Pubblicato: 24 mar 2010 da Massimo Falcioni
Commenti dei lettori
Pier Luigi Bersani: dialogo. Voto + 8. Il segretario del Pd parla di dialogo impossibile con il Governo perché Berlusconi “zittisce” la sua stessa maggioranza. Italia a rischio bavaglio.
Umberto Bossi: sponsor. Voto – 8. Il Senatur sponsorizza la candidatura alle regionali di suo figlio Renzo. Federalismo o nepotismo? Il gran capo della Lega predica bene e razzola male.
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fc77
24 mar 2010 - 09:04 - #1oddio il clone sc3mo +sc3mo di bossi….
enrico-xc
24 mar 2010 - 09:07 - #2esattamente come ha fatto il vostro idolo, di pietro no?
fc77
24 mar 2010 - 09:12 - #3di pietro non è il mio Dio,non faccio della politica una fede, tu sei nato ultrà ,io sono una semplice spettatrice non pagata.
fc77
24 mar 2010 - 09:16 - #4ah enrì giusto così,tanto x parlare,sono 2/3 giorni se non di più, che ti ho fatto un paio di domande serie,tu ancora come al solito non hai risposto,x caso il tuo padrone ha cestinato le domande?
enrico-xc
24 mar 2010 - 09:18 - #5di pietro ha fatto lo stesso, in barba alle sue prediche quotidiane, non cambiare discorso, si capisce che sei in imbarazzo…
andrea-p
24 mar 2010 - 09:28 - #6ah ah ah! Voglio vedere chi ha il coraggio di votarlo!
teseo
24 mar 2010 - 09:37 - #7Mamma mia…ma chi è che ha il coraggio di votare una capra come il figlio di Bossi?
paer
24 mar 2010 - 09:43 - #8Questa è l’Italia, il paese dove i ricercatori se ne devono andare all’estero e i deficienti devono raccogliere tutti gli onori possibili (e i soldi). Certo che da un seme marcio, non poteva che nascere una pianta marcissima (anche se, per fortuna, non sempre è così). W l’Italia!
fc77
24 mar 2010 - 09:45 - #9io in imbarazzo? impossbile non ho votato nè x il tuo padrone nè x di pietro quindi…
io non scappo come fai tu ,sono mesi che non rispondi alle mie domande,ahahah si dice che i cani assomigliano ai padroni,sb non ha risposto alle domande di repubblica e tu alla mie…
aldebaran85
24 mar 2010 - 09:52 - #10VERGOGNA!!! mancano pochi giorni al voto e i media berlusconiani stanno sparando le loro cartucce: …
- la telefonata di silvietto il ducetto a unomattina con domande banali,
- l’intervista SGUB (alla biscardi) al poliziotto del caso marrazzo,
- l’intervento della cei
- il caso trani sparito dai tg
- il rifiuto del ducetto a un confronto con bersani (timidamente trattato dai tg)
- berlusca che accusa i magistrati BUROCRATI (!!!) di sinistra a non aver accettato la lista pdl (quando è stato lo stesso governo a NEGARE il voto ai bolognesi perchè vietato dalla legge!!! W la coerenza) …
vi sembrano regolari queste elezioni? il cittadino medio italiano è CORRETTAMENTE informanto???
teseo
24 mar 2010 - 09:54 - #11Aldebran
Per fortuna domani sera arriva Michelone a riportare un po’ di verità…maxi schermi in 100 piazze italiane…più diretta su Sky, Rainews24, un sacco di reti locali, corriere, repubblica,…ottimo!
guagnelz
24 mar 2010 - 10:05 - #12@10, si dice anche che oggi abbia fatto una telefonatina al tg5.
E ha detto che la Bresso non è di buon umore perchè si guarda allo specchio.
