Mattarella è il nuovo presidente della Repubblica

Sergio Mattarella nuovo Presidente della Repubblica? Lo scrutinio della quarta votazione in diretta

Ore 19.41 - Sergio Mattarella, proclamato questa mattina 12esimo Presidente della Repubblica Italiana con 665 voti, è rimasto oggi al Palazzo della Consulta in compagnia della famiglia, dove è stato raggiunto dalle presidenti di Camera e Senato per comunicargli il risultato dello scrutinio:

"Il mio pensiero va sopratutto e anzitutto alle difficoltà e alle speranze dei nostri concittadini"

Nel pomeriggio, come suo primo atto pubblico, il neo-Presidente si recherà alle fosse Ardeatine a rendere omaggio al mausoleo dei caduti del nazifascismo:

"L'Europa saprà battere chi oggi vuole gettarci in una nuova stagione di terrore"

ha dichiarato alla stampa, sottolineando così fin da subito lo stretto legame tra Italia ed Europa e l'importanza dell'Unione nel corso del suo prossimo settennato. La visita è stata effettuata in forma privata.

Il giuramento avverrà martedì 3 febbraio alle ore 10 a Montecitorio e successivamente si insedierà al Quirinale, dopo aver ricevuto gli onori militari nel cortile del palazzo.

Sergio Mattarella

Sergio Mattarella

31 gennaio 2015: il nuovo Presidente della Repubblica è Sergio Mattarella: superato il quorum di 505 voti alla quarta votazione.


    La votazione in tempo reale: clicca qui per seguire la nostra diretta

(il sondaggio non ha alcun valore statistico)



Quirinale, i candidati

29 gennaio - Partono oggi le votazioni per decidere il nome del prossimo presidente della Repubblica, ma in verità i giochi sono ancora in pieno svolgimento. E l'impressione è che alcuni nomi vengano buttati al solo scopo di costringere l'avversario a fare un passo indietro, mentre altri possono essere una trappola buttata lì per mettere in difficoltà chi ha in mano il pallino del gioco.

Sergio Mattarella - È il nome che circola con più insistenza. Piace a Renzi, può mettere d'accordo il Pd, ma c'è un piccolo problema: non piace a Silvio Berlusconi, che teme possa essere una sorta di "nuovo Scalfaro". E allora perché Renzi insiste? Potrebbe trattarsi di pretattica, oppure il premier potrebbe aver deciso di fare a meno del Cavaliere, difficile però in un momento in cui le riforme istituzionali che vengono approvate anche con i voti di Forza Italia sono in piena fase di approvazione.

Giuliano Amato - Il fatto che si continui a fare il nome di Giuliano Amato potrebbe confermare la pretattica di cui sopra: il "dottor Sottile" piace a Berlusconi, piace a una parte consistente del Pd, ma non piace a Matteo Renzi. Ed è forse proprio per evitare una manovra a tenaglia ai suoi danni che Renzi continua a puntare su Mattarella, con lo scopo però di ottenere uno scambio con Berlusconi: il premier smette di puntare su Mattarella se Berlusconi smette di appoggiare Amato.

Pier Carlo Padoan - In molti sottolineano come l'attuale ministro dell'Economia abbia tutti i requisiti necessari per svolgere il ruolo di capo dello Stato, soprattutto per il rispetto di cui gode in Europa. E però, davvero Renzi vuole privarsi del suo sodale per le riforme di stampo economico in questo momento? In più, Berlusconi ha più volte chiesto che il presidente non sia un tecnico.

Pierluigi Bersani - Proposto dal Movimento 5 Stelle, che sta cercando di organizzare una bella trappola che metta in difficoltà il Pd, potrebbe spuntare fuori come carta a sorpresa: se Pd e Movimento 5 Stelle si uniscono, infatti, l'elezione del Capo dello Stato sarà cosa fatta. È evidente, però, come la cosa sarebbe decisa ai danni di Renzi, che difficilmente potrebbe tenere in vita così il Patto del Nazareno.

