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Le pagelle del giovedì

Pubblicato: 18 mar 2010 da Massimo Falcioni

Pier Luigi Bersani: zorro. Voto + 8. Il leader del Pd attacca il Governo: “Finalmente dopo 22 mesi di ciarle, si parla di crisi economica. Ma il governo è venuto in Aula a mani vuote”. Vuoto a perdere.

Silvio Berlusconi: latitante. Voto – 8. Il Premier brilla per le assenze ingiustificate. C’è sempre in Tv “pro domo sua”, ma mai nelle aule di giustizia e in parlamento. Premier virtuale e dalle “balle spaziali”.

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11 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    18 mar 2010 - 08:03 - #1
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    ma per favore, questo governo ha attuato mille provvedimenti per aiutare con ammortizzatori sociali di ogni genere, la crisi in italia ha fatto molti meno danni che altrove, grecia, spagna, irlanda, islanda, usarla per dar contro a berlusconi e’ uno sciacallaggio, come lo e’ del resto usare i terremotati in abruzzo, dopo che per la prima volta nella storia nessuno a pochissimi mesi dal sisma e’ piu’ nelle tende ma in bellissime case antisismiche.
    guardate che la gente ragiona, non crede a queste balle, vota silvio anche per questo….

  • bissis

    18 mar 2010 - 09:05 - #2
    0 punti
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    “e’ uno sciacallaggio, come lo e’ del resto usare i terremotati in abruzzo”

    tu lo dici

  • Profilo di fc77

    fc77

    18 mar 2010 - 09:07 - #3
    1 punto
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    mille? ok enrico, dimmene solo uno efficace,grazie.

  • bissis

    18 mar 2010 - 09:19 - #4
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    a parte le tasse alle imprese, che come segnala l’ocse, per aiutare le imprese sarebbe il caso di snellirle e calarle come hanno fatto tutti gli altri, e non di aumentarle

  • Profilo di richard-benson

    richard-benson

    18 mar 2010 - 09:32 - #5
    1 punto
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  • Profilo di richard-benson

    richard-benson

    18 mar 2010 - 09:33 - #6
    1 punto
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    “dopo che per la prima volta nella storia nessuno a pochissimi mesi dal sisma e’ piu’ nelle tende ma in bellissime case antisismiche.”

    questa favola è degna del miglio minzolini… guarda i veri reportage, fatti anche da sky tg24, dove ci sono ancora le macerie ovunque e specialmente nel centro de L’Aquila! e non è vero che tutti sono nelle case, informati sui numeri!

  • Profilo di fc77

    fc77

    18 mar 2010 - 09:37 - #7
    0 punti
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    enrico,non hai trovato nulla….ehi ci sei ,ce la fai, sei connesso……..?

  • Profilo di _marco_

    _marco_

    18 mar 2010 - 09:50 - #8
    0 punti
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    enrico: stai scherzando vero?
    perche dici queste falsità? non hai una coscienza?

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    18 mar 2010 - 10:11 - #9
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    Adesso a Roma, nelle fila del centrodestra, è tutto un gridare alla fuga di notizie. È una caccia continua alle fonti che hanno permesso a Il Fatto Quotidiano di ricostruire parte dei contenuti dell’indagine di Trani sulle pressioni e le minacce del premier, Silvio Berlusconi, all’Agcom. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sguinzagliato i suoi ispettori. Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Domenico Nania, parla di un “disegno politico”. L’avvocato-deputato Niccolò Ghedini denuncia la “violazione del segreto istruttorio”. Il presidente del Senato, l’avvocato Renato Schifani, chiede che venga approvata in fretta la legge mordacchia sugli ascolti telefonici “per porre i cittadini al riparo da pubblicazioni che riguardano la loro vita privata e fatti non penalmente rilevanti”, dimenticando che ben poco (anzi niente) di ciò che è finora è finito sulle pagine dei giornali riguarda la privacy del cittadino presidente del Consiglio.

