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Il sabato del villaggio

Pubblicato: 13 mar 2010 da Massimo Falcioni

E’ una campagna elettorale che più vergognosa non si può, con aria fritta, risse, odio, piazzate, slogan da villaggio tribale.

L’ultima (in ordine di tempo) ciliegina sulla torta ai vermi riguarda Berlusconi (il premier), Minzolini (il direttore del TG 1), Innocenzi (commissario Agcom, Autority Rai)) indagati per concussione dalla procura di Trani.

Le intercettazioni rilevano pressioni per bloccare i programmi Rai più sgraditi (Santoro in primis).

Peggio dei fiumi che esondano. Una questione di democrazia.

Berlusconi gridava al telefono; “Basta con i processi che si tengono in Tv, fermare quei pollai”.

L’Italia è a oramai a pezzi. E’il Paese con le pezze al “culo”. Persino nello Zimbawe tre personaggi così avrebbero rassegnato subito le dimissioni.

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36 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di paolo0101

    paolo0101

    13 mar 2010 - 08:50 - #1
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  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 08:53 - #2
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    le paure di benito berlusconi paure non sono la crisi economica internazionale (mai esistita) ma due trasmissioni di Michele Santoro

    non esiste il regime? quante volte avete visto il direttore di repubblica a porta a porta? quante volte avete visto il direttore di libero a porta a porta, annozero e nelle trasmissioni mediaset?

    berlusca non è preoccupato dalla crisi perchè può sempre dare qualche aiuto di stato a me*daset (es. finanziamenti illegittimi ai decoder del fratello, aumento dal 10 al 20% a sky ricordo che mediaset quando era socio tele+ pagavano 4% di iva)

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 08:55 - #3
    4 punti
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    #1 ma che discorsi fai?

    quindi se in zimbawe muoiono di fame dobbiamo essere tutti felici di vivere in una dittatura?

  • Commento #4 (-6 punti) - 13 mar 2010 - 08:55 - Apri commento
  • Profilo di vivalativu

    vivalativu

    13 mar 2010 - 08:58 - #4 (nascondi)
    -6 punti
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    Costituzione della Repubblica Italiana
    Art. 1
    L’Italia è una Repubblica fondata sulle Intercettazioni
    Auguri!

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 08:59 - #5
    2 punti
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    paolo dobbiamo essere felici se in un anno il presidente del consiglio dei ministri ha fatto SOLO leggi ad personam?

    vi comportate come le 3 scimmiette non vedo non sento non parlo

    è normale che benito berlusconi parli con minzolini direttore tg1? con agcom? con masi?
    ricordo che è uscito il responso agcom: pdl al 60% nei tg!!!! opposizione (idv, pd e udc) neanche al 20 %!!!

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 09:01 - #6
    2 punti
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    #4 ma ci arrivi? le intercettazioni sono strumenti utili per scoprire reati!!!

    io rimango senza parole

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 09:04 - #7
    0 punti
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    ricopio dall’articolo forse vi è sfuggito
    riguarda Berlusconi (il premier), Minzolini (il direttore del TG 1), Innocenzi (commissario Agcom, Autority Rai))

    aggiugiamo:
    - mediaset (pdl al 65 % nei tg)
    - mondadori
    - giornali
    - norme contro sky
    - attacco a repubblica
    - in pubblico ha detto di non fornire pubblicità ai giornali contro

  • Commento #8 (-7 punti) - 13 mar 2010 - 09:04 - Apri commento
  • Profilo di vivalativu

    vivalativu

    13 mar 2010 - 09:05 - #8 (nascondi)
    -7 punti
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    Le intercettazioni, chiunque colpiscano, sono uno scandalo italiano. Nessun paese ne fa un uso così ampio, e soprattutto in nessun paese queste escono sui giornali ad inchieste ancora in corso.
    Sono ormai diventate uno strumento politico usato dai magistrati. Non mi importa niente di Berlusconi, destra o sinistra, ma ditemi in quale altro paese si fa uso delle intercettazioni come in Italia.

