
Le previsioni e gli ultimi sondaggi indicavano come probabile una vittoria del centrosinistra per 9-4 alle elezioni regionali, alcuni commentatori davano per molto possibile anche la rimonta di De Luca in Campania che avrebbe regalato un eccezionale 10-3 per l’opposizione. Invece come spesso è accaduto alla sinistra dal 2006 in poi, le speranze e le convinzioni dei leader si sono scontrate con l’amara realtà.
Il centrodestra vince molto a sorpresa nel Lazio (alla fine quasi per il 3%) nonostante non avesse nemmeno la lista del Pdl nella provincia principale e contro un candidato dal forte appeal. E conquista il Piemonte dove tutti davano la Bresso davanti, dando per l’ennesima volta dimostrazione che il Nord è chiaramente (vedi le percentuali di Lombardia e Veneto) di quell’area politica. Insomma un risultato inaspettato che si somma al filotto di vittorie precedenti che partono dall’elezioni politiche 2008 passando per amministrative a Roma e Friuli, regionali in Abruzzo e Sardegna, europee 2009 e amministrative 2009. D’altronde è evidente che per la sinistra è una delusione e Antonio Di Pietro con fair play ammette la vittoria del centrodestra:
È inutile giocare con i numeri, con onestà intellettuale va detto che questa tornata se la aggiudica il centrodestra
Ammissione durante Porta a Porta che smonta l’arroccamento degli esponenti del Pd che, nonostante l’evidenza, fino all’ultimo parlavano di inversione di tendenza e mette in difficoltà (in diretta) persino una politica esperta come Rosi Bindi costretta a un bofonchiamento di prodiana memoria per spiegare le parole di Di Pietro. Fino all’ultimo dal Pd, nonostante la sconfitta in 4 regioni molto importanti, tentavano di propagandare una vittoria basandosi sul singolo numero di regioni, dimenticando (o facendo finta di dimenticare) il peso delle varie regioni (con le più grandi tutte o quasi alla maggioranza) e il passaggio di milioni di elettori governati verso il centrodestra.
E bisogna anche considerare che i primi dati sulle amministrative non sono buoni per il centrosinistra: alla provincia de L’Aquila vince il centrodestra nonostante la popolarità della Pezzopane e al comune di Chieti viene sconfitta al primo turno. Altri piccoli segnali e non sicuramente dell’inversione di tendenza di cui parlano Bindi e soci.
akira1972
30 mar 2010 - 09:58 - #1non c’è niente da negare, hanno perso e se lo meritano visti i contenuti.
Detto questo sono anche convinto che chi ha veramente vinto non sia nemmeno il pdl ma la lega che detterà, giustuamente vista la poszione, legge.
spero che la sinistra cambi e cambi di brutto, altrimenti per risollevare l’italia ci vorranno 10000 gru :)
william-wallace
30 mar 2010 - 10:16 - #2Su questo Di Pietro è stato furbo… quelli del PD sono ancora convinti di essere il primo partito italiano, senza contare che si votava solo in 11 regioni…
govinda
30 mar 2010 - 10:17 - #3sono contento di essere pugliese…
andrea4381
30 mar 2010 - 10:21 - #4E allora caro De Mattia siamo onesti fino in fondo: il PdL ha perso tanti voti e, come previsto da tutti, quelli che hanno veramente vinto sono quelli della Lega.
giaserg
30 mar 2010 - 10:23 - #5Sono davvero imbecilli a negare la sconfitta, fa bene di Pietro
3 in puglia non ha vinto il PD che è stato bloccato alle primarie.
aldebaran85
30 mar 2010 - 10:40 - #6quando fa comodo ha ragione di pietro … questo è giornalismo
intanto cala il pdl
tiziocaioa
30 mar 2010 - 10:41 - #7Ma quale sconfitta… il PD Ha il 27,4% dei voti totali da solo e il PDL il 26,6%, Di pietro ha perso, l’udc ha perso ecc.. Come fate a dire che ha perso… allora anche il PDL ha perso… i voti sono della lega e degli altri, Vendola ha preso il 9% ma stiamo scherzando?!! E Lui sarebbe meglio di bersani per quale motivo? Ma dai su…
paolo192
30 mar 2010 - 10:41 - #8Il centroSX deve CAMBIARE, ripeto C A M B I A R E !!!