Lei gli ha risposto:”uso poco trucco, ne ho bisogno meno di lui”. Chapeau
enrico-xc
24 mar 2010 - 10:05 - #1310 ma se ovunque si vedono i sinistri predicare, avete rai 3, la 7, rainews 24, tutta la satira, la maggioranza della rete, visto che, come qui siete tutto il giorno a pontificare, non parliamo di repubblica, unita’, manifesto, espresso, voi perdete per la pochezza dei vostri programmi, diciamoci la verita’…
aldebaran85
24 mar 2010 - 10:08 - #14enrico rainews è visto da 4 gatti -.-”
vuoi confrontare i dati auditele di la7 con rai1 o canale5? spero che la tua sia una battuta
aldebaran85
24 mar 2010 - 10:08 - #15*auditel
richard-benson
24 mar 2010 - 10:15 - #16una domanda: ma se Silvio si era lamentato perchè con i soldi pubblici per la RAI paghiamo i pollai delle trasmissioni e secondo lui non è servizio pubblico…
Lui che interviene a UNOMATTINA, senza contraddittorio, monologando…
è servizio pubblico?
ma il pubblico magari è anche di sinistra, la parcondicio dov’è???
ma il top rimane: “Ci sono anche i magistrati bravi, come quello di Bari” (che ha arrestato uno del PD)… anche qui la bravura può essere solo quando si colpisce gli avversari???
nchomsky
24 mar 2010 - 10:18 - #172-
Non direi proprio.
Prima di dire kazzate informati su cosa ha fatto o è stato o è il figlio di Di Pietro …
aldebaran85
24 mar 2010 - 10:18 - #18richard ce le domandiamo tutti tranne i berluscones :D
nchomsky
24 mar 2010 - 10:19 - #1913.
Avete?
Mi sa che sei te ad avere l’acqua al posto del cervello…
nchomsky
24 mar 2010 - 10:21 - #20Perchè dobbiamo campare noi il “Trota”? Per quali meriti?
nchomsky
24 mar 2010 - 10:24 - #21IL CONIGLIO NANO:
Me lo aveva confidato uno dei suoi più stretti collaboratori tanto tempo fa: “Nessuno lo sa ma il Cavaliere non ha poi tanto coraggio. Anzi fisicamente è proprio un fifone. Non ha mai imparato a guidare per quello. Non sa stare senza scorta. Non sa stare da solo. Ha paura del buio e della notte. Fa il gradasso solo quando ha le spalle coperte. In azienda, se c’erano dei contrasti forti, preferiva defilarsi, poi magari si vendicava a freddo”.
A proposito di coraggio e di duelli tv. In sedici anni (5 elezioni politiche, 3 elezioni europee, altrettante regionali di peso nazionale) ne ha accettati soltanto due, uno con Occhetto, ma era la prima volta e non poteva rifiutare. Uno con Romano Prodi, ma obtorto collo, e per di più circondato da domande inoffensive e noiose quanto materassi (o cuscini). Per il resto ha preteso solo monologhi sulle sue reti o da Bruno Vespa. Oppure conferenze stampa blindate prive di domande sgradite. Oppure comizi tonanti dove può dire e disdire qualunque sonora bugia con effetti anche esilaranti.
Stavolta ha rifiutato la richiesta di un duello tv con il mite Pierluigi Bersani inventandosi (anche sintatticamente) questa strepitosa risposta: “Le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà”. Interscambio produttivo? Basato su cosa? Quale fiducia? Noi chi?
Piccole chiacchiere per fuggire. Per non trovarsi mai da solo di fronte a troppe cose che lo interrogano senza risposta. La crisi economica e i guadagni delle sue aziende. Il potere di Bertolaso e quello della cricca. Le leggi per salvarsi. Il furore degli aquilani e il servilismo di Innocenzi. L’ossessione contro l’informazione. I tabù svelati da Veronica, Noemi, Patrizia D’Addario. La miseria delle sue festicciole a pagamento. La miseria delle sue barzellette. I 600 mila dollari girati a Mills. I milioni di Frank Agrama. I racconti di Massimo Ciancimino. L’eroe Mangano. L’eroe Dell’Utri. Il nero di Palermo che lo aspetta. Il flop delle prossime elezioni che lo insidia. Il finale di partita quando sarà.
nchomsky
24 mar 2010 - 10:30 - #22L’AMORALE DELLA FAVOLA:
Fra qualche anno – ha detto Piercamillo Davigo in un recente incontro a Milano – gli storici tenteranno vanamente di comprendere la nostra epoca. Alla fine penseranno a una malattia, a un’epidemia”. Poi sfoglieranno le collezioni del Pompiere della Sera e capiranno molte cose, così come gli studiosi del consenso mussoliniano non possono prescindere dal ruolo avuto nel Ventennio dal quotidiano di via Solferino. Ieri il Pompiere ospitava un editoriale di Piero Ostellino dal titolo ghiotto e promettente: “Una democrazia un po’ malata”. Finalmente!, avrà esclamato qualche temerario prima di addentrarsi nella prosa ostellinica: finalmente una denuncia forte e vibrante sugli ennesimi colpi assestati alla democrazia italiana dal ducetto brianzolo con gli ennesimi insulti alla magistratura, con i giuramenti fascistoidi di piazza San Giovanni, con i decreti per cambiare le regole elettorali in piena campagna elettorale, con le minacce e gli ostracismi alla libera stampa, con le nuove leggi incostituzionali annunciate per il dopo-voto. Invece nulla di tutto questo.
