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Caso Boffo. Feltri sospeso dall'Ordine dei giornalisti

Pubblicato: venerdì 26 marzo 2010 da Luca Landoni


La decisione era nell’aria, e da poco è stata confermata, sia pur in modo “sofferto” secondo la nota dell’Ordine stesso. Vittorio Feltri è stato sospeso dalla corporazione dei giornalisti in seguito al cosiddetto caso Boffo, di cui ci siamo lungamente occupati in passato.

Riassumendo rapidamente la vicenda, il direttore del Giornale condusse una campagna feroce contro l’ex-direttore dell’Avvenire, per “punirlo” di alcune sue prese di posizione contro esponenti del Governo. La logica dietro questo attacco era che chi ha scheletri nell’armadio suoi propri non può mettersi a fare le pulci agli altri.

Lo scheletro in questione era la condanna subito dal Boffo per molestie nei confronti di una ragazza; condanna patteggiata dal Boffo stesso, che peraltro non si è mai sognato di querelare il Giornale. L’oggetto del contendere non è dunque il cuore della vicenda, ovvero che l’allora direttore dell’Avvenire avesse effettivamente un passato “oscuro” di cui vergognarsi, ma la famosa informativa segreta resa nota da Feltri, e che poi si sarebbe rivelata una bufala.

Feltri ha più volte chiesto scusa per le accuse (?!) di omosessualità che essa conteneva, rimediando una figura davvero barbina, invece di concentrarsi sul punto cardine della vicenda in cui tutto sommato aveva ragione. Per questo ha meritato abbondantemente il provvedimento di cui sopra, che ha così commentato, a caldo:

“Non riesco ad immaginare di aver fatto nulla di diverso da ciò che fanno ogni giorni tanti altri colleghi. È chiaro che se mi condannassero farò ricorso. Ma se mi sanzionassero, mi aspetterei almeno altre 150 decisioni di questo tipo ogni giorno. La vicenda Boffo si basava su una condanna per molestie che si è rivelata vera. È vero che abbiamo attribuito valore a un documento ufficiale che si è rivelato poi solo un’informativa. Ma quando, dopo quattro mesi dalla pubblicazione del mio pezzo, senza che fosse arrivata una smentita, ci è stato chiesto di fare una rettifica, l’abbiamo fatta subito.”

Ma il bravo giornalista non dovrebbe verificare le fonti? Sì. Quando fa comodo.

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21 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di antoniov

    antoniov

    26 mar 2010 - 12:05 - #1
    4 punti
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    l’ordine dei giornalisti, un altro insieme di comunisti da attaccare…povero silvio, il suo castello di cartapesta gli sta crollando addosso…

  • Profilo di fc77

    fc77

    26 mar 2010 - 12:08 - #2
    0 punti
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    solo 6 mesi?

  • Profilo di luvi

    luvi

    26 mar 2010 - 12:09 - #3
    5 punti
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    Sospeso? “Giornalista”? Ma andrebbe radiato a vita, lui, chi lo spalleggia, chi scrive per lui e chi lo legge….

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    26 mar 2010 - 12:12 - #4
    1 punto
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    AHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAH
    poi i berluscones si lamentano di santoro
    HAHAHAHHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAH

  • Profilo di teseo

    teseo

    26 mar 2010 - 12:16 - #5
    1 punto
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    Ahahahahahahahah…godooooooooooooooooooooo!!!!!!!

  • Profilo di jack-bauer

    jack-bauer

    26 mar 2010 - 12:37 - #6
    0 punti
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    La sospensione è inutile.
    Poi, sul caso Farina: “Non mi risulta che si possa impedire di scrivere a chi è stato radiato dall’ordine dei giornalisti”.

  • Profilo di alatrippa

    alatrippa

    26 mar 2010 - 12:38 - #7
    1 punto
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    Chi l’avrebbe mai immaginato che un giorno ci sarebbe stato qualcuno in grado di farci stare dalla parte dei preti (piuttosto che dalla sua)….

  • Iperbaldo

    26 mar 2010 - 12:58 - #8
    0 punti
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    Che provvedimento inutile, tanto per dire che si è fatto qualcosa.

  • fc77 2 la vendetta

    26 mar 2010 - 13:14 - #9
    0 punti
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    mi fate capire mi avete bannato o c’è qualcosa che non va?