Cambiare dirigenti, basta con gli ex-pci alla Dalema che quando hanno potuto nulla hanno fatto contro il conflitto di interessi, grave anomalia italiana, tranne poi stracciarsi le vesti ogni 3×2.
Finirla con il luttazzi-santori-travagli-grilli e i loro processi nelle piazze.
Finirla con le intercettazioni telefoniche a tappeto.
Gente nuova, facce fresche e inedite, che palesino il cambio generazionale con Silvio! Dopo anni di batoste non è stato cambiato ancora nulla, nulla!!!
Per il bene dell’Italia, un’opposizione forte è fondamentale.
macleod
30 mar 2010 - 10:53 - #9@7
ma che percentuali mi spari fuori,…. guarda che le regioni che non sono andate al voto son tutte di destra, quindi figurati quanto valgono quelle percentuali…friuli, sardegna, sicilia, abbruzzo tutte di destra…
macleod
30 mar 2010 - 10:54 - #10didietro è solo un idiòta, incapace di veder al di là del suo naso…rispetto alle europpe ha perso 1 punto percentuale, che per un partito piccolo come il suo significa già tanto..come a dire, il suo è un falso giustizialismo, o solo di proforma, visto hce appoggia e candida mafiosi…
macleod
30 mar 2010 - 10:55 - #11e il PD anche peggio, visto che con una debacle del genere, perse 4 regioni, dichiarano a vittoria…son proprio degli incompetenti…
prestigiacomo
30 mar 2010 - 11:00 - #12Di Pietro finalmente qualcuno che ammette la sconfitta, noi siamo andati al di sopra delle aspettative nel Piemonte e sopratutto nel Lazio.
tiziocaioa
30 mar 2010 - 11:09 - #13Uno fa il riscontro con quello che è dato, no con le ipotesi. Ad oggi i dati dicono che il PD è avanti al PDL ( no le coalizioni ) e che quindi non c’è un disastro generale. A detto del PDL la sinistra non esiste più… e come può essere che stiamo alla pari col Cavajere? Le regioni che sono tutte di destra le vedremo più in la da che parte stanno oggi.
Io sono ottimista per il PD e non credo che qualcuno che abbia il 9% possa essere canditato alle primarie, è come con la Lega che ha 2 regioni e sta al governo e si fa solo i fatti suoi e al resto d’italia se ne frega.
Queste e dico “queste elezioni” sono un passo avanti per il PD che stava perdendo colpi e ha recuperato. Quindi il bilancio per Bersani è giustamente positivo, per altri può essere negativo sicuramente, vedi Di Pietro, vedi UDC vedi Il brizzolato ecc..
caligola
30 mar 2010 - 11:35 - #14Si vedrà…ha vinto la destra. Ottimo! In tanti anni di governo Berlusconi io non ho mai visto questa fantomatica capacità governativa di grande imprenditore, tutt’altro…ho visto solo ridursi lo stato sociale e perire sotto la crisi le piccole imprese a favore di multinazionali straniere (francesi soprattutto, ma questo non ditelo a Bossi che è convinto che l’invasione arriverà dalla Russia con i colbacchi). PEr carità, per l’imparziale tg1 questo non è vero, e sentendo le parole del grande B. loro hanno praticamente reso l’Italia competitiva quanto gli USA.
macleod
30 mar 2010 - 11:41 - #15@13
tu fa i calcoli senza l’oste, non stai calcolando 7 regioni che son quasi tutte di destra…e in queste regioni il PDL è in netto vantaggio…
marcopagni73
30 mar 2010 - 12:00 - #16Il pd ha vinto??
