
Rullano i torpedoni verso la capitale. Il popolo “interclassista” risponde agli ordini del “sultano”, oggi a Roma, per la conta.
Altri tempi quando il Cavaliere ripudiava le piazze rosse “inutili” e “minoritarie”, quando il popolo vero, la “maggioranza silenziosa” se ne stava comoda a casa davanti alle libere tv del Biscione.
Se non fosse per le facce di Bondi, La Russa, Verdini, quello di oggi che s’intruppa a San Giovanni, la mitica piazza della sinistra che fu, potrebbe sembrare un popolo “festoso” che tocca con mano la “Roma ladrona”, il Palazzo, la Casta, la Politica.
Come dite? Che a Palazzo Chigi non ci sta Prodi, che al Campidoglio il bello “guaglione” e il “uolter” sono come la statue di Marcantonio e la fascia tricolore ce l’ha un ex fascista ripulito, che il Sultano tiene il potere da non si sa più nemmeno quando, che Bossi presto farà senatore persino uno come il figlio. “Ecchissenefrega”.
Questi (questo) hanno riportato la libertà, concesso il benessere, spazzato via con la ramazza … di leninista memoria i comunisti, hanno messo in riga giudici inneggianti al Che, hanno cancellato leggi e regole obsolete e inutili. Viva il Cav. Ieri, oggi, domani.
Pierluigi Bersani (anche stavolta) non c’azzecca, nell’affondo contro Berlusconi: “Fa il capo partito, il capo popolo, il capo lista, il capo redattore del Tg1, fuorchè fare il capo del governo”. Ma ringraziamo Iddio!
L’Italia peggio di così non è mai stata. Se questi l’hanno ridotta così, un ridicolo circo, senza governarla, chissà, governandola, cosa avrebbero combinato!
Così, per evitare i processi nei tribunali e per evitare il giudizio degli italiani, oggi Berlusconi chiama i compatrioti in piazza. Gliefarà vedere lui, al “nemico” (inventato)! Fra una settimana si vota. Gli italiani, nell’urna, possono fare in modo che quella di oggi sia l’ultima crociata. E l’ultima piazzata.
lo-chiamavano-trinta
21 mar 2010 - 21:18 - #401#485
e pensa che ha fatto benissimo!!!
enrico-xc
21 mar 2010 - 21:19 - #402berlusconi ha sbagliato ad appellare la bindi, questo e’ fuori dubbio, ma quante volte capita a lui?
aldebaran85
21 mar 2010 - 21:19 - #403#487 trovo affascinante ghedini
(scherzo ovviamente :D)
lo-chiamavano-trinta
21 mar 2010 - 21:20 - #404#488
ha..voce del verbo avere,
sarà per quello che fai quei penosi copia e incolla…non sei molto pratico con la grammatica….
enrico-xc
21 mar 2010 - 21:20 - #405no, io non tollero la volgarita’, da parte di chiunque.
carmila
21 mar 2010 - 21:20 - #406…ma guardando al suo elettorato mi rinfranco sempre: non c’è pericolo di trovare un neurone indipendente, il che significa che una volta sparito il pifferaio magico spariti i sorci!
nchomsky
21 mar 2010 - 21:22 - #407490-
Uno con un alta carica sorvola, come tutti quelli (tantissimi da sempre) che una volta al potere subiscono certi epiteti…se però sei megalomane egocentrico capisco che è dura reggere
aldebaran85
21 mar 2010 - 21:23 - #408enricoooooooooo metti pauusa … sei un disco continuo
mamma mia oh
lo-chiamavano-trinta
21 mar 2010 - 21:29 - #409beh Enrico io vado, qua sono tutti nervosetti…d’altronde c’è da capirli,
bruttini, sgrammaticati e perdenti, tremendamente perdenti, incredibilmente perdenti..
lo-chiamavano-trinta
21 mar 2010 - 21:32 - #410Le mogli dei politici fanno tutte beneficenza …
Meno male! …
Hanno il senso di colpa per quello che rubano i mariti …
carmar
21 mar 2010 - 21:33 - #411Perdenti lo siamo tutti, fino a quando litighiamo senza costruire niente.
Sbauz
21 mar 2010 - 22:17 - #412Davvero una cosa patetica questa manifestazione, tutta in stile berluschino.
enrico-xc
21 mar 2010 - 22:20 - #413patetico manifestare? da quando?
questo cos’ e’?