  • Arisam

    13 mar 2010 - 09:14 - #9
    3 punti
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    In tutti i paesi civili, caro vivalativu, solo che gli altri paesi non hanno a capo del governo e dell’informazione dei cialtroni che si fanno beccare col sorcio in bocca a fare nefandezze che li spedirebbero direttamente in galera se non si fossero fatte le leggi ad personam , contro le quali evidentemente non hai nulla da ridire.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 09:16 - #10
    0 punti
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    le intercettazioni vengono usate in tutti i paesi democratici
    il problema in italia sono le strutture dove vengono custodite … ma se i fondi alla magistratura OGNI anno vengono tagliati per altre priorità come il dtt allora il problema NON lo si vuole superare

  • Profilo di luvi

    luvi

    13 mar 2010 - 09:17 - #11
    1 punto
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    Ben vengano le intercettazioni, se servono a sollevare il coperchio su questo pentolone ripieno di m€rd@ in cui gente come questa ha trasformato l’italia.
    Io mi chiedo, ma quest’essere come fa a trovare il tempo per trasformare in m€rd@ qualsiasi cosa non gli piaccia e gli capiti a tiro? Penso proprio sia malato, ma malato seriamente. @vivalatv… spegnila, esci e vivi la vita….

  • Commento #12 (-6 punti) - 13 mar 2010 - 09:17 - Apri commento
  • Profilo di vivalativu

    vivalativu

    13 mar 2010 - 09:22 - #12 (nascondi)
    -6 punti
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    Per arisam, certo che ho molto da ridire sulle leggi ad personam, ma questo non mi impedisce di dire che la roba arrivata ieri da trani è l’ennesima spazzatura.

    Per aldebaran, questa è davvero bella, in pratica sostieni che è colpa di Berlusconi anche se le intercettazioni vengono pubblicate su Il Fatto.

  • Profilo di andrea-p

    andrea-p

    13 mar 2010 - 09:27 - #13
    4 punti
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    Vivalatv, fammi capire… La colpa è delle intercettazioni o di chi fa le telefonate?

  • Profilo di teseo

    teseo

    13 mar 2010 - 09:28 - #14
    2 punti
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    L’italia ha il governo che si merita…questo Paese fa acqua da tutte le parti, non funziona quasi nulla, Berlusconi credo ne sia l’emblema migliore…

  • Profilo di teseo

    teseo

    13 mar 2010 - 09:30 - #15
    2 punti
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    E cmq questo uomo ormai è disperato…pur di non farsi processare, di continuare a fare solo i suoi interessi, a cercare di portare a termine il suo glope, sarebbe disposto a qualsiasi cosa…ma le persone più vergognose e dignità sono tutte quelle che lo assecondano…Minzolini, Feltri, Belpietro, Mimun…queste persone la dignità ormai non sanno nemmeno pià che cosa sia…

  • #gio#

    13 mar 2010 - 09:52 - #16
    0 punti
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    Adesso il problema sono le intercettazioni e non quello che vi viene detto!

    Sentiamo il capo di governo che pretende con forza la chiusura di programmi che gli danno fastidio, sentiamo il direttore del principale tg d’Italia che tranquillizza il capo di governo che ha pronti servizi fatti ad hoc contro i giudici, sentiamo uno dei “garanti” dell’agicom indicare modi per liberarsi dei fastidi, e per vivalatv il problema sono le intercettazioni?

    Allora, visto che sul tema è sensibile, gli giro un’altra notiziola:

    Paolo Berlusconi, fratello del presidente del Consiglio, risulterebbe indagato dalla Procura di Milano per millantato credito. La vicenda riguarderebbe i suoi presunti rapporti con Roberto Raffaelli, manager di Research control system, società che ha messo a disposizione le attrezzature per effettuare intercettazioni negli uffici giudiziari sparsi in tutta Italia…
    http://www.repubblica.it/politica/2010/03/12/news/millantato_credito_con_gli_spioni_indagato_a_milano_paolo_berlusconi-2632339/

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 mar 2010 - 10:24 - #17
    2 punti
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    POVERO MINZONE