    Come è doveroso, comunque, la Procura di Trani indaga. Anche se, a ben vedere, la fuga di notizie più misteriosa di tutta l’inchiesta sull’Agcom non riguarda tanto Il Fatto Quotidiano che, per dovere di cronaca, è tenuto a pubblicare quanto sa (e riesce a verificare) sui lati oscuri del potere. Lo spiffero più inquietante riguarda invece sempre lui: Silvio Berlusconi. Il premier, infatti, almeno dai primi di dicembre era a conoscenza dell’esistenza di un’inchiesta sull’Autorità garante delle Comunicazioni. Pochi giorni prima delle deposizioni, ancora nelle vesti di testimoni, del direttore del Tg1, Augusto Minzolini ,e del membro dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, messe in calendario dalla procura per il 17 dicembre (filone carte di credito revolving), il leader del Pdl esterna le sue preoccupazioni proprio a Innocenzi.

    Siamo nella settimana calda della puntata di Annozero dedicata alla presunta trattativa Stato-mafia e alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza su Marcello Dell’Utri e lo stesso Berlusconi. Il presidente del Consiglio, come sempre, vorrebbe che non andasse in onda. Negli uffici dell’Authority sono in corso le grandi manovre tra i membri, in teoria indipendenti, dell’Autorità di garanzia. Ma il problema è sempre il solito. Il presidente Corrado Calabrò, resta sulla sua linea. L’Agcom può eventualmente sanzionare ciò che accade in una trasmissione televisiva solo dopo che è andata in onda, non prima. Berlusconi e Innocenzi, comunque, ci riprovano. Sperano che durante la riunione del consiglio, Calabrò finisca per cambiare idea e che voti con i membri legati al centrodestra “un provvedimento d’urgenza”. Per questo Innocenzi spiega che sta per telefonare al Garante. Ma il premier lo invita alla prudenza: “Stai attento a parlare col presidente”, ammonisce, “ci sono voci, non so se fondate che dicono che abbia il telefono sotto controllo”. L’informazione è (quasi) esatta. Davvero l’Agcom è sotto inchiesta. Solo che nel mirino degli investigatori non c’è Calabrò, ma Innocenzi. Insomma qualcuno ha parlato. Ma chi? Gli accertamenti finora non hanno permesso di stabilirlo.

    È noto che, nel recente passato, il premier si è reso protagonista di memorabili sfuriate nei confronti dei vertici dei Servizi segreti e di varie forze di polizia colpevoli, a suo avviso, di non averlo messo in guardia dal frequentare personaggi, come il giovane imprenditore barese Giampaolo Tarantini (caso Escort), che erano in quel momento nel mirino dei detective. Ma le indagini di Trani sulle eventuali fughe di notizie istituzionali non hanno portato a nessuna certezza e hanno finito solo per mettere in luce solo i timori di Innocenzi.
    Anche l’ex manager Fininvest ha infatti dei sospetti. A Berlusconi confida di aver trovato sul display del suo apparecchio portatile un numero che, una volta richiamato, è risultato inesistente. Uno dei tecnici dell’Authority gli ha pure spiegato che quello poteva essere un sistema per ascoltargli le telefonate. Per questo vuole disporre altri controlli. All’improvviso il premier si fa così laconico e pensieroso. Dopo poche frasi chiude la conversazione. Forse ha un presentimento. Ma ormai è tardi. Maledettamente tardi. Quello che ha detto e fatto contro la libertà d’informazione è lì, inciso nelle memorie dei computer della Guardia di finanza. E non può più essere cancellato.

    Fatto Quotidiano, 17 marzo 2010

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    18 mar 2010 - 10:19 - #10
    1 punto
    Up Down

    1-
    Ha fatto meno danni?
    Non è che non parlando dei problemi italiani sulla perdita di posti di lavoro percentuali di merci esportate, di imprese che chiudono questi non esistono…
    E tutto sotto gli occhi di un governo totalmente lassista che a parte le chiacchiere non ha attuato nessun programma per arginare la crisi o almeno per aiutare ad uscirne il prima possibile.
    Semplicemente aspettano inermi che tutto passi

  • Profilo di a1

    a1

    18 mar 2010 - 10:50 - #11
    1 punto
    Up Down

    Salve,

    sono un cittadino dell’Italianistan.
    Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio.
    Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio.
    Anche l’assicurazione dell’auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l’assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa.
    Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio.
    Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio.
    Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio:questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governopresieduto dal Presidente del Consiglio.
    Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del
    Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall’agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio.
    Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario.
    Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere.
    Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio.
    Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio.
    Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna!

    PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno
    l’obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque
    persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo…

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