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Di Pietro ammette la sconfitta del centrosinistra, il Pd la nega fino all'ultimo

Pubblicato: 30 mar 2010 da Christian De Mattia

Commenti dei lettori


Le previsioni e gli ultimi sondaggi indicavano come probabile una vittoria del centrosinistra per 9-4 alle elezioni regionali, alcuni commentatori davano per molto possibile anche la rimonta di De Luca in Campania che avrebbe regalato un eccezionale 10-3 per l’opposizione. Invece come spesso è accaduto alla sinistra dal 2006 in poi, le speranze e le convinzioni dei leader si sono scontrate con l’amara realtà.

Il centrodestra vince molto a sorpresa nel Lazio (alla fine quasi per il 3%) nonostante non avesse nemmeno la lista del Pdl nella provincia principale e contro un candidato dal forte appeal. E conquista il Piemonte dove tutti davano la Bresso davanti, dando per l’ennesima volta dimostrazione che il Nord è chiaramente (vedi le percentuali di Lombardia e Veneto) di quell’area politica. Insomma un risultato inaspettato che si somma al filotto di vittorie precedenti che partono dall’elezioni politiche 2008 passando per amministrative a Roma e Friuli, regionali in Abruzzo e Sardegna, europee 2009 e amministrative 2009. D’altronde è evidente che per la sinistra è una delusione e Antonio Di Pietro con fair play ammette la vittoria del centrodestra:

È inutile giocare con i numeri, con onestà intellettuale va detto che questa tornata se la aggiudica il centrodestra

Ammissione durante Porta a Porta che smonta l’arroccamento degli esponenti del Pd che, nonostante l’evidenza, fino all’ultimo parlavano di inversione di tendenza e mette in difficoltà (in diretta) persino una politica esperta come Rosi Bindi costretta a un bofonchiamento di prodiana memoria per spiegare le parole di Di Pietro. Fino all’ultimo dal Pd, nonostante la sconfitta in 4 regioni molto importanti, tentavano di propagandare una vittoria basandosi sul singolo numero di regioni, dimenticando (o facendo finta di dimenticare) il peso delle varie regioni (con le più grandi tutte o quasi alla maggioranza) e il passaggio di milioni di elettori governati verso il centrodestra.

E bisogna anche considerare che i primi dati sulle amministrative non sono buoni per il centrosinistra: alla provincia de L’Aquila vince il centrodestra nonostante la popolarità della Pezzopane e al comune di Chieti viene sconfitta al primo turno. Altri piccoli segnali e non sicuramente dell’inversione di tendenza di cui parlano Bindi e soci.

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29 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di akira1972

    akira1972

    30 mar 2010 - 09:58 - #1
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    non c’è niente da negare, hanno perso e se lo meritano visti i contenuti.
    Detto questo sono anche convinto che chi ha veramente vinto non sia nemmeno il pdl ma la lega che detterà, giustuamente vista la poszione, legge.

    spero che la sinistra cambi e cambi di brutto, altrimenti per risollevare l’italia ci vorranno 10000 gru :)

  • Profilo di william-wallace

    william-wallace

    30 mar 2010 - 10:16 - #2
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    Su questo Di Pietro è stato furbo… quelli del PD sono ancora convinti di essere il primo partito italiano, senza contare che si votava solo in 11 regioni…

  • Profilo di govinda

    govinda

    30 mar 2010 - 10:17 - #3
    1 punto
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    sono contento di essere pugliese…

  • Profilo di andrea4381

    andrea4381

    30 mar 2010 - 10:21 - #4
    2 punti
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    E allora caro De Mattia siamo onesti fino in fondo: il PdL ha perso tanti voti e, come previsto da tutti, quelli che hanno veramente vinto sono quelli della Lega.

  • Profilo di giaserg

    giaserg

    30 mar 2010 - 10:23 - #5
    1 punto
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    Sono davvero imbecilli a negare la sconfitta, fa bene di Pietro
    3 in puglia non ha vinto il PD che è stato bloccato alle primarie.