Romano Prodi - Valgono più o meno le stesse cose dette per Bersani, ed è ancora più probabile che sarà quello il nome deciso dal M5S. Indigeribile per Berlusconi, scomodo per Renzi, ma amato dal popolo del centrosinistra. Un presidente della Repubblica, però, che sarebbe molto divisivo incarnando la nemesi di Silvio Berlusconi. La sua elezione potrebbe avere conseguenze imprevedibili sulla legislatura.

Walter Veltroni - Il vero outsider, cosa che però potrebbe non nuocerli dal momento che i nomi che troppo circolano nei giorni che precedono il conclave tendono a essere bruciati. Il fondatore del Partito Democratico dalla sua ha numerosi vantaggi: non è un tecnico, ma allo stesso tempo si è ritirato dalla politica militante; piace a Renzi (che ha dichiarato più di una volta di ispirarsi a lui); piace a Berlusconi (unico avversario che non l'abbia demonizzato); piace alla minoranza Pd, di cui è stato compagno di militanza nel Pci.

Le trattative per il Capo dello Stato


24 gennaio - L'elenco di nomi bruciati, di candidature improbabili buttate lì solo per tenere buoni i giornali per qualche giorno e di evergreen che rispuntano ogni sette (o nove) anni continua ad allungarsi. In queste ultime ore le nubi hanno iniziato a diradarsi e almeno si sa chi, tra i tanti candidati di cui si è parlato, non ha probabilmente alcuna chance di farcela: Sergio Mattarella, Giancarlo Padoan, Ignazio Visco. Secondo Repubblica, il cerchio si stringe attorno a quattro nomi: Giuliano Amato, Graziano Delrio, Dario Franceschini, Walter Veltroni. Il primo è costantemente in lizza, e l'esperienza insegna che non è un buon modo per conquistare la poltrona più prestigiosa d'Italia; il secondo e il terzo non sembrano davvero avere la caratura necessaria per fare il capo dello Stato; resta Veltroni, che potrebbe essere davvero il nome in grado di ottenere l'assenso anche da parte di Forza Italia e che metterebbe in seria difficoltà la minoranza del Pd.

Toto Quirinale: il nome di Renzi verra resa noto giovedì

18 - Secondo quanto riportano le agenzie stampa giovedì mattina il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi annuncerà il nome che il suo partito voterà nella tornata per il Quirinale. La decisione è stata presa dalla segreteria democratica, che ha anche deciso che sarà sempre il premier Matteo Renzi a guidare la delegazione del Pd che da martedì incontrerà tutti i partiti in vista dell'elezione del presidente della Repubblica.

23 gennaio - E' sempre bufera sulla futura elezione del capo dello Stato, in particolare nella parte più a sinistra dell'emiciclo parlamentare: Pippo Civati torna sulle barricate e, con un post pubblicato sul suo blog, attacca frontalmente la segreteria del Partito Democratico e il Patto del Nazareno, arrivando a proporre un "candidato NN", lontano da logiche partitiche e parlamentari ed aperto alla società civile:

"Tutti coloro che stanno dicendo peste e corna del patto del Nazareno e della sua estensione (e addirittura della sua finalizzazione alla creazione di un nuovo soggetto politico) dovrebbero fare una proposta sul Presidente della Repubblica perché non sia espressione del Nazareno, come ormai scrivono tutti i giornali [...] Se fosse un’iniziativa che nasce in Parlamento, oltre al Nome della Rosa (e alla Rosa dei Nomi), costringerebbe tutto il Pd a un dibattito vero, non al solito ‘canguro’ tra le dichiarazioni, al termine delle quali si arriva puntualmente all’«o così, o niente».
Un candidato NN, non-Nazareno, che non nasce tra quattro mura, ma all’aperto, nell’aula parlamentare e nella società italiana."

Una proposta sposata in toto dalla direzione di Sel, che propone di lanciare un "fronte anti-Nazareno" (comprensivo di M5s), indicato come "inquinamento permanente della politica italiana". Intanto nella mattinata di oggi era stato Angelino Alfano ad aprire le braccia ai democratici, aprendo alla possibilità di votare un candidato "forte" del Partito Democratico.