  • Profilo di fc77

    fc77

    26 mar 2010 - 13:16 - #10
    0 punti
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    opsssssss ci sono riuscita!!!!!!!!!

  • Jacques de Molay

    26 mar 2010 - 14:05 - #11
    1 punto
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    Urge un decreto interpretatico anche qui?

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    26 mar 2010 - 14:06 - #12
    1 punto
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    Fosse solo la prima volta.. ci siamo dimenticato di quanti soldi ha dovuto sborsare questo pagliaccio venduto a Di Pietro per tutte le calunnie che gli ha tirato da ‘Il Giornale’?
    E la prima pagina in cui si scusava pubblicamente con Di Pietro i berluscones non se la ricordano?

  • Profilo di babyshambles

    babyshambles

    26 mar 2010 - 14:41 - #13
    0 punti
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    solo 6 mesi?! ma uno così si può definire giornalista?!

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    26 mar 2010 - 19:27 - #14
    0 punti
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    Appunto,non avevo dubbi.
    I giornalisti vengono oscurati dalla rai e si grida al complotto e si manifesta per la libertà di stampa.
    Un’altro giornalista viene sospeso,cioè,gli si toglie il diritto di scrittura,e qualcuno di quelli che gruidava alla libertà di stampa e di informazione …..gode.
    Per quello che vi leggo come se leggessi il resoconto del Bar dello Sport.
    Tifoserie contrarie.
    Non si va contro la censura e contro chi viene censurato,sempre e comunque.
    O contro chi subisce provvedimenti da un’ordine di derivazione fascista.
    No,se è uno dei miei lo proteggo,se è uno degli altri,godo.
    L’abbiamo nel DNA,inutile avere speranze di miglioramento.

  • bissis

    26 mar 2010 - 20:55 - #15
    0 punti
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    ehm forse il dettaglio è che una è una punizione per un comportamento e l’altro… ma vabbè inutile spiegare
    mica gli han detto di chiudere il giornale eh

  • Profilo di luvi

    luvi

    26 mar 2010 - 22:37 - #16
    0 punti
    Up Down

    Libertà di stampa libertà di sparare ca$$ate notte e dì e perpetrarle a mezzo stampa, creare falsi dossier ad hoc, assoldando improbabili e criminali agenti segreti al servizio del ducetto.
    Dovrebbe essere semplice da capire Stefano, che dici? Non è questione di tifo, scaramella non delinqueva per IFQ, betulla non faceva il criminale per repubblica.
    Delinquevano per il ducetto, a mezzo rotolo, con la benedizione di littorio feltri.
    Punto.

  • Profilo di luvi

    luvi

    26 mar 2010 - 22:37 - #17
    0 punti
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    Ovviamente fra “libertà di stampa” e il resto c’era il simbolo di “diverso da” che non so perchè non sia passato…

  • Profilo di stefano1966

    stefano1966

    26 mar 2010 - 23:49 - #18
    0 punti
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    Sarà perchè per me possono esserci varie libertà.
    Io non leggo Feltri da nni.
    Non so se scriva il vero o il faslo.
    Se scrive il falso verrà querelato e se i fatti lo provano,pagherà.
    Pensavo che in un paese normale se uno scrive una ca@gata venire querelato e pagare i danni fosse sufficiente.
    Invece,ripeto,si invoca la censura,a piacimento.
    E l’odine dei giornalisti,che guarda caso esiste solo in italia.
    Perchè negli altri stati,quelli normali,se scrivi ca@ate paghi,se riscrivi ca@te ripaghi.
    Se continui a scrivere ca@ate continui a pagare.
    No,in italia si censura,vecchia abitudine.

  • bissis

    27 mar 2010 - 00:46 - #19
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    beh ma in realtà la parte del pagare mi risulta ci sia già costantemente

    la novità è l’ordine dei giornalisti… ma non ricordo grandi azioni. tra l’altro ordine che qualcuno voleva abolire, ma credo siano tutta gente che ti sta antipatica

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    27 mar 2010 - 10:41 - #20
    0 punti
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    Feltri e noi