  • Profilo di aldebaran85

    aldebaran85

    30 mar 2010 - 10:40 - #6
    0 punti
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    quando fa comodo ha ragione di pietro … questo è giornalismo
    intanto cala il pdl

  • Profilo di tiziocaioa

    tiziocaioa

    30 mar 2010 - 10:41 - #7
    -2 punti
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    Ma quale sconfitta… il PD Ha il 27,4% dei voti totali da solo e il PDL il 26,6%, Di pietro ha perso, l’udc ha perso ecc.. Come fate a dire che ha perso… allora anche il PDL ha perso… i voti sono della lega e degli altri, Vendola ha preso il 9% ma stiamo scherzando?!! E Lui sarebbe meglio di bersani per quale motivo? Ma dai su…

  • Profilo di paolo192

    paolo192

    30 mar 2010 - 10:41 - #8
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    Il centroSX deve CAMBIARE, ripeto C A M B I A R E !!!

    Cambiare dirigenti, basta con gli ex-pci alla Dalema che quando hanno potuto nulla hanno fatto contro il conflitto di interessi, grave anomalia italiana, tranne poi stracciarsi le vesti ogni 3×2.
    Finirla con il luttazzi-santori-travagli-grilli e i loro processi nelle piazze.
    Finirla con le intercettazioni telefoniche a tappeto.

    Gente nuova, facce fresche e inedite, che palesino il cambio generazionale con Silvio! Dopo anni di batoste non è stato cambiato ancora nulla, nulla!!!
    Per il bene dell’Italia, un’opposizione forte è fondamentale.

  • Profilo di macleod

    macleod

    30 mar 2010 - 10:53 - #9
    1 punto
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    @7
    ma che percentuali mi spari fuori,…. guarda che le regioni che non sono andate al voto son tutte di destra, quindi figurati quanto valgono quelle percentuali…friuli, sardegna, sicilia, abbruzzo tutte di destra…

  • Profilo di macleod

    macleod

    30 mar 2010 - 10:54 - #10
    -1 punto
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    didietro è solo un idiòta, incapace di veder al di là del suo naso…rispetto alle europpe ha perso 1 punto percentuale, che per un partito piccolo come il suo significa già tanto..come a dire, il suo è un falso giustizialismo, o solo di proforma, visto hce appoggia e candida mafiosi…

  • Profilo di macleod

    macleod

    30 mar 2010 - 10:55 - #11
    0 punti
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    e il PD anche peggio, visto che con una debacle del genere, perse 4 regioni, dichiarano a vittoria…son proprio degli incompetenti…

  • Profilo di prestigiacomo

    prestigiacomo

    30 mar 2010 - 11:00 - #12
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    Di Pietro finalmente qualcuno che ammette la sconfitta, noi siamo andati al di sopra delle aspettative nel Piemonte e sopratutto nel Lazio.

  • Profilo di tiziocaioa

    tiziocaioa

    30 mar 2010 - 11:09 - #13
    0 punti
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    Uno fa il riscontro con quello che è dato, no con le ipotesi. Ad oggi i dati dicono che il PD è avanti al PDL ( no le coalizioni ) e che quindi non c’è un disastro generale. A detto del PDL la sinistra non esiste più… e come può essere che stiamo alla pari col Cavajere? Le regioni che sono tutte di destra le vedremo più in la da che parte stanno oggi.

    Io sono ottimista per il PD e non credo che qualcuno che abbia il 9% possa essere canditato alle primarie, è come con la Lega che ha 2 regioni e sta al governo e si fa solo i fatti suoi e al resto d’italia se ne frega.

    Queste e dico “queste elezioni” sono un passo avanti per il PD che stava perdendo colpi e ha recuperato. Quindi il bilancio per Bersani è giustamente positivo, per altri può essere negativo sicuramente, vedi Di Pietro, vedi UDC vedi Il brizzolato ecc..

  • Profilo di caligola

    caligola

    30 mar 2010 - 11:35 - #14
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    Si vedrà…ha vinto la destra. Ottimo! In tanti anni di governo Berlusconi io non ho mai visto questa fantomatica capacità governativa di grande imprenditore, tutt’altro…ho visto solo ridursi lo stato sociale e perire sotto la crisi le piccole imprese a favore di multinazionali straniere (francesi soprattutto, ma questo non ditelo a Bossi che è convinto che l’invasione arriverà dalla Russia con i colbacchi). PEr carità, per l’imparziale tg1 questo non è vero, e sentendo le parole del grande B. loro hanno praticamente reso l’Italia competitiva quanto gli USA.