22 gennaio - Mentre si chiarisce come Antonio Martino sia solo il candidato di bandiera di Berlusconi, utilizzato per capire quanti sono i fedelissimi del Cavaliere e se c'è una possibilità di ricostruire il centrodestra; i nomi che continuano a circolare sono sempre gli stessi, in primis quelli di Giuliano Amato e Sergio Mattarella. Tradizione vuole però che i nomi che circolano con troppa insistenza alla vigilia della votazione difficilmente vengano eletti, quindi meglio non fidarsi troppo.

Nel frattempo dal blog di Beppe Grillo viene lanciata l'offerta: "Chiediamo a Renzie prima che inizino le votazioni la rosa di nomi che si appresta a presentare, come ha ribadito più volte, in qualità di presidente del partito di maggioranza, per proporla ai nostri iscritti in Rete e farla votare. Toc, toc, Renzie batti un colpo di democrazia".

Toto Quirinale: Berlusconi lancia la candidatura di Martino

20.04 - Silvio Berlusconi, che ha incontrato i deputati azzurri subito dopo il vertice con Angelino Alfano, avrebbe rivelato ai forzisti il nome del "loro" candidato al Quirinale: l’ex ministro della Difesa Antonio Martino, tra i fondatori di Forza Italia.

Martino, descritto come "la tessera numero due" del partito, intervistato da La Zanzara sembra tuttavia piuttosto sorpreso dell'investitura (ancora ufficiosa):

"Io candidato? Non so nulla, mi sembra uno scherzo da prete"

In effetti sono molti gli esponenti, da Forza Italia a Nuovo CentroDestra, a dirsi perplessi sul nome snocciolato da Berlusconi. Gaetano Quagliariello, di NCD, ha dichiarato:

"Nel corso dell'incontro tra noi e Forza Italia non sono state prese in considerazione ipotesi di voto comune per i primi tre scrutini. Ovviamente continueremo a discuterne nei prossimi giorni. Al momento, l'ipotesi dei gruppi di Area Popolare è votare scheda bianca alle prime votazioni."

17.11 - Dopo l'incontro di pochi giorni fa Silvio Berlusconi e Angelino Alfano sono tornati ad incontrarsi nel pomeriggio di oggi per fare il punto della situazione sui possibili candidati di area centrodestra al Quirinale.

Al termine del vertice è stato lo stesso Alfano a dichiarare alla stampa:

"Abbiamo deciso tre cose: la prima è che indicheremo un candidato comune al Pd e a Renzi. Faremo insieme sempre una valutazione comune sui candidati che ci propongono loro e da subito mettiamo in comunicazione i nostri gruppi per organizzare il lavoro."

Alfano parla di un vero e proprio "patto per il Presidente della Repubblica". Alla riunione erano presenti anche i capigruppo di Area popolare (il rassemblement centrista che include Ncd e Udc) e di Forza Italia mentre in serata Berlusconi incontrerà i parlamentari forzisti.


16.31 - Il premier Matteo Renzi, interpellato dai cronisti a margine del meeting di Davos in Svizzera, ha annunciato che cominceranno la settimana prossima gli incontri tra esponenti del PD e degli altri partiti per decidere il nome forte da presentare tra le varie candidature al Quirinale.

"Dalla prossima settimana il Pd incontrerà gli altri partiti di tutto l'arco costituzionale [...] anche il presidente della Repubblica, come le riforme, si fanno nel modo più largo possibile e non solo con la maggioranza di governo."

Renzi e Berlusconi hanno concordato, ieri, di rivedersi martedì 27 per chiudere su un nome, giusto il giorno prima della “proclamazione” pubblica all'assemblea dei grandi elettori del Pd come annunciato da Renzi.