Si,anche il maiale si sogna le ghiande….
Il pd,politicamente parlando,ha perso su tutta la linea………astensionismo,voti di protesta dati a grillo e idv.Per il più grande partito di sinistra doveva essere l’occasione per parlare di problemi,avvicinarsi alla gente……e Invece?Bersani fa la comparsata a Sanremo……
bit4
30 mar 2010 - 12:08 - #17MA CI SIETE O CI FATE? LE REGIONI CHE SONO ANDATE AL VOTO IERI erano 11 di sinistra e 2 di destra. e quelle che NON sono andate al voto quasi tutte di destra. ERGO è ovvio che il PDL, per quanto sia stato il primo partito al contrario di quello che scrive un buffone qua sopra, non poteva andare oltre il 30 e anzi fermarsi sotto di qualche punto.
L’impressione è che per nascondere la propria sconfitta sonante e per non voler ammettere candidamente come Di Pietro le cose come stanno SENZA ATTACCARSI AD ALTRO com’è tipico dei politici più stolti, molta gente qui faccia come i bambini dell’asilo “eh ma voi, eh ma voi, èh però 7 a 6, èh però l’astensionismo”
Già l’astensionismo vale solo per il centrosx mentre per il centrodx no? lol..L’unico governo e l’unica maggioranza al mondo che tiene dopo due anni di governo alle amministrative e anzi incrementa.
Come al solito con gente così povera di ragionamenti purtroppo il centrodestra e Berlusconi ci va a nozze e questo blog è pieno di gente poverella di ragionamenti. Anzi, a partire dai blogger: che scrivono post in cui si nota il fegato gonfiato a mille e le vene piene piene, livorosi LOL
Siete ridicoli.
Un cittadino.
bit4
30 mar 2010 - 12:10 - #18caligola
ribadisco che è ESILARANTE leggere i tuoi commenti di ieri prima dei risultati
dai dai che siamo ancora 7 a 4 al momento, dai dai che chi l’ha detto che Cota vince? Bossi? ma per cortesia: per il momento è avanti la bresso
Caligola sei la mia barzelletta preferita. Continua!!! :D
bit4
30 mar 2010 - 12:12 - #19caligola
anch’io non ho visto nulla di positivo in tutti questi anni di B. ma i primi che B. deve ringraziare sono quelli come te, sempre livorosi e che non ammettono mai le cose per come stanno.
Si è visto ieri dal tuo atteggiamento che tutti possono leggere nei commenti quando c’erano le prime proiezioni. Ti attaccavi disperatamente a qualsiasi cosa senza voler guardare in faccia la realtà.
Se B. è su è grazie proprio a quelli come te.
enrico-xc
30 mar 2010 - 12:25 - #20continuate a far solo polemiche…
avete straperso, punto.
cambiate politica, gli insulti vi danneggiano e basta.
gettate alle ortiche di pietro, santoro, floris, luttazzi, mineo, e passate alla politica VERA o perderete per sempre…
ice
30 mar 2010 - 13:24 - #21Giusto ammettere la sconfitta
ma anche giusto sperare inuna vittoria perchè 2 regioni importantissime si sono giocate per 1 punto percentuale e un pugno di voti avrebbe potuto stravolgere l’esito delle votazioni
tiziocaioa
30 mar 2010 - 13:39 - #22Nascondere le informazioni prima di un voto ha il suo peso politico. Alemanno a Roma ha creato una voragine di 12 miliardi di € ( Stesso buco della GRECIA ) e adesso c’è super Spolverini alla Regione che dopo Storace ci porterà al livello del sud Africa (forse sto rischiando di offendere il sud Africa ). Il buco di Veltroni dovè ?? Perchè Alemanno ancora non presenta i bilanci ed è l’unico? Ah è vero è colpa della crisi che appare come la madonna…si si c’è…ma no adesso non c’è più..aspè adesso c’è. A Roma hanno regalato 50 € a voto facendo cene su cene e a Giardinetti per Lopiccolo ( Quartiere di Roma ) c’è stata cena + 50€ a voto! E lo posso dimostrare con testimonianza diretta e non solo mia. No No La Destra E’ Onesta e Brava, La Sinistra Fa Schifo, è Morta, noi andiamo a Trans la destra è per la Famiglia e Chiesa ma sono tutti divorziati e vanno a prostitute.
