Quelli del Partito Democratico, e non solo loro, si scandalizzano (ingenuamente) e protestano (giustamente) per la Rai che “spegne la luce” sulla campagna elettorale, lasciando sotto i riflettori il Re Sole Silvio Berlusconi.
Oscurati i programmi politici che contano, che fanno opinione, che spostano voti, la Rai pubblica si … “consegna” al Premier, protagonista unico del circus mediatico, pur con l’ultimo carico della procura di Trani che conferma che il presidente del Consiglio è indagato per concussione e minacce. Mica bruscolini.
Con l’aria che tira, (scandali personali-crisi che non passa-pdl a pezzi-Fini con un piede fuori-Bossi pronto a “fare i conti dopo il voto-astensionismo da ko) Berlusconi fa quello che sa fare meglio: la vittima, “eliminando” tutti gli altri competitors, privando il 30% degli indecisi di una Tv che conserva uno straccio di confronto e di democrazia.
Scandalizzarsi? No! Indignarsi? Sì. Contro Berlusconi ma anche contro gli … “altri”, tutti gli “altri”, corresponsabili di aver ridotto così il Paese.
La televisione è diventata la nostra cultura della apparenza. La televisione è diventata la nostra politica della banalità.
Via i ferrivecchi dei partiti. Via i professionisti della politica. Basta analisi, basta contraddittori, basta riflessioni, basta collegamento fra fatti. Tutto diventa “intrattenimento”, “spettacolo”, liquido, i collant della rossa Brambilla.
Berlusconi commette un grave errore: esagera. Il Cavaliere non ha bisogno della censura. Perché con questa politica, con questa tv, con questi media (e con italiani ammaestrati all’indifferenza), la censura non serve: perché tutta la politica è diventata una barzelletta. E, in questo, nessuno eguaglia Berlusconi.
Ma ci sarà sempre chi non si adatta all’incoerenza e non si crogiola nell’indifferenza.
albert1
16 mar 2010 - 17:25 - #51Io ci avrei messo Rita “Terminator” Levi Montalcini.
Si sfonda un femore a 100 anni suonati e sta ancora in piedi… è una macchina da guerra, quella. Capace di gonfiare ad ombrellate chiunque la contraddica.
nchomsky
16 mar 2010 - 17:28 - #5251-
Con Storax (che faceva il “grosso”) gli sono gli sono bastate due battute per fulminarlo…
nchomsky
16 mar 2010 - 17:30 - #53Servire lo stato e servire il padrone ecco la differenza in un fumetto stile supereroi Marvel:
http://3.bp.blogspot.com/_J9T8RpLoDh8/S59a_TsUX6I/AAAAAAAAaqs/mccesWCIOus/s1600-h/GetContent.jpg
nchomsky
16 mar 2010 - 17:37 - #54La Rai senza talk show, ma si paga lo stessoquindi proporrei:
«Il mio mese di canone per la scuola o i precari»
I politici litigano, le commissioni “vigilano”, i cda votano. Ma i talk show restano oscurati. Il paradosso è quindi che paghiamo il canone al servizio pubblico per non avere informazione. Avere indietro quei soldi, si sa, è una utopia, allora facciamo così: la quota per il mese senza talk show, quei 9,08 euro (moltiplicati per tutti gli abbonati fanno 144 milioni) la Rai li destini a qualcos’altro. Scuole, precari, opere pubbliche.
FAI TUA LA PROPOSTA:
http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=96265