  • Profilo di macleod

    macleod

    30 mar 2010 - 11:41 - #15
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    @13

    tu fa i calcoli senza l’oste, non stai calcolando 7 regioni che son quasi tutte di destra…e in queste regioni il PDL è in netto vantaggio…

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    30 mar 2010 - 12:00 - #16
    1 punto
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    Il pd ha vinto??
    Si,anche il maiale si sogna le ghiande….
    Il pd,politicamente parlando,ha perso su tutta la linea………astensionismo,voti di protesta dati a grillo e idv.Per il più grande partito di sinistra doveva essere l’occasione per parlare di problemi,avvicinarsi alla gente……e Invece?Bersani fa la comparsata a Sanremo……

  • Profilo di bit4

    bit4

    30 mar 2010 - 12:08 - #17
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    MA CI SIETE O CI FATE? LE REGIONI CHE SONO ANDATE AL VOTO IERI erano 11 di sinistra e 2 di destra. e quelle che NON sono andate al voto quasi tutte di destra. ERGO è ovvio che il PDL, per quanto sia stato il primo partito al contrario di quello che scrive un buffone qua sopra, non poteva andare oltre il 30 e anzi fermarsi sotto di qualche punto.

    L’impressione è che per nascondere la propria sconfitta sonante e per non voler ammettere candidamente come Di Pietro le cose come stanno SENZA ATTACCARSI AD ALTRO com’è tipico dei politici più stolti, molta gente qui faccia come i bambini dell’asilo “eh ma voi, eh ma voi, èh però 7 a 6, èh però l’astensionismo”

    Già l’astensionismo vale solo per il centrosx mentre per il centrodx no? lol..L’unico governo e l’unica maggioranza al mondo che tiene dopo due anni di governo alle amministrative e anzi incrementa.

    Come al solito con gente così povera di ragionamenti purtroppo il centrodestra e Berlusconi ci va a nozze e questo blog è pieno di gente poverella di ragionamenti. Anzi, a partire dai blogger: che scrivono post in cui si nota il fegato gonfiato a mille e le vene piene piene, livorosi LOL

    Siete ridicoli.

    Un cittadino.

  • Profilo di bit4

    bit4

    30 mar 2010 - 12:10 - #18
    1 punto
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    caligola
    ribadisco che è ESILARANTE leggere i tuoi commenti di ieri prima dei risultati
    dai dai che siamo ancora 7 a 4 al momento, dai dai che chi l’ha detto che Cota vince? Bossi? ma per cortesia: per il momento è avanti la bresso

    Caligola sei la mia barzelletta preferita. Continua!!! :D

  • Profilo di bit4

    bit4

    30 mar 2010 - 12:12 - #19
    0 punti
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    caligola
    anch’io non ho visto nulla di positivo in tutti questi anni di B. ma i primi che B. deve ringraziare sono quelli come te, sempre livorosi e che non ammettono mai le cose per come stanno.

    Si è visto ieri dal tuo atteggiamento che tutti possono leggere nei commenti quando c’erano le prime proiezioni. Ti attaccavi disperatamente a qualsiasi cosa senza voler guardare in faccia la realtà.

    Se B. è su è grazie proprio a quelli come te.

  • Profilo di enrico-xc

    enrico-xc

    30 mar 2010 - 12:25 - #20
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    continuate a far solo polemiche…
    avete straperso, punto.
    cambiate politica, gli insulti vi danneggiano e basta.
    gettate alle ortiche di pietro, santoro, floris, luttazzi, mineo, e passate alla politica VERA o perderete per sempre…

  • Profilo di ice

    ice

    30 mar 2010 - 13:24 - #21
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    Giusto ammettere la sconfitta
    ma anche giusto sperare inuna vittoria perchè 2 regioni importantissime si sono giocate per 1 punto percentuale e un pugno di voti avrebbe potuto stravolgere l’esito delle votazioni