    Lo sconcerto di Minzolingua di fronte a una notizia, per giunta vera, è comprensibile: per uno abituato a origliare dietro le porte mezze frasi riportate de relato e a mettere tutto in pagina, la pubblicazione di telefonate intercettate che riportano dialoghi realmente accaduti dev’essere davvero sconvolgente. Ma quando avrà ripreso il controllo dei suoi nervi, l’amico Minzo – come lo chiama il padrone – sarà grato al Fatto per lo scoop sull’inchiesta di Trani. Perché, a quel che se ne sa, dimostra che anche lui, persino lui, subiva pressioni dal Banana. Volendo, potrebbe sfoderare l’alibi dei nazisti a Norimberga: “Obbedivo agli ordini”. E gliel’abbiamo fornito noi. Invece niente: anziché ringraziarci, peggiora la sua posizione spiegando che lui non ha bisogno di pressioni. Premere su di lui è fatica sprecata: lui si preme da sé. Uno non fa in tempo a dargli un ordine che lui l’ha già eseguito. Obbedisce ancor prima di ricevere la telefonata. Nega addirittura di sapere qualcosa dell’inchiesta, mentre l’hanno interrogato tre mesi fa. Ma allora dillo, benedetto ragazzo, che vuoi farti del male. Ma è proprio questa la costante dei gerarchetti che stanno saltando per aria l’uno dopo l’altro in questo crepuscolo di regime: la tendenza all’autodistruzione. Un suicidio collettivo. Stan facendo tutto da soli. Infatti Bersani si astiene: “Non so nulla e non dico nulla”. Te pareva. E l’impavido Calabrò giura: “Mai fatto censure preventive”. Solo successive. Manca soltanto che Angelino Jolie mandi gli ispettori a Trani, per completare il presepe. Un presepe che non necessita di intercettazioni, per chi non ha proprio gli occhi foderati di prosciutto, anzi di gelatina. Cosa fosse l’Agcom (salvo un paio di commissari), cioè un plotone di esecuzione dei partiti contro Annozero e quel po’ che resta di libera tv, l’avevano capito tutti tranne il Quirinale, sotto la cui egida operano le cosiddette Authority indipendenti. Quale fosse la delega di Innocenzi, già beccato a chiamare “Grande Capo” il Cainano per cooperare alla caduta del governo Prodi. Quale fosse la mission del Tg1 di Scodinzolini, già rubrichista di Panorama a libro paga del premier. C’era bisogno delle sue telefonate con Berlusconi, dove non si capisce bene dove cominci uno e finisca l’altro, e soprattutto chi prema su chi? Ha ragione il Direttorissimo (come lo chiama Silvio nell’intimità): i suoi celebri editoriali parlano per lui. Serve una spu77anatina alla D’Addario o a Spatuzza? Pronta in tavola. Una pompetta funebre per Craxi? Fatta. Un servizietto contro le intercettazioni? Eccolo servito. Era tutto chiaro, lampante, solare pure senza nastri. Ce n’era abbastanza anche l’altroieri per accompagnare alla porta i garanti che non garantiscono se non il padrone, i giocatori travestiti da arbitri, i giornalisti che raccontano notizie false e occultano quelle vere. Ma, in questo paese di ipocriti e di santommasi che non credono finché non toccano, ecco, ora c’è pure la pistola fumante (l’ennesima, non bastando le telefonate del caso Saccà e quelle del crac Hdc): la prova provata dell’editto bulgaro permanente in cui langue l’Italia da 8 anni. Con l’aggravante che nel 2002 un Banana ancora acerbo diramò l’ukase pubblicamente da Sofia, a favore di telecamera. Ora fa tutto in segreto, lontano (pensa lui) da orecchi indiscreti. E ora lo aiutano pure gli arbitri che dovrebbero impedirglielo. È pure chiaro perché hanno chiuso i programmi di approfondimento: per evitare che qualcuno tiri fuori le notizie vere da sotto il tappeto di Minzolingua. Ed è chiarissimo il perché della legge sulle intercettazioni: questi gentiluomini sono così abituati a violare le leggi che non riescono a fermarsi. Delinquono sempre, di giorno e di notte, al coperto e indoor, in piedi e seduti, soprattutto al telefono. Dopo anni di inchieste basate sulle intercettazioni, potrebbero tentare di evitarle non dico comportandosi bene (sarebbe troppo), ma almeno usando i pizzini alla maniera di Provenzano (che infatti la fece franca per 43 anni). Invece no: continuano a delinquere via cavo e a farsi beccare. È l’ora dell’ottimismo: una retata li seppellirà.

    Fonte articolo e foto ‘Il Fatto Quotidiano’

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 mar 2010 - 10:28 - #18
    1 punto
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    Il reato si fa Stato