Per il cosiddetto liberale Ostellino, “il male oscuro della nostra democrazia è una ‘malattia dell’anima’ degli italiani”. La corruzione che ci costa 70 miliardi di euro l’anno? L’evasione fiscale che ce ne costa 150? Il debito pubblico, risalito con questo governo ai livelli paurosi del compianto (soprattutto da lui) Bottino Craxi, che ci costa 70 miliardi annui di interessi passivi? Macché: le intercettazioni della magistratura e la difesa che ne ha fatto Di Pietro, reo di aver ricordato un’ovvietà, e cioè che “chi non ha nulla da nascondere, non le deve temere”. Ecco: Ostellino trova “inquietante che lo dica un parlamentare della Repubblica nata dalla resistenza antifascista”, perché “è la stessa sindrome di cui sono morte le democrazie, in Italia, in Spagna, in Germania, nel Ventesimo secolo: si violano le libertà individuali per il bene comune si finisce con uccidere (sic, ndr) la democrazia”. Non sapevamo che Mussolini, Franco e Hitler fossero saliti al potere a causa delle intercettazioni, ma se lo dice Ostellino dev’essere senz’altro vero. Lui ne è talmente convinto da non argomentare minimamente l’assioma, tant’è che passa subito a paragonare l’Italia di oggi alla “Germania comunista” dove “i cittadini erano preoccupati, e indignati, dell’intrusione delle intercettazioni telefoniche nella loro vita privata da parte della polizia politica (la Stasi)”. Ma l’Italia è molto peggio, perché qui “gran parte degli intellettuali, dei media, della classe politica, dei cittadini comuni è entusiasta dell’idea di sapere che cosa pensano e dicono al telefono ‘gli altri’”, infischiandosene della “violazione della vita privata, nonché dei suoi diritti, anche dell’inquisito, per non parlare di chi” non lo è, “in nome di una non meglio precisata Etica pubblica” (concetto a lui del tutto ignoto). Dove si annidino queste orde d’intellettuali, giornalisti e politici innamorati delle intercettazioni lo sa solo lui. A fine delirio, mentre già risuonano le sirene dell’ambulanza, Ostellino cita una raccomandazione di Popper: “E’ arrogante tentare di portare il paradiso sulla terra”. Inutile domandare al nostro vice-Popper che diavolo c’entrino il paradiso in terra, la Stasi, il comunismo, il fascismo, il nazismo, il franchismo con le intercettazioni regolarmente previste dal Codice di procedura vigente dal 1989 e legittimamente ordinate dai giudici per scoprire tangenti, mafie, truffe, abusi di potere. Cioè reati. Ma la parola “reato” non è contemplata dal vocabolario ostellinico: l’idea che le intercettazioni vengano disposte perché si commettono molti delitti è esclusa a priori. Né lo sfiora quella davvero bizzarra che la libera stampa debba dare le notizie, come fa spesso inopinatamente anche il Corriere nelle pagine interne. Poi però in prima pagina stigmatizza il brutto vizio di informare. Nei giorni scorsi Ostellino ha rivelato che un giorno imprecisato un politico imprecisato “chiese la mia testa”. Fortunatamente, dopo vane ricerche, non fu trovata.
(Di Marco Travaglio su “Il Fatto”)
AlbertoDaGiussano n.r.