  • Profilo di tiziocaioa

    tiziocaioa

    30 mar 2010 - 13:39 - #22
    1 punto
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    Nascondere le informazioni prima di un voto ha il suo peso politico. Alemanno a Roma ha creato una voragine di 12 miliardi di € ( Stesso buco della GRECIA ) e adesso c’è super Spolverini alla Regione che dopo Storace ci porterà al livello del sud Africa (forse sto rischiando di offendere il sud Africa ). Il buco di Veltroni dovè ?? Perchè Alemanno ancora non presenta i bilanci ed è l’unico? Ah è vero è colpa della crisi che appare come la madonna…si si c’è…ma no adesso non c’è più..aspè adesso c’è. A Roma hanno regalato 50 € a voto facendo cene su cene e a Giardinetti per Lopiccolo ( Quartiere di Roma ) c’è stata cena + 50€ a voto! E lo posso dimostrare con testimonianza diretta e non solo mia. No No La Destra E’ Onesta e Brava, La Sinistra Fa Schifo, è Morta, noi andiamo a Trans la destra è per la Famiglia e Chiesa ma sono tutti divorziati e vanno a prostitute.

  • Profilo di tiziocaioa

    tiziocaioa

    30 mar 2010 - 13:44 - #23
    0 punti
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    E non mi spiego come prendono tutti sti voti e continuano a vincere…ah ecco sparando ogni giorno montagne di boiate e occupando il tg1 tg2 tg4 tg5 studioaperto e svariati giornali, facendo sparire giornalisti e cercando di bloccare le info su internet, negando verità e raccontando falsità talmenti palesi da sembrare vere. A forza di dire una BUCIA questa diventa una VERITA’.

  • Profilo di marcopagni73

    marcopagni73

    30 mar 2010 - 13:48 - #24
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    Enrico….e i brogli?siamo stati ONESTI….

  • Profilo di luvi

    luvi

    30 mar 2010 - 13:53 - #25
    0 punti
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    CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    30 mar 2010 - 14:06 - #26
    0 punti
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    Stefania Pezzopane ha perso, il nuovo presidente provinciale de L’Aquila è Antonio Del Corvo. Un nome che in Abruzzo dice poco e niente: commercialista, già consigliere regionale e vicesindaco di Celano, preferito all’ultimo momento dal Pdl a Maria Teresa Letta, sorella di Gianni, per contrastare la piccola grande donna del terremoto. Quella delle foto con Obama, quella con l’elmetto in testa a Onna, il suo paese d’origine, completamente distrutto dal sisma. Fenomeno Pezzopane: una veterana della politica (di sinistra) catapultata all’improvviso sotto i riflettori del mondo. A gennaio risultava la presidente provinciale più amata d’Italia, 70% del consenso, un legame apparentemente invincibile col popolo de L’Aquila. Invece, i dati snocciolano uno scenario diverso. Del Corvo si è affermato in modo netto, poco sopra il 53%, mentre Pezzopane non ha raggiunto il 46%.

    Lei sorride lo stesso, ma un sassolino se lo leva: “Ho la coscienza pulita, abbiamo lavorato benissimo e colmato un divario enorme: alle Europee eravamo sotto di venti punti col Pdl. Certo alcune persone di cui mi sono fidata hanno fatto mancare il loro supporto, e tantissimi aquilani non hanno potuto votare perché risultano residenti qui ma magari vivono lontano. Anziani, famiglie. Il mio vero problema è questo, ora: quando torneranno a casa? Continuerò a lavorare per loro”. In città il voto al Pd ha retto, ma la débâcle è stata severa in territori che hanno avvertito forse troppa attenzione sul terremoto e poco sul resto. Sulmona, in primis. E naturalmente la Marsica, patria di Del Corvo. Che giustamente esulta, come riferisce Armando Raglione, il cosiddetto committente, colui che paga gli spot elettorali: “Quando ha capito di aver vinto, il presidente ci ha chiamato a raccolta. Era molto soddisfatto. Ci ha detto che siamo stati grandi, un lavoro di squadra perfetto. Un riconoscimento anche all’impegno di Berlusconi e Bertolaso, naturalmente”. Anche su questo la Pezzopane sottolinea: “Ho fatto del mio meglio, ma battere il presidente del Consiglio era davvero difficile. L’Abruzzo è diventato un argomento elettorale del premier, l’ha usato in tutti i modi. Visto quel che è successo in Italia credo fosse davvero impossibile vincere”.

