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A Mestre Bossi lancia il sorpasso sul Pdl: "Gli uomini della Lega cambiano il paese"

Pubblicato: 25 mar 2010 da Luca Landoni

Commenti dei lettori

Mentre il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi si balocca con le solite invettive contro la magistratura, girando il paese senza mai affrontare davvero le tematiche locali. Mentre il finto leader dell’opposizione Pier Luigi Bersani gareggia in antiberlusconismo con quello reale (Di Pietro). E mentre, infine, lo stesso Bersani parla di “Cavaliere al tramonto” e lamenta la mancanza di un confronto diretto in Tv (ma in che regione si scontrano i due, di grazia?) la Lega sta passando al setaccio tutte le sue aree storiche, più o meno forti.

Ieri a Mestre Bossi ha tuonato con forza che gli uomini della Lega sono quelli che cambiano il paese, sottintendendo una chiara differenza con i propri alleati. Certo, il Senatùr non ha alcun interesse a rompere col Cavaliere, ma a lanciare la volata per il sorpasso, questo sì. E non basteranno certo i piccoli favori, tipo Brunetta che annuncia che in caso di vittoria a Venezia il suo secondo sarà leghista, per affievolire la portata del confronto.

Un segnale chiaro lo hanno dato gli ultimi due comizi regionali in ordine temporale. Quant’era mesto il volto del leghista Cota mentre Berlusconi parlava di magistrati in Piemonte. Sembrava proprio che non vedesse l’ora della fine per prendere lui stesso la parola, come se la costrizione a presenziare al discorso - teoricamente di lancio della sua candidatura - fosse quasi insopportabile.

Tutto il contrario a Mestre, dove Bossi è stato trionfalmente accolto dal candidato alla Regione Veneto Zaia in un tripudio di bandiere verdi e toni trionfalistici. E il motivo non è solo che il primo probabilmente perderà mentre il secondo non dovrebbe avere rivali. È proprio il conflitto Pdl-Lega che sta arrivando al culmine. Da più parti si è parlato di un referendum pro o contro il Presidente del Consiglio, non ultimi noi di Polis stamane. Ed è certamente così, ma probabilmente in subordine a un secondo e ancor più netto regolamento di conti. Quello tutto interno al centrodestra.

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18 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di william-wallace

    william-wallace

    25 mar 2010 - 14:53 - #1
    1 punto
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    La Lega è l’unica forza che in tutto questo marasma tra firme e intercettazioni ha mantenuto un profilo serio.

    Sta facendo la sua campagna elettorale in sordina, parlando con la gente per strada, non dai palchi o in tv.

    E verrà premiata. Non da me, perchè sono in polemica, ma verrà premiata.

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    25 mar 2010 - 14:57 - #2
    -1 punto
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    lega o pdl va bene lo stesso, l’ importante e’ non consegnare la propria regione alla sinistra degli scandali in mezza italia.

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    25 mar 2010 - 15:14 - #3
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    Da me ,nei fatti,la Lega non esiste.
    Quindi voterò Lega come lista,sperando che abbia un buon risultato e candidato Favia.
    Governando il Veneto,sicuramente,e forse il Piemonte finalmente avremo la possobilità di vedere poi come si comporterà la Lega nel governare una o più regioni.
    Sarà il test della disfatta,se farà male,o della consacrazione,se farà bene.

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    25 mar 2010 - 15:16 - #4
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    Forza Lega!!!!

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    25 mar 2010 - 15:18 - #5
    1 punto
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    “ma in che regione si scontrano i due, di grazia?”
    Se fossero le nazionali sarebbe uguale, visto che Berlusconi teme un confronto diretto da quando l’ha fatto contro Prodi (nel lontano 1996) e ne aveva prese una carrettata.
    E ancora lo chiamate leader..

    “lega o pdl va bene lo stesso, l’ importante e’ non consegnare la propria regione alla sinistra degli scandali in mezza italia.”
    Vabbè, lasciamo perdere, discutere con te non ha nessuna utilità, tanto sono ancora convinto del fatto che tu sia un bot.. o Lea.. o entrambe.. :D

    “E verrà premiata. Non da me, perchè sono in polemica, ma verrà premiata.”
    Come hai detto te, prenderà un sacco di voti. E spero che ne prenda tanti da superare Berlusconi e bloccare tutte le leggi che alla Lega NON servono e che bloccano i procedimenti in carico, sospendono i processi per le cariche, ecc ecc.
    Poi vorrei vedere se la Lega è davvero quello che da decenni (e non scherzo) continua a convincere gli altri che è (cioè un outsider) o, come dico io, un’altra congrega di magnamagna a sbafo (vedi figlio di Bossi)..

