quest’individuo… Anche in Lombardia è strano che si consegnino appena 4000 firme, quando si necessitano 3500, bisognava per lo meno raccoglierne il doppio, dopotutto è il partito più votato d’Italia, non credo sarebbe stato difficile, e anche qua la cosa è strana, che poi i giudici si son messi a scavillare sui dettagli è cosa nota, visto che tutte le inchieste per la gente del PDL son partite proprio ora… non è che quelli che prendevano mazzette lo han fatto solo in febbraio, eppure giudici compiacenti han fatto pubblicare le inchieste ad esterni proprio ora… quindi bisognerebbe pure indagare sulla loro tanta ecclatata trasparenza. Cmq questo non cambia il fatto che ci si chiede come sia stato possibile raccogliere così poche firme…