tiziocaioa
30 mar 2010 - 13:44 - #23E non mi spiego come prendono tutti sti voti e continuano a vincere…ah ecco sparando ogni giorno montagne di boiate e occupando il tg1 tg2 tg4 tg5 studioaperto e svariati giornali, facendo sparire giornalisti e cercando di bloccare le info su internet, negando verità e raccontando falsità talmenti palesi da sembrare vere. A forza di dire una BUCIA questa diventa una VERITA’.
marcopagni73
30 mar 2010 - 13:48 - #24Enrico….e i brogli?siamo stati ONESTI….
luvi
30 mar 2010 - 13:53 - #25CAMPIONI DEL MONDO! CAMPIONI DEL MONDO!
nchomsky
30 mar 2010 - 14:06 - #26Stefania Pezzopane ha perso, il nuovo presidente provinciale de L’Aquila è Antonio Del Corvo. Un nome che in Abruzzo dice poco e niente: commercialista, già consigliere regionale e vicesindaco di Celano, preferito all’ultimo momento dal Pdl a Maria Teresa Letta, sorella di Gianni, per contrastare la piccola grande donna del terremoto. Quella delle foto con Obama, quella con l’elmetto in testa a Onna, il suo paese d’origine, completamente distrutto dal sisma. Fenomeno Pezzopane: una veterana della politica (di sinistra) catapultata all’improvviso sotto i riflettori del mondo. A gennaio risultava la presidente provinciale più amata d’Italia, 70% del consenso, un legame apparentemente invincibile col popolo de L’Aquila. Invece, i dati snocciolano uno scenario diverso. Del Corvo si è affermato in modo netto, poco sopra il 53%, mentre Pezzopane non ha raggiunto il 46%.
Lei sorride lo stesso, ma un sassolino se lo leva: “Ho la coscienza pulita, abbiamo lavorato benissimo e colmato un divario enorme: alle Europee eravamo sotto di venti punti col Pdl. Certo alcune persone di cui mi sono fidata hanno fatto mancare il loro supporto, e tantissimi aquilani non hanno potuto votare perché risultano residenti qui ma magari vivono lontano. Anziani, famiglie. Il mio vero problema è questo, ora: quando torneranno a casa? Continuerò a lavorare per loro”. In città il voto al Pd ha retto, ma la débâcle è stata severa in territori che hanno avvertito forse troppa attenzione sul terremoto e poco sul resto. Sulmona, in primis. E naturalmente la Marsica, patria di Del Corvo. Che giustamente esulta, come riferisce Armando Raglione, il cosiddetto committente, colui che paga gli spot elettorali: “Quando ha capito di aver vinto, il presidente ci ha chiamato a raccolta. Era molto soddisfatto. Ci ha detto che siamo stati grandi, un lavoro di squadra perfetto. Un riconoscimento anche all’impegno di Berlusconi e Bertolaso, naturalmente”. Anche su questo la Pezzopane sottolinea: “Ho fatto del mio meglio, ma battere il presidente del Consiglio era davvero difficile. L’Abruzzo è diventato un argomento elettorale del premier, l’ha usato in tutti i modi. Visto quel che è successo in Italia credo fosse davvero impossibile vincere”.