    E adesso? Che succede a L’Aquila? Si parla di ricostruzione, si pensa a come far rinascere il territorio. Giusi Pitari, prorettrice dell’università cittadina e leader delle carriole, vede un vantaggio nel risultato: “Domenica ci hanno schedati perché abbiamo continuato il lavoro di rimozione macerie in zona rossa. Secondo loro facevamo propaganda per la sinistra: visti i risultati direi che siamo più bravi a portar pesi. Magari ce lo lasceranno fare in pace, ora”.

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    30 mar 2010 - 18:08 - #27
    0 punti
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    Alle prime proiezioni dei
    risultati elettorali, ieri, il
    leghista Andrea Gibelli,
    futuro numero uno del
    Carroccio in Regione Lombardia,
    aveva avvertito: “A bb i a -
    mo acceso il fuoco sotto la polenta”.
    Da servire a Ignazio La
    Russa, come accompagnamento
    all’asino: perché il ministro
    della Difesa aveva promesso
    di mangiarsi un asino
    vivo, in caso di sorpasso del
    Pdl da parte della Lega. Il sorpasso
    alla fine non c’è stato e
    l’asino è salvo. Ma la polenta è
    servita comunque a festeggiare
    l’ottimo risultato del partito
    di Umberto Bossi: attorno
    al 26-27 per cento, con il Pdl
    tra il 31 e il 32.
    In Lombardia, Roberto Formigoni
    sapeva di non avere molto
    da temere: ha confermato il
    suo consenso e si attesta (a
    spoglio non ancora concluso)
    attorno al 56 per cento. La formidabile
    macchina di potere
    della sua area ciellina ha tenuto
    bene. E si è sommata
    all’avanzata leghista. Eppure
    perfino qui, nella Lombardia
    dove il risultato era sicuro ancor
    prima di giocare la partita,
    si vedono i segni della crisi di
    Silvio Berlusconi e del suo sistema.
    Li evidenzia nettamente
    l’astensionismo, fortissimo.
    I votanti sono stati il 64,7
    per cento, erano il 73 per cento
    alle scorse Regionali, nel
    2005. Il primo partito della
    più ricca regione d’Italia è
    dunque il partito dei non votanti,
    cresciuto più dell’8 per
    cento.
    Un astensionismo in parte di
    centrodestra: segnala che Silvio
    non incanta più, non convince,
    non riesce a far andare
    a votare una parte dei suoi sostenitori
    d’un tempo. La Lega
    compensa: era sotto il 16 per
    cento alle scorse Regionali,
    ora guadagna una decina di
    punti e incassa un successo
    straordinario. Tanto che il
    grande capo, alla prima conferenza
    stampa nella sede milanese
    di via Bellerio, a risultati
    ancora parziali, lancia la
    sua candidatura a sindaco di
    Milano. Un primo segnale di
    guerra dentro il centrodestra.
    I leader del Pdl si mostrano
    sorridenti, celebrano la vittoria,
    ma il loro stomaco è accartocciato,
    come se avessero
    mangiato il povero asino evocato
    da La Russa. I conti, comunque,
