Silvio Berlusconi: leghista. Voto 2. Il summit di Arcore sancisce il patto del dopo voto: al Premier la giustizia, al Senatur le Riforme. Italiani tranquilli: al summit “presenziava” Bossi jr, il delfino Renzo. Caligola fece senatore il suo cavallo “Incitatus”!
Enrico Letta: eureka. Voto 3. Il vice segretario del Pd “scopre” la vittoria elettorale della Lega e “svela” che il centrodestra anche nel 2013 sarà “a guida berlusconiana”. Quando si dice l’intuito politico. Pd, partito spartito, senza Cavaliere, né fanti.
luvi
07 apr 2010 - 08:04 - #1Non si può veramente vedere il trota, l’elemento mancante fra l’homo padanensis e l’homo abilis, andare a negoziare riforme con il governo, mentre fa il consigliere dell’expo, il consigliere regionale, il presidente di una associazione di giovani (sic!) imprenditori, pagato decine di migliaia di euro al mese, spinto dal popolino delle 700 euro al mese.
Siamo un paese SENZA SPERANZA.
aldebaran85
07 apr 2010 - 08:49 - #2enrico letta ha scoperto l’acqua calda :D
ieri sera l’argomento principale del summit è stato la festa a sorpresa per enrico XD
waghindestroyer
07 apr 2010 - 09:16 - #3#1
tu preferivi quando il figlio di didietro faceva patti con la mafia, o si imboscava il tesoretto del partito con soldi miei e della Padania vero?
O quando costruiva senza permessi?
Il figlio di didietro può, quello di Bossi no, anche perchè fino adesso ha dimostrato solo di non digerire la scuola, ma non di essere disonesto come la “famigghia molisana”.
enricoxc
07 apr 2010 - 09:29 - #4la nuova speranza della sinistra e’ mettere zizzania tra pdl e lega.
fallirete anche in questo, sono alleati saldissimi, guadagnano voti compatti.
HO DOVUTO REISCRIVERMI, IERI SENZA MOTIVO MI HANNO BLOCCATO ENRICO XC.
TROVO SCANDALOSO CHE QUALCHE MODERATORE ESERCITI CENSURA PROPRIO SU UN BLOG NEI CONFRONTI DI CHI, COME ME ESPRIME CIVILMENTE LE PROPRIE IDEE.
LA SINISTRA COME AL SOLITO SI COMPORTA IN MANIERA NON DEMOCRATICA.
marcopagni73
07 apr 2010 - 09:37 - #5Che dire di silvio………è un furbo.
Ha sfruttato le falle del sistema per costruire un impero illegale,poi legalizzato.
È 16 anni che prende per il culo tutti i politici,sia di destra che di sinistra….D a grande venditore di minestre qual’è addomesticherà anche Bossi .
L’ha già fatto in passato……
La finaccia l’ha fatta la lega:andare a braccetto con Berlusconi …..colui che nel ‘94 veniva definito da Bossi “il mafioso di Arcore”
marcopagni73
07 apr 2010 - 09:40 - #6Per Enrico letta,poverino…..
Con queste affermazioni è la dimostrazione del livello che si ritrova il pd.
Annichiliti dal populismo berlusconiano…..
E si che bastava poco…….Grillo insegna.
aldebaran85
07 apr 2010 - 09:56 - #7caligola —–> cavallo
bossi ——> trota
fc77
07 apr 2010 - 09:56 - #8come siamo messi male…
fc77
07 apr 2010 - 10:00 - #9#3,la famigghia lumbard? bossi senior pregiudicato,alleato con berlusconi mafioso(detto da loro)……vedi un pò te……
nchomsky
07 apr 2010 - 10:03 - #10Roma ladrona la Lega ti perdona:
A dimostrazione del fatto che di questo centrodestra
non si riesce a pensare mai abbastanza male,
perché la realtà supera sempre la più fervida
fantasia, devo correggere la mia previsione di ieri:
là dove scrivevo che finiani e leghisti potrebbero
appoggiare una seria proposta di legge anticorruzione.