IDV nei guai per firme false per le comunali di Mantova
Messaggiodi Aragorn il 21 mar 2010, 13:21
Su ricorso di un esponente di una lista civica, ex pd, sono state sequestrate le firme di 7 liste fra cui l’itv da parte dei carabinieri e saranno sottoposte a perizie calligrafiche. Ieri fra l’altro si è dimesso e ha abbandonato la politica il segretario provinciale del partito di di pietro e secondo i giornali locali è stato licenziato il funzionario comunale che ha autentificato le liste false….
il problema che ben difficilmente si riuscirà ad avere un verdetto definitivo in settimana quindi le elezioni mantovane sono a forte rischio di annullamento.
fc77
21 mar 2010 - 22:37 - #414ATTENZIONE ATTENZIONE CERCASI CIRCA 4.850.000 DI MANIFESTANTI DEL PDL!!!!! 150.000????????????????????????????????? ahahah ridicoli,neanche pagando son riusciti a riempire una piazza……
enrico-xc
21 mar 2010 - 22:53 - #415domani polisblog si occupera’ delle firme false dell’ idv a mantova?
bissis
21 mar 2010 - 23:51 - #416perchè, ti è venuto un botto di legalità e chiedi il rispetto delle regole e dei “cavilli burocratici” anche a te?
non solo noi?
bene!
c’è speranza per tutti allora
più legalità, rispetto delle regole!
a casa chi non presenta le carte in regola! giustizia :)
luvi
22 mar 2010 - 00:25 - #417E’ quella la cosa più bella Francesca! Neanche pagando! Non sono riusciti a mobilitare neppure i loro stessi militanti (che saranno, quelli si, più di 100000!!!!). E infatti il grande capo si guarda bene dal pronunciare qualsivoglia cifra. Anzi, secondo me se li sta inchiappettando per benino, a partire da quel patetico verdini che ricatta gli abruzzesi i quali, giustamente, gli hanno risposto picche. Patetici!
E non dimentichiamoci del pasticciaccio brutto di Roma, perchè è da quella figuraccia che parte tutta questa voglia di riscossa, tutta questa chiamata alle armi CONTRO LA LEGGE, perchè è questo che vorrebbero, essere SOPRA LA LEGGE.
Ma l’italiano, che è volubile, sta cominciando a mangiare la foglia; chissà che si riesca a levarci di torno questo cancro, prima che muoia di morte naturale.
enrico-xc
22 mar 2010 - 07:35 - #418la sinistra e’ morta da decenni.
Sbauz
22 mar 2010 - 16:35 - #419Ma guarda, se quelle firme sono false è giusto che vi siano le conseguenze previste dalla legge, è inutile che vieni a dire: anche idv anche idv! La differenza sostanziale è l’atteggiamento del berluschino: se una regola in qualche modo lo danneggia lui cambia la regola… non si è mai vista una cosa così, e così spudoratamente presentata e iterata.
E’ patetico che l’esecutivo di un paese organaizzi una manifestazione e scenda in piazza per protestare contro il rispetto delle leggi; è questo ad essere patetico e antidemocratico.
nchomsky
07 apr 2010 - 09:19 - #420VIVA IL RE
Il giornale delle cliniche private di Roma
e provincia (L i b e ro , per chi non lo sapesse)
dedica al Fatto un garbato titolo
(“Sciacalli sull’Aquila”) accusandoci di
“demolire la ricostruzione con bugie e dati
fa l s i ”. Replicare a chi si becca circa sette milioni
e ottocentomila euro l’anno (dati 2007)
di soldi pubblici, cioè nostri e vostri,
e poi ci fa la morale perché
beneficiamo, come tutti, di una
riduzione sulle tariffe postali, è
sempre divertente. Diventa spassoso
quando l’organo che fu già
del partito monarchico che gli
veicolava i cospicui fondi statali (cosa non si
fa pe’ campà) scrive l’articolo sbagliato nel
giorno sbagliato. Se i giornalisti della Real
Casa avessero pazientato un giorno (forse)
avrebbero potuto prendere nota di alcuni
particolari che, diciamo così, stridono con
lo struggente titolone dedicato all’“or goglio”
del premier, e cioè: “Vogliono infangare
un grande lavoro” (viva il Re). Le cronache
della notte della memoria a L’Aquila parlano
infatti di cartelli con su scritto “via gli sciacalli”
(ma non si riferivano al Fatto ). E della
grandinata di fischi che hanno accolto la lettura
del messaggio del premier e la lettera del
presidente del Senato Schifani, i bravi cronisti
di L i b e ro avrebbero sicuramente preso
nota. Purtroppo non sapremo mai da quale
calorosa accoglienza sarebbe stato accolto
l’uomo del “m i ra c o l o ” in carne e ossa poiché
il presidente del Consiglio non si è proprio
visto. Sarà stato certamente per la naturale
ritrosia del personaggio davanti alle manifestazioni
di giubilo in suo onore. O forse perché
qualcuno lo ha saggiamente avvertito di
starsene lontano perché non era proprio aria
per le passerelle trionfali.