    Dopo aver letto il Fatto molti dicono: sapevamo tutto ma non c’erano le
    prove. Adesso le prove ci sono. L’inchiesta della Procura di Trani
    ricostruita da Antonio Massari è un documento nitido e conseguente in ogni
    suo passaggio sul potere assoluto dell’illegalità in Italia. Il reato che si
    fa Stato. Davvero esemplare quanto dichiarato dall’onorevole avvocato Longo,
    luminare dei codici e delle pandette al servizio di Berlusconi che,
    interpellato sulle pressioni esercitate dal premier per bloccare Annozero,
    ha così sorriso: se lo avesse fatto davvero sarebbe stato encomiabile visto
    che è una trasmissione noiosa. È il tono canzonatorio di chi sa che tutto è
    concesso al suo onnipotente cliente e alla vasta e addomesticata corte di
    ben retribuiti corifei, legulei e burocrati un tanto al chilo. Sembrava
    dirci, Longo: nessuno può fermarci e tantomeno un piccolo pm pugliese. Del
    resto, costoro ti ridono in faccia se provi a denunciare lo scandalo di un’Autorità
    creata indipendente e a garanzia dei cittadini ma non più tale dopo che un
    suo membro, per giunta recidivo, viene colto mentre trama con i suoi simili
    Rai per stroncare trasmissioni e conduttori su mandato del suo vero padrone.
    E che dire del direttore del Tg1 che rivendica il suo diritto a dire e a
    fare ciò che più gli aggrada con il piglio del gerarchetto: “Io tirerò
    diritto”. Lo strapotere arrogante che vanta devianza e impunità non nasce
    per caso. Ad alcuni leader che oggi a Roma si rivolgono a una piazza come
    sempre generosa di speranze bisognerebbe chiedere dove diavolo erano quando
    il piccolo autocrate si sistemava al meglio affari e conflitti d’interesse
    senza che alcuno nel centrosinistra facesse qualcosa per fermarlo.

    Oggi leggeremo sui giornali padronali le solite veline sulla giustizia a
    orologeria. Si tenterà in tutti i modi di ridicolizzare l’inchiesta e chi l’ha
    condotta, magari denunciando il colore dei suoi calzini. Lo sanno bene che
    l’unico vero pericolo può venirgli addosso dai tanti piccoli giudici che
    fortunatamente non si fanno intimidire. Quelli che scavano nella corruzione
    delle grandi opere. Quelli che portano alla luce i rapporti tra membri del
    Parlamento e crimine organizzato. Quelli che non si fanno complici di
    pasticci sulle liste elettorali. Quelli, infine, che svelano ciò che tanti
    sapevano ma facevano finta di non vedere.

    (di Antonio Padellaro suIl Fatto)

  • Arisam

    13 mar 2010 - 10:34 - #19
    2 punti
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    Meno male che “Il Fatto” c’è!

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 mar 2010 - 10:38 - #20
    1 punto
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    Un vero “LEGITTIMO” impedimento:

    http://www.vauro.net/store/vauro120310.html

  • Profilo di chico-mendez

    chico-mendez

    13 mar 2010 - 10:38 - #21
    3 punti
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    Stupendo, ci si lamenta delle intercettazioni, colui che ha utilizzato per anni il covo di via nazionale per redigere dossier falsi sui suoi nemici politici ora si lamenta delle intercettazioni, davvero emblematico…..a no beh si capisce, i dossier modello telekom srbjia e mitrokyn erano costruiti e montati ad arte, le intercettazioni purtroppo per il nano sono ORIGINALI

    Chissà se quei tre (mimì cocò e cagamuca22o) che di tanto in tanto vengono qua a sabandierare di telekom serbjia o di mirtokyn sanno che fine hanno fatto Scaramella e Igor Marini…………..a se ne sono scordati eheh non servono più all’informazione di regime basta solo metetre la pulce, che poi sia vera o meno l’informazione a nessuno interessa nel CDX……..CH DI SPADA FERISCE….DI TELEFONATA PERISCE

  • Profilo di a1

    a1

    13 mar 2010 - 11:16 - #22
    0 punti
    Up Down

    I verbali. Il premier ordina all’Authority: “Tv-pollaio, basta processi”
    Le intercettazioni definite “gravissime” dagli investigatori. Vertice in Procura
    “Voglio una lettera, bloccate tutto”
    E a Santoro: “Per te una multa del 3%”
    dal nostro inviato GIULIANO FOSCHINI

    “Voglio una lettera, bloccate tutto” E a Santoro: “Per te una multa del 3%”

    Giancarlo Innocenzi, membro dell’Agcom
    TRANI - Silvio Berlusconi non ne poteva più. “Basta con i processi che si tengono in televisione. Sono inaccettabili”. C’era bisogno di fermare quei “pollai”. Parlava così il presidente del consiglio al telefono con il commissario dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, ascoltato dai finanzieri baresi. Il premier era su tutte le furie con l’Authority, incapace di bloccare Annozero come invece lui pretendeva.

