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Intervista - polisblog incontra Francesca Ulivi di Mtv News

Pubblicato: 02 apr 2010 da Giovanni Molaschi

Mentre l’esperimento di Michele Santoro è destinato a diventare un ricordo, RaiDue ha programmato i promo del programma subito la messa in onda della diretta web organizzata a Bologna, è giusto trarre le giuste considerazioni.

Le persone che hanno definito “Rai Per Una Notte” una rivoluzione sono le stesse che non sono cresciute con internet. I ragazzi, quelli che hanno praticato l’astensionismo, già si informano attraverso i mass media ai quali ricorre Michele Santoro solo in casi eccezionali.

Con Francesca Ulivi, responsabile di Mtv News, abbiamo provato a capire perché il tanto predicato rinnovo generazionale, che per essere tale oltre che attraverso le persone deve manifestarsi nel linguaggio, non sia ancora un potenziale patrimonio per le tv generaliste.

Cominciamo parlando del tuo percorso lavorativo.

Io lavoro come giornalista da quasi vent’anni. Ad un certo punto ho iniziato ad occuparmi di informazione rivolta al target più giovane. Sono dentro Mtv dal ’99 e fino ad oggi mi sono occupata della parte più seria e di quella social. Negli ultimi anni ho seguito, giusto per fare degli esempi il Flash (che era il vecchio telegiornale dell’emittente), il progetto Tocca a Noi e quello No Excuse.

Come sono le news oggi a Mtv?

Oggi ad Mtv è cambiato il formato poiché si è deciso di mettere in primo piano l’approfondimento alle notizie e all’interno dell’approfondimento raccontiamo in presa diretta le storie dei ragazzi, senza censure o interventi dei giornalisti.

L’idea di puntare di più sulle storie è nata da delle ricerche svolte sul nostro target di riferimento che hanno testimoniato come i ragazzi di oggi preferiscano essere informati con un racconto senza filtro e aderente alla realtà.

Il nostro intento è quello di creare un mosaico per raccontare una generazione. L’assenza di un filtro permette ai ragazzi di mangiare e masticare da soli il contenuto quindi di crearsi un’opinione indipendente.

Nel telegiornale ci sono anche le notizie che per scelta sono molto brevi, in grafica. Sono quasi dei titoli e dei sommari che poi vengono approfonditi sul sito mtvnews.it. In questo momento per i ragazzi non esiste un problema di accesso all’informazione. Le informazioni ci sono e sono tantissime. Il problema per i più giovani oggi è l’assenza di una guida.

Che differenza c’è tra Mtv News e programmi simili della rete come ad esempio “Il Testimone”?

Nel testimone c’è Pif che filtra la realtà. Un filtro che può essere positivo o negativo. Noi abbiamo scelto di non avere filtro. Di non censurare. Alcune delle storie saranno difficili da digerire.

Per l’esperienza che ha maturato con i giovani crede che esistano dei tabù da smentire? La nuova generazione è razzista?

Noi, parlo dei trentenni in sù, siamo abituati a filtrare la realtà dei giovani con il nostro punto di vista. Noi non siamo cresciuti con internet. Noi non siamo cresciuti in una realtà multietnica. E’ proprio diversa la loro percezione della realtà rispetto alla nostra. Sono diversi, ad esempio, gli strumenti utilizzati per capire il presente.

Non credo che questa generazione sia una generazione razzista perché sta crescendo così. Quelle che verranno dopo lo saranno ancora meno.

Quali sono altre storie di cui si occuperà Mtv?

Ci siamo occupati di Tor Bella Monaca, chiedendoci come si vive in una delle periferie più difficili d’Italia. Abbiamo raccontato le storie dei ragazzi che nei week end vanno ad Amsterdam per ballare l’hardcore.

Ci siamo occupati anche di Lampedusa e di come vivano l’inverno lì i ragazzi di vent’anni. Nel corso delle puntate tratteremo poi, tra i tanti altri, il tema del coming out vissuto dai giovanissimi e quello relativo alla vocazione religiosa.

Sarei ipocrita se parlando di attualità non facessimo, attraverso questa intervista, un punto sulla vicenda riguardante Mtv relativa ai licenziamenti della scorsa estate.

Prima di tutto vorrei chiarire che non si è trattato di licenziamenti, ma di contratti a progetto o a tempo determinato arrivati alla loro naturale scadenza. Si trattava ovviamente di contratti legati a programmi, con la crisi il numero dei programmi da produrre è diminuto e quindi i contratti a progetto in scadenza su programmi che non si sarebbero più fatti non sono stati rinnovati.

