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Il legittimo impedimento visto da destra e da sinistra

Pubblicato: 11 mar 2010 da Giovanni Molaschi



Con 169 voti favorevoli, 26 contrari e 3 astenuti il “legittimo impedimento” è diventato legge ieri grazie al Senato. Il provvedimento che consentirà al presidente del Consiglio e ai Ministri di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria è stato approvato dopo la richiesta dell’ennesimo voto di fiducia (il 31esimo) chiesto dall’amministrazione di Silvio Berlusconi.

Vero e proprio uomo dei record il leader del Popolo delle Libertà è riuscito, in questo mandato, a chiedere più voti di fiducia di quanti ne avesse già chiesti in passato. Nel secondo Governo, durato 3 anni e dieci mesi, Silvio Berlusconi riuscì ad avvallersi di ben 29.

La fiducia che veniva chiesta ogni 90 giorni (circa) oggi viene pretesa ogni 21 malgrado la maggioranza, forte e solida, su cui può contare il Presidente del Consiglio che, fanno già sapere dalla Procura di Milano, non potrà sottrarsi ai processi aperti nei suoi confronti.

I pm dei processi sui diritti tv di Mediaset e sul caso Mills, Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro, hanno già annunciato un ricorso alla Consulta testimoniando con i fatti l’incostituzionalità della norma.

Ma il legittimo impedimento, come testimoniato dalle posizione prese da entrambi gli schieramenti, non è una legge come un’altra. Prima di capire le posizione di chi contro si è espresso bisogna riflettere sulla linea adottata dalla maggioranza dentro e fuori dall’aula.

Cominciamo parlando del Pdl. Al momento del voto, Silvio Berlusconi non era presente in aula. Al suo posto ha presenziato senza professare parola il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ideatore di un lodo concettualmente simile al legittimo impedimento considerato anticostituzionale.

Il silenzio, per il momento, è stato adottato anche dal Presidente della Camera (Pdl) Gianfranco Fini. Il suo esempio non è stato seguito da Maurizio Gasparri, Presidente del gruppo Pdl al Senato, che davanti alla protesta inscenata dai rappresentanti del’Idv (seduti sul pavimento, con in mano la Costituzione, per evitare il voto) ha urlato “vergogna! Vergogna”.

Singolari, e poco pertinenti al dibattito, sono sembrate anche le dichiarazioni rilasciate a ridosso dell’approvazione rilasciate dall’alleato di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi. Il leader della Lega Nord, più commentare perché il legittimo impedimento sia un provvedimento giusto si è limitato a constatare che tutto quello che il governo decide di far passare passa perché è un governo con i voti quindi in aula vince sempre.

Contro il provvedimento, oltre all’Italia dei Valori e al Partito Democratico, hanno votato i rappresentanti dell’Udc che, come dichiarato da Pierferdinando Casini, hanno scelto il No poiché non sono stati accettati sette emendamenti che nei giorni scorsi avevano presentato.

“Quando - ha dichiarato Giampiero D’Alia (presidente dell’Udc al Senato) il governo chiede la fiducia compie un atto di chiusura verso le opposizioni e cambia le prospettive”.

Queste condizioni ballerine non preoccupano solo il partito che nelle precedenti legislature era stato a fianco di Silvio Berlusconi. Antonio Di Pietro, Presidente dell’Idv, si è appellato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché il voto di fiducia non permetta la regolamentazione dell’ennesimo scempio che perpetua le intenzioni già ritenute incostituzionali in altre circostanze.

A tal proposito Luigi Li Giotti, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Giustizia, ha dichiarato:

“Il ddl sul legittimo impedimento è un insulto alla Costituzione. La Corte Costituzionale è stata univoca e chiara, sia nella sentenza sul lodo Schifani che in quella sul lodo Alfano, nel sottolineare che la materia delle prerogative del presidente del Consiglio e dei ministri in relazione ai processi penali che li vedano coinvolti non può essere decisa con legge ordinaria ma con legge costituzionale”.

Della stessa opinione si è detta anche Anna Finocchiaro. La Presidente al Senato del Pd ha poi precisato che secondo lei il legittimo impedimento è figlio dell’arroganza poiché con il voto di fiducia si è evitata la discussione in aula dei 1700 emendamenti previsti dal disegno di legge.

Di arroganza ha parlato anche il segretario del Partito Democratico, Pierlugi Bersani, secondo il quale la destra (di cui fa parte anche l’Udc che ha votato contro il legittimo impendimento) non percepisce il moto di indignazione dell’opinione pubblica sui temi della legalità.

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10 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    11 mar 2010 - 12:05 - #1
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    Molaschi ma dov’è la visione di destra (intendo quelli a favore che lo hanno difeso, Gasparri non fa testo, i cavalli in parlamento ce li mise Caligola per la prima volta ma questo nn vuol dire che siano capaci di andar oltre al nitrito)?