    Un pressing continuo, asfissiante. Il premier, in base alle carte, chiede a Innocenzi di attivarsi con il presidente dell’Agcom Corrado Calabrò : “Devi convincerlo a scrivere una lettera a Michele Santoro”, insiste, che sottolinei i rischi insiti in una trasmissione che parli del processo Mills senza sufficiente contraddittorio. Innocenzi esegue, ed informa il presidente del consiglio dei progressi che sta facendo. Progressi scarsi, in verità, perché alla fine Calabrò la famosa lettera di avvertimento a Santoro non la firmerà mai. Berlusconi è irritato, e con Innocenzi non è diplomatico: azioni inutili. Allora cambia strategia e fa intervenire il direttore generale della Rai Mauro Masi. Sarà lui , pur sbottando (”Queste cose, nemmeno in Zimbabwe”) a parlare con Santoro, agitando lo spettro di una supermulta: ” Se saremo querelati, avrai una sanzione pari al 3% del risarcimento che la Rai sarà costretta a pagare”. Missione inutile anche questa, la trasmissione andrà comunque in onda.

    Secondo il sostituto procuratore di Trani, Michele Ruggiero, Innocenzi avrebbe violato i doveri di imparzialità di un pubblico ufficiale. Da qui la richiesta di interdizione, firmata ieri, che però ha aperto l’ennesima ferita nel suo rapporto con il procuratore capo, Carlo Maria Capristo.

    Non è un mistero che questa inchiesta abbia fortemente incrinato i rapporti tra i due. Capristo - che ieri si è trincerato in un secco e cortese “no comment” - non era d’accordo sull’impostazione dell’inchiesta: aveva sollevato problemi di competenza e sulla classificazione del reato. Il problema non sarebbe soltanto la posizione di Innocenzi. Nell’ufficio del sostituto procuratore negli scorsi giorni sarebbe rimbalzata la possibilità di chiedere una misura interdittiva anche per il presidente del Consiglio, sulla base delle intercettazioni telefoniche definite “pesantissime” dagli investigatori. Un’ipotesi questa definita come “impensabile” da Capristo che avrebbe dovuto controfirmarla.

    Il discorso era comunque aperto, anche perché l’indagine aveva un altro calendario: qualsiasi decisione doveva arrivare dopo le elezioni regionali. Ieri, però, la fuga di notizie (è stato aperto un fascicolo parallelo) ha cambiato le carte in tavola. Imponendo una rapidissima accelerata all’indagine. Alle nove della mattina è arrivata dalla cancelleria di Ruggiero sul tavolo del gip, Roberto Oliveri del Castillo, in busta chiusa, una richiesta dall’ufficio del pm. Dopo c’è stato un vertice di quasi due ore tra Ruggiero e Capristo al termine del quale il procuratore è andato via mentre il suo sostituto è tornato in stanza dove lo aspettava la Guardia di finanza.

    Per tutta la giornata, nella caserma di Bari, i finanzieri hanno trascritto decine e decine di intercettazioni telefoniche (oggi esistono soltanto i brogliacci) e preparato le informative che verranno depositate a breve. La prossima settimana ci saranno anche nuovi interrogatori: martedì è fissato quello di Michele Santoro, chiamato come persona informata sui fatti. E probabilmente non sarà il solo.

    Intanto - ma forse è soltanto un caso - nei giorni scorsi il procuratore Capristo ha cambiato a sorpresa i pool di lavoro dei sostituti procuratori: Ruggiero dal 15 marzo non si occuperà più di pubblica amministrazione ma di reati finanziari. Ruggiero è a Trani da quattro anni all’incirca. È considerato un pm rigoroso ma aggressivo: negli ultimi anni ha condotto indagini che hanno fatto molto parlare come quelle sulla corruzione nell’ispettorato del lavoro o sulla sofisticazione degli oli.

    Capristo - un passato da pm a Bari dove, tra le altre cose, condusse l’accusa nel processo per il rogo del teatro Petruzzelli - è invece a Trani da poco più di un anno. La sua nomina è stata al centro di un’inchiesta della procura di Roma e del tribunale dei ministri, poi conclusasi con un’archiviazione. Furono indagati il ministro per gli Affari regionali, Raffaele Fitto e il Guardasigilli, Angelino Alfano.