Levate pure i leghisti, ormai definitivamente perduti al
seguito di Roma ladrona. In una psichedelica intervista al
Corr iere, il ministro dell’Interno Bobo Maroni ha infilato
una serie di strafalcioni e corbellerie sulla giustizia da
mettere in seria discussione la sua laurea in Legge: il noto
giureconsulto varesino vuole abolire l’obbligator ietà
dell’azione penale per consentire ai magistrati di
concentrarsi sui “reati che davvero provocano allarme
sociale”. Già immaginiamo quali: scippi, piccolo spaccio,
immigrazione clandestina, cose così (la resistenza a
pubblico ufficiale è ovviamente esclusa, visto che Maroni
è stato condannato in via definitiva per averla commessa
avendo malmenato alcuni poliziotti, infatti fa il ministro
della Polizia). Nemmeno una sillaba sul reato più
socialmente allarmante, la corruzione, che secondo la
Banca Mondiale e la Corte dei Conti si mangia ogni anno
50-60 miliardi di euro. Quanti scippatori devono mettersi
all’opera, e quante borsette devono rubare in media al
giorno, per racimolare un bottino equivalente? Non resta
che sperare nei finiani, sempre a patto che qualcuno
dall’opposizione si svegli e prenda l’iniziativa di
presentare un testo. Non c’è bisogno di grandi sforzi di
fantasia. Basta copiare dalla miriade di proposte e disegni
di legge giacenti in Parlamento e ivi insabbiati da anni (ce
n’è persino uno firmato da Mastella, che non è affatto
male). Nei prossimi giorni Il Fatto metterà qualche idea
semplice semplice a disposizione di eventuali oppositori
disposti a raccoglierla e a tradurla in un testo. A
cominciare da quella avanzata nel settembre del 1994, in
piena Tangentopoli, dal pool Mani Pulite e da un gruppo di
giuristi e docenti universitari (fra i quali l’attuale
presidente dell’Unione Camere penali, Oreste
Dominioni). Era articolata in tre punti. Primo: non
punibilità per il corruttore o il corrotto che va
spontaneamente a confessare e a denunciare i complici,
“prima che la notizia di reato sia stata iscritta a suo nome e
comunque entro 3 mesi dalla commissione del fatto”.
Sempreché restituisca il maltolto fino all’ultima lira. E con
la sanzione automatica della decadenza e dell’i n t e rd i z i o n e
dai pubblici uffici. In pratica, si rompe il vincolo di omertà
fra corruttore e corrotto e si innesca una corsa a chi arriva
prima a denunciare se stesso e l’altro per guadagnarsi
l’impunità. L’obiettivo è quello di far emergere gran parte
del sommerso di Tangentopoli, evitando ricatti e veleni.
Secondo: i reati di corruzione e concussione diventano
uno solo: è vietato offrire e dare soldi a un pubblico
funzionario, non importa se costretti o spontaneamente,
né in cambio di quale favore lecito o illecito. Terzo: linea
dura con chi arriva fuori tempo massimo, o non confessa
tutto, o viene colto con le mani nel sacco; custodia
cautelare obbligatoria per corrotti e corruttori, come per i
mafiosi, con pene che salgono da un minimo di 4 a un
massimo di 12 anni per il pubblico ufficiale corrotto e da 3
a 8 per il corruttore privato (nessuna speranza di
prescrizione). Sedici anni fa la proposta suscitò reazioni
entusiastiche da An e dalla Lega. Ignazio La Russa stuzzicò
i forzisti perplessi: “Che il progetto Di Pietro potesse
essere sconosciuto a Forza Italia mi sembra poco credibile,
anzi resto convinto che i vertici ne fossero informati: vi
han collaborato alcuni avvocati vicini a loro…” (per
esempio Dominioni, allora difensore di Berlusconi).
Maroni e Tremonti incontrarono i pm promotori e alla fine
il primo parlò di “iniziativa interessante da discutere fra
magistrati e governo”. Che cos’è cambiato da allora a oggi,
a parte il fatto che allora Tangentopoli ci costava 6-7
miliardi l’anno e oggi dieci volte tanto?
di Marco Travaglio
fc77
07 apr 2010 - 10:19 - #11travaglio presidente….vi ricordo che tra il 92-93 la russa stampava magliette con la scritta”forza di pietro”…..come si cambia x non morire ,come si cambia x amore(non ricordo l’autore e il titolo della canzone)
nchomsky
07 apr 2010 - 10:21 - #12VIVA IL RE
Il giornale delle cliniche private di Roma e provincia (L i b e ro , per chi non lo sapesse) dedica al Fatto un garbato titolo (“Sciacalli sull’Aquila”) accusandoci di “demolire la ricostruzione con bugie e dati fa l s i ”. Replicare a chi si becca circa sette milioni e ottocentomila euro l’anno (dati 2007) di soldi pubblici, cioè nostri e vostri, e poi ci fa la morale perché beneficiamo, come tutti, di una riduzione sulle tariffe postali, è sempre divertente. Diventa spassoso quando l’organo che fu già del partito monarchico che gli veicolava i cospicui fondi statali (cosa non si fa pe’ campà) scrive l’articolo sbagliato nel giorno sbagliato. Se i giornalisti della Real Casa avessero pazientato un giorno (forse) avrebbero potuto prendere nota di alcuni particolari che, diciamo così, stridono con lo struggente titolone dedicato all’“or goglio” del premier, e cioè: “Vogliono infangare un grande lavoro” (viva il Re). Le cronache della notte della memoria a L’Aquila parlano infatti di cartelli con su scritto “via gli sciacalli” (ma non si riferivano al Fatto ). E della grandinata di fischi che hanno accolto la lettura del messaggio del premier e la lettera del presidente del Senato Schifani, i bravi cronisti di L i b e ro avrebbero sicuramente preso nota. Purtroppo non sapremo mai da quale calorosa accoglienza sarebbe stato accolto l’uomo del “m i ra c o l o ” in carne e ossa poiché il presidente del Consiglio non si è proprio visto. Sarà stato certamente per la naturale ritrosia del personaggio davanti alle manifestazioni di giubilo in suo onore. O forse perché qualcuno lo ha saggiamente avvertito di starsene lontano perché non era proprio aria per le passerelle trionfali. La rabbia degli aquilani e delle popolazioni abruzzesi colpite dal sisma di un anno fa ha motivazioni diverse da quelle che i solerti papaveri della Protezione civile hanno messo in giro. Ovvero: gente incontentabile e che non apprezza, appunto, i miracoli del governo. No, è gente stanca di farsi prendere in giro e che non ne può più di essere usata come fondale di cartone per gli spot dell’informazione unica padronale. Lo sanno anch’es - si che i miracoli sono impossibili. Che per la ricostruzione ci vorranno anni. Ma avrebbero apprezzato un minimo di onestà e rispetto. Ma questo su L i b e ro (viva il Re) non lo leggeremo mai.