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    11 mar 2010 - 12:35 - #2
    3 punti
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    Gruppo di radicali comunisti impedisce al pallone di entrare nella porta del manchester immediate le reazioni del premier…..in discussione decreto intepretativo, bastera’ solo che a calciare sia un giocatore che ha come presidente un uomo che abbia almeno un incarico di governo e che, il calcaitore, abbia intenzione …di votare PdL, a questo punto verra’ ritenuto convalidato il gol :)Mostra tutto

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    11 mar 2010 - 12:45 - #3
    3 punti
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    La destra non ha un punto di vista. China il capo, accetta ed esulta

  • Profilo di fc77

    fc77

    11 mar 2010 - 12:58 - #4
    2 punti
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    c’è chi lo vede da destra,chi da sinistra,chissà come mai la maggior parte degli italiani lo vede di dietro!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di white

    white

    11 mar 2010 - 13:35 - #5
    3 punti
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    ladri

  • Profilo di kickass

    kickass

    11 mar 2010 - 13:42 - #6
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    Si sgonfieranno come un pallone bucato

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    11 mar 2010 - 14:29 - #7
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    Che bello se fallisce mentre monta l’ottimismo e l’ottimismo di incazz@ potra’ dire che era legittimamente impedito :)

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    11 mar 2010 - 14:37 - #8
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    PRESIDENTE, L’IMPEDIMENTO NON PUÒ ESSERE FIRMATO È INCOSTITUZIONALE: NAPOLITANO QUESTA VOLTA DEVE DIRE “NO”. (di Bruno Tinti)

    Il Senato si piega alla legge personale n. 37. Da ora in poi il premier potrà evitare i processi. Il “legittimo impedimento” è legge. Stabilisce che i processi in cui B. e i suoi ministri sono imputati vanno rinviati fino a un massimo di 18 mesi se la presidenza del Consiglio dei ministri (cioè B. e i suoi ministri) dichiara che B. e i suoi ministri (cioè gli imputati) hanno un impedimento continuativo correlato allo svolgimento delle loro funzioni. Mi rendo conto che la sintassi è un po’ contorta. Proviamo così: la legge dice che B. e i suoi ministri decidono se i processi in cui sono imputati si possono fare o no. Ecco, in questo modo è più chiaro.
    Si può convenire sul fatto che talvolta i giudici possono sottovalutare gli impegni istituzionali di queste personalità e non rendersi conto di quanto siano rilevanti funzioni di governo quali l’inaugurazione della mostra della barbabietola di Poggiobelsito; e potrebbero quindi, in un caso come questo, rifiutarsi di rinviare un processo per corruzione e frode fiscale per svariati milioni di euro, magari prossimo alla prescrizione. Così una legge che prevede l’elenco tassativo dei compiti di governo è proprio una buona cosa: certi impegni costituiscono legittimo impedimento a comparire in udienza; e il giudice deve rinviare il processo senza che gli sia consentito di discettare sulla prevalenza della giurisdizione rispetto all’inaugurazione della ferrovia che finalmente unisce Piancavallo di Sotto a Piancavallo di Sopra.

    In effetti l’art. 1 della legge proprio questo fa: elenca le norme che prevedono i compiti del presidente del Consiglio e dei Ministri (vedi la Scheda di lettura allegata al testo della legge approvata dal Senato, pag. 18 -22). E stabilisce che in tutti questi casi il giudice deve riconoscere il legittimo impedimento. Niente da dire, è proprio giusto.Solo che le mostre, i convegni, le gallerie a un certo punto finiscono; e così, sempre l’art. 1 prevede che il legittimo impedimento può anche essere costituito da “ogni attività comunque coessenziale (?) alle funzioni di governo”. La sussistenza di queste attività è attestata dagli stessi che vogliono avvalersene; il tutto senza bisogno di specificare in cosa consistano. Messa così, somiglia tanto a una prerogativa personale, un déjà vu: un’immunità già bocciata dalla Corte Costituzionale (Lodo Schifani e Lodo Alfano), oggi addirittura estesa a un paio di decine di persone. Il presidente della Repubblica se ne renderà conto? Lo capirà che si tratta dell’ennesima legge incostituzionale che serve solo a evitare una sentenza che dica che B. ha corrotto l’avv. Mills?