Toto Quirinale: i candidati secondo Aldo Giannuli

21 gennaio - Fuori Giuliano Amato, fuori gli ex segretari del Pd, fuori secondo alcuni anche Sergio Mattarella, in pochi credono nell'ipotesi di Anna Finocchiaro, Romano Prodi si è tirato indietro. E poi, Pier Carlo Padoan dato da alcuni borsini in calo, da altri in crescita, i nomi di Pier Ferdinando Casini e di Mario Monti che tornano a farsi strada. Insomma, la strada per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica è ancora lunghissima e piena di ostacoli. Il modus operandi è un po' sempre lo stesso: si tirano fuori nomi al solo scopo di bruciarli, si pongono veti che poi non è detto che vengano rispettati, si cerca di indirizzare la contesa su alcuni binari generici ("di centrodestra", "cattolico", "liberale") nella speranza che l'identikit calzi alla perfezione su qualcuno quando sarà il momento giusto. La verità è che al momento la situazione è più confusa che mai, e che provare a capire chi sale e chi scende davvero, oggi, è come giocare alla lotteria. Per il momento, però, sono talmente tanti i nomi che circolano e quelli già bruciati, che la cosa più difficile è capire chi davvero resti in piedi.

Secondo Aldo Giannuli, che ha appena pubblicato un intervento sul blog di Beppe Grillo, i quattro da tenere d'occhio sono Giuliano Amato, Sergio Mattarella, Pierluigi Castagnetti, Walter Veltroni.

Toto Quirinale: l'incontro tra Renzi e Berlusconi

20 gennaio - Secondo Dagospia, durante l'incontro di oggi tra Renzi e Berlusconi si è parlato anche di Quirinale (i due hanno smentito, però), e si sarebbe arrivati a una prima scrematura di nomi. Via tutti gli ex segretari Pd (quindi Veltroni, Franceschini e Bersani, ma probabilmente anche Fassino) e Giuliano Amato, inviso al premier. La prossima settimana i due si rivedranno e Renzi proporrà dei nomi del Pd ma non di primissimo piano: il ballottaggio sembra essere tra Anna Finocchiaro e Sergio Mattarella, anche se non è escluso un outsider.

Romano Prodi si sfila

18.32 - Romano Prodi si sfila dalla corsa alla Presidenza della Repubblica? Ad affermarlo è lo stesso Prodi, che ha conversato con i giornalisti a margine di un incontro alla Fondazione Must di Bologna con i protagonisti della missione spaziale “Rosetta”.

Lo riporta Radio Radicale su Twitter:


"Ho già fatto le mie dichiarazioni. Sto passando una fase molto interessante e creativa della mia vita, non voglio più essere in mezzo a queste tensioni e vivere altre delusioni."

Quella di Romano Prodi è la seconda "rinuncia eccellente" alla corsa quirinalizia, dopo il recente annuncio di Emma Bonino, che ha rivelato di essere malata di cancro e di dover affrontare una terapia chemioterapica.

Toto Quirinale: i cinque nomi interni al Pd

16 gennaio - Il Partito Democratico sta iniziando la trafila delle riunioni di correnti più o meno segrete per misurarsi e far intravedere la propria forza in vista del grande giorno dell'elezione del nuovo presidente della Repubblica. Compito arduo di Matteo Renzi, che ha incaricato del monitoraggio il fedelissimo Luca Lotti, è quello di capire chi c'è a queste riunioni e quali siano le vere intenzioni al di là delle parole di facciata. Compito arduo, appunto, anche se qualche cose inizia ormai a trapelare.

Stando al Fatto Quotidiano, le varie correnti del Partito Democratico hanno ormai definito i loro candidati: i Popolari di Fioroni puntano su Sergio Mattarella o su Pier Luigi Castagnetti; i giovani turchi punteranno su Anna Finocchiaro o su Giuliano Amato; l'area riformista che fa a capo a Bersani punterebbe su Romano Prodi o Massimo D'Alema; per Civati e i civatiani l'uomo giusto è Romano Prodi. Infine, quelli che contano più di tutti, i renziani: e fra loro si starebbe facendo largo sempre di più il nome di Walter Veltroni.

15 gennaio - Messe ormai alle spalle le dimissioni di Napolitano, restano 14 giorni prima della prima sessione di voto dei Grandi Elettori, giorni che ovviamente saranno riempiti dal toto-Quirinale. Secondo il Corriere della Sera, Renzi sta tenendo contatti in particolare con Prodi, Amato, Mattarella, Castagnetti, Severino e Finocchiaro, anche se non ha chiuso le porte a Delrio e Casini. Ieri, in una conferenza stampa, ha invece escluso l'ipotesi Cantone, dicendo "ha già tanto da fare all'Anticorruzione", anche se forse era solo una battuta di circostanza.