  • Profilo di g-o

    g-o

    25 mar 2010 - 17:15 - #6
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  • Profilo di ginabro

    ginabro

    25 mar 2010 - 17:19 - #7
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    Peggiorano il Paese.Lo portano al tempo di Barbarossa.

  • Profilo di steve-robinson-hakkabee

    steve-robinson-hakkabee

    25 mar 2010 - 17:38 - #8
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    #6 aahahahah tirano più gente quelli di forza nuova

  • Profilo di ginabro

    ginabro

    25 mar 2010 - 17:40 - #9
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    La Lega incita alla inciviltà del nostro Paese.Non dimentichiamo quella scuola dove hanno messo a pane e acqua i bambini.Non importa la loro nazionalità.SONO BAMBINI.
    Che valori insegna quella scuola ai bambini che mangiavano mentre i loro compagni digiunavano?
    E’ questa l’Italia voluta dagli italiani?

  • Profilo di emanuele777

    emanuele777

    25 mar 2010 - 18:06 - #10
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    @ Ginabro:
    va bene ma se fossi tu il preside di quella scuola, lo metteresti di tasca tua il costo della mensa che quei genitori non pagano?
    Nel mio palazzo c’è una famiglia di cinesi, sono gli unici che non pagano le spese condominiali e son già arretrati di circa 5 mila euro. Se gli si dice di pagare sgattaiolano con un ‘no capisco no capisco’, e il risultato sarà che i soldi ce li dovremo mettere fra noi altri.
    E’ questa la civiltà secondo i tuoi canoni? La merenda a scuola me la preparava la mamma, se non me l’avesse preparata dovevo lamentarmi con la scuola?
    E’ troppo comodo far finta di niente e non pagare la mensa e poi appellarsi alla ‘discriminazione’ ed ai ’sono solo bambini’

  • Profilo di ginabro

    ginabro

    25 mar 2010 - 19:41 - #11
    0 punti
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    Dalle mie parti si dice:Dove mangiano quattro,c’è posto anche cinque,ecc…
    Capisco che tutto dipende a quale civiltà uno vuole appartenere.

  • Profilo di sorgente-pura

    sorgente-pura

    25 mar 2010 - 19:44 - #12
    0 punti
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    #11
    non ho mai visto fila di extracomunitari che mangiano gratuitamente fuori da Botteghe Oscure, o che si abbuffino di salamella alla festa dell’unità….

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    25 mar 2010 - 20:03 - #13
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    “Gli uomini della Lega cambiano il paese”:

    Benvenuti a Lecco, la città dove comanda la Lega. Che ha il volto di Roberto Castelli, candidato sindaco, che si rifiuta di incontrare l’inviato di questo giornale. È lo stesso che riempie le pagine dei giornali locali con la sua faccia e slogan del tipo: non dare Lecco in mano ai comunisti. Oppure: con la sinistra la nostra città sarà piena di clandestini, abusivi e delinquenti. Lo stesso che qualche anno fa gridava contro Roma ladrona e oggi si vanta dei suoi rapporti con il Palazzo e fa campagna elettorale con l’auto blu. Lo stesso, infine, che vorrebbe fare il sindaco continuando ovviamente a fare il viceministro.

    La sfida di Lecco in buona sostanza è questa: riuscire a fermare una destra che non fa altro che guardare al passato e puntare tutto sulla paura. La battaglia per le regionali si incrocia quindi con quella per il Comune: la vecchia giunta, guidata da una leghista modello “ghe pensi mi”, è finita male per risse, divisioni e guerre sugli assessorati. Ne hanno cambiati otto in tre anni. E per 17 volte è mancato il numero legale in consiglio. Un vero disastro. Il Pd è riuscito a far dimettere 21 consiglieri: 16 dell’opposizione, cinque dei loro. E domenica si vota. In questa città, adagiata dove comincia un ramo del lago di Como, il problema principale è come uscire da un passato che l’ha ridotta a un paesotto di provincia senza forza per guardare avanti, chiuso nelle sue vecchie e granitiche certezze. Con 47mila abitanti, 184 anziani per ogni cento giovani, il 7,7% di immigrati per lo più ragazzi minorenni e un tasso di disoccupazione che è il doppio di qualche anno fa, Lecco ha davanti a sé un bivio che riguarda la sopravvivenza. «Il fatto è che non siamo stati mai un vero capoluogo», dice Chiara Bonfanti, giovane candidata del Pd alle regionali, ex assessore alla cultura della Provincia, che ci guida a conoscere i “pezzi” belli del mondo in cui vive.