    Per la verità la cosa dovrebbe riuscirgli facile perché quale sia il vero scopo della legge lo dichiarano apertamente proprio B&C. Sempre l’art. 1 dice che il legittimo impedimento vale per le udienze penali in cui presidente del Consiglio e ministri sono imputati. Quindi non vale quando siano chiamati a testimoniare. Domanda: se il problema consiste nel fatto che la presenza alle udienze penali è incompatibile con le “attività coessenziali alle funzioni di governo”, com’è che questa incompatibilità non è stata prevista quando si tratta di testimoniare? In questi casi inaugurare gallerie e presenziare a mostre non è più “coessenziale”? Serve altro per dimostrare che si tratta dell’ennesima immunità personale già dichiarata incostituzionale? Magari sì, serve altro. E allora si veda l’art. 2: la legge ha validità “fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale recante la disciplina organica delle prerogative del presidente del Consiglio dei ministri e dei ministri”, cioè fino all’agognato Lodo Alfano costituzionale (che sarà incostituzionale pure lui, ma ancora non se ne sono accorti).

    Dunque è evidente che il legittimo impedimento non serve a dirimere il contrasto tra gli impegni “coessenziali” di B&C e le necessità della giurisdizione, poiché questo eventuale contrasto non cesserà di esistere trascorsi 18 mesi. Ecco, lo dicono loro, B&C, il legittimo impedimento significa immunità; solo che è provvisoria, deve durare fino al Lodo Alfano costituzionale. Ma, provvisoria o definitiva che sia, resta incostituzionale. Serve altro? Magari sì. Sempre l’art. 2 afferma che è necessario “consentire al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge”. Il sereno svolgimento? E che c’entra con il legittimo impedimento che garantisce le “funzioni coessenziali all’attività di governo”? Se sussistono, nessun giudice le potrà ignorare, anche perché l’art. 1 ne ha previsto un elenco tassativo; se non sussistono, non c’è motivo di rinviare i processi.

    Sicché è evidente che la legge non serve a regolamentare i rapporti tra le “funzioni coessenziali di governo” e la giurisdizione; ma a tutelare la psiche di B&C, provata dal concreto rischio di finire in galera. E di nuovo questa è immunità personale, già giudicata incostituzionale etc etc. Serve altro? Sì, magari. La Scheda illustrativa allegata al testo della legge approvata dal Senato contiene frasi significative.
    Tra queste: vi è la “necessità di tenere al riparo cariche elettive e, in particolare, cariche esecutive dall’esercizio strumentale dell’azione giudiziaria da parte della magistratura”. Eccolo l’effettivo scopo della legge, un’immunità già due volte ritenuta incostituzionale. Per di più giustificata dal fatto che la magistratura, com’è noto a tutti, commette abitualmente reati quali la calunnia, l’abuso d’ufficio, il falso in atto pubblico (trattasi di elenco non esaustivo).

    Non male come tecnica legislativa. Il presidente della Repubblica ha già detto (in occasione dello scudo fiscale) che è inutile non firmare una legge, per quanto abominevole essa sia; tanto, ha detto, se gliela presentano una seconda volta, è obbligato a firmarla. È già stato osservato che questo non è vero; che c’è sempre un momento in cui ci si deve dissociare dalla prepotenza e dall’abuso; che esiste la strada delle dimissioni; che qualcuno dovrà pur dire ai cittadini che un governo spregiudicato e arrogante e un Parlamento asservito emanano leggi illegali (perché funzionali a interessi privati) e, naturalmente, incostituzionali. Qualcuno deve dirlo. E avrà pure un senso che il presidente della Repubblica abbia prestato giuramento di osservanza della Costituzione (art. 91). Si osserva la Costituzione promulgando leggi del genere?

    da il Fatto Quotidiano dell’11 marzo

  • Profilo di ventoacqua

    ventoacqua

    11 mar 2010 - 15:03 - #9
    1 punto
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    La 21° legge “ad-Berlusconem”, una volta eravamo conosciuti nel mondo per l’arte e la cultura, ora per la parodia grottesca che va in scena ogni giorno nelle stanze del potere….

  • Profilo di magoselvo

    magoselvo

    12 mar 2010 - 01:06 - #10
    -1 punto
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    Ma cosa vuole Didietro da Napolitano? prima propone l’impeachment ed ora gli chiede di non firmare. Ha ragione Bossi punto e basta. #8 per fortuna ci sei tu a leggere il fatto quotidiano almeno ne vendono una copia. A proposito del fatto che il vostro amico Ciancimino sia stato ritenuto inaffidabile nemmeno una parola eh? Intere puntate di Annozero, dirette su Skytg24 fiumi di inchiostro su Repubblica e poi, quando ovviamente hanno dovuto ammettere che era un pagliaccio…..nulla nemmeno un puntino. Vabbè ora aspetto impaziente le prossime intercettazioni sul caro Dipietro….chi di intercettazione ferisce….li si ke rideremo….BonneNuit. (mi raccomando tutti al gioco dei -1 e +1 ke mi piace tanto….)

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