
Altro che terra dei cachi. L’Italia è il paese dei paradossi. A pochi giorni dalla censura, l’ennesima, applicata dalla politicizzata dirigenza RAI su Aldo Busi per delle dichiarazioni riguardanti l’omofobia praticata da una parte del clero il Ministro della Giustizia Angelino Alfano, accoglie la richiesta di Walter Veltroni, e farà riaprire l’indagine sulla morte di Pier Paolo Pasolini.
Dichiaratamente omosessuale l’intellettuale prima di essere ucciso è stato schiacciato dall’ignoranza. La stessa che ha colpito in maniera diversa altri grandi pensatori. Riaprire il caso non serve se non si dimostra con i fatti che dalla morte di Pier Paolo Pasolini qualcosa è cambiato. Trovare un colpevole non può e non deve essere un palliativo.
Se davvero Angelino Alfano vuole rendere onore al monumentario pensatore italiano dovrebbe impegnarsi affinché altre persone non siano discriminate per la propria sessualità.
Impegnarsi pubblicamente affinché la Corte Costituzionale sia messa nelle condizioni per aprire il matrimonio alle coppie gay potrebbe essere un primo importante passo da compiere.
ginabro
26 mar 2010 - 12:30 - #1.Se vuoi dire simile come persona è inutile specificare.Di solito un omicidio viene commesso da un simile.Se invece simile alludi
a omosessuale,vergognati.
Se sei un giornalista ti auguro di diventare all’altezza di Pasolini.
Una persona si misura per il suo essere uomo(maschio,femmina o omosessuale),
non per categorie o similitudini.Per questo Pasolini è stato un uomo,ed è stato ucciso
da uno o più persone.
_emy
26 mar 2010 - 12:55 - #2cosa vuol dire ‘da un suo simile’??? cos’è una specie a parte?!!?
gmolaschi
26 mar 2010 - 13:18 - #3con la parola simile intendevo una persona come la vittima. non una persona con una sessualità simile. non avrebbe avuto senso il pezzo dichiaratamente contro l’omofobia se in una parte analizzavo o schernivo l’orientamento sessuale di una o più persone.