    li faranno più avanti,
    con Andrea Gibelli che si prepara
    a diventare il vicepresidente
    della Regione, un numero
    due fortissimo di un Formigoni
    che ha tenuto, ha evitato
    al Pdl una flessione, ma
    non riuscirà a evitare, nelle
    prossime settimane, la resa
    dei conti tra ex Forza Italia ed
    ex An, ma soprattutto tra ala
    ciellina e ala “laica” (quella
    guidata dal presidente della
    Provincia di Milano Guido Podestà)
    che sarà accusata di
    aver indebolito il partito, permettendo
    così che la Lega occupasse
    gli spazi lasciati liberi
    a destra.
    A sinistra, Filippo Penati si
    mostra soddisfatto. Si attesta
    attorno al 33 per cento (a dati
    ancora parziali) e segnala che
    a Milano ha avuto risultati anche
    migliori. Da dentro il suo
    partito, il Pd, arrivano però
    commenti velenosi: nel 2005,
    lo sconosciuto e tanto vituperato
    (allora) candidato
    dell’Unione, Riccardo Sarfatti,
    aveva conquistato il 43 per
    cento. Dieci punti in più di Penati,
    oggi braccio destro delsegretario del Pd Pier Luigi
    Bersani. E anche a Milano non
    è avvenuto il miracolo che Penati
    sognava: battere Formigoni
    almeno in città, per poi
    diventare il prossimo candidato
    sindaco del centrosinistra.
    L’Italia dei Valori di Antonio
    Di Pietro gioisce del buon risultato
    ottenuto dentro la coalizione
    di centrosinistra. Vola
    sopra il 6 per cento, con un Pd
    che fatica a raggiungere il 23.
    Qualcosa gli ha tolto, nel suo
    stesso bacino elettorale, la lista
    Cinquestelle, ispirata al
    movimento di Beppe Grillo, il
    quale, nel silenzio di giornali e
    tv, ha riempito piazza del Duomo
    alla fine della campagna
    elettorale, come non sarebbe
    riuscito a fare alcun leader di
    partito. In Lombardia la lista
    Cinquestelle schierava un
    candidato assolutamente sconosciuto,
    Vito Crimi, eppure
    ha sfiorato la soglia fatidica del
    3 per cento, quella che permette
    di portare eletti dentro
    il consiglio regionale. Si è fermata
    invece decisamente sotto
    quella soglia, attorno al 2, la
    Federazione della sinistra
    (con Rifondazione comunista
    e Pcdi), che aveva espresso il
    candidato presidente Vittorio
    Agnoletto. È la fine, anche in
    Lombardia, di un pezzo di storia
    e di un pezzo di sinistra,
    che, già uscita dalle aule parlamentari,
    esce ora anche dal
    consiglio regionale.
    L’Udc, rappresentata dalla faccia
    paciosa di Savino Pezzotta,
    ha raccolto un risultato tra il 4
    e il 5 per cento. Alle sue spalle,
    il vecchio democristiano Luigi
    Baruffi, che subito dichiara:
    entriamo in consiglio regionale,
    dove faremo sì opposizione,
    ma ben diversa da altre opposizioni:
    costruttiva e pronta
    a sostenere Formigoni sui
    temi della famiglia e della politica
    sanitaria.