    Che Vittorio Feltri l’abbia fatta grossa è fuor di dubbio: ha spacciato una lettera anonima sulla presunta omosessualità di Dino Boffo per un’informativa di polizia agli atti del processo all’ex direttore di Av v e n i re . Dunque la sanzione che gli ha inflitto l’Ordine dei giornalisti, sospendendolo per sei mesi dalla professione, è un atto dovuto. I sei mesi assorbono i due ai quali è stato pure condannato per aver seguitato a pubblicare gli articoli di Renato Farina, il giornalista-spia al soldo dei servizi segreti che a sua volta è stato radiato dall’Ordine e ha patteggiato 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu Omar, dunque è stato promosso deputato. Ma questa seconda sanzione, pur dovuta finché esiste l’O rd i n e , riguarda la burocrazia dei giornalisti e non i lettori (chi scrive è convinto dell’inutilità degli ordini professionali all’italiana, ma questo è un altro discorso). La prima invece può diventare un utile argomento di dibattito pubblico, ma a un patto: che Feltri non diventi l’unico capro espiatorio per una colpa – la pubblicazione di notizie false – che non può essergli addossata in esclusiva. Intendiamoci: anche se davvero la polizia, esorbitando dai suoi compiti istituzionali, avesse compilato un’informativa sui gusti sessuali di un cittadino, Il Giornale avrebbe dovuto cestinarla: non basta che una notizia sia contenuta in un atto ufficiale per essere pubblicata. I giornali non sono discariche in cui riversare di tutto. E lo stesso vale per le intercettazioni: se un giudice, sbagliando, inserisce fra quelle depositate particolari privi di rilevanza pubblica e lesivi della privacy di una persona, il giornalista non li deve pubblicare. E, se li pubblica, la colpa è anche sua, non solo del magistrato (perciò Il Fatto non ha riportato i nastri su Angelo Balducci e i suoi amichetti). L’idea che i giornali debbano pubblicare tutto, acriticamente, è folle. Eppure la condanna di Feltri lascia un retrogusto amarognolo. Siamo certi che basti una sanzione esemplare per salvare l’anima all’Ordine dei giornalisti? Sono anni, specie da quando il bipolarismo all’italiana ha ridotto la libertà di stampa a guerra per bande fra destra e sinistra, che si pubblicano notizie false su tv e giornali, e nessuno paga mai. La sanzione a Feltri segnala una svolta dell’Ordine? E’ un monito a tutti i falsari della penna che, d’ora in poi, non ce ne sarà più per nessuno? O è una tantum destinata a restare tale? Nel primo caso, l’Ordine potrebbe persino recuperare una ragione di esistere. Nel secondo, tanto vale annullare la condanna di Feltri e tirare innanzi. Qualcuno pagherà mai per avere raccontato che il primo governo Berlusconi cadde per l’invito a comparire sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza (in realtà crollò per merito di Bossi) e che il secondo governo Prodi cadde a causa dell’indagine di De Magistris su Mastella (in realtà Mastella lo rovesciò col pretesto dell’indagine di S. Maria Capua Vetere poi convalidata dai giudici di Napoli)? Qualcuno pagherà mai per aver convinto milioni d’italiani (anche lettori di giornali “p ro gre s s i s t i ” o “indipendenti”) che Andreotti fu assolto per mafia, mentre fu miracolato dalla prescrizione per il reato “commesso fino al 1980”? Scoprire che prescrizione non è assoluzione solo quando il Tg1 scodinzolino dà per assolto il prescritto Mills è troppo comodo. Prima di Mills sono stati gabellati per assolti, dunque innocenti perseguitati, i dirigenti prescritti della Juventus accusati di doping e il sei volte prescritto Berlusconi. E quand’è che Minzolini farà un editoriale per rettificare l’ultimo, in cui sosteneva di non essere indagato a Trani? Se, dopo Feltri, l’Ordine intende fare sul serio, benissimo: si scrivano poche regole chiare e comprensibili, che consentano a chi sbaglia in buona fede di rimediare al suo errore, e su chi non lo fa cali pure la mannaia dell’Ordine. In caso contrario, molto meglio procedere all’autoscioglimento di un ente inutile, anzi dannoso.

    (di Marco Travaglio)

  • FRANCESCO BUFFA DESIGNER

    14 nov 2010 - 09:16 - #21
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    Up Down

    CASO BOFFO – L’ordine dei giornalisti può prendere provvedimenti nei confronti dei giornalisti – non capisco il signor Feltri cosa ha che fare con i giornalisti!

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