E adesso? Che succede a L’Aquila? Si parla di ricostruzione, si pensa a come far rinascere il territorio. Giusi Pitari, prorettrice dell’università cittadina e leader delle carriole, vede un vantaggio nel risultato: “Domenica ci hanno schedati perché abbiamo continuato il lavoro di rimozione macerie in zona rossa. Secondo loro facevamo propaganda per la sinistra: visti i risultati direi che siamo più bravi a portar pesi. Magari ce lo lasceranno fare in pace, ora”.
nchomsky
30 mar 2010 - 18:08 - #27Alle prime proiezioni dei
risultati elettorali, ieri, il
leghista Andrea Gibelli,
futuro numero uno del
Carroccio in Regione Lombardia,
aveva avvertito: “A bb i a -
mo acceso il fuoco sotto la polenta”.
Da servire a Ignazio La
Russa, come accompagnamento
all’asino: perché il ministro
della Difesa aveva promesso
di mangiarsi un asino
vivo, in caso di sorpasso del
Pdl da parte della Lega. Il sorpasso
alla fine non c’è stato e
l’asino è salvo. Ma la polenta è
servita comunque a festeggiare
l’ottimo risultato del partito
di Umberto Bossi: attorno
al 26-27 per cento, con il Pdl
tra il 31 e il 32.
In Lombardia, Roberto Formigoni
sapeva di non avere molto
da temere: ha confermato il
suo consenso e si attesta (a
spoglio non ancora concluso)
attorno al 56 per cento. La formidabile
macchina di potere
della sua area ciellina ha tenuto
bene. E si è sommata
all’avanzata leghista. Eppure
perfino qui, nella Lombardia
dove il risultato era sicuro ancor
prima di giocare la partita,
si vedono i segni della crisi di
Silvio Berlusconi e del suo sistema.
Li evidenzia nettamente
l’astensionismo, fortissimo.
I votanti sono stati il 64,7
per cento, erano il 73 per cento
alle scorse Regionali, nel
2005. Il primo partito della
più ricca regione d’Italia è
dunque il partito dei non votanti,
cresciuto più dell’8 per
cento.
Un astensionismo in parte di
centrodestra: segnala che Silvio
non incanta più, non convince,
non riesce a far andare
a votare una parte dei suoi sostenitori
d’un tempo. La Lega
compensa: era sotto il 16 per
cento alle scorse Regionali,
ora guadagna una decina di
punti e incassa un successo
straordinario. Tanto che il
grande capo, alla prima conferenza
stampa nella sede milanese
di via Bellerio, a risultati
ancora parziali, lancia la
sua candidatura a sindaco di
Milano. Un primo segnale di
guerra dentro il centrodestra.
I leader del Pdl si mostrano
sorridenti, celebrano la vittoria,
ma il loro stomaco è accartocciato,
come se avessero
mangiato il povero asino evocato
da La Russa. I conti, comunque,
li faranno più avanti,
con Andrea Gibelli che si prepara
a diventare il vicepresidente
della Regione, un numero
due fortissimo di un Formigoni
che ha tenuto, ha evitato
al Pdl una flessione, ma
non riuscirà a evitare, nelle
prossime settimane, la resa
dei conti tra ex Forza Italia ed
ex An, ma soprattutto tra ala
ciellina e ala “laica” (quella
guidata dal presidente della
Provincia di Milano Guido Podestà)
che sarà accusata di
aver indebolito il partito, permettendo
così che la Lega occupasse
gli spazi lasciati liberi
a destra.
A sinistra, Filippo Penati si
mostra soddisfatto. Si attesta
attorno al 33 per cento (a dati
ancora parziali) e segnala che
a Milano ha avuto risultati anche
migliori. Da dentro il suo
partito, il Pd, arrivano però
commenti velenosi: nel 2005,
lo sconosciuto e tanto vituperato
(allora) candidato
dell’Unione, Riccardo Sarfatti,
aveva conquistato il 43 per
cento. Dieci punti in più di Penati,
oggi braccio destro delsegretario del Pd Pier Luigi
Bersani. E anche a Milano non
è avvenuto il miracolo che Penati
sognava: battere Formigoni
almeno in città, per poi
diventare il prossimo candidato
sindaco del centrosinistra.