La questione dei giovani e del lavoro verrà di certo affrontata da Mtv News tenendo ben presente che esistono delle leggi. La nostra generazione è in una falla legislativa, quella che ha trasformato la giusta e auspicabile flessibilità nel lavoro in precariato. Credo che debba esserci un tipo di welfare che permetta agli under quaranta di vivere.

Io credo che sia un tema generale e non solo di Mtv. E’ un tema comune a tutte le aziende che hanno dei giovani lavoratori che si trovano applicare delle leggi che esistono. Leggi che, ad esempio, non permettono, nell’ambito della flessibilità del lavoro, di avere delle sicurezze economiche minime nel momento in cui si conclude un lavoro e si cerca un nuovo impiego, come succede ad esempio in Inghilterra.

Mi sembra un problema molto più ampio che non deve essere risolto solo dai lavoratori o dalle aziende. Dovrebbe pensarci anche chi si occupa del welfare del paese.

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9 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di steffa

    steffa

    02 apr 2010 - 16:08 - #1
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    Ma solo io non riesco a capire che ca77o c’entri Santoro?

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    02 apr 2010 - 16:35 - #2
    -1 punto
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    hai ragione steffa. Ma forse mtv, essendo una rete che punta sui giovani, ha deciso di sperimentare qualcosa di nuovo, cosi’ come santoro scorso giovedì.

  • Profilo di naruto1685

    naruto1685

    02 apr 2010 - 16:35 - #3
    0 punti
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    * così come santoro giovedì scorso

  • Profilo di nchomsky

    nchomsky

    02 apr 2010 - 18:27 - #4
    -1 punto
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    Una cosa diventa veramente utile quando è utilizzata comunemente da un elevato numero di persone, Santoro non ha inventato un nuovo mezzo di comunicazione, lo ha solo reso utile (nel senso che ha suscitato la voglia di usarlo) ad una moltitudine di persone che di solito non lo usano.

  • Profilo di william-wallace

    william-wallace

    02 apr 2010 - 19:51 - #5
    0 punti
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    Già che uno di sinistra si affidi ad MTV, uno dei più grandi prodotti del consumismo che riempie la testa dei ragazzi con pessimi esempi da seguire la dice tutta su come sia messa la sx oggi giorno.

    Molaschi dovresti far uscire i ragazzi di casa, mica intervistare chi li fa rink0gli0nire dal mattino alla sera coi Tokyo Hotel.

  • Profilo di steffa

    steffa

    03 apr 2010 - 09:47 - #6
    0 punti
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    @WW: quoto su MTV, ma non capisco che c’entri con la sinistra, mica è un articolo di Paganini.

    “C’era un modo per combattere il potente, si chiamava Rock’n'Roll, poi il potente ha corrotto anche quello con una cosina di nome MTV”

  • Profilo di jackburton

    jackburton

    03 apr 2010 - 11:24 - #7
    0 punti
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    Steffa

    Posso solo provare rispetto per chi mi cita School Of Rock

  • Profilo di steffa

    steffa

    03 apr 2010 - 15:21 - #8
    0 punti
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    jackburton: mi fa piacere che l’apprezzamento per il film, del resto credo fermamente in quelle parole.

    For those about to rock we salute you

  • Profilo di classe

    classe

    10 mag 2010 - 15:24 - #9
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    Che balla:

    “Si trattava ovviamente di contratti legati a programmi, con la crisi il numero dei programmi da produrre è diminuto e quindi i contratti a progetto in scadenza su programmi che non si sarebbero più fatti non sono stati rinnovati.”

    Non è vero, non per tutti. Io e molti altri colleghi lavoravamo in altri settori, come quello web - che non è legato a programmi particolari - e siamo stati lasciati a casa comunque.

    Il problema?
    Persone con anni ed anni di contratti precari in azienda, i quali contratti sfruttati in modo irregolare. Ed ecco la soluzione MTV: s’è approfittato della “crisi” per ripulire tutte queste situazioni che alla lunga sarebbero potute diventare scomode.
    E difatti l’attività criminale era già talmente profonda ed irrecuperabile che l’azienda ha dovuto pagare migliaia di euro a quasi tutte le persone il cui contratto era “arrivato alla propria naturale scadenza” per liberarsi da contenziosi che si sarebbero altrimenti chiusi in tribunale in modo molto poco “naturale”.

    Eccola lì la signorina Ulivi, che si batte perché la flessibilità non si trasformi in precariato. “Colpa del governo”. Ovvio e sacrosanto. Ma anche colpa di quelle aziende pronte a sputarci sopra e dire “beh, visto che il governo ladro non pensa agli ammortizzatori sociali noi comunque sfruttiamo lo sfruttabile, poi ci penseranno loro”. Almeno stessero zitti, gli ipocriti.

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