Silvio Berlusconi: refrain. Voto – 9. Il Premier fuorigiri: “Libertà mutilata, i pm vogliono impedirmi di lavorare”. E’ il solito, stucchevole refrain di un disco rotto. Rottura del Cav.
Gianni Letta: tu quoque. Voto – 8. Nelle telefonate dell’inchiesta di Trani spunta (male) il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Chi va con lo zoppo impara a zoppicare.
luvi
17 mar 2010 - 08:03 - #1Ma leggiamole queste intercettazioni… tutti al servizio del re, tutti sudditi impauriti…. tutti a pendere dalle labbra di un povero vecchio malato di onnipotenza e demenza senile…. tutti contro Santoro…..
http://www.repubblica.it/politica/2010/03/17/news/inchiesta_rai_nelle_telefonate_compare_letta_gianni_il_premier_vuole_che_fermiamo_santoro-2706499/
Ma leggiamole queste intercettazioni… tutti sudditi, impauriti, di questo re che si pensa onnipotente…..
ROMA - Nelle telefonate agli atti dell’inchiesta di Trani spunta il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Intanto Berlusconi attacca: magistrati e sinistra condizionano il voto. E il ministro Alfano rincara la dose: il Csm viola la Costituzione. Dal canto suo la Procura di Trani nega agli ispettori inviati dal ministro il fascicolo dell’inchiesta. Il premier era infuriato al punto da insultare pesantemente Giancarlo Innocenzi, il suo “fedelissimo” all’Autorità garante delle comunicazioni, il quale insieme a Mauro Masi, direttore generale della Rai, veniva sollecitato a fare chiudere Annozero. Letta, stando a quanto risulta dalle intercettazioni telefoniche disposte dalla procura di Trani, era informato della strategia che doveva portare a “imbavagliare” le trasmissioni “sgradite” e a impedire, tra l’altro, nuovi interventi del direttore di Repubblica Ezio Mauro e del fondatore Eugenio Scalfari, che avevano criticato il premier in alcune trasmissioni. Letta sarebbe intervenuto dopo che Innocenzi e Masi non erano riusciti a farlo.
C’è anche questo nelle quaranta pagine della richiesta rivolta dal pm al gip di Trani per ottenere dalla Camere l’autorizzazione a utilizzare le conversazioni del premier perché ritenute “penalmente rilevanti”. Nell’atto, che riporta tutte le mosse di Berlusconi e dei suoi uomini per bloccare le trasmissioni tv, c’è un presidente del Consiglio che appare in più circostanze molto agitato. E che, tra l’altro, parla di vicende familiari, sfogandosi con Innocenzi a proposito di quanto gli costerà - circa 90 miliardi di vecchie lire l’anno - il mantenimento alla sua ex moglie Veronica Lario.
“GIANNI SCUSA, SONO GIANCARLO…”
È il 3 dicembre 2009. Innocenzi, che ha già ricevuto decine di telefonate di Berlusconi che lo accusa di non avere fatto nulla per bloccare Santoro, chiama Letta.
Innocenzi: “Gianni, scusa sono Giancarlo”.
Letta: “Si, eccomi”.
Innocenzi: “Allora io ti risparmio, quando con calma ti racconto tutto… Insomma, per essere più veloce tutte le documentazioni, quali carte ho dato agli uni e agli altri, sanno tutto quelli della Vigilanza, sa tutto… Masi, sa tutto l’Autorità, ho fatto fare da un gruppo di due amici magistrati tutta l’analisi, anche perché siano gli strumenti per quella storia di questa sera di Mills. Secondo le valutazioni di questi due amici magistrati, lui stasera non potrebbe parlare di Mills essendoci il processo in corso”. Letta risponde con una parola incomprensibile.
Innocenzi: “Ho dato queste carte a Mauro (presumibilmente Masi-ndr). Mauro vuole la pezza forte, ci vorrebbe che sostanzialmente Calabrò (presidente dell’Agcom-ndr) gli dicesse (a Santoro-ndr): “Tu non puoi fare la trasmissione questa sera parlando di Mills”. Io non so più a che aggrapparmi, tutto quello che potevo fare l’ho fatto. Adesso Mauro mi chiama e mi dice: “Se Calabrò dice ‘guarda che tu la trasmissione su Mills non puoi farla’, io vado con questa e non gliela faccio fare… tu (Gianni Letta ndr) sei l’ultima spiaggia…”.