L’Italia dei Valori di Antonio
Di Pietro gioisce del buon risultato
ottenuto dentro la coalizione
di centrosinistra. Vola
sopra il 6 per cento, con un Pd
che fatica a raggiungere il 23.
Qualcosa gli ha tolto, nel suo
stesso bacino elettorale, la lista
Cinquestelle, ispirata al
movimento di Beppe Grillo, il
quale, nel silenzio di giornali e
tv, ha riempito piazza del Duomo
alla fine della campagna
elettorale, come non sarebbe
riuscito a fare alcun leader di
partito. In Lombardia la lista
Cinquestelle schierava un
candidato assolutamente sconosciuto,
Vito Crimi, eppure
ha sfiorato la soglia fatidica del
3 per cento, quella che permette
di portare eletti dentro
il consiglio regionale. Si è fermata
invece decisamente sotto
quella soglia, attorno al 2, la
Federazione della sinistra
(con Rifondazione comunista
e Pcdi), che aveva espresso il
candidato presidente Vittorio
Agnoletto. È la fine, anche in
Lombardia, di un pezzo di storia
e di un pezzo di sinistra,
che, già uscita dalle aule parlamentari,
esce ora anche dal
consiglio regionale.
L’Udc, rappresentata dalla faccia
paciosa di Savino Pezzotta,
ha raccolto un risultato tra il 4
e il 5 per cento. Alle sue spalle,
il vecchio democristiano Luigi
Baruffi, che subito dichiara:
entriamo in consiglio regionale,
dove faremo sì opposizione,
ma ben diversa da altre opposizioni:
costruttiva e pronta
a sostenere Formigoni sui
temi della famiglia e della politica
sanitaria.
vx-220
30 mar 2010 - 18:10 - #28@9
E’ vero che la Sardegna è governata dal centro-destra, ma già alle Europee del 2009 si notava un’inversione di tendenza:
http://www.corriere.it/Speciali/Politica/2009/elezioni09/SEAS/europee/95632.shtml
nchomsky
31 mar 2010 - 11:35 - #29È andata malissimo. Sono
depresso. Mi sento una
specie di Abatino Galiani:
vedo tutto nero, noir,
noir”. Parole pesanti per chi conosce
il professor Giovanni Sartori,
politologo ed editorialista del Cor -
riere della Sera, che di solito si limita
a esorcizzare con l’ironia anche le
situazioni più gravi.
Professore, è nata la Padania.
Sì, e questo divide il paese: ora al
nord faranno il federalismo fiscale
e il Pdl diventa un partito meridionale.
Si sgretola il giocattolo di Berlusconi.
Cioè l’alleanza con Fini e Bossi?
Certo, perché al nord prevale la
Lega e il presidio di Berlusconi si
confina al sud. Questo implica un
partito molto clientelare e condizionato
dalle varie mafie. Il Pdl è
un partito di plastica, di cartapesta.
Regge perché gli uomini di
Berlusconi devono tutti il posto a
lui. Soltanto al centro rimane qual-
che isola rossa resistente.
Quindi secondo lei Berlusconi,
personalmente, ha perso nonostante
il buon risultato elettorale?
Sì, e io l’avevo previsto. Il problema
di Berlusconi non sono i voti,
ma la distribuzione del potere sul
territorio. Il Pdl è incentrato solo
su Berlusconi che concede tutto a
tutti perché a lui interessa soltanto
preservare il suo potere.
La Lega è l’unico partito radicato
che non si affida solo al carisma
del leader. Il Pd dovrebbe
ispirarsi a questo modello?
La Lega rappresenta interessi concreti,
quelli della piccola borghesia,
di un elettorato del nord che
vuole tenersi i soldi. Al sud il discorso
è diverso: i soldi non si producono,
si rubano e si spendono
per mantenere le clientele.