    La «mina vagante» che potrebbe mandare all’aria il predominio leghista ha il volto buono di un cattolico di 48 anni arrivato al Pd dalla Margherita. Virginio Brivio sta girando Lecco in lungo e in largo, incontra le persone, visita i rioni, vede gli operai delle fabbriche. Se gli chiedi quale è la sfida più grande ti risponde: il lavoro. «I riflessi della crisi economica si fanno sentire pesantemente – dice – Perdono colpi tante aziende, e sono quelle piccole che hanno fatto ricca questa città. Dobbiamo mantenere le aziende qui. Trovare un rapporto vivo con la ricerca e l’innovazione e diversificare il sistema produttivo». Il candidato del centrosinistra (Pd, Idv e Sinistra) è l’esatto contrario del viceministro. Quanto quello è arrogante tanto lui è sereno e dialogante. Quanto quello paradossalmente si fa interprete di una visione centralistica («si risolve tutto a Roma, ci penso io», ripete nei comizi) tanto lui è figlio del territorio, dei suo problemi e delle sue ansie. «Con Castelli – dice – c’è il vecchio, ma Lecco ha bisogno del nuovo…». Un concetto che Chiara traduce così: «Qui con la Lega siamo quasi al fronte». E si combatte, con una squadra di giovani che ha idee nuove sul dove andare.

    C’è un’immagine che spiega Lecco più di tante parole: la Villa Manzoni, quella dove abitò l’autore dei Promessi sposi, guarda da una parte le Vele di Renzo Piano, un edificio in vetro che è un inno al futuro, e dall’altra l’area industriale dominata dalle acciaierie Lucchini su cui oggi hanno messo le mani spregiudicati magnati venuti dalla Russia. Passato, presente e futuro insieme in uno scatto dentro cui ci sono tutti i problemi della città. Abita proprio in questa zona un’altra possibile «mina vagante».

    Si chiama Api, ed è l’Associazione delle piccole imprese. Rappresenta il grosso delle 4.229 aziende che costituiscono la colonna vertebrale del sistema industriale. Il presidente, Riccardo Bonaiti, è un quarantenne che ha le idee chiare. «Nel 2009 abbiamo preso schiaffoni – dice - il 2010 sarà l’anno di un difficile rendiconto. Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. Ma non possiamo lasciare ogni azienda a se stessa. Serve un lavoro di squadra, è il sistema Lecco che deve muoversi». Lui ha una preoccupazione: «Vedrà, alla fine saranno le aziende migliori a pagare il prezzo più pesante, quelle che hanno investito, si sono esposte e ora non hanno gli strumenti per uscirne». Alla politica gli imprenditori chiedono risposte chiare e stabilità. «Il governo va avanti a forza di tappare i buchi – spiega - non vedo una politica industriale seria». Dentro questo palazzo, che ospita uno dei poteri di Lecco, nessuno lo dice ma l’aria tra gli imprenditori non è più quella di un tempo. Oggi c’è meno fiducia. Non trovano risposte, si sentono soli e abbandonati nella bufera della crisi. E loro, come si sa, non amano le ideologie, puntano al sodo. Chi saprà dare risposte forse avrà belle sorprese. Certezze chiedono anche gli artigiani. «Vogliamo capire come Lecco vuole tenersi le nostre aziende, non vogliamo che emigri tutto in Brianza», dice il presidente di Confartigianato Arnaldo Redaelli.

    La crisi brucia e rischia di travolgere quel benessere che negli anni ha segnato questa zona. Ha un bel da fare Alberto Anghileri, segretario della Cgil, che oggi si trova a gestire una situazione drammatica. Ci mostra una tabella agghiacciante: nel gennaio-febbraio del 2008 le ore di cassa integrazione erano 128mila, nei primi due mesi di quest’anno sono diventate più di tre milioni. «Prima qui da noi se perdevi lavoro lo ritrovavi subito – racconta - oggi non è più così. Eppure non troviamo risposte a Milano, la Regione non ha alcuna politica attiva e qui in città non c’è consapevolezza. Tutti pensano che alla fine con il vecchio motto “mi arrangio da me” si possa uscire vivi. Ma non funziona più«. Eppure l’impasto della destra è ancora consistente. È fatto dei circoli di Michela Vittoria Brambilla, della Lega, degli ex An e di Cl. La Compagnia delle opere domina, offre servizi a basso costo, garantisce amicizie e canali giusti a Milano. È un potere forte. Dice sconsolato Anghileri: «Il 30% degli iscritti alla Cgil vota la Lega. Qui i leghisti governano da vent’anni ma parlano come un partito di opposizione…».

