Matteo Renzi contro Bersani sul Corriere: "Si è fatto umiliare da Beppe Grillo"

Per il rottamatore del Partito Democratico è ripartita la campagna elettorale

I sondaggi che danno il suo gradimento alle stelle, i senatori renziani che propongono l'abolizione del finanziamento pubblico, la pubblicazione della lista dei suoi finanziatori (atto di trasparenza), la comparsata da Maria de Filippi. Cosa mancava per concludere il lancio della nuova campagna elettorale di Matteo Renzi? Eh sì, l'attacco al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. Bersaglio facile, in questo momento. E Renzi - che nel caso in cui si vada a elezioni anticipate vuole essere il candidato premier del PD - non si è fatto sfuggire l'occasione. E ha lanciato l'attacco in un'intervista al Corriere della Sera:

"Se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri. Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti. Mi veniva da dire: "Pierluigi, sei il leader del Pd, non farti umiliare così!". Ho pensato a cosa doveva provare una volontaria che va a fare i tortellini alla festa dell'Unità: credo ci sia rimasta male nel vedere il suo leader trattato così, alla ricerca di un accordicchio politico"

Una sensazione diffusa tra gli elettori del Pd, che si sono sentiti "messi sotto" dagli ultimi arrivati. Meno diffusa tra i democrats - e anche piccolo punto debole di Renzi - e la sua non avversione nei confronti di un governo Pd-Pdl:

"Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure Berlusconi è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti. Non è possibile che il noto giurista Migliavacca un giorno proponga ai grillini di votare insieme la richiesta di arresto per Berlusconi, che tra l'altro non è neanche arrivata, e il giorno dopo offra al Pdl la presidenza della convenzione per riscrivere la Carta costituzionale. In un momento si vagheggia Berlusconi in manette, in un altro ci si incontra di nascosto con Verdini. Non si può stare così, in mezzo al guado. Io ho tutto l'interesse a votare subito. Ma l'importante è decidersi"

E se non si va a elezioni subito - come Renzi si augura - allora è inutile stare a guardare il tempo che passa:

"Anziché vivacchiare, rendiamo utile questo tempo. Bersani riunisca fin dalla prossima settimana i gruppi parlamentari. Non l'ennesima direzione che diventa una seduta di autocoscienza; i gruppi parlamentari. Lanciamo una proposta forte. Il sindaco d'Italia: una nuova legge elettorale, grazie a cui si sa subito chi ha vinto. Abolizione del Senato, che diventa la Camera delle autonomie, con i rappresentanti delle Regioni e i sindaci delle grandi città che vanno a Roma una volta al mese e lavorano senza ulteriori indennità; così il Parlamento è più efficiente e costa la metà"

Ma se la proposta di Renzi è quella di un "patto costituzionale" per cambiare legge elettorale, abolire il Senato, ecc. ecc. non si può scappare da un patto con il Popolo delle Libertà:

"Andare al governo con Gasparri fa spavento, lo so. Non a caso io sono pronto a votare subito. Ma se il Pd ha paura delle urne deve dialogare con chi ha i numeri. Il Pd avanzi la sua proposta, senza farsi umiliare andando in streaming a elemosinare mezzi consensi a persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti"

Renzi si concede poi un vezzo da politicante di mestiere, quello di dire "vado contro il mio interesse, in tanti mi dicono di non fare quello che faccio", ecc. ecc. E sarebbe meglio lasciar perdere, visto che non ci crede nessuno:

"Io parlo contro il mio interesse. In tanti mi dicono: "Matteo stai buono, non fare interviste, stai zitto, tanto la prossima volta tocca a te". Ma io non ragiono in questo modo. Non voglio stare buono così qualcosa mi tocca. Non voglio essere cooptato da altri. Non voglio essere l'ultimo di quelli che c'erano prima. Semmai vorrei essere il primo di una fase nuova. E mi stupisco quando sento dire da alcuni dei nostri: "Non possiamo fare questa cosa perché gli italiani non ci capirebbero". Non sono gli italiani che non ci capiscono; siamo noi che non capiamo loro. Come se gli italiani fossero meno capaci di noi di intendere o di volere...."

Ma quindi se si andrà al voto, come si comporterà il Pd, farà le primarie? E come si comporterà Renzi, si candiderà?

"Sì, mi candiderò. Non posso essere legittimato dal gruppo dirigente che intendo cambiare. Ma in questo momento non mi pongo il problema. Certo non posso dimettermi da italiano. Voglio bene al Pd, ma prima ancora voglio bene all'Italia. E non riesco a restare in silenzio di fronte allo spettacolo di una politica che continua a pescare la carta "tornate al vicolo corto". Dobbiamo dare un orizzonte al Paese, perché anche le aziende che vanno bene o i privati che potrebbero consumare oggi sono rannicchiati, impauriti"

Per concludere, inevitabile parlare un po' delle critiche seguite alla comparsata di Renzi ad Amici in stile Happy Days:

"La polemica su Amici è emblematica di un astio ideologico verso gli italiani che non sopporto. Rivendico il diritto e il dovere di parlare ai ragazzi che seguono Amici, che non sono meno italiani dei radical chic che mi criticano. Io voglio cambiare l'Italia mentre una parte della sinistra vuole cambiare gli italiani. Sono due cose diverse... Chi mi rimprovera di aver scelto un abbigliamento alla Fonzie forse si sente un po' Ralph Malph"

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