24 mar 2010 - 10:31 - #23ma fatela finita, innanzitutto ci sono le preferenze e tutti i lombardi sono liberi di votare Renzo Bossi oppure no, e in secondo luogo Renzo Bossi non ha nessun procedimento penale a suo carico a differenza del figlio di Di Pietro
fc77
24 mar 2010 - 10:35 - #24#23 ,non dire mi,n,ki,ate…..
rusti
24 mar 2010 - 10:36 - #25Ciao Enrico,
a mio parere, io escluderei in primis la satira che, per sua natura, è indirizzata sempre a chi occupa i vertici del potere. Analizzando i mezzi di informazione, è vero che se ne contano alcuni che spalleggiano la sinistra, ma ce ne sono altrattanti (si più, io credo) che sostengono la destra. E questi di solito sono molto più spudorati (vedi Fede) o aggressivi (vedi Feltri). Questo non si può oggettivamente negare ritengo…
Sono d’accordo con te per la storia del figlio di Di Pietro. Brutta roba. Allo stesso modo però, brutta roba candidare uno come il suddetto Renzo che non brilla certo per acume. Convieni?
nchomsky
24 mar 2010 - 10:39 - #26IL (SOLITO) RUGGITO DEL CONIGLIO NANO:
L’ennesima gaffe di Berlusconi questa volta ha come vittima Mercedes Bresso, presidente del Piemonte e candidata del centrosinistra per le prossime regionali. Al Lingotto, nel comizio organizzato per dare l’ultima spinta al “suo” candidato, il leghista Roberto Cota, il Cavaliere si lascia andare ad una battuta di dubbio gusto: “Sapete perché - dice - Bresso è sempre di cattivo umore? Perché al mattino quando si alza e si guarda allo specchio per truccarsi, si vede. E così si è già rovinata la giornata”.
Bresso, lei cosa risponde?
“Verrebbe da dire che è solo una battuta mal riuscita, per due motivi: prima di tutto perché, per la verità, io sono sempre di buon umore, è difficile trovare una mia foto in cui non sia sorridente. E poi perché quanto a trucco, ne uso poco, ne ho meno bisogno di Berlusconi. Sono più giovane e meglio conservata, anche senza lifting. Certo, a parte gli scherzi, sono sempre più esterrefatta dell’indecente qualità della loro campagna elettorale”.
Non sarà che Berlusconi si è offeso perché, come ha ricordato anche al Lingotto, lei a Roma si è fatta vedere poco?
“Un’altra bugia: con Berlusconi ci siamo visti una valanga di volte. L’ultima la ricordo bene perché, raccontando la solita barzelletta, firmò con me l’accordo per realizzare decine di infrastrutture in Piemonte: tra le quali c’era anche la Tav, i 200 milioni che lo Stato dovrebbe darci per la prima parte dell’opera. Soldi mai arrivati. Comunque sono io che spero proprio di non vederlo più: mi auguro che la sconfitta che arriverà tra una settimana alle elezioni regionali, lo spinga alle dimissioni. Guardi, adesso mi hanno portato le foto di lui, al Lingotto sul palco: ecco queste sì sono immagini che viste la mattina potrebbero farmi passare il sorriso”.
(Ma il Nano-cabarettista non potrebbe rispolverare qualche altra vecchia squallida battuta? )
Iperbaldo
24 mar 2010 - 10:40 - #27Renzo Bossi ha addirittura fermato un pirata che scappava dopo un incidente. Quanti di voi lo avrebbero fatto? Il valore civico va premiato.
#gio#
24 mar 2010 - 10:42 - #28Vi ricordiamo che, come in ogni grossa community, esiste una piccola percentuale di utenti asociali che si comportano da troll e cercano attenzioni con il solo scopo di seminare zizzania: la prima regola è di non prestargli attenzione. Vi chiediamo anche di segnalare al moderatore qualsiasi episodio discutibile, facendo attenzione a non abusare delle segnalazioni.
Iperbaldo
23 mar 2010 - 08:47 - #4
benzina sulle famiglie froce.
Iperbaldo
24 mar 2010 - 10:43 - #29Purtroppo quando un leader fa dell’essere senza macchia la sua bandiera si cade nel nulla delle ripicche pre elettorali:
Bossi - anti nepotista che candida il figlio stupido
Di Pietro - anti nepotista - crociato della legge che candida figlio indagato
Che differenza ci vedete? Io nessuna.
nchomsky
24 mar 2010 - 10:43 - #3023-
Veramente “il Trota” ne ha (o aveva) un paio (non so se finiti e come) di incitamento all’odio razziale…
Il Trota è in una “Lista” blindata, altro che libera scelta di preferenza…
rusti
24 mar 2010 - 10:46 - #31Renzo Bossi magari è anche un impavido eroe, lode e merito a lui.