La rabbia degli aquilani e delle popolazioni
abruzzesi colpite dal sisma di un anno fa ha
motivazioni diverse da quelle che i solerti papaveri
della Protezione civile hanno messo
in giro. Ovvero: gente incontentabile
e che non apprezza,
appunto, i miracoli del governo.
No, è gente stanca di farsi
prendere in giro e che non ne
può più di essere usata come
fondale di cartone per gli
spot dell’informazione unica
padronale. Lo sanno anch’es -
si che i miracoli sono impossibili.
Che per la ricostruzione
ci vorranno anni. Ma
avrebbero apprezzato un minimo
di onestà e rispetto. Ma
questo su L i b e ro (viva il Re)
non lo leggeremo mai.
nchomsky
07 apr 2010 - 09:26 - #421“Va ora in onda, miracolo
aquilano”. E’ una
fiction nella fiction
quella che apre il film
di Alberto Puliafito, Comando e
c o n t ro l l o . Due manichini ascoltano
i proclami lanciati dai mass
media sul più grande set televisivo
italiano: L’Aquila.
“Ci hanno raccontato una storia
edulcorata – spiega il regista
che ieri ha presentato il suo lavoro
in anteprima a New York –
siamo stati ingannati come delle
bambole e anch’io all’inizio non
riuscivo a capire la differenza
tra le notizie e le leggende met
ro p o l i t a n e ”. Puliafito ha vissuto
otto mesi a L’Aquila, prima in
tenda e poi ospite di una famiglia
che aveva costruito nel cortile
delle casette di legno, a stretto
contatto con la realtà raccontata.
Quest’esperienza gli ha dato
la possibilità di realizzare due
documentari (il primo era Yes
we camp), con un punto di vista
lontano da quello “uf ficiale” dei
grandi mezzi di comunicazione,
in primis la televisione.
E allora Puliafito si è concentrato
sulla “ricostruzione mediatica”,
sullo stravolgimento del
piano regolatore a uso e consumo
della comunicazione e al
controllo sottratto ai cittadini
sul loro futuro.
Un disegno, secondo il regista,
studiato a tavolino e rintracciabile
nel “Metodo Augustus”, un
manuale scritto da Elvezio Galanti,
dirigente della Protezione
civile, nel 1992, volto a dare indicazioni
sui metodi di risoluzione
delle emergenze. Per
esempio che in casi come questo
i cittadini dovrebbero essere
tenuti più vicini e più partecipi
possibile agli avvenimenti. Ma
dal 1997 ad oggi, il volume è stato
integrato con delle indicazioni
sulla comunicazione. “La popolazione
è comunque sempre
coinvolta nelle situazioni di crisi
– si legge nel manuale – sia
emotivamente, sia fisicamente”.
Secondo la Protezione civile
“se la sua controparte istituzionale
sarà sufficientemente
autorevole e determinata, la
maggior parte dei cittadini sarà
disponibile ad abdicare alle proprie
autonomie decisionali, a
sottoporsi a privazioni e limitazioni,
ad ‘u bb i d i re ’ alle direttive
impartite. Un chiaro
piano di comunicazione […]
permetterà una più agevole accettazione
delle misure adottate.
Non solo: qualora il precipitare
degli eventi lo rendesse necessario,
sarà più facile imporre
una disciplina più ferrea e chiedere
sacrifici più duri”.
Un metodo militare, che molti
degli sfollati aquilani raccontano
nel film di aver subito. “Ci
hanno ospedalizzati per un anno
– spiegano i cittadini – ave -
vamo anche troppo cibo e tutta
l’assistenza possibile. Come stare
in un ricovero. Una narcolessia
sociale mentre ripensavano
la nostra città”. Le immagini documentano
come nelle tendopoli
l’accesso sia impedito dalla
polizia agli estranei che vogliano
fare riunioni, volantinaggi,
r iprese.
“La realtà è un’altra cosa da quella
che vedete in tv – ra c c o n t a
una cittadina intervistata – è
l’opposto”. Infatti ciò che appare
è una città risolta, ricostruita
ex novo, come tante L’Aquila
due, piccolo grande sogno di
Silvio Berlusconi. “Il progetto
delle new town–spiega uno degli
esperti – è stato presentato il
giovedì successivo al terremoto.
É impossibile che lo abbiano
studiato per L’Aquila in quella
settimana, è evidente che stava
già nel cassetto pronto per
un’emer genza”. Che è stata gestita
in procedura straordinaria,
come il G8 e un’altra serie di
grandi eventi, dai Mondiali di
nuoto all’Expo 2015. In deroga
a tutte le procedure di controllo.
“Sovrano è colui che decreta
lo stato di emergenza”, si legge
alla fine del film. La frase è di
Carl Schmitt, giurista nazista.