Secondo Fabio Martini de La Stampa, però, il premier sta facendo circolare tutti questi nomi per non rivelare la sua carta coperta, che sarebbe il governatore di Bankitalia Ignazio Visco, un nome che viene ripetuto spesso ma non è mai uscito ad alti livelli per non bruciarlo. Renzi vorrebbe quindi un tecnico, o in seconda battuta un politico già fuori dal Parlamento, come Fassino o Veltroni.

14 gennaio - È il giorno delle dimissioni di Napolitano, e inevitabilmente da oggi i giochi si fanno seri per quanto riguarda il toto Quirinale. Stando alle indiscrezioni di Repubblica, nell'incontro tra Renzi e Berlusconi del 19 dicembre, il premier avrebbe proposto al Cavaliere una rosa di quattro nomi: Castagnetti, Finocchiaro, Mattarella e Veltroni. Nella rosa dei quattro, l'unico ad avere le caratteristiche istituzionali è sicuramente Sergio Mattarella: più volte ministro e dal 2011 giudice costituzionale e già considerato tra i papabili nel 2013. Il nome che però sembra rimanere davvero in pole position è quello di Walter Veltroni, avvantaggiato dall'essersi ormai ritirato dalla politica attiva (garantendo così un profilo super partes) e da una nota simpatia sia da parte di Renzi (che lo vede un po' come il suo ispiratore, soprattutto per la "vocazione maggioritaria" del Pd che entrambi hanno inseguito) che da parte di Berlusconi (che, tra i tanti avversari, è l'unico a non averlo demonizzato).

Toto Quirinale: Dagospia punta ancora su Prodi

13 gennaio - È terminato da poco l'intervento di Matteo Renzi al Parlamento Europeo che segna di fatto la fine del semestre italiano di Presidenza dell'Ue. A questo punto, ogni giorno è buono per le dimissioni di Giorgio Napolitano, e Repubblica stamattina scommette che il Capo dello Stato lascerà il Quirinale già a partire da domani.

A quel punto inizierà un periodo di supplenza con Pietro Grasso a fare funzioni, verrà convocato il Parlamento in seduta plenaria e per i primi tre scrutini sarà necessaria la maggioranza qualificata dei 2/3 dell'assemblea, mentre dal quarto sarà sufficiente la metà più uno. I nomi in campo sono sempre quelli, e a parte Emma Bonino per motivi di salute non sembra che nessuno sia escluso a priori. Neppure Romano Prodi: oggi Dagospia traccia uno scenario, un po' fantapolitico ma neanche troppo, in cui minoranza Pd, Sel e "fittiani" di Forza Italia propongano il Professore, mettendo così in difficoltà l'asse Renzi-Berlusconi.

Toto Quirinale: le chance di Bersani

12 gennaio - Il fatto che Angelino Alfano abbia alzato la voce chiedendo che l'elezione del nuovo presidente della Repubblica non sia una questione "esclusiva" tra Renzi e Berlusconi ci conferma una cosa: sono proprio il segretario del Pd e il leader di Forza Italia ad avere in mano il pallino del gioco, se ancora ci fossero stati dei dubbi. Il punto rimane quindi sempre il solito: qual è il nome in grado di mettere d'accordo i due? Tagliato fuori Prodi, con poche possibilità che davvero il ruolo passi a un tecnico, senza che siano venuti fuori nomi femminili davvero in grado di superare i mille ostacoli che questa elezione comporta, un nuovo nome lo tira fuori il giornalista di sinistra più di destra che l'Italia ricordi: Piero Sansonetti.

Secondo il direttore de Il Garantista ad avere più chance del previsto è Pierluigi Bersani: "La figura ideale per mettere d'accordo Renzi e Berlusconi. È la figura in assoluto più simile a Napolitano, sono fatti della stessa pasta, inclini alla mediazione". Di sicuro, a Berlusconi, andrebbe meglio di Prodi, ma è ancora decisamente troppo presto per decidere il da farsi.