Allora che intraprenda una bella carriera di militare, o poliziotto, o vigile del fuoco. Per governare una Regione occorre in primis testa, il coraggio di strada è gradito ma non indispensabile.
Iperbaldo
24 mar 2010 - 10:47 - #32Grandissimo #gio#.
Ho chiesto anche io che lo rimuovessero, giusto per non averti sulla coscienza, ma a quanto pare il parere è unanime: di te non frega nulla a nessuno, sei solo un inutile individuo dietro una tastiera, che non porta DAVVERO nessun contenuto a nessuna discussione, ne in negativo ne in positivo. Puoi procedere con la tua stessa eutanasia. Grazie. :)
Iperbaldo
24 mar 2010 - 10:48 - #3330 - Come giustamente fai notare tu le differenze sono sempre meno.
nchomsky
24 mar 2010 - 10:51 - #3427-
Quelli sono compiti delle forze dell’ordine non da pischelli adrenalitici, se nell’inseguimento metteva sotto gente o causava un incidente? dato il soggetto non era da escludere.
Iperbaldo
24 mar 2010 - 10:52 - #35#gio#
“Vi chiediamo”?
Quanti siete? A nome di chi parli? Sei stato eletto da qualcuno? Sei il re della nazione di petulandia?
aldebaran85
24 mar 2010 - 10:53 - #36il trota ha fermato jack sparrow il pirata dei caraibi?
nchomsky
24 mar 2010 - 10:56 - #3733-
Scusa ma “ora” Cristiano Di Pietro dove è candidato?
E nel caso almeno lui ha fatto il militare nelle forze dell’ordine…
Il Trota per ora per la “patria” non ha fatto nulla. O lui conosce solo la Patria Padana? Si facesse mantenere da quella.
nchomsky
24 mar 2010 - 11:07 - #38SOGNI D’ORO NAPULETANI:
Berlusconi non manca certo il dono della chiarezza. Soprattutto quando parla dei giudici. Li aveva già definiti “un cancro”. Ieri, li ha indicati come una “patolog ia”, ovvero una malattia da debellare. Per farsi capire ancora meglio ha detto che una certa magistratura (cioè quella che si ostina a fare il proprio dovere) vuole sovvertire il risultato elettorale. Poi, ha aggiunto che dopo le elezioni sistemerà i conti con questi golpisti. Lo farà eccome perché sono le uniche promesse che lui mantiene. Le sue riforme preferite. Del resto, non ha trasformato il governo nello scendiletto personale? E il suo sogno di un Parlamento di silenziosi pigiabottoni, non si sta forse realizzando? Dopo aver sistemato l’esecu - tivo e il legislativo, ora si accinge a sferrare l’assalto finale al potere giudiziario. Lo dice e lo ripete continuamente. Bisogna essere molto sordi per non capirlo. O molto distratti. O qualcosa di peggio. Ieri, a Torino, quando il premier ha strillato che “il partito dei giudici è una violazione della democrazia”, abbiamo pensato: ha superato il limite, adesso qualcuno reagirà. Si è sentita solo la voce dell’Associazione nazionale magistrati. Per il resto, un silenzio assordante. Nei tg abbiamo ascoltato il leader della maggiore forza dell’opposizione sorridere e fare dell’i ro n i a sul partito dell’amore. E’ un metodo consolidato. Da un quindicennio i leader della maggiore forza dell’opposizione combattono Berlusconi a suon di battute poiché, sostengono, meglio non dargli troppa importanza. Un sistema infallibile. Ma per far vincere Berlusconi. Che dei tanto ironici leader dell’opposizione nel frattempo se n’è bevuti sei o sette. Per ora tace anche il Quirinale. Che in passato quando il sultano di Arcore aveva preso di mira la magistratura e la Corte costituzionale (dopo la bocciatura del lodo Alfano) seppe reagire con durezza. Il capo dello Stato presiede il Consiglio superiore della magistratura e sicuramente farà sentire la sua voce. Berlusconi va fermato prima che sia troppo tardi. Gli appelli ad abbassare i toni o ad evitare contrapposizioni, non bastano più.
nchomsky
24 mar 2010 - 11:11 - #39MA DI “COTA” STA PARLANDO?