    È una città in bilico, Lecco. Dove altre «mine vaganti» insidiano l’ottusità delle camicie verdi. Sono le associazioni che si occupano di integrazione degli immigrati e che spesso lavorano nel disinteresse delle istituzioni. Come “Les Cultures”, una onlus con 300 soci e 50 volontari, che è nella mani robuste di due donne, Anna Anghileri e Maria Grazia Zanetti. O come don Angelo Cupini, un prete che guarda al futuro attraverso gli occhi dei ragazzi immigrati. «Questa è una città che invecchia senza pensiero – dice con il sorriso – Ognuno di noi cerca un’altra Lecco, e allora dobbiamo costruirla sapendo che non sarà più quella di un tempo, dobbiamo essere capaci di rinunciare a qualcosa per costruire una casa di tutti». Belle frasi in un posto dove gli immigrati, da chi comanda, vengono visti come problema da eliminare. Per fortuna non è così tra i cittadini. Che infatti hanno un rapporto diverso, non razzista, con quelli venuti da lontano. Certo non li accolgono, ma li accettano. Li usano come badanti o come operai. Il problema è che poi nell’urna scelgono chi vorrebbe cacciarli via. Brutte contraddizioni. Che si esprimono anche in qualche brutto slogan che dice «non votare chi vuole l’eutanasia» e il pensiero vola a Eluana e al papà Beppino e a quei giorni terribili che hanno diviso la città. Cattiverie.

    La vera emergenza, da piazza Garibaldi su fino alla strada che porta a Bergamo, è la criminalità, quella vera. «Lecco è una zona ad alta concentrazione di ‘ndrangheta – dice Laura Garavini, deputata Pd della commissione antimafia – qui c’è un humus ideale». Ricorda che in zona agiva il boss Franco Coco Trovato, poi arrestato. E che ora gli eredi di quella dinastia sono ancora in azione: nell’edilizia, nella movimentazione della terra, nella ristorazione. Diciannove dei 500 beni confiscati alla mafia nella Lombardia erano qui a Lecco. Non solo. Il tribunale ha gli organici ridotti (almeno di tredici unità) e i lavori di ampliamento sono fermi per fallimenti e inchieste e lo stabile deperisce nell’acqua. «La questione della legalità è centrale – spiega la deputata Lucia Condurelli – e però qui nessuno si muove, nessuno interviene…». Silenzio.

    È questo il dilemma: lasciare Lecco in mano ai padani che l’hanno ridotta così oppure cercare nuove strade. Ognuno che incontri ti dice che questa città è moscia, chiusa, spenta, depressa, qualcuno dice addirittura morta. Comunque i giovani se ne vanno. E quelli che vengono qui a studiare non la sopportano più e scrivono ai giornali per dire «andiamo via, tante grazie». Il rischio è che diventi sempre più un appendice di Milano che dista qualche decina di chilometri ma ci vuole pazienza e fatica per raggiungerla. La destra sente che qualcosa scricchiola e ha fatto sbarcare qui tutto lo stato maggiore, ministri, sottosegretari e presidenti, mentre il viceministro dalla faccia feroce continua a gridare contro i comunisti dalla sua auto blu. E’ una bella sfida lombarda. E chissà che questo ramo del lago di Como alla fine non si svegli lontano dalla Padania.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    25 mar 2010 - 20:11 - #14
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    12-
    E’ segno che sei orbo…
    Io stesso ho prestato varie volte servizio volontario ad una mensa gratuita (tipo caritas) aperta a tutti gestita dalla Fratellanza Popolare (i cui appartenenti sono tutti volontari anpas mediamente di sinistra o cattolici “veri”) il pd la finanzia regolarmente per gli indispensabili approvigionamenti, la Lega per ora sghei non ne ha mai dati…

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    25 mar 2010 - 20:18 - #15
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    10-
    Un conto sono dei condomini con regolare contratto che non pagano (ci sono leggi per recuperare il dovuto, basta avere un amministratore capace), un altro dei bambini piccoli che non ricevono quasi nulla per pranzo per decisione di un consiglio comunale tanto per fare demagogicamente i Grossi con i Piccoli (da perfetti Italiani mai il contrario)…