    © Riproduzione riservata (13 marzo 2010)

    http://www.repubblica.it/politica/2010/03/13/news/voglio_una_lettera_bloccate_tutto_e_a_santoro_per_te_una_multa_del_3_-2632567/

    Sempre di più DITTATURA o REGIME o semplicemente una REPUBBLICA SUDAMERICANA, il NANO è un PERICOLO PER LA DEMOCRAZIA ITALIANA.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 mar 2010 - 11:25 - #23
    0 punti
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    8-
    Non è vero, anzi molte nazioni ne fanno di più e con meno vincoli per richiederle (vedi USA e GB)…

    Anche fosse, ben vengano se servono a scoprire lo schifo (mi intercettino quanto gli pare), o te in caso di febbre butti via il termometro per poter far finta di non averla?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 mar 2010 - 11:29 - #24
    0 punti
    Up Down

    8- 21-
    Esatto era il nano a richiedere intercettazioni “illegali” ad apparati pubblici e privati senza nessuna autorizzazione contro persone che avevano l’unica colpa o sospetto di colpa di essere suoi avversari…ma su tutto è stato messo il segreto di stato e AMEN

  • Profilo di a1

    a1

    13 mar 2010 - 11:31 - #25
    0 punti
    Up Down

    Altro giro altro verdetto

    Sono ormai al lumicino le possibilità che i candidati del partito del premier
    possano gareggiare per le regionali del Lazio nella provincia della capitale
    “No” anche dalla Corte d’Appello
    respinta la lista Pdl a Roma
    Le motivazioni sono le stesse del primo grado. Resta solo il Consiglio di Stato

    “No” anche dalla Corte d’Appello respinta la lista Pdl a Roma

    Il responsabile elettorale del Pdl, Abrignani spiega le motivazioni del “no” della Corte d’appello
    ROMA - Quinto “no” per lista Pdl (provincia di Roma) nelle elezioni regionali del Lazio. Anche la Corte d’Appello non ha ammesso l’elenco di nomi ripresentati lunedì scorso dal partito del premier alla luce del famoso “decreto interpretativo” approvato dal governo. La decisione di questa sera rappresentava il secondo grado di giudizio dopo quella dell’altro giorno ad opera dell’ufficio elettorale del tribunale.

    Resta aperto il ricorso al Consiglio di Stato (che decide domani) contro la prima sentenza del Tar Lazio che aveva negato la sospensiva delle prime due decisioni (Tribunale e Corte d’appello) relative alla prima presentazione. Quella, cioé, del 27 febbraio, il famoso “sabato del pasticcio” con i presentatori che arrivarono prima delle 12 ma che poi uscirono (a mangiare un panino o a cambiare gli elenchi?) e non rientrarono in tempo suscitando le rimostranze delle altre liste e il “no” del tribunale. Questa prima presentazione, dunque, ha già ricevuto tre “no” (Tribunale, Corte d’appello e Tar). Al Pdl resterebbe il quarto livello quello, appunto, del Consiglio di Stato.

    Ma, si diceva, l’appello di questa sera si riferiva alla seconda presentazione nata dal “decreto interpretativo” e tentata lunedì sera. Si tratta del secondo “no” su questa strada. Il responsabile elettorale del Pdl, Ignazio Abrignani, ha spiegato che la motivazione “è la stessa resa martedì sera dall’ufficio elettorale circoscrizionale. La lista, cioè, non è stata ammessa per mancanza della prescritta documentazione”. In sostanza, i rappresentanti del Pdl avevano sì una cartellina rossa, ma nulla è stato portato per dimostrare che, effettivamente, la cartellina contenesse liste, firme e quant’altro necessario,

    Le motivazioni. “In definitiva non risulta assolutamente provato che il delegato incaricato di presentare la lista provinciale del Pdl fosse in possesso, alle ore 12 del 27 febbraio, della ‘prescritta documentazione’ indispensabile per la valida presentazione della lista”. Terminano così le motivazioni che accompagnano la decisione dell’ufficio centrale elettorale presso la corte d’appello di Roma.

    Nel testo si legge anche: “Conclusivamente, e la questione è assorbente, il mero possesso della cartellina non può provare sul piano logico, nè in via presuntiva, la presenza all’interno di essa della necessaria documentazione”. Il riferimento alla cartellina è perchè i rappresentanti del Pdl, a sostegno della richiesta di ammissione della lista, dichiarano che al momento della scadenza dei termini erano in possesso, nell’ufficio elettorale, di una cartellina contenente tutta la documentazione necessaria.