nchomsky
07 apr 2010 - 10:27 - #13MIRACOLO ALL’ITALIANA:
“Va ora in onda, miracolo aquilano”. E’ una fiction nella fiction quella che apre il film di Alberto Puliafito, Comando e c o n t ro l l o . Due manichini ascoltano i proclami lanciati dai mass media sul più grande set televisivo italiano: L’Aquila. “Ci hanno raccontato una storia edulcorata – spiega il regista che ieri ha presentato il suo lavoro in anteprima a New York – siamo stati ingannati come delle bambole e anch’io all’inizio non riuscivo a capire la differenza tra le notizie e le leggende met ro p o l i t a n e ”. Puliafito ha vissuto otto mesi a L’Aquila, prima in tenda e poi ospite di una famiglia che aveva costruito nel cortile delle casette di legno, a stretto contatto con la realtà raccontata. Quest’esperienza gli ha dato la possibilità di realizzare due documentari (il primo era Yes we camp), con un punto di vista lontano da quello “uf ficiale” dei grandi mezzi di comunicazione, in primis la televisione. E allora Puliafito si è concentrato sulla “ricostruzione mediatica”, sullo stravolgimento del piano regolatore a uso e consumo della comunicazione e al controllo sottratto ai cittadini sul loro futuro. Un disegno, secondo il regista, studiato a tavolino e rintracciabile nel “Metodo Augustus”, un manuale scritto da Elvezio Galanti, dirigente della Protezione civile, nel 1992, volto a dare indicazioni sui metodi di risoluzione delle emergenze. Per esempio che in casi come questo i cittadini dovrebbero essere tenuti più vicini e più partecipi possibile agli avvenimenti. Ma dal 1997 ad oggi, il volume è stato integrato con delle indicazioni sulla comunicazione. “La popolazione è comunque sempre coinvolta nelle situazioni di crisi – si legge nel manuale – sia emotivamente, sia fisicamente”. Secondo la Protezione civile “se la sua controparte istituzionale sarà sufficientemente autorevole e determinata, la maggior parte dei cittadini sarà disponibile ad abdicare alle proprie autonomie decisionali, a sottoporsi a privazioni e limitazioni, ad ‘u bb i d i re ’ alle direttive impartite. Un chiaro piano di comunicazione […] permetterà una più agevole accettazione delle misure adottate. Non solo: qualora il precipitare degli eventi lo rendesse necessario, sarà più facile imporre una disciplina più ferrea e chiedere sacrifici più duri”. Un metodo militare, che molti degli sfollati aquilani raccontano nel film di aver subito. “Ci hanno ospedalizzati per un anno – spiegano i cittadini – ave - vamo anche troppo cibo e tutta l’assistenza possibile. Come stare in un ricovero. Una narcolessia sociale mentre ripensavano la nostra città”. Le immagini documentano come nelle tendopoli l’accesso sia impedito dalla polizia agli estranei che vogliano fare riunioni, volantinaggi, r iprese. “La realtà è un’altra cosa da quella che vedete in tv – ra c c o n t a una cittadina intervistata – è l’opposto”. Infatti ciò che appare è una città risolta, ricostruita ex novo, come tante L’Aquila due, piccolo grande sogno di Silvio Berlusconi. “Il progetto delle new town–spiega uno degli esperti – è stato presentato il giovedì successivo al terremoto. É impossibile che lo abbiano studiato per L’Aquila in quella settimana, è evidente che stava già nel cassetto pronto per un’emer genza”. Che è stata gestita in procedura straordinaria, come il G8 e un’altra serie di grandi eventi, dai Mondiali di nuoto all’Expo 2015. In deroga a tutte le procedure di controllo. “Sovrano è colui che decreta lo stato di emergenza”, si legge alla fine del film. La frase è di Carl Schmitt, giurista nazista.
fc77
07 apr 2010 - 10:34 - #14HO DOVUTO REISCRIVERMI, IERI SENZA MOTIVO MI HANNO BLOCCATO ENRICO XC.