  • Profilo di macleod

    macleod

    25 mar 2010 - 20:55 - #16
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    In un paese vicino al mio, ogni mese il sindaco da pacchi di generi alimentari agli extracomunitari, che guarda caso vengono regolarmente a prenderli con volvo e ford…poveretti…e mandano in giro a mendicare donne e bambini portandoli nei posti di mendicazioni sempre con auto di lusso… poi ovviamente, da poverini devono avere alloggi, energia e acqua tutto gratis, peccato che poi nella zona adiacente a questi ritrovi di zingari ci siano sempre furti, vabbè… bisogna accoglierli a braccia aperte… sinistra italiana docet… che li vadano a prendere e li accolgano a casa, chi dice stè stronzàte…
    Come voi sopra, andate a prendervi ibambini cinesi o altri etnie se vi stanno tanto a cuori e dategli da mangiare…
    FACILE FARE I MORALISTI A PAROLI, MA CON I FATTI SIETE IPOCRITI.

    @ nchomsky
    Complimenti a te che fai volontariato.
    Però cmq veder zingari che vanno in giro con auto di lusso, ti passa la voglia di dire ”poveretti”…

  • Profilo di macleod

    macleod

    25 mar 2010 - 20:56 - #17
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    Tornando in topic… GRANDISSIMA LEGA!!! in Veneto vittoria scontata, ma spero vincano anche in Piemonte….!!!

  • Profilo di caligola

    caligola

    25 mar 2010 - 22:27 - #18
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    La lega rappresenta quello che agli albori era il “Partito dei Fasci” (poi fasci italiani in combattimento) mussoliniano.

    In un paese che va male e dove la gente è scontenta usare come leva per i voti l’odio verso una forza politica (sinistra, destra che non fa niente) e verso capri espiatori (gli immigrati e palle varie) è cosa di successo.
    Hitler è salito al potere dopo la crisi del ‘29, proponendosi come alternativa alle classi politiche liberali precedenti. Senza la suddetta crisi indubbiamente non avrebbe mai ottenuto l’ombra di un cancellierato.

    D’altronde è chiaro: Durante il governo del PDL, bisogna dirlo, ne sono successe di tutti i colori: crisi economica (con reazione del governo parecchio insoddisfacente che non ha avvantaggiato le piccole imprese, ovvero l’80% delle imprese italiane), terremoto in abruzzo (gestito in maniera rasente il ridicolo, chiedete a qualche abruzzese cosa voterà), ecc… Qualsiasi governo avrebbe difficoltà a venire rieletto in queste condizioni, figuriamoci poi QUESTO governo…

    A questo punto cosa fa un’elettore insoddisfatto? Punta a sinistra?
    Difficilmente, molti partiti vivono in funzione esclusivamente antiberlusconiana, non hanno lo stesso carisma del premier-pagliaccio, e inoltre 6 tv nazionali in una sola mano hanno influenzato parecchio l’elettore medio italico.
    Cosa gli rimane quindi? Vota la lega.
    Le analogie con il fascismo sono impressionanti: si rifà di un momento di crisi a proprio vantaggio in termini di voti, partendo da valori condivisibili e da posizioni anti-clericali e anti-berlusconiani, arriva ad allearsi con questi due poteri (come mussolini fece con Re e Chiesa).LA STORIA SI RIPETE.

    D’altro canto escludo personalmente, ovviamente, una dittatura mussoliniana o qualcosa di comparabile al ventennio fascista. Se mai la lega prenderà il potere, comunque, l’Italia finirà per andare semplicemente del tutto a rotoli, con al governo persone che incentrano risorse su problemi come immigrazione, valori nazionali, tro*ate varie, senza andare totalmente a preoccuparsi dei veri problemi italiani come la competitivà nazionale all’estero (già ora ai minimi storici), l’educazione e la ricerca, le energie rinnovabili (alias il futuro). Peccato, perché se si instaurasse una dittatura la cosa sarebbe risolvibile in poco tempo, invece così si subirebbe un lento processo di degradazione che ci farebbe definitivamente scivolare nel baratro.
    In ogni caso la lega è limitata per definizione alle regioni del Nord, quindi quanto sopra rientra quasi in fantapolitica (non che le amministrazioni di qui a 20 anni fa abbiano contribuito positivamente a far crescere l’Italia in Europa).