Dalla rosa va purtroppo tolto il nome di Emma Bonino, che poco fa, a Radio Radicale, ha annunciato di avere un tumore ai polmoni e quindi di doversi sottoporre a sei mesi di chemioterapia. La stessa Bonino ha fatto sapere di non avere intenzione di rinunciare all'attività politica "perché da una passione non ci si dimette", ma è evidente come le sue chance di poter salire al Quirinale - e diventare così lei, come da moltissimi auspicato, la prima presidente della Repubblica donna - si riducono a zero.

Toto Quirinale, Prodi fuori dai giochi?

9 gennaio - Che il futuro presidente della Repubblica possa essere Romano Prodi piacerebbe a molti, ma è evidente come la candidatura del professore non vada in alcun modo d'accordo con il patto del Nazareno, che regge nonostante gli scricchioli costanti e che impedisce la salite al Colle del nemico numero di Silvio Berlusconi. Per questo l'uscita di ieri di Pierluigi Bersani ("Bisogna ripartire da Prodi") secondo alcuni è stato un vero e proprio bacio della morte, che ha cancellato anche le poche chance che il professore ancora aveva.

Anche perché, da parte dei renziani, arriva un identikit che ben poco si addice al profilo di Prodi: uno come Napolitano, che aiuti le riforme, che continui nel solco tracciato dal suo predecessore. E quindi uno che rispetti e supporti il patto tra Renzi e Berlusconi. Ecco, Prodi non è l'uomo giusto se questo è l'identikit segnato.

Toto Quirinale, le quote dei bookmakers

7 gennaio - Il toto Quirinale continua a impazzare anche tra i bookmakers inglesi, che però forse non sono così profondi conoscitori della politica italiana, visto che continuano a dare per favorito un Romano Prodi che, certo, avrebbe tutte le carte in regola ma che è penalizzato dall'essere il nemico numero uno di Silvio Berlusconi. E una volta accertato come Beppe Grillo si sia tirato indietro dalle trattative, lasciando il pallino in mano al Cavaliere, le possibilità del Professore scendono drasticamente.

Romano Prodi è comunque il più quotato, dato a 7 e seguito da Stefano Rodotà a 8. Emma Bonino, Massimo D’Alema e Walter Veltroni sono tutti e tre dati a 10. Altri nomi spuntano nella rosa (Casini, Berlusconi, Gentiloni, Padoan, Franceschini), ma si tratta di personaggi che, per varie ragioni, hanno davvero zero chance di farcela (con l'esclusione forse di Casini).

Tra i nomi segnalati, l'unico che sembra in grado di mettere d'accordo le tre componenti decisive (Renzi, Berlusconi, minoranza Pd) continua a essere Walter Veltroni; ma si sa che pronosticare il futuro capo dello Stato è impresa più che ardua.

Toto Quirinale: le chance di Grasso e Boldrini

Nella corsa al Quirinale li abbiamo inizialmente dati come outsider ma le loro quotazioni potrebbero salire, soprattutto dopo le prime eventuali fumate nere: si tratta delle attuali seconda e terza carica dello Stato, ossia il Presidente del Senato Piero Grasso e la Presidente della Camera Laura Boldrini.
Grasso, in particolare, sarà sicuramente Presidente della Repubblica per qualche giorno, perché sarà il "reggente" nel periodo che intercorrerà tra le dimissioni di Giorgio Napolitano e l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Quei giorni potrebbero essere un vero e proprio banco di prova per lui e se l'idea dovesse piacere trasversalmente potrebbe anche restare al Quirinale da "titolare".

Più difficile il discorso per Laura Boldrini che, lo ricordiamo, è stata eletta in Parlamento con Sel e anche se è stata largamente appoggiata per il ruolo di Presidente della Camera, sarebbe più difficile per quello di Presidente della Repubblica perché il Pd punterà su un suo uomo/donna. Il suo nome potrebbe però essere ripescato nelle votazioni successive in caso di numerose fumate nere. Di certo non sarebbe ben vista dal MoVimento 5 Stelle, che la vede quasi come una acerrima nemica, ma non godrebbe neanche dell'appoggio di Forza Italia né di Ncd. Ma i giochi, si sa, li farà principalmente il Pd.