“C ota: più lingua piemontese nelle scuole”. Questo il grande titolo sovraimpresso su una veduta di Torino, con la Mole in primo piano, apparso il 23 marzo, sulla prima pagina del quotidiano “La Padania”, organo ufficiale della Lega. Credo che nessuno pretenda dal candidato della destra alla Regione Piemonte, Roberto Cota, una pur minima conoscenza della linguistica, ma almeno una informazione sui numerosi dialetti parlati nella regione i suoi spin doctor avrebbero dovuto fornirgliela. Il ragazzo “dalla faccia pulita” alla ricerca disperata di voti negli ultimi giorni della campagna elettorale dopo aver sollecitato i più bassi istinti razzisti in compagnia del prode Mario Borghezio, gioca la carta del campanilismo più ignorante. Qualche tempo fa su istigazione del suo collega Luca Zaia (candidato nel Veneto) Cota aveva presentato una singolare proposta di legge per imporre agli insegnanti, vincitori di cattedre in regioni diverse dalla loro provenienza, la conoscenza del dialetto locale, spacciato come seconda lingua. Oggi, il novello Alighieri della Padania, ci fa sapere che se (malauguratamente diciamo noi), dovesse vincere le elezioni, imporrebbe nelle scuole della regione la “lingua” piemontese. Peccato che tale lingua non esista. Infatti in Piemonte esistono tanti dialetti, molto diversi l’uno dall’altro, non assimilabili in un solo idioma. Il giovanotto, nato in provincia di Novara, ignora ad esempio che il dialetto in uso nel capoluogo piemontese è diverso da quello che si pratica a 19 chilometri di distanza. A Lombardore Canavese la parola acqua, usata a Torino, diventa “e va”. Sempre restando nella provincia di Torino nella parte collinare è ancora in uso un dialetto diverso da quello parlato, ad esempio, nelle Valli di Lanzo o nel pinero l e s e . Ancora più accentuate sono le diversità esistenti tra le varie province della regione. Altro esempio: a Torino la parola bambino in dialetto diventa “cit”. In provincia di Alessandria si dice invece “fa n t o c ”, con la lettera “c” dolce. Avere la pretesa di governare il Piemonte senza sapere che in questa regione i dialetti censiti sono più di quaranta, uno diverso dall’altro, non è preoccupante, ma un po’ ridicolo. E non vale per inventare una lingua piemontese citare l’esempio della Sardegna. Nell’isola è stata scelta come base della lingua sarda il modo di parlare nel nuorese, considerato la matrice, per estenderlo in tutta la regione, anche se esistono tutt’ora differenze tra il cagliaritano, il sassarese e le altre province. Suggeriamo a Cota che propugna la inesistente lingua piemontese di assumere come matrice il monferrino e più precisamente il paese di Callianetto, dove si dice (ma non è certo) che sarebbe nato Gianduja. L’evoluzione della destra italiana è stata in pochi anni molto significativa. Si è passati dalle tre “I” (Internet, Impresa, Inglese) indicate da Berlusconi, alle tre “P” di Cota: Piemontese, Padania, Pirla.