Letta pronuncia altri commenti incomprensibili. Poi aggiunge: “Proverò a cercarlo, grazie , ciao ciao”.
Subito dopo Innocenzi chiama Masi. Lo informa di avere parlato con Letta: “Io ho detto a Gianni, anche adesso, avverti tu Calabrò, di mettere più spessore possibile su questa cosa… comunque adesso è informato anche Gianni, così abbiamo chiuso il cerchio, così nessuno può dire che non sapeva un ca$$o”. Masi gli chiede se ha parlato direttamente con Letta e Innocenzi lo conferma. Il dg Rai gli dice anche che ha parlato con Santoro che gli ha assicurato che farà una “trasmissione equilibrata”.
Poi Masi gli ricorda che “dopo la D’Addario c’era spazio e modo per potere intervenire mille volte, non lo abbiamo fatto, non è stato fatto, e ci troviamo adesso questa roba qui, l’unica cosa che può servire veramente e che se lui (Santoro-ndr) fa la pipì fuori dal vaso stasera…”.
Il pm di Trani descrive altre manovre, “con coinvolgimenti ai massimi livelli da parte del commissario Agcom che, ormai esasperato, par arrivare al presidente Calabrò (che sembra resistere alle pressioni esterne) si affida alla mediazione del sottosegretario Gianni Letta, il quale dal canto proprio promette ad Innocenzi di attivarsi e cercare il presidente Calabrò”.
“ABBIAMO CACCIATO ANCHE RUFFINI”
Anche alla domenica Masi e Innocenzi non hanno pace. Berlusconi li investe con insulti perché non riescono a fermare Santoro. Innocenzi informa Masi che “loro faranno il processo Mills” e gli racconta che, quando Berlusconi lo ha saputo, gli ha gridato “che ca$$o state a fare tutti quanti!”. “E poi - aggiunge - mi ha fatto un coolo che non finiva più”. I due si disperano per accontentare Berlusconi, ma non ci riescono. Si raccontano di essere riusciti a eliminare Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre.
LO SFOGO DI MASI
“Come traspare da questa intercettazione - scrive il pm di Trani - Innocenzi reduce dalla telefonata del presidente Berlusconi che lo affligge, chiama Masi e si sfoga. Masi si mette prontamente al servizio del commissario Agcom e promette di “mettere su una strategia operativa” che serva a risolvere il “problema Santoro che è un problema tutto particolare”. Quindi aggiunge che la Rai sta “aggiustando”. Gli viene chiesto come. La risposta è: “Sai, la stiamo aggiustando, stiamo facendo di tutto, abbiamo mandato via pure Ruffini, insomma, voglio dire siamo riusciti a fare…”. Per il pm è “un evidente riferimento al fatto di assecondare i desiderata del presidente Berlusconi”.
“CALABRO’ POTREBBE ESSERE INTERCETTATO”
È IL 9 dicembre 2009. Alle 8,35 del mattino Berlusconi chiama Innocenzi e lo rimprovera d “non avere fatto niente”.
Berlusconi: “Pronto?”.
Innocenzi: “Sì, ciao presidente”.
Il premier gli scarica addosso una serie di epiteti. Innocenzi annaspa, dice che hanno “fatto qualcosa”, di non aver potuto fermare la trasmissione sul caso Mills e di essere “andato da Calabrò incazzato come una biscia, cioè da questo momento in poi ero come un tupamaro con le bombe addosso e in qualsiasi momento facevo un casino..”.
SPATUZZA E IL PREMIER SOTTO ACCUSA
Berlusconi attacca ancora Innocenzi: “Allora ti dico, giovedì sera c’era ancora il processo Spatuzza e fanno il processo a me come appartenente alla mafia… allora se voi non riuscite veramente a fare questa roba qua… non lo so io…”.