2 gennaio 2015, Toto Quirinale: Cantone in pole position?

Dopo il discorso di fine anno, è ufficiale: Giorgio Napolitano si dimetterà presto. Molto probabilmente il Presidente della Repubblica rimetterà il mandato il 14 gennaio prossimo.

Così, come era prevedibile, si stanno moltiplicando i rumors sul successore di "Re Giorgio". Vi abbiamo già proposto una serie di possibili candidati (che trovate di seguito), ma vale la pena fare il punto della situazione riguardo alle voci degli ultimi giorni.

L'indiscrezione più interessante è quella proposta da L'Espresso. Secondo il giornalista e retroscenista, Marco Damilano, potrebbe essere Raffaele Cantone ad avere la meglio per il Colle. Il magistrato, voluto da Renzi come presidente dell'Autorità Nazionale anticorruzione, è trasversalmente stimato e potrebbe essere il nome adatto per raccogliere consensi anche dal Movimento 5 Stelle. Difficile valutare, invece, se è un candidato "giusto" per Forza Italia, a cui il Pd è legata dal Patto del Nazareno.

In occasione del ricevimento offerto da Napolitano alle alte cariche dello Stato, per i tradizionali auguri natalizi, Cantone, scrive Damilano, "si è mosso come un ospite di gran riguardo". Da Rosy Bindi a Nunzia De Girolamo, da Renzi ad Alfano, tutti si sono dimostrati "molto cordiali" con il magistrato, una cordialità che nel racconto de L'Espresso sembra sconfinare quasi in ammirazione.

Non sappiamo, tuttavia, se L'Espresso, che ha "nominato" Cantone uomo dell'anno 2014, ha elementi concreti su cui fondare il suo pronostico. Non è escluso, infatti, che il gruppo di De Benedetti stia preparando una campagna per tirare la volata al magistrato.

In pole position, per i bookie, rimane Romano Prodi. L'ex Presidente del Consiglio è quotato a 7 e la sua candidatura è stata rafforzata dalle dichiarazioni di Augusto Minzolini. L'ex direttore del Tg 1 non esclude, infatti, che Berlusconi possa alla fine scegliere di votare per il professore. Il Cavaliere non ha preso posizione a riguardo, ma a far presagire che ci starebbe pensando sono state le parole della sua fedelissima, Daniela Santanchè. Ecco cosa ha detto la parlamentare: "Votare Napolitano è stato un grave errore, io non lo voterei mai più, però, sa, ormai il mio stomaco è talmente forte che dopo aver votato Napolitano, cosa vuole, posso votare chiunque".

Emma Bonino, secondo gli scommettitori, è data 11: è la prima delle donne. Nelle ultime ore, però, è in ascesa anche Anna Finocchiaro (molto gradita a Berlusconi). A tale proposito, segnaliamo che, secondo alcuni osservatori, i riferimenti presenti nel discorso di fine anno di Napolitano porterebbero dritti al nome alla senatrice di Modica. Il Presidente ha citato due donne (Fabiola Gianotti e Samantha Cristoforetti), ha richiamato al senso della responsabilità bipartisan, ha condannato la criminalità organizzata (la Finocchiaro è un ex magistrato).

Secondo quanto riportato da Il Giornale, per Claudio Messora, ex comunicatore dei grillini, il candidato del Movimento 5 Stelle potrebbe essere il presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato. Ma, per avere conferme, si dovranno attendere le Quirinarie on line.

Infine, evidenziamo che si è sfilato dalla corsa al Quirinale Mario Draghi, che ha detto di voler restare alla guida della Bce fino al 2019. Difficile dire, in questo momento, se le sue dichiarazioni facciano parte di una sorta di "pretattica" o meno. Un altro dei "papabili", invece, ha inevitabilmente perso terreno. Stiamo parlando di Walter Veltroni. Sul nome dell’ex sindaco di Roma forse oggi potrebbero pesare le vicende di Roma Capitale.