nchomsky
24 mar 2010 - 11:28 - #40RAI: COME A CASA SUA, “DI TUTTO DI PIù”:
Nessuno lo invita. Non c’è bisogno, tanto lui nemmeno bussa. Non c’è nemmeno bisogno di dirgli: faccia come se fosse a casa sua. Lui dà un calcio alla porta ed entra. E così, ieri mattina Berlusconi è entrato a piedi pari (via telefono, più comodo) a “Uno mattina”. Stefano Ziantoni, folgorato, ascoltava in raccoglimento. Il Grande Centralinista spargeva odio contro la magistratura, esortava la sue truppe a non disertare e proponeva l’elezione diretta di lui stesso a “p re m i e r ”o a Capo dello Stato. Il Tg1 ha poi ripreso la pappardella autocratica, dimostrando in un colpo solo chi comanda davvero in Rai e che la par condicio non la fa a pezzi solo Emilio Fede. Ora non si capisce perché un cittadino debba pagare il canone a un’azienda appaltata a una fazione politica. Come se non bastasse, il Tg1 ha preso i vescovi al balzo e sta trasformando una tornata elettorale amministrativa in uno scontro fra il bene e il male attorno alla legge 184. Sappiamo di scrivere un libro dei sogni, ma perché i consiglieri non berlusconiani non se ne vanno all’istante? Devono chiedere il permesso a Bersani? Perché i colleghi che tanto “sof frono” non lasciano le conduzioni e rinunciano alle mansioni redazionali? Perché? Tg2 Riciclato anche qui, torna Berlusconi al telefono, solo che le telefonate raddoppiano: il Tg2 raccoglie anche quella che il “p re m i e r ” ha fatto a un convegno pidiellino di Assisi. E’ una campagna elettorale a gettoni: non c’è bisogno di pressioni occulte, ora si obbedisce allo scoperto. Passano, a supporto, anche alcuni brandelli di San Giovanni, con folla espansa e bandiere al vento. E continua il contropiede dei vescovi, così Lupi, Gasparri e tutti gli altri possono, untuosi, straparlare in tivvù di aborto ripetendo con ipocrisia: “Noi non vogliamo strumentalizzare”. Tg3 E, in coda, per completare la giornata arriva anche il comizio di Torino pro-Cota. C’è Mariella Venditti, ma Berlusconi dilaga e torna ad attaccare la magistratura, presentandola come un covo di traditori della patria, di venduti a chissà quale nemico, al lavoro per inconfessabili progetti eversivi. Sono cose mai viste. Come non si era mai visto un presidente del Consiglio trasformarsi in un capopopolo fazioso, mai visti attacchi così forsennati a un potere dello Stato. Il prossimo passo quale sarà? E cosa sta facendo Napolitano che assiste alla rapida demolizione dello Stato di cui è il Capo? Ma il Tg3 non sembra preoccupato e parla solo di “toni accesi” della campagna elettorale. A un certo punto la telecamera inquadra un tifoso pidiellino che si copre con una bandiera, ma a rovescio. Così si legge:: OLOPOP ALLED ATREBIL INOCSULREB. Mitico.
mr-lorenz
24 mar 2010 - 11:48 - #41Il Giornale dovrà risarcire 60 mila euro di danni a seguito della pubblicazione
di articoli aventi contenuto diffamatorio. La sentenza è stata pronunciata
dai giudici della Sezione civile di Monza hanno condannato il quotidiano a
risarcire il leader dell’Italia dei Valori per una di articoli usciti su Antonio Di Pietro
pubblicati dal giornale diretto da Vittorio Fe l t r i .
Ad avviare la causa era stato proprio il politico, indispettito per quanto scritto dal Giornale e ritenuto, non solo infondato, ma anche d i f f a m a t o r i o.
Una convinzione fatta propria dai giudici monzesi che hanno condannato l’editore del quotidiano al pagamento di 60 mila euro a favore dell’ex pm. Che, saputa la notizia, l’ha comunicato alla stampa. “Sono stati costretti rimangiarsi le falsità che mi avevano attribuito: quella che riguardava acquisti di appartamenti vari e quella secondo cui avrei fatto candidare nell’Idv personaggi legati agli ambienti mafiosi”,
ha rimarcato.
Iperbaldo
24 mar 2010 - 13:02 - #4241 - Al solito.
Feltri è Feccia, e pagherà.
Mauro è feccia, ma non paga. Scalfari poi non ne parliamo: un mostro di servilismo, voltagabbana all’ennesima potenza, che ha fatto del trasformismo giornalistico la sua bandiera, il manifesto di una vita. E ora lo si incensa pure in quei rari sproloqui televisivi.
Caro vecchio Montanelli… caro vecchio Biagi… dove siete? Se potete, malediteli dall’alto.
enrico-xc
24 mar 2010 - 13:19 - #4317
vedo cos’ ha fatto…
Le relazioni pericolose
del figlio di Di Pietro
In particolare sono state acquisite una serie di intercettazioni nel corso delle quali Cristiano Di Pietro chiede al Provveditore Mautone alcuni interventi di “cortesia” quali: affidare incarichi a persone da lui segnalate anche al di fuori degli ambiti di competenza istituzionale («Io ho un amico però è ingegnere che sta a Bologna - dice Cristiano a Mautone - volevo sapere se su Bologna c’era la possibilità di trovargli qualche cosa»); affidare incarichi ad architetti da lui indicati e sollecitati anche da Nello Di Nardo; interessi di Cristiano Di Pietro in alcuni appalti e su alcuni fornitori».
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200812articoli/39450girata.asp