TROVO SCANDALOSO CHE QUALCHE MODERATORE ESERCITI CENSURA PROPRIO SU UN BLOG NEI CONFRONTI DI CHI, COME ME ESPRIME CIVILMENTE LE PROPRIE IDEE.
LA SINISTRA COME AL SOLITO SI COMPORTA IN MANIERA NON DEMOCRATICA.
enrico sei una lagna,soffri di schizofrenia paranoide,ieri hanno bannato anche il “comunista” chico…..
marcopagni73
07 apr 2010 - 10:42 - #15Dietro Enrico xc si cela DANIELE CAPEZZONE…
Brrrrrrrrrr paura!!!
fc77
07 apr 2010 - 10:53 - #16Pare che sarà Renzo Bossi a scrivere la nuova Costituzzione. Si scriverà con due zeta per distinguerla da quella attuale scritta dai bolscevichi.
marcopagni73
07 apr 2010 - 10:59 - #17@fc77
“voi di sinistra sapete solo offendere”
Aspetto Enrico …….
Buongiorno bella topona sinistroide..
fc77
07 apr 2010 - 11:01 - #18ahahahah bella topona a chi?
enrico quando ci si mette è più pesante della pasta e fagioli(abruzzesi) alle 5.00 di mattina…..
marcopagni73
07 apr 2010 - 11:15 - #19“intercettazioni:stretta sui tempi del ddl”……
Ma non era tempo di riforme??
marcopagni73
07 apr 2010 - 11:18 - #20“tremonti:la riforma fiscale la facciamo io e il premier”
Siamo a posto………
enricoxc
07 apr 2010 - 11:52 - #2114 se e’ per questo hanno bannato macleod, trovo comunque che le mie argomentazioni siano garbate ed educate, certo alla linea politica del blog forse non piacciono, se qualcuno controlla concordera’ che per l’ ennesima volta mi si e’ tappata solo la bocca.
enrico xc comunque non funziona piu’…
fc77
07 apr 2010 - 11:57 - #22ma che dici enrì,come non piaci al blog?,un comico come te neanche su happyblog c’è… :D
enricoxc
07 apr 2010 - 12:22 - #23le mie idee vincono le elezioni intanto, le vostre le perdono.
ad essere rappresentati sono quindi i MIEI interessi, a me sta bene cosi’…
la censura poi su un blog e’ segno di debolezza intellettuale.
marcopagni73
07 apr 2010 - 12:24 - #24Ah menomale ….è tornato lo stesso di sempre.
Quando qualcuno viene eletto deve legiferare per tutti i cittadini…aggiornati
enricoxc
07 apr 2010 - 12:37 - #25quando uno viene eletto persegue il programma prefissato, tutelando evidentemente le idee della parte vincente.
morale, se vorrete fare come vi pare dovrete essere in grado di vincere ampiamente le elezioni tra tre anni garantendovi una maggioranza compatta e in grado di non litigare per tutti gli anni della legislatura.
al momento per la sinistra e’ semplicemente IMPOSSIBILE…
marcopagni73
07 apr 2010 - 12:44 - #26Quando si viene eletti con una maggioranza non si può fare come ci pare comunque….ce la fai a capirlo?
Il ddl sulle intercettazioni serve agli italiani?
Il legittimo impedimento serve agli italiani?
Il lodo alfano serve agli italiani?
L’immunità serve agli italiani?
No……servono tutte a uno solo.
È scandaloso un premier che sfrutta la sua posizione per pararsi il culo,invece di agire per il bene dei cittadini
enricoxc
07 apr 2010 - 13:21 - #27certo che servono agli italiani, qualcuno vuole uno stato controllato dalla magistratura deviata, dei cittadini spiati senza motivo, un premier legittimamente eletto indagato a vanvera da 16 anni, io sono col governo e con me la MAGGIORANZA degli elettori italiani.
marcopagni73
07 apr 2010 - 13:32 - #28Basta ci rinuncio…..non c’è più sordo di chi non vuol sentire
luvi
07 apr 2010 - 13:35 - #29@Enrico, giusto per tua cultura personale. TU eleggi dei rappresentanti che diventano rappresentanti di TUTTI, anche di chi non li ha votati, e non dei semplici latori delle tue richieste. Punto.