    Ancora, si legge nelle motivazioni a riguardo all’applicazione del decreto interpretativo: “Il fatto che il decreto legge abbia consentito l’ingresso di qualunque mezzo di prova idoneo non autorizza l’utilizzabilità di qualsiasi elemento ai fini della decisione, ma solo di quelli assistiti da una capacità dimostrativa del fatto e quindi corrispondenti, quanto meno, ad indizi caratterizzati da ‘gravita’, precisione e concordanzà”. Inoltre, scrive la corte d’appello, “la circostanza che le informazioni offerte alla valutazione di questo ufficio sono state rese da soggetti la cui attendibilità risulta minata dai rapporti intercorrenti tra i medesimi e di chi dovrebbe trarne beneficio è significativa del fatto che tali informazioni hanno una idoneità attenuata se non addirittura nulla”.

    (12 marzo 2010)

    http://www.repubblica.it/politica/2010/03/12/news/no_alla_lista_del_pdl-2631432/

  • Profilo di sorgente-pura

    sorgente-pura

    13 mar 2010 - 11:32 - #26
    0 punti
    Up Down

    innanzitutto, il premier è indagato, o no?
    Secondo, come fanno questi giornalisti ad avere i testi delle intercettazioni???
    Terzo, chi gliele ha consegnate???
    Quarto, ma sto fesso, ancora non ha imparato a non parlare al telefono dei caxxi suoi???

  • Profilo di a1

    a1

    13 mar 2010 - 11:36 - #27
    1 punto
    Up Down

    Il NANO si difende, dicendo:

    “NON SANNO NEANCHE CHE REATO é”

    * Speciale Elezioni >
    * E Berlusconi: non si capisce nemmeno il tipo di reato

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    E Berlusconi: non si capisce
    nemmeno il tipo di reato
    «Nessun rispetto per le istituzioni in questo Paese»

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    ROMA — Non è arrabbiato, è sdegnato, attonito, disgustato: «Ma guarda che roba», dice con tono incredulo a chi lo va trovare nel pomeriggio, porgendo la prima pagina de «Il Fatto». «Non si capisce nemmeno quale sarebbe il reato», aggiunge il Cavaliere. Da Palazzo Chigi confermano e rimarcano altro: che la trasmissione di Santoro vada chiusa per faziosità è qualcosa che il premier dice ai comizi, in pubblico, figuriamoci se non la ripete al telefono, in privato. Sdegno, indifferenza, convinzione che fra qualche giorno di questa vicenda, puramente elettorale, non se ne parlerà più. La reazione del presidente del Consiglio, di chi gli sta attorno, è più o meno questa.

    Berlusconi (Ansa)
    La notizia il capo del governo l’apprende poco prima del Consiglio dei ministri, quando gli viene sottoposta dai suoi collaboratori. Durante la riunione del governo non dice nulla, non una parola. Poi nel pomeriggio, a Palazzo Grazioli, spulcia le reazioni alla notizia, i commenti del Pd, le invettive dell’Idv, quel riferimento ai «calci nel sedere» che anche lui meriterebbe, secondo Antonio Di Pietro: «Guarda che rispetto che esiste per le istituzioni in questo Paese, che gente! Sono cose che noi non diremmo mai», commenta con il suo interlocutore. Si avverte, nel suo staff, anche qualcos’altro. Berlusconi può fare spallucce, la notizia può essere presa addirittura con favore, perché in campagna elettorale è motivo in più per puntellare le accuse ai magistrati, perché dopo il voto darà forza ulteriore alla volontà di approvare (senza modifiche, rimarcava ieri Berlusconi) la stretta sulle intercettazioni, ma c’è anche, nell’aria, la sorpresa. Nessuno ne sapeva niente: è già successo con l’inchiesta su Bertolaso, che ha coinvolto anche pezzi di partito; succede di nuovo, con un’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza, con intercettazioni che riguardano anche lo stesso presidente del Consiglio. Sul punto si avverte un disorientamento, una velata critica ai ministri che potrebbero, di volta in volta, percepire qualcosa in anticipo.