  • Profilo di vx-220

    vx-220

    30 mar 2010 - 18:10 - #28
    0 punti
    Up Down

    @9
    E’ vero che la Sardegna è governata dal centro-destra, ma già alle Europee del 2009 si notava un’inversione di tendenza:

    http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2009/elezioni09/SEAS/europee/95632.shtml

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    31 mar 2010 - 11:35 - #29
    0 punti
    Up Down

    È andata malissimo. Sono
    depresso. Mi sento una
    specie di Abatino Galiani:
    vedo tutto nero, noir,
    noir”. Parole pesanti per chi conosce
    il professor Giovanni Sartori,
    politologo ed editorialista del Cor -
    riere della Sera, che di solito si limita
    a esorcizzare con l’ironia anche le
    situazioni più gravi.
    Professore, è nata la Padania.
    Sì, e questo divide il paese: ora al
    nord faranno il federalismo fiscale
    e il Pdl diventa un partito meridionale.
    Si sgretola il giocattolo di Berlusconi.
    Cioè l’alleanza con Fini e Bossi?
    Certo, perché al nord prevale la
    Lega e il presidio di Berlusconi si
    confina al sud. Questo implica un
    partito molto clientelare e condizionato
    dalle varie mafie. Il Pdl è
    un partito di plastica, di cartapesta.
    Regge perché gli uomini di
    Berlusconi devono tutti il posto a
    lui. Soltanto al centro rimane qual-
    che isola rossa resistente.
    Quindi secondo lei Berlusconi,
    personalmente, ha perso nonostante
    il buon risultato elettorale?
    Sì, e io l’avevo previsto. Il problema
    di Berlusconi non sono i voti,
    ma la distribuzione del potere sul
    territorio. Il Pdl è incentrato solo
    su Berlusconi che concede tutto a
    tutti perché a lui interessa soltanto
    preservare il suo potere.
    La Lega è l’unico partito radicato
    che non si affida solo al carisma
    del leader. Il Pd dovrebbe
    ispirarsi a questo modello?
    La Lega rappresenta interessi concreti,
    quelli della piccola borghesia,
    di un elettorato del nord che
    vuole tenersi i soldi. Al sud il discorso
    è diverso: i soldi non si producono,
    si rubano e si spendono
    per mantenere le clientele.
    Quindi la sinistra non si radica
    perché non rappresenta più
    nessuno?
    Al nord il centrosinistra ha commesso
    un grave errore a parlare di
    “immigrazione facile”, perché poi
    succede che l’operaio disoccupato
    vota Lega. Pensa al suo interesse.
    C’è una crisi economica globale
    che mette in pericolo l’occupa -
    zione e il lavoro, in particolare in
    Italia. La sinistra non lo capisce,
    non usa alcuna lungimiranza proprio
    su temi e problemi riguardo
    cui doveva essere ghiotta e propositiva.
    Invece nulla.
    Salva almeno Di Pietro o Nichi
    Vendola, l’unica opposizione
    che non è stata sconfitta?
    Io non ho nessuna stima per Di Pietro,
    demagogo di sinistra. E la vittoria
    di Vendola è un problema per
    Bersani, perché tira il partito a sinistra.
    L’idea del Pd riformista era
    invece di cercare voti al centro.
    Perché il Pd perde? Qual è il
    p ro bl e m a ?
    Tra gli altri, c’è che sono stupidi:
    Bersani chiede il ritorno al Mattarellum
    per avere un centrino-
    ino-ino che a malapena passa la
    soglia di sbarramento. Il segretario
    del Pd si preoccupa di questo e
    non di una legge elettorale come il
    Porcellum che lo stritola. È chiaro
    che l’unione Bossi-Berlusconi si
    prepara a vincere le prossime elezioni,
    e con la vittoria otterrà automaticamente
    il 55 per cento dei
    seggi. Ma di questo Bersani non si
    p re o c c u p a .
    La sinistra ha cancellato
    dall’agenda anche la legge sul
    conflitto di interessi.
    Quello è stato il bacio della morte.
    Tutto è cominciato dalla rinuncia a
    quella legge.
    Secondo lei il segretario Bersani
    è in bilico dopo questo voto?
    Per adesso non vedo di molto meglio
    in giro. E poi non ha subito una
    sconfitta indecorosa. È andata male
    ma, poveraccio, neanche per
    colpa sua. Questo partito soffre
    l’eredità dell’ultimo governo Prodi.
    E degli ultimi scandali: Delbono
    a Bologna, Marrazzo nel Lazio.
    Gli scandali più che altro hanno
    generato disincanto. Siamo un
    Paese marcio nel midollo e chi vota
    Berlusconi non si è fatto molto
    influenzare: quell’elettorato segue
    una tivù sotto controllo quindi
    – a parte i lettori del Fatto e di
    qualche altro giornale ancora libero
    di parlare – il cittadino dice: “E
    va bbè”. Non ha anticorpi, non è
    re a t t i vo .
    Cosa può fare un cittadino onesto
    che vuole contribuire, sperare
    ?
    E’ abbastanza impotente. Finché
    ci sono Berlusconi, il suo sistema
    di potere e il controllo dei media,
    non vedo nessuna speranza.
    Però è cresciuta l’astensione:
    una protesta contro questo sistema?
    Era astensione equidistribuita,
    non ha colpito solo il centrodestra
    ma anche il Pd. È disaffezione, antipolitica,
    disgusto e indifferenza
    della politica tutta.
    Anche le nostre elezioni, come
    quelle americane di mid-term,
    sono un giudizio sull’operato
    del governo più che un voto locale?
    Berlusconi ha impostato la campagna
    elettorale su di lui e quindi il
    risultato si può solo leggere come
    una conferma del governo.
    Quanto ha influito l’opposizio -
    ne della Cei alle candidate
    abortiste, Bonino e Bresso?
    Si potrebbe frenare questo eccesso
    di invasione ecclesiastica della
    politica, perché l’elettorato cattolico
    duro e puro non supera il 4 per
    cento. Ma sia il governo che il centrosinistra
    si arrendono subito,
    senza combattere, a una Chiesa
    che è tornata alla riscossa.
    Nessun cambiamento in vista?
    Oggi no, lo escludo. Comunque ci
    siete voi sulle barricate, io sto nelle
    retrovie.