Quindi la sinistra non si radica
perché non rappresenta più
nessuno?
Al nord il centrosinistra ha commesso
un grave errore a parlare di
“immigrazione facile”, perché poi
succede che l’operaio disoccupato
vota Lega. Pensa al suo interesse.
C’è una crisi economica globale
che mette in pericolo l’occupa -
zione e il lavoro, in particolare in
Italia. La sinistra non lo capisce,
non usa alcuna lungimiranza proprio
su temi e problemi riguardo
cui doveva essere ghiotta e propositiva.
Invece nulla.
Salva almeno Di Pietro o Nichi
Vendola, l’unica opposizione
che non è stata sconfitta?
Io non ho nessuna stima per Di Pietro,
demagogo di sinistra. E la vittoria
di Vendola è un problema per
Bersani, perché tira il partito a sinistra.
L’idea del Pd riformista era
invece di cercare voti al centro.
Perché il Pd perde? Qual è il
p ro bl e m a ?
Tra gli altri, c’è che sono stupidi:
Bersani chiede il ritorno al Mattarellum
per avere un centrino-
ino-ino che a malapena passa la
soglia di sbarramento. Il segretario
del Pd si preoccupa di questo e
non di una legge elettorale come il
Porcellum che lo stritola. È chiaro
che l’unione Bossi-Berlusconi si
prepara a vincere le prossime elezioni,
e con la vittoria otterrà automaticamente
il 55 per cento dei
seggi. Ma di questo Bersani non si
p re o c c u p a .
La sinistra ha cancellato
dall’agenda anche la legge sul
conflitto di interessi.
Quello è stato il bacio della morte.
Tutto è cominciato dalla rinuncia a
quella legge.
Secondo lei il segretario Bersani
è in bilico dopo questo voto?
Per adesso non vedo di molto meglio
in giro. E poi non ha subito una
sconfitta indecorosa. È andata male
ma, poveraccio, neanche per
colpa sua. Questo partito soffre
l’eredità dell’ultimo governo Prodi.
E degli ultimi scandali: Delbono
a Bologna, Marrazzo nel Lazio.
Gli scandali più che altro hanno
generato disincanto. Siamo un
Paese marcio nel midollo e chi vota
Berlusconi non si è fatto molto
influenzare: quell’elettorato segue
una tivù sotto controllo quindi
– a parte i lettori del Fatto e di
qualche altro giornale ancora libero
di parlare – il cittadino dice: “E
va bbè”. Non ha anticorpi, non è
re a t t i vo .
Cosa può fare un cittadino onesto
che vuole contribuire, sperare
?
E’ abbastanza impotente. Finché
ci sono Berlusconi, il suo sistema
di potere e il controllo dei media,
non vedo nessuna speranza.
Però è cresciuta l’astensione:
una protesta contro questo sistema?
Era astensione equidistribuita,
non ha colpito solo il centrodestra
ma anche il Pd. È disaffezione, antipolitica,
disgusto e indifferenza
della politica tutta.
Anche le nostre elezioni, come
quelle americane di mid-term,
sono un giudizio sull’operato
del governo più che un voto locale?
Berlusconi ha impostato la campagna
elettorale su di lui e quindi il
risultato si può solo leggere come
una conferma del governo.
Quanto ha influito l’opposizio -
ne della Cei alle candidate
abortiste, Bonino e Bresso?
Si potrebbe frenare questo eccesso
di invasione ecclesiastica della
politica, perché l’elettorato cattolico
duro e puro non supera il 4 per
cento. Ma sia il governo che il centrosinistra
si arrendono subito,
senza combattere, a una Chiesa
che è tornata alla riscossa.
Nessun cambiamento in vista?
Oggi no, lo escludo. Comunque ci
siete voi sulle barricate, io sto nelle
retrovie.