    Per il resto ieri, per Berlusconi, è stata un’altra giornata di campagna elettorale, di concentrazione sull’obiettivo di portare a piazza San Giovanni, il prossimo 20 marzo, quanta più gente possibile. La mobilitazione è veicolata anche attraverso una lettera a tutti i parlamentari: li invita a iscriversi, e far iscrivere più persone possibile, ai Promotori della Libertà coordinati da Michela Brambilla, dando in sostanza al movimento gestito dal ministro un peso politico molto forte, quasi equivalente a quello del Pdl; e ovviamente invita tutti, deputati, promotori, semplici iscritti al Pdl, a portare in piazza tanta, tantissima, gente. Sempre ai Promotori della Libertà il Cavaliere invia anche un video-messaggio, modello di comunicazione riscoperto in questa compagna elettorale, in cui «sinistra, magistratura e Consulta» vengono equiparati in un unico disegno di «giustizia a fini di lotta politica, che è la negazione della democrazia», e in cui si esprime preoccupazione per la possibile crescita dell’astensione. Sul risultato del voto, in un’intervista al Tg5, aggiunge «che anche una Regione in più sarebbe un successo». Mentre sulla scelta della piazza aggiunge (al Tg4): «Di solito noi non lo facciamo ma come si dice a Roma, quando ci vuole ci vuole». Diverso ovviamente il giudizio sulla scelta di manifestare in piazza, oggi, fatta dal centrosinistra: «Per loro si rivelerà un boomerang, gli italiani sono persone che capiscono le cose». Sulla piazza parla anche Umberto Bossi, per dire che non è ancora stato ufficialmente invitato, ma «se Berlusconi me lo chiede ci vado. Non me lo ha ancora chiesto. L’ho sentito l’altro ieri ed era preoccupato. Ma io non abbandono mai gli alleati che mantengono i patti con noi, la Lega non abbandona mai questi alleati».

    Marco Galluzzo
    13 marzo 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA

    http://www.corriere.it/politica/speciali/2010/elezioni/notizie/berlusconi_tipo_reato_3b4bc600-2e71-11df-81be-00144f02aabe.shtml

    é proprio un CABBARRETISTA!!!!!!!!!!!!!!

  • Profilo di ginabro

    ginabro

    13 mar 2010 - 12:11 - #28
    1 punto
    Up Down

    Devono colpire le intercettazioni,per rimanere impuniti.
    Le intercettazioni servono per far funzionare la giustizia.Far a meno delle intercettazioni è come se uno che deve andare in America invece di prendere l’aereo
    va con la nave,ecc… .

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    13 mar 2010 - 12:23 - #29
    -1 punto
    Up Down

    #28 non lo capiscono!!! sono talmente lobomotizzati che non riescono a ragionare

  • Profilo di liberty-valance-2

    liberty-valance-2

    13 mar 2010 - 12:43 - #30
    -1 punto
    Up Down

    #29
    pir la!!!
    Prova ad intercettare bersani, didietro o qualsiasi altro tuo amico per 24h al giorno, dal 92′ a oggi, poi mi dici cosa succede, ba lordo!

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    13 mar 2010 - 14:36 - #31
    -3 punti
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    berlusconi ha ragione, e’ ora di finirla con le intercettazioni ad orologeria, non e’ democrazia ma dittatura giudiziaria di sinistra…

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    13 mar 2010 - 14:38 - #32
    -4 punti
    Up Down

    e poi che reato sarebbe averne piene le tasche di programmi faziosi ed antidemocratici come ballaro’ ed anno zero?
    vergognatevi!

  • Profilo di pellegrinoerminio

    pellegrinoerminio

    13 mar 2010 - 14:44 - #33
    2 punti
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    il fatto è che per lui è un comportamento normale, pensa che tutto gli sia dovuto, quindi sono gli altri che lo insultano quando mostrano la realtà delle cose . Questo credo basti per qualificare il personaggio, non mi dilungo per non finire ancora nel cestino. faccio tanti auguri agli italiani perchè questa situazione cambi, certo che quando ci si vende per un panino!!!!!!!!!!……………………..

  • Profilo di pellegrinoerminio

    pellegrinoerminio

    13 mar 2010 - 14:49 - #34
    2 punti
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    una domanda per Errico, ma ti rendi conto di quello che dici? i casi sono tre o hai le fette di salame sugli occhi, o sei pagato per dire sciocchezze oppure non ci arrivi scusa ma dici cose che non stanno ne in cielo ne in terra tanto evidente l’irrealtà di quello che dici

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    13 mar 2010 - 14:58 - #35
    0 punti
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    Per me possono intercettare tutti i politici che vogliono, alla prima telefonata sospetta che faccia presagire cose poco chiare a casa e senza scuse … a prescindere dal colore politico, quando sei “un uomo di cacca” il colore è uno solo…

  • Profilo di akira1972

    akira1972

    13 mar 2010 - 20:16 - #36
    1 punto
    Up Down

    le ultime intercettazioni hanno permesso di beccare personaggi che ridevano di un terremoto ! … ben vengano le intercettazioni, il problema sono la loro pubblicazione …

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