Innocenzi balbetta. Dice a Berlusconi che si è attivato per preparare un ricorso “come informativa”. “Allora tutti e quattro, Savarese, Mannoni io e Napoli, a parte Magri, siamo d’accordo, salvo che domani non mi brucino, per fare casino all’interno del consiglio”.
Innocenzi: “Anche Napoli (pure lui componente dell’Agcom-ndr) è d’accordo perché lui aveva vissuto la vicenda di Clemente (Mastella-ndr) quindi…”.
Berlusconi: “Napoli da dove arriva, da Mastella?”.
Innocenzi conferma e Berlusconi risponde: ” Mastella adesso è totalmente con me… e con Napoli avete la maggioranza senza Magri”.
Innocenzi tranquillizza il premier: “Diciamo che ho Mannoni (altro componente dell’Agcom-ndr), Savarese che era amico di Fini, però … è più amico di Maurizio Gasparri”.
“ATTENTO A PARLARE AL TELEFONO”
A questo punto Berlusconi invita Innocenzi a parlare con Calabrò e lo avverte: “Però stai attento a parlare al telefono col Presidente … perché voci, che non so se siano vere o meno, dicono che ha il telefono sotto controllo…”.
Innocenzi risponde a Berlusconi di essere preoccupato perché probabilmente è lui ad avere il telefono sotto controllo: “Ma a me ieri sera è successa una cosa molto strana, tra l’altro oggi mi è arrivato un numero inesistente, io non ho risposto (…). Uno dei nostri tecnici mi dice che è un modo per potere mettere sotto controllo il telefono e oggi faccio fare altre ulteriori… però non me ne frega niente..”.
Innocenzi continua ad informare Berlusconi sull’attività che sta organizzando per bloccare Santoro.
Il premier gli dice che va bene. “Ma mi raccomando perché adesso entriamo in una zona di guerra veramente brutta”. “Sì - aggiunge questo non è mica servizio pubblico… è l’unico servizio pubblico al mondo che fa queste cose”.
Innocenzi: “Non è più possibile che questo qui (Santoro-ndr) faccia quel ca$$o che gli pare veramente”.
BERLUSCONI, VERONICA E LA CIR
Innocenzi: “Il problema vero è che devi stare bene tu, ca$$o…”.
Berlusconi: “Mi stanno attaccando da tutte le parti sul piano patrimoniale, sai quanto ha chiesto mia moglie di mantenimento al mese? Tre milioni e seicentomila euro al mese che fanno 45 milioni l’anno che fanno novanta miliardi di lire l’anno e siccome c’ha il giudice che è amico dell’avvocato… hanno depositato ed è andato automaticamente a un certo giudice, c’è il rischio che succeda che me li danno”.
Poi Berlusconi parla della causa civile con Carlo De Benedetti per la vicenda Cir: “E’ una cosa pazzesca, ho il fisco che mi chiede 900 milioni, coso… De Benedetti che me li chiede, ma ha già avuto una sentenza a favore, 750 milioni… Pensa te , mia moglie che mi chiede 90 miliardi di vecchie lire all’anno, sono messo bene no? E poi le sentenze penali con dei giudici che sono dei killer invece che essere dei giudici”.
enrico-xc
17 mar 2010 - 08:10 - #2 (nascondi)tutti hanno capito che berlusconi ha pienamente ragione da anni.
trasmissioni faziose, magistrati politicizzati, TUTTO SEMPLICEMENTE VERO.
la sinistra usa canali pericolosi per la democrazia e silvio fa bene a difendersi.
fc77
17 mar 2010 - 08:11 - #3berlusconi ormai ripete le stesse cose,la frase più celebre? questa”inchieste ad orologeria,caro(si fa x dire) presidente ,se ne combina una ogni 5 minuti,la colpa non è dei magistrati,magari è allergico alla legalità,alla democrazia. 17 milioni di voti su 50(milioni) disponibili non sono la maggioranza assoluta,non si deve scadalizzare x l’inchiesta di trani,c’è chi fa paggio, c’è chi non risponde alle domande dei giornalisti,se non sono a lui graditi,chi fa approvare leggi ad personam,chi fa i festini e poi quelle stesse donnine le ritroviamo in parlamento o magari ricevono in cambio un bel lavoro. opsss caro presidente,è quello che fa lei,che fa non si scandalizza?