10 novembre 2014, Toto Quirinale: I primi nomi


Il Toto Quirinale ha subito preso a impazzire dopo le voci sempre più insistenti sulle possibili dimissioni di Napolitano a inizio 2015. La ridda di voci sul nuovo presidente della Repubblica ha preso a circolare, coinvolgendo i soliti noti, qualche grande deluso del 2013 e un po' di nomi al femminile, visto che si attende sempre il momento in cui, per la prima volta, sarà una donna a prendere il posto di Capo dello Stato. Vediamo allora chi sono i candidati, i "papabili" per il Quirinale (fermo restando che molto dipende anche dalla tenuta o meno del Patto del Nazareno).

Walter Veltroni. Il suo nome è in pole position nel caso in cui il Patto del Nazareno, com'è probabile, sopravviva alle dimissioni di Napolitano (che secondo molti in quel patto ha un ruolo da protagonista). Il fondatore del Partito Democratico infatti piace a Matteo Renzi (che ha ripreso il suo concetto di "partito a vocazione maggioritaria"), non può dispiacere nemmeno a Berlusconi, che vede in lui uno dei pochi leader della sinistra che non l'ha trattato come un "nemico da abbattere" e potrebbe mettere d'accordo anche la minoranza Pd. Resta da capire se Veltroni è disponibile, visto che gira voce di una sua non disponibilità.

Romano Prodi. Il grande deluso del 2013, l'uomo che subì l'onta di venire cassato dai famosi 101 del suo stesso partito. Il nome di Prodi, fondatore del centrosinistra e totem indiscusso del Pd, potrebbe però tornare in auge nel momento in cui l'accordo tra Renzi e Berlusconi saltasse. Il plus che l'ex premier è in grado di portare è anche quello di non dispiacere ai parlamentari del Movimento 5 Stelle, che sul suo nome, almeno teoricamente, potrebbero convergere. Resta da capire se il professore se la sente di tornare in
gara dopo la cocente delusione di un anno e mezzo fa.

Giuliano Amato. Quando si parla di presidente della Repubblica, il nome di Amato inizia sempre a circolare. Un candidato che non dispiace a nessuno, ma che non suscita nemmeno entusiasmi e che si presta anche a facili critiche per il suo ruolo chiave nel Psi craxiano (fu sottosegretario con Craxi premier). Difficile che l'ipotesi possa concretizzarsi.

Roberta Pinotti. Il primo nome che circola quando si parla di possibili candidati donne. Ministro della Difesa del governo Renzi, non sembra però avere il curriculum adatto a un ruolo del genere (prima di essere ministro, è stata praticamente "solo" parlamentare). Sconta anche una scarsa notorietà.

Anna Finocchiaro. Altra candidata al femminile è Anna Finocchiara. Esponente storica del Pci, Pds, Ds, Pd. Ex magistrato, ex ministro, ex capogruppo al Senato, la sua biografia politica è sicuramente di primo piano ma non immune da qualche sospetto (il caso dell'appalto Solsamb). Difficilmente, inoltre, la sua candidatura riuscirebbe a mettere d'accordo il centrodestra o il Movimento 5 Stelle.

Emma Bonino. A questo giro non sembra nemmeno venire presa in considerazione (forse perché non gode della stima di Matteo Renzi, che infatti non l'ha confermata alla Farnesina nonostante l'ottimo lavoro svolto). Il curriculum della leader radicale è però di tutto rispetto, così com'è in grado di raccogliere simpatie bipartisan. Resta da capire se il nome di Emma Bonino inizierà a prendere quota.

Piero Fassino. Il sindaco di Torino rientra tra i "papabili" soprattutto in seguito alle parole dell'ingegner De Benedetti, che aveva detto di vederlo bene come nuovo presidente della Repubblica. Non che l'editore di Repubblica abbia il potere di nominare il capo dello Stato, ma è anche bene non sottovalutare l'influenza che certi personaggi possono avere. Il curriculum di Fassino, però, non sembra avere un profilo istituzionale tale da giustifica la sua ascesa al Quirinale.

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