letta????????? eh eh che dire ,chi dorme con i cani prima o poi si prende anche le pulci……
fc77
17 mar 2010 - 08:16 - #4ahahh enrì solo quelli come te hanno capito che sb ha ragione ,e x fortuna 4 gatti non sono tutti….
aldebaran85
17 mar 2010 - 08:18 - #5adesso si capiscono molte cose… enrico apri gli occhi santo cielo
william-wallace
17 mar 2010 - 08:20 - #6Comunque resta il fatto che Berlusconi dice in privato quello che dice anche in pubblico.
Non è che dice “Dice la verità, quindi chiudete santoro”, ma dice “mi sputt4n4, quindi chiudetelo”
fc77
17 mar 2010 - 08:30 - #7ww,lui non può predentere di chiudere santoro solo xchè lo spu.tta.na…. si dovrebbe chiudere da solo ,visto che è uno spu.tta.mento ogni volta che dice o fa qualcosa.
aldebaran85
17 mar 2010 - 08:32 - #8#6 NO, NO e ancora NO!!! silvio benito berlusconi dice quelle cose a responsabili dell’agcom e del tg1 non a persone qualunque!!!! questa è la differenza!!!
anzi mette pressioni affinchè santoro e compagnia bella non vadano in onda
aldebaran85
17 mar 2010 - 08:32 - #9addirittura è coinvolto un giudice del CSM!!!!
ma i giudici non sono tutti comunisti e mangiabambini??
_marco_
17 mar 2010 - 08:49 - #10Da cio che leggo dalle intercettazioni è tutto chiaro.
enrico-xc
17 mar 2010 - 09:12 - #11guardate che spu…are il presidente del consiglio non e’ ne’ informazione ne’ diritto di cronaca, e’ mancanza di senso di legalita’ e democrazia.
quelle trasmissioni sono spot della sinistra contro il governo, giusto chiuderle, non solo sospenderle
aldebaran85
17 mar 2010 - 09:18 - #12enrì ma stai scherzando? O.o
#gio#
17 mar 2010 - 09:38 - #13C’è un ladro di polli che fa avanti e indietro dalla galera. Lui ruba, viene preso, processato e legalmente condannato. Ma quando esce eccolo che ruba ancora e tocca di nuovo perdere tempo e soldi a processarlo e tenerlo in gabbia.
Quel ladro si approfitta della democrazia e andrebbe messo a tacere per sempre. Già, ma come…
Perché il punto è tutto qui. Se la legalità e la democrazia prendono delle “scorciatoie”, si liberano del “fastidio”, smettono di essere tali e si trasformano in illegalità e dittatura.
E adesso applichiamo il concetto al pericoloso Santoro, il cui unico torto, secondo me, è dare visibilità a certi Ghedini e Belpietro.
Una cosa è lamentarsi pubblicamente e politicamente della faziosità di quella trasmissione. Lo può fare chiunque, anche il presidente del consiglio. E’ legale e democratico. Un’altra è tramare insieme ai diretti responsabili di rai e agcom, andando oltre il proprio ruolo, perché quella trasmissione venga chiusa.
In uno stato basato sulla legalità e sulla democrazia un’azione del genere ha un nome preciso: è un reato, e Berlusconi l’ha commesso.
garcetto
17 mar 2010 - 09:40 - #14@11
perche’ andare in europa a fare la sceneggiata e dire di essere vittima di giudici cosacchi, che la giustizia italiana e al collasso, fare cucu al cancelliere tedesco, dare dei subumani a 2 miliardi di musulmani, raccontare barzellette con protagonisti i desaparecidos, fare il gesto del mitra con putin, fare il figo con la moglie del premier svedese, dire che la mafia non e’ cosi’ estesa ed e’ anzi amplificata ad arte da furbetti come saviano cosa e’?
puntini-puntini-xanderoby
17 mar 2010 - 10:00 - #15Cioè secondo enrichetta siamo in una monarchia, dove un presidente non può venir criticato né allontanato in caso d’impeachment.
Praticamente sta ammettendo che i berluscojones sono schiavi di un padrone, non cittadini con diritti.
Ammette che lui del pensiero liberale gliene fotte ‘na cippa, mandando a donnine la loro sudditanza a stelle e strisce (Nixon?), e che l’unica cosa che capiscono è un capobastone in stile ‘ndraghetista con poteri divini, una summa di faraone e gerarca fascista.
E si arrogano pure il diritto di usare il termine Libertà senza pagare nessun pegno: le corde sono appese, mancano solo quelli da giustiziare.
nchomsky
17 mar 2010 - 10:13 - #16SERVI DELLA GLEBA:
Gli elettori del Pdl in Toscana possono stare tranquilli. Monica Faenzi, che corre per diventare governatrice del loro partito, “non voleva accettare questa candidatura”, perché le è stata “un po’ imposta”, “calata dall’alto da Berlusconi” (sue testuali parole nella presentazione della lista, il 10 marzo 2010 a Forte dei Marmi). E non è neanche l’unica questione su cui non è d’accordo con il premier. Una su tutte: “Non ha chiesto lei le liste pulite”. Questa la risposta finale a chi le chiede perché nelle sue liste sia presente Alberto Magnolfi, accusato di corruzione per aver intascato una tangente da 30 milioni di lire. Risposta che arriva dopo essere stata messa alle strette e aver tentato di azzittire in tutti i modi chi le poneva la questione. Affermando, in ultima battuta, “Chi è contro la politica, non può fare politica, quindi non può parlare”. Sì, in effetti “La Toscana vuole cambiare”, come recita il suo slogan, ma prima si fa quello che dice il padrone.
chico-mendez
17 mar 2010 - 10:54 - #17ricordo che qui dei p1rla legaioli (non ne faccio i nomi ma uno finisce in load e l’altro in iberty) contestavano la denuncia e relativa condanna di un commerciante che usava carta igienica con la faccia di Prodi stampata sopra………..Enrichetta fai una ricerca su polisblog poi vai da questi e denunciali :)
nchomsky
17 mar 2010 - 10:58 - #18IO, IL MIO PEGGIOR NEMICO:
Questo è un articolo interamente favorevole a Silvio Berlusconi. Che resta sempre e comunque, soprattutto in questa fase crepuscolare, il miglior oppositore di se stesso. Due giorni fa, a causa della penuria di notizie provenienti da Trani, lo scandalo Tg1-Agcom stava scivolando in basso nelle prime pagine dei giornali. Poi, a riportarlo in testa a caratteri cubitali, ha provveduto lui con gli appositi Al Fano e Ghedini. Angelino Jolie ha spedito gl’ispettori a curiosare nell’inchiesta, dimostrando che preoccupa parecchio il Banana e tutta la banda. Ghedini poi si è superato, sfidando i pm: vediamo se hanno il coraggio di confermare che il Banana è indagato. Quelli, per nulla impensieriti, l’han subito accontentato: sì, è indagato, e non solo per concussione (come rivelato dal Fatto), ma pure per “minacce a corpo politico, amministrativo o giudiziario”. Ed è indagato anche Minzolingua che l’altro giorno, prendendo per buona la smentita di una donna delle pulizie, definiva “inventata” la notizia dell’indagine su di lui (lui parlava di “avviso di garanzia”, di cui nessuno aveva mai parlato, confondendolo con l’iscrizione sul registro degli indagati). E anche lui ha fatto tutto da solo: appena uscito dalla Procura di Trani, dov’era stato sentito come testimone, ha pensato bene di fare una telefonata per spiattellare il contenuto dell’interrogatorio segretato. Uno dirà: avrà chiamato la moglie, la fidanzata, un parente, un amico del cuore, un collega. No, il suo primo pensiero è stato chiamare Bonaiuti perché informasse il Banana. Come dire: i suoi cari. E così il nemico acerrimo delle fughe di notizie ha fatto una bella fuga di notizie, avendo fra l’altro l’accortezza di farla a Trani. Il che ha consentito ai pm di radicare la competenza territoriale, almeno sul suo conto, proprio lì. Un genio. Al resto ha provveduto, con la consueta generosità, il Banana. Per un mese o forse più, ha tempestato di telefonate il direttore della Rai, il presidente dell’Agcom e un membro della medesima, il sottostante Innocenzi, per minacciare un Corpo amministrativo dello Stato e turbarne la normale attività così da fulminare un paio di programmi sgraditi, gli ultimi rimasti. In alcune telefonate ha pure sottolineato, giustamente, che gli agcomici rubano un lauto stipendio senza nemmeno riuscire a portare a termine la loro unica missione: chiudere Annozero. In effetti, pagare 4-5 commissari di notoria dipendenza 400-500 mila euro l’anno ciascuno per chiudere una trasmissione e vedersela in onda ogni giovedì, è un inutile sperpero di denaro pubblico. Il fatto è che quelle telefonate sono espressamente proibite dall’articolo 338 del Codice penale: “Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio, per impedirne in tutto o in parte, anche temporaneamente o per turbarne comunque l’attività, è punito con la reclusione da 1 a 7 anni”. Parole più appropriate per sintetizzare le telefonate del Banana sarebbe difficile trovarne. Ora, delle due l’una. O il Banana, che è pure laureato in Legge, conosce a memoria ogni più recondita piega del Codice penale e si diverte a violarne tutti gli articoli, anche due o tre alla volta, con la cura maniacale del collezionista (“gli manca solo l’abigeato”, titolava ieri il Geniale con involontaria ironia). Oppure è l’articolo 338 del Codice penale, scritto dal fascista Alfredo Rocco nel 1930, che è stato modellato su misura del Banana con un’ottantina d’anni di anticipo e una buona dose di chiaroveggenza. Prima o poi, quando depenalizzeranno anche questo reato, qualche Bondi o Capezzone salterà su a denunciare il Codice Rocco, anzi Rosso, con particolare riferimento al 338 scritto apposta per Lui. Un Codice ad orologeria e ad personam. “Continuo a usare il telefonino con la più ampia libertà – dichiarò il Banana il 2 aprile 2008 – ma se escono nuove intercettazioni lascio questo Paese”. Che sia la volta buona?
nchomsky
17 mar 2010 - 11:12 - #19LE FRATTINI GUFATE:
“Io vedo un serio e imbarazzante pericolo dovuto a questo clima di odio che si sta diffondendo con attacchi personali alla figura del presidente del Consiglio e con un clima di intidimidazione che purtroppo mi ricorda quello del mese di dicembre dello scorso anno, che poi porto’ all’attentato contro Berlusconi”.
Lo dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini.
QUASI PARE CHE CI SPERANO: TANTO PER RINNOVARE LA PARABOLA DELL’UNTO MARTIRE PORTATORE DELL’AMORE.
a1
17 mar 2010 - 11:23 - #20Ma se ha una MAGGIORANZA SCHIACCIANTE e ricorre sempre alla FIDUCIA, non fa altro che leggi ad personam, giustizia legittimo impedimento intercettazioni, lodi e cavoli vari, e gli ITALIANI stanno in crisi ora si arriva a malapena alla 3° settimana, il Pease è bloccato, è da 15 ANNI CHE SI PARLA DEI SUOI PROBLEMI ACCANTONANDO QUELLI DEGLI ITALIANI, basta deve finire questa cosa è lui in VERO CANCRO dell’ITALIA.
nchomsky
17 mar 2010 - 11:27 - #21IL GOVERNO DEI FATTI O DELLE BALLE?
Dinanzi all’ennesima piramide di immondizia, Rosy Bindi ha fatto fermare l’auto. E’ scesa, ha sfoderato una piccola macchinetta digitale, ed ha cominciato a scattare. «Altro che problema risolto, i rifiuti sono ancora tutti qui, per le strade della provincia di Caserta. Queste foto serviranno a smascherare le bugie di Berlusconi». Il tour elettorale del presidente del Partito Democratico in compagnia del consigliere regionale Nicola Caputo, si è trasformato così in un reportage fotografico.
http://www.corriere.it/gallery/cronache/03-2010/bindi/1/bindi-fotoreporter-_b73e60b6-30eb-11df-bc31-00144f02aabe.shtml#1
nchomsky
17 mar 2010 - 11:36 - #22500MILA NUOVI POSTI DI LAVORO:
Berlusconi cerca gente “Voglio 500mila persone in piazza”
Imponente la mobilitazione studiata dai coordinatori del Pdl per sabato. Saranno 3 mila i pullman da tutta Italia, 3 i treni speciali - due Freccia Rossa da Torino ribattezzati per l’occasione “Freccia Azzurra” - un traghetto dalla Sardegna e svariati charter. Ieri a Piazza San Giovanni si allestiva già il grande palco di 400 metri quadrati. Due cortei partiranno dal Circo Massimo e da Largo Colli Albani (quest’ultimo organizzato dal movimento giovanile e guidato dal ministro Giorgia Meloni), per confluire in piazza dove Silvio Berlusconi dalle 18 terrà uno dei suoi comizi fiume. Al suo fianco, i 13 candidati governatori del Pdl, ai quali il premier farà firmare un “patto” governo-Regioni. La colonna sonora dell’evento, come nella Piazza San Giovanni del 2 dicembre 2006, è affidata all’orchestra targata Mediaset di Demo Morselli. A San Giovanni ci sarà anche il debutto dei “promotori della libertà”, la nuova guardia scelta che il Cavaliere ha affidato alla Brambilla.
enrico-xc
17 mar 2010 - 11:39 - #23ormai tutti hanno capito che berlusconi ha pienamente ragione da anni.
trasmissioni faziose, magistrati politicizzati, TUTTO SEMPLICEMENTE VERO.
la sinistra usa canali pericolosi per la democrazia e silvio fa bene a difendersi.
#gio#
17 mar 2010 - 11:42 - #24“…la sinistra usa canali pericolosi per la democrazia e silvio fa bene a difendersi…”
Quindi ritieni legittimo l’uso da parte sua di metodi antidemocratici? E’ questo il senso del tuo silvio fa bene a difendersi?
enrico-xc
17 mar 2010 - 12:02 - #2526 berlusconi si difende con metodi democratici, certo che se credi alla propaganda di sinistra…
enrico-xc
17 mar 2010 - 12:03 - #26ma proprio non vi riesce di non tentare di delegittimarmi, deridermi, offendermi, siete veramente patetici, non sapete accettare la contraddizione, e’ vero che le sinistre sono un pericolo per la convivenza democratica…
a1
17 mar 2010 - 12:08 - #27Enriketta:
Ma dai, perchè non lo ammetti sei LEA punto.
#gio#
17 mar 2010 - 12:17 - #28“…26 berlusconi si difende con metodi democratici, certo che se credi alla propaganda di sinistra…”
E’ legittimo (e democratico) da parte di un presidente del consiglio inca**arsi con un membro dell’agcom perché non ha fatto abbastanza per chiudere Annozero?
Attenta alla risposta…
articolo 338 del Codice penale: “Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio, per impedirne in tutto o in parte, anche temporaneamente o per turbarne comunque l’attività, è punito con la reclusione da 1 a 7 anni”.
enrico-xc
17 mar 2010 - 13:20 - #2931
se l’ attivita’ e’ disinformazione in barba a qualunque norma sul contraddittorio si, berlusconi ha fatto bene a difendere la propria dignita’…
#gio#
17 mar 2010 - 13:43 - #30Non ti ho chiesto se ha fatto bene, ma se è “legittimo” quello che ha fatto
articolo 338 del Codice penale: “Chiunque usa violenza o minaccia ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una rappresentanza di esso, o ad una qualsiasi pubblica Autorità costituita in collegio, per impedirne in tutto o in parte, anche temporaneamente o per turbarne comunque l’attività, è punito con la reclusione da 1 a 7 anni”.
fc77
17 mar 2010 - 14:30 - #31enrico,annozero senza contraddittorio? allora mi confermi che non hai visto neanche